
{"id":286,"date":"2009-02-04T02:58:29","date_gmt":"2009-02-04T00:58:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=286"},"modified":"2009-02-04T02:59:47","modified_gmt":"2009-02-04T00:59:47","slug":"deco-arte-in-italia-1919-1939","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/286\/arte\/deco-arte-in-italia-1919-1939.html","title":{"rendered":"D\u00c9CO. Arte in Italia 1919 &#8211; 1939"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">Rovigo, Palazzo Roverella<br \/> 31 gennaio &#8211; 28 giugno 2009<\/p>\n<p> Dal 31 gennaio 2009, Palazzo Roverella riproporr&agrave; il suo annuale appuntamento con le grandi esposizioni d&#39;arte. Il filone sar&agrave;, ancora una volta, quello dell&#39;arte in Italia tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.<br \/> Dopo aver, con successo, indagato gli anni della Belle Epoque (1880 &#8211; 1915), &egrave; la volta del D&eacute;co, un termine che indica un gusto che segn&ograve; nelle diverse arti il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. D&eacute;co esprime la ricerca di una modernit&agrave; che intendeva superare la mera funzionalit&agrave; delle forme aggiungendo ad esse eleganza e persuasivit&agrave;.<\/p>\n<p> La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con Accademia dei Concordi, la Regione del Veneto, il Comune e la Provincia di Rovigo, &egrave; curata da Dario Matteoni e Francesca Cagianelli. Direzione della mostra: Alessia Vedova. Rester&agrave; aperta sino al 28 giugno 2009.<\/p>\n<p> Il termine Art D&eacute;co o pi&ugrave; brevemente D&eacute;co fu coniato negli anni &#39;60 come ricapitolazione critica condotta dagli storici di uno stile o, pi&ugrave; correttamente possiamo dire di un gusto che aveva segnato nelle diverse arti il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. Come sovente accade per la storia dell&#39;arte fu il riconoscimento a posteriori di temi e di formule figurative riconducibili ad un comune denominatore. E&#39; possibile definire il D&eacute;co come manifestazione di un gusto non fondato su precise teorizzazioni &#8211; in questo si &egrave; voluto vedere la discontinuit&agrave; con l&#39;Art Nouveau &#8211; ma assai diffuso in tutte le manifestazioni artistiche rivolte, come si diceva, alla ricerca del &quot;moderno&quot;. Il D&eacute;co, affermatosi negli anni Venti e Trenta e caratterizzato da numerose sfaccettature, si ispira alle geometrie dell&#39;universo della macchina, alle forme prismatiche delle costruzioni metropolitane e a modelli di una classicit&agrave; altrettanto persuasiva nei propri canoni di eleganza. Il termine D&eacute;co &egrave; facilmente passato dal ristretto mondo degli specialisti al largo pubblico che rapidamente si &egrave; impadronito di questa etichetta evocativa di una moda.<!--more--><\/p>\n<p> Fino ad oggi il tema del D&eacute;co indagato &egrave; presentato al grande pubblico prevalentemente per gli aspetti connessi alle arti applicate, agli interni e all&#39;architettura. Solo di recente si &egrave; cercato di verificare anche nelle altre arti le possibili consonanze con il gusto d&eacute;co. L&#39;intento della mostra che si aprir&agrave; nelle sale della Pinacoteca Palazzo Roverella di Rovigo &egrave; di offrire al pubblico un possibile filo di lettura con uno sguardo che privilegia la produzione pittorica (senza tralasciare la scultura cui &egrave; dedicata una sezione) nell&#39;assunto che un filo di coerenza percorra tali ricerche proprio nel riferirsi alla comune problematica della decorazione e del moderno.<br \/> La critica aveva potuto cogliere un possibile avvio della stagione del D&eacute;co nell&#39;Exposition Internationale Arts D&eacute;coratifs et Industriels des Modernes che si era tenuta a Parigi nel 1925, sottolineando, quindi, un primato della Francia.<br \/> Anche l&#39;Italia partecipa con una posizione affatto originale all&#39;affermarsi di tale gusto: non possiamo dimenticare che a partire dal 1923 si tengono a Monza mostre biennali di arti decorative seppure ancora legate all&#39;idea di un artigianato regionale. La mostra, articolata in undici sezioni, intende documentare lo svolgersi in Italia di questa stagione artistica che dal decorativismo derivato ancora dall&#39;esperienza liberty di Galileo Chini, di Umberto Brunelleschi o di Duilio Cambellotti passa ad utilizzare le idee formali del Futurismo come dimostrano le opere di Giacomo Balla, di Fortunato Depero, di Diulgheroff, di Fillia. E&#39; quindi vero che nel D&eacute;co italiano possiamo trovare ad un tempo sollecitazioni classiciste, visioni