
{"id":28276,"date":"2012-09-26T11:46:59","date_gmt":"2012-09-26T09:46:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=28276"},"modified":"2012-09-26T11:46:59","modified_gmt":"2012-09-26T09:46:59","slug":"donato-di-zio-a-cura-di-gillo-dorfles-palazzo-sormani-miilano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/28276\/arte\/donato-di-zio-a-cura-di-gillo-dorfles-palazzo-sormani-miilano.html","title":{"rendered":"DONATO DI ZIO a cura di Gillo Dorfles &#8211; Palazzo Sormani MIilano"},"content":{"rendered":"<div><font face=\"Arial\" size=\"4\"><span class=\"ecx968562716-19092012\"><strong>Presentazione della mostra e del&nbsp;catalogo<\/strong><\/span><\/font><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><span class=\"ecx968562716-19092012\"><font color=\"#ff0000\" face=\"Arial\" size=\"7\"><strong>DONATO DI ZIO <\/strong><\/font><\/span><\/div>\n<div><span class=\"ecx968562716-19092012\"><font face=\"Arial\" size=\"5\"><em>a cura Gillo Dorfles<\/em><\/font><\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><span class=\"ecx968562716-19092012\"><font face=\"Arial\" size=\"4\"><strong>Milano, Biblioteca Centrale Palazzo Sormani<\/strong><\/font><\/span><\/div>\n<div><span class=\"ecx968562716-19092012\"><font face=\"Arial\" size=\"4\"><strong>mercoled&igrave; 26 settembre 2012 ore 18.00 Sala del Grechetto <\/strong><\/font><\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><span class=\"ecx968562716-19092012\"><font face=\"Arial\"><strong>Intervengono:<\/strong> <em>Giorgia Bernoni, Annamaria Cirillo di Paolo, Gillo Dorfles, Matteo Galbiati, Martina Mazzotta Lanza<\/em><\/font><\/span><\/div>\n<div><span class=\"ecx968562716-19092012\"><font face=\"Arial\">La Biblioteca Sormani di Milano &egrave; lieta di presentare dal 27 settembre al 20 ottobre 2012 una mostra dedicata a Donato Di Zio, artista tra i pi&ugrave; interessanti delle nuove generazioni. Pittore, scenografo, grafico e costumista Donato Di Zio &egrave; un artista di talento verso il quale Gillo Dorfles, curatore della mostra e della relativa pubblicazione Mazzotta, da diversi anni dimostra una grande attenzione promovendone l&rsquo;opera. Verranno presentate circa 40 lavori realizzati dagli inizi della sua carriera ai giorni nostri. La rassegna permette di apprezzare la rigorosa ricerca di Donato Di Zio, la cui creativit&agrave; &ndash; dai disegni, alla grafica e al design &ndash; si manifesta sempre con forza e autonomia.<\/p>\n<p>\tL&rsquo;evento espositivo si aggancia idealmente alla mostra che Donato di Zio ha inaugurato lo scorso 15 di settembre alla Biblioteca Marucelliana di Firenze e che ripercorre la carriera dell&rsquo;artista dal 1985 ad oggi seguendo le fortunate iniziative tenute nel 2006 al Museo d&rsquo;arte Moderna Vittoria Colonna a Pescara, di nuovo a Pescara (Aurum) nel 2011 e a Firenze nel 2011 (Spazio Agora-Z Palazzo Strozzi). Vengono presentate all&rsquo;attenzione del pubblico e degli appassionati diverse opere tra disegni e incisioni. Sar&agrave; dunque possibile avvicinare l&rsquo;opera dell&rsquo;artista nel suo complesso, toccando i punti salienti della sua carriera e focalizzando gli aspetti pi&ugrave; attuali del suo lavoro, sempre coerentemente impostato in un intenso percorso di ricerca . Come sottolinea Gillo Dorfles, l&rsquo;opera di Donato Di Zio si caratterizza per una &ldquo;precisione e sottigliezza straordinaria&rdquo;, il suo segno-disegno ricostruisce una dimensione organica e biologica attraverso un modulo capace di manifestarsi con disinvoltura in ambito pittorico, grafico, plastico e decorativo.<\/p>\n<p>\tCon abilit&agrave; micrografica Donato Di Zio codifica e reitera un codice simbolico fatto di segni, linee fluttuanti, forme sinuose animate da un&rsquo;energia liberatoria ed enigmatica. Microscopici elementi organici generatrici di vita esprimono il senso del mistero dell&rsquo;esistenza, l&rsquo;artista controlla attraverso una solida capacit&agrave; esecutiva un&rsquo;espressione inconscia e vibrante da cui emergono in termini di sintesi i riferimenti iconografici cari all&rsquo;artista. Rimanendo nell&rsquo;ambito della grafica evidente il debito di riconoscenza nei confronti di artisti quali William Bradley, pioniere del gusto liberty in terra statunitense, e Maurits Cornelis Escher da cui deriva la propensione alla reiterazione dell&rsquo;elemento modulare espresso e sviluppato con variazioni infinite. Nell&rsquo;ambito delle avanguardie, Donato Di Zio guarda con attenzione ai valori formali dell&rsquo;astrattismo di Kandinsky, alle surreali suggestioni di Mir&ograve;, fino allo spazialismo di Fontana e alle animate sculture metalliche di Calder. Pur nelle evidente ancoraggio delle lezioni dei grandi del Novecento, Donato Di Zio esprime in totale libert&agrave;, svincolata da correnti, un linguaggio autentico e personale, ricco di suggestioni dal forte impatto poetico ed evocativo.