
{"id":28762,"date":"2012-10-06T02:55:57","date_gmt":"2012-10-06T00:55:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=28762"},"modified":"2012-10-06T02:55:57","modified_gmt":"2012-10-06T00:55:57","slug":"crte-del-mondo-spazialita-e-mondializzazione-gamec-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/28762\/arte\/crte-del-mondo-spazialita-e-mondializzazione-gamec-bergamo.html","title":{"rendered":"C@RTE DEL MONDO &#8211; Spazialit\u00e0 e Mondializzazione- GAMEC &#8211; Bergamo"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><strong><em>Parte del programma di BergamoScienza 2012<\/em><\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><strong><em><br \/>\n\t<\/em><\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><strong>A cura di Emanuela Casti e Giacinto Di Pietrantonio&nbsp;<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><strong>con la collaborazione di Federica Burini e Stefano Raimondi<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><strong><br \/>\n\t<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><em><span style=\"color: #ff0000\">Inaugurazione: 6 ottobre 2012, ore 12.30<\/span><\/em><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><em><span style=\"color: #ff0000\"><br \/>\n\t<\/span><\/em><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Dal 6 ottobre all&rsquo;11 novembre 2012 la GAMeC &#8211; Galleria d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo <\/strong>ospita la mostra <strong><em>C@rte del Mondo. Spazialit&agrave; e Mondializzazione<\/em><\/strong>,<em> <\/em>nata da un progetto condiviso con l&rsquo;<strong>Universit&agrave; degli Studi di Bergamo<\/strong> attraverso il <strong>CST-Laboratorio <\/strong><strong>C<\/strong><strong>artografico <em>Diathesis<\/em>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Realizzata da GAMeC, dall&#39;Universit&agrave; degli Studi di Bergamo e dall&#39;Associazione Bergamoscienza nell&#39;ambito della X edizione di<\/strong> <strong>BergamoScienza<\/strong>, uno tra i pi&ugrave; importanti festival scientifici internazionali che quest&rsquo;anno si svolge dal 5 al 21 ottobre, <strong>la mostra<\/strong><strong> si concentra su due dei temi cardine dell&rsquo;edizione: la spazialit&agrave; e la mondializzazione<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Le sale della GAMeC accolgono numerose <strong>opere d&rsquo;arte<\/strong> che affrontano le tematiche cardine di <em>spazio, misura <\/em>e <em>geografia<\/em> accanto a <strong>prezioso materiale cartografico<\/strong> che mostra lo sviluppo della Geografia e l&rsquo;interpretazione del rapporto tra<em> spazio<\/em> e <em>societ&agrave;<\/em> nei diversi periodi storici.<\/span> <br \/>\n\t\t<span style=\"color: #000000\"><strong>Un percorso espositivo articolato che<\/strong>, escludendo un <em>excursus<\/em> storico sulla cartografica, <strong>presenta al visitatore l&rsquo;evoluzione del concetto di spazialit&agrave; e le sue molteplici forme di rappresentazione fino alle attuali riformulazioni topologiche<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">In mostra, tra le altre, mappe<strong> <\/strong>di enorme valore documentale come la pergamena quattrocentesca di <strong>Giovanni Pisato<\/strong> raffigurante la Lombardia; opere di <strong>Giacomo Gastaldi, Giovan Battista Caniana, Carlo Bartolomeo Grismondi <\/strong>e<strong> Francesco Morandi <\/strong>provenienti da Istituti di conservazione veneti e lombardi; capolavori provenienti dall&rsquo;Accademia Carrara di Bergamo (tra gli artisti presenti <strong>Vincenzo Foppa, Bernardo Canal <\/strong>e<strong> Johann Georg Sanz<\/strong>)<strong> <\/strong>e importanti opere di artisti contemporanei quali <strong>Alighiero Boetti, Emilio Isgr&ograve;, Alberto Garutti, Giulio Paolini, Anish Kapoor, Flavio Favelli, Matt Mullican, Robert Gligorov, <\/strong><strong>Giuseppe Stampone <\/strong>e<strong> Patrice Cujo<\/strong>, solo per citarne alcuni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">I documenti e le opere presenti in mostra coprono un vasto periodo storico, dal Rinascimento ai giorni nostri, al fine di comprendere il mondo in cui viviamo, il <em>postmoderno<\/em>, a proposito del quale il filosofo americano Frederic Jameson nel volume <em>La logica culturale del tardo capitalismo<\/em> ha parlato del bisogno di realizzare una forma culturale basata sull&rsquo;estetica della cartografia cognitiva, affermando: <em>&lsquo;La forma politica del postmoderno, se mai ne avr&agrave; una, avr&agrave; come vocazione l&rsquo;invenzione e la proiezione di una cartografia cognitiva, su scala sociale e spaziale&rsquo;.<\/em><\/span><br \/>\n\t\t<span style=\"color: #000000\">Infatti, una delle sfide pi&ugrave; intriganti della contemporaneit&agrave; &egrave; di rappresentare il mondo globalizzato. La mondializzazione, scardinando alle radici la <\/span><em>componenzialit&agrave; <\/em><span style=\"color: #000000\">del Mondo determinata dalle frontiere, elementi propri della modernit&agrave;, esige una nuova riproduzione ancorata alla <\/span><em>reticolarit&agrave;; <\/em><span style=\"color: #000000\">quest&rsquo;ultima, determinata dalle connessioni e dalle relazioni che i poli metropolitani alimentano, fa diventare il Globo un sistema unitario e, allo stesso tempo, plurale, che va rappresentato mediante nuove elaborazioni concettuali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>La sfida &egrave; di riuscire a rappresentare la <em>spazialit&agrave;<\/em> <em>societale,<\/em> ossia un mondo non pi&ugrave; costituito solo da terre, mari, continenti e stati, cio&egrave; da elementi fisici e fenomenici, quanto piuttosto da esseri umani e dalle comunit&agrave; che trasformano tali elementi in <em>spazio abitato<\/em><\/strong><em>.