orientalizzanti, rappresentazioni del mondo meccanico, attenzione alla sinuosit&agrave; offerta dai ritmi della danza, e modellazioni plastiche tipiche degli sports. Nella visione di modernit&agrave; riconducibile al d&eacute;co cos&igrave; come si manifesta nel contesto dell&#39;arte italiana degli anni Venti e Trenta , possiamo annoverare con diversi accenti che trovano ampia giustificazione nelle sezioni nelle quali si articola la mostra le opere di Giulio Aristide Sartorio, di Alberto Martini, di Ferruccio Ferrazzi, di Achille Funi, di Mario Sironi, di Felice Casorati, di Guido Cadorin, di Giacomo Balla, di Massimo Campigli, di Ernesto Thayat, e tanti altri. La mostra intende poi documentare alcuni aspetti esemplari connessi alle arti decorative al fine proprio di offrire le possibili sfaccettature con le quali il gusto d&eacute;co si presenta in Italia: cos&igrave; accanto alla grafica si &egrave; voluto in particolare presentare la produzione che l&#39;architetto milanese Gi&ograve; Ponti realizza per l&#39;industria ceramica Richard Ginori, produzione significativamente premiata all&#39;Esposizione di Parigi del 1925 e ancora l&#39;attivit&agrave; di Vittorio Zecchin in bilico tra decorazione pittorica e raffinate produzioni vetrarie.<\/p>\n<p> La undici sezioni sono cos&igrave; intitolate: Inflessioni decorative; Verso nuove sintesi; Orizzonti esotici; Da Venezia a Bisanzio: il D&eacute;co di Vittorio Zecchin tra vetri e dipinti; Il Pochoir: mode tra Oriente e Settecento; Divagazioni futuriste; Donne del futuro; La severit&agrave; del D&eacute;co; Il sogno dell&#39;antico; Gi&ograve; Ponti:conversazioni classiche alla Richard-Ginori; D&eacute;co scolpito.<br \/> D&Eacute;CO. Arte in Italia 1919 &#8211; 1939. Rovigo, Pinacoteca di Palazzo Roverella, 31 gennaio &#8211; 28 giugno 2009.<br \/> Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con Accademia dei Concordi, Regione del Veneto, Comune e Provincia di Rovigo. In collaborazione con Intesa Sanpaolo, Cassa di Risparmio del Veneto, Eurizon Tutela ed Eurizon Vita. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attivit&agrave; culturali.<br \/> A cura di Dario Matteoni e Francesca Cagianelli; direzione della mostra: Alessia Vedova.<br \/> Catalogo: Silvana Editoriale<\/p>\n<p> Per informazioni, prenotazioni, didattica, laboratori, visite guidate:<br \/> Pinacoteca di Palazzo Roverella<br \/> tel. 0425.460093<br \/> cell. 348.3964685<br \/> fax 0425.27993<br \/> da luned&igrave; a sabato<br \/> orario 9.30-18.30<br \/> HYPERLINK &quot;mailto:info@palazzoroverella.com&quot; info@palazzoroverella.com<br \/> www.palazzoroverella.com<\/p>\n<p> Sede e orari:<br \/> Pinacoteca di Palazzo Roverella, Via Laurenti 8\/10, Rovigo<br \/> feriali 9.00-19.00; sabato 9.00-21.00; festivi 9.00-20.00. Chiuso i luned&igrave; non festivi<\/p>\n<p> Biglietti<br \/> intero ? 9<br \/> ridotto ? 7 (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate); gratuito (bambini fino ai 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, militari in divisa);<br \/> gruppi (almeno 20 persone) ? 7 (gratuito per un accompagnatore); gruppi scolastici ? 3 (gratuito per gli insegnanti);<br \/> promozione ? 5 (marted&igrave; e mercoled&igrave; 9.00-13.00)<br \/> visite guidate per gruppi (massimo 25 persone): adulti ? 60, scuole ? 25.<\/p>\n<p> Con il biglietto della mostra sar&agrave; possibile vistare anche la Pinacoteca dell&#39;Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo. Sar&agrave; possibile inoltre visitare a tariffa ridotta il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, Villa Badoer a Fratta Polesine (RO) e Villa Morosini a Polesella (RO).<\/p>\n<p> Ufficio Stampa Mostra &quot;D&eacute;co. Arte in Italia 1919 &#8211; 1939&quot;<br \/> Studio ESSECI &#8211; Sergio Campagnolo tel.049.663499 HYPERLINK &quot;mailto:info@studioesseci.net&quot; info@studioesseci.net<\/p>\n<p> Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo<br \/> Relazioni con i media: Alessandra Veronese<br \/> Telefono 049 8234800<br \/> HYPERLINK &quot;mailto:ufficiostampa@fondazionecariparo.it&quot; ufficiostampa@fondazionecariparo.it<\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rovigo, Palazzo Roverella 31 gennaio &#8211; 28 giugno 2009 Dal 31 gennaio 2009, Palazzo Roverella riproporr&agrave; il suo annuale appuntamento con le grandi esposizioni d&#39;arte. Il filone sar&agrave;, ancora una volta, quello dell&#39;arte in Italia tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento. 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