<\/p>\n<p>\tIl catalogo, pubblicato da Edizioni Gabriele Mazzotta, oltre ad essere un importante apparato iconografico che molto spazio offre alla produzione pi&ugrave; recente, contiene la testimonianza di Guglielmo Bartoletti, Direttore della Biblioteca Marucelliana mentre i testi critici sono di: Matteo Galbiati intervista Gillo Dorfles, Giorgia Bernoni intervista Donato Di Zio, Rita Levi-Montalcini, Matteo Galbiati, Annamaria Cirillo Di Paolo, Giovanni Pallanti, Rodolfo Ceccotti, Franco Grillini, Marco Sclarandis e Roberto Maini.<\/p>\n<p>\tRiportiamo alcuni brani tratti dai testi appena citati:<\/p>\n<p>\tRita Levi-Montalcini: [&#8230;] Le sue opere dimostrano una continua e costante ricerca, e conducono le nostre vite verso mete desiderate ed a volte inaspettate. Il nostro impegno, anche se in ambiti diversi, percorre strade inesplorate e la innata immaginazione che ci accomuna mette in luce ed in evidenza realt&agrave; a volte ignote a noi stessi [&#8230;]<\/p>\n<p>\tGuglielmo Bartoletti Il contenitore che ospita questa mostra personale dell&rsquo;artista Donato Di Zio &egrave; una tra le pi&ugrave; prestigiose biblioteche della citt&agrave; di Firenze. Espressamente voluta dal suo fondatore Francesco Marucelli, appositamente costruita e adibita a biblioteca, aperta al pubblico il 18 settembre 1752 e dedicata in particolar modo alla &ldquo;publicae maxime pauperum utilitati&rdquo;, come ammonisce la lapide apposta sulla facciata del palazzo,(&#8230;)Attualmente sono conservati 3.200 disegni e 53.800 stampe. Il disegno pi&ugrave; famoso e lo studio anatomico di un crocifisso di Raffaello . La collezione, nella quale sono presenti fogli come l&rsquo;angelo di Lorenzo di Credi, &egrave; nota per il consistente nucleo di disegni del seicento che ne caratterizzano il fondo.(&#8230;)L&rsquo;esposizione che qui si presenta rientra dunque pienamente nella mission della Biblioteca. Siamo ben lieti pertanto di accogliere e promuovere,in concomitanza con la donazione che l&rsquo;artista Donato Di Zio ha voluto fare a questa Biblioteca, [&#8230;]<\/p>\n<p>\tSostiene Gillo Dorfles nella video intervista rilasciata a Matteo Galbiati riportata in catalogo: &ldquo; &#8230; la particolarit&agrave; del lavoro di Di Zio &egrave; il segno da lui creato con molta originalit&agrave;, che viene ripetuto sia nei quadri,sia nelle tazzine,sia nelle decorazioni. Quello che conta, quindi &egrave; soprattutto l&rsquo;unicit&agrave; e la peculiarit&agrave; con cui ha affrontato questa forma di creazione segnica &#8230;. La principale caratteristica &egrave; di essere tecnicamente molto interessante perch&eacute; ha una precisione e una sottigliezza straordinarie &#8230; molte di queste opere hanno una caratteristica organica e per questo finiscono col diventare simili alla natura: guardano al mondo vegetale, a quello animale, e possiamo anche pensare ad alcune forme biologiche del corpo umano. In altre parole, Di Zio ha realizzato un suo modulo che ripete e con il quale pu&ograve; fare qualsiasi cosa, qualsiasi oggetto, sia esso decorativo che plastico [&#8230;]<\/p>\n<p>\tGiorgia Bernoni (&#8230;) Un&rsquo;ossessiva ricerca dell&rsquo;emozione. Indagatore della psiche e delle sue recondite manifestazioni, l&rsquo;artista presenta un corpus compatto orientato alla reiterazione del simbolo.(&#8230;) L&rsquo;arte di Donato Di Zio presenta delle caratteristiche evidenti e delle particolarit&agrave; ricorrenti tuttavia &egrave; l&rsquo;elemento dell&rsquo;enigmaticit&agrave; quello che maggiormente prevale osservando i suoi lavori. Un mistero che ben richiama la complessit&agrave; del mondo interiore, universo a cui Di Zio rivolge la propria passione artistica. Se non &egrave; recente la ricerca intrapresa dall&rsquo;artista abruzzese, ma fiorentino d&rsquo;adozione, &egrave; fresca invece la donazione di sei acqueforti alla biblioteca Marucelliana di Firenze: un gesto generoso che sottolinea lo scambio che ci dovrebbe essere pi&ugrave; spesso tra artista e istituzioni.<\/p>\n<p>\tMatteo Galbiati (&#8230;) Le forme trascritte nella sveltezza del gesto ripropongono insperate verit&agrave;, autonome ed espressivamente eloquenti. Diventano visioni puntualizzate e, per quanto automatiche e inconsce, colme di viva autenticit&agrave; e, per questo forse, sentite con maggior convinzione come sincere e spontanee. La ragione profonda di questo strumento nelle mani dell&rsquo;artista spesso sfugge a lui stesso; trascende il suo controllo fino a rispondere a logiche interiori che non sarebbero altrimenti comunicabili. Una facolt&agrave; importante che apre il campo ad analisi ulteriori, sottili e puntuali, come l&rsquo;energia espressa da questi disegni, frutto di una vibrazione emotiva incontrollabile. Il disegno, quindi, assume spesso una fisionomia indipendente e in s&eacute; bastante, e quel valore e quel senso, che in altri pare essere sempre all&rsquo;ombra delle opere compiute, si ritaglia uno spazio complementare e indipendente. (&#8230;) Il segno grafico si muoveva in una danza libera e non contenuta a descrivere forme sciolte, sinuose, aperte.<\/p>\n<p>\tAnnamaria Cirillo Di Paolo [&#8230;] Si potrebbe gi&agrave; con