<\/em> Una sfida recentemente raccolta da alcuni artisti contemporanei che creano immagini evocanti il movimento, la connettivit&agrave; del mondo di oggi e lo spazio nelle sue diverse sfaccettature, ma anche da geografi, che hanno sperimentato nuove cartografie che recuperano la terza dimensione, la sfericit&agrave; terrestre e l&rsquo;anamorfosi, per esaltare la presenza dell&rsquo;individuo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Queste le <strong>quattro sezioni<\/strong> in cui si articola la mostra:<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000\">La cartografia come spazializzazione del Mondo<\/span><\/strong><br \/>\n\t\t<span style=\"color: #000000\">La sezione illustra l&rsquo;importanza della cartografia nel determinare il nostro rapporto con il mondo.<\/span><br \/>\n\t\t<span style=\"color: #000000\">Semioticamente la carta &egrave; definita come una rappresentazione analogica del mondo basata su un linguaggio digitale che assolve due funzioni primarie: descrivere e concettualizzare, ovvero dire come &egrave; fatto il mondo e fornire una sua interpretazione. <strong>Attraverso planisferi, carte nautiche, carte amministrative e atlanti vengono analizzate le influenze che la cartografia ha avuto sul panorama artistico contemporaneo<\/strong>; i documenti esposti mostrano l&rsquo;origine cinquecentesca della struttura tecnica di questa disciplina, e le opere presenti la rimettono in scena. Inoltre, viene mostrato come nel tempo essa abbia incarnato un concetto di spazio che &egrave; mutato in relazione alla societ&agrave; di appartenenza: dalla spazialit&agrave; dell&rsquo;<em>ecumene<\/em> in et&agrave; greca a quella <em>reticolare<\/em> del periodo romano; da quella <em>odologica<\/em> e <em>creazionista<\/em> del Medioevo a quella <em>areale<\/em> del Rinascimento.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000\">La descrizione del mondo: territorio e paesaggio<\/span><\/strong><br \/>\n\t\t<span style=\"color: #000000\">Dal periodo rinascimentale la cartografia ha illustrato anche l&rsquo;aspetto visivo dei luoghi e il concetto di paesaggio &egrave; stato formalizzato sia in ambito pittorico sia cartografico. <strong>Questa sezione mostra alcuni esempi di carte territoriali o paesaggistiche, riconosciute rispettivamente grazie al punto di osservazione: zenitale per il territorio e prospettica per il paesaggio<\/strong>, per l&rsquo;esclusione o l&rsquo;inclusione del soggetto che osserva e interpreta ci&ograve; che vede.<\/span><br \/>\n\t\t<span style=\"color: #000000\"><strong>In mostra carte, dipinti e nuove elaborazioni digitali che, nel tentativo di recuperare i valori culturali dei luoghi illustrati, assumono tridimensionalit&agrave; e un linguaggio figurativo<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000\">La topografia e il dominio del mondo<\/span><\/strong><br \/>\n\t\t<span style=\"color: #000000\">Nel XVIII secolo la topografia, adottando un linguaggio astratto e codificato, ha escluso la possibilit&agrave; di mostrare il valore sociale del territorio e quello culturale del paesaggio, producendo cos&igrave; la banalizzazione del mondo. Questo strumento &egrave; stato utilizzato per controllare i territori europei e dominare, mediante l&rsquo;esportazione di tale modello spaziale, quelli coloniali in ogni parte del globo. In questo modo, l&rsquo;identit&agrave; e i valori olistici dell&rsquo;<em>Altrove<\/em> sono stati annullati. <strong>La sezione illustra la nascita della topografia, gli strumenti tecnici di cui si serve e le ripercussioni sul controllo del territorio europeo e sul dominio di quello straniero attraverso dipinti, carte e fotografie<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000\">La mondializzazione e la nuova spazialit&agrave;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La mondializzazione scardina la <em>spazialit&agrave;<\/em> <em>areale<\/em> e ne propone una <em>reticolare<\/em>. L&rsquo;insieme delle relazioni e della circolazione di persone, merci e informazioni ha annullato i confini; inoltre, l&rsquo;eurocentrismo &egrave; stato soppiantato dalla multipla polarit&agrave; delle megalopoli. I cartografi stanno cercando di restituire questa spazialit&agrave; reticolare mediante tecniche quali l&rsquo;anamorfosi, l&rsquo;autoestensione, l&rsquo;interattivit&agrave; e la cartografia di paesaggio.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Realizzata da GAMeC, dall&#39;Universit&agrave; degli Studi di Bergamo e dall&#39;Associazione BergamoScienza <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">GAMeC &#8211; Galleria d&#39;Arte Moderna e Contemporanea<br \/>\n\t\tVia San Tomaso, 53 <br \/>\n\t\t24121 Bergamo<br \/>\n\t\ttel.: +39 035 270272<br \/>\n\t\tfax: +39 035 236962<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"http:\/\/www.gamec.it\">www.gamec.it<\/a> <\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte del programma di BergamoScienza 2012 A cura di Emanuela Casti e Giacinto Di Pietrantonio&nbsp; con la collaborazione di Federica Burini e Stefano Raimondi Inaugurazione: 6 ottobre 2012, ore 12.30 Dal 6 ottobre all&rsquo;11 novembre 2012 la GAMeC &#8211; Galleria d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la mostra C@rte del Mondo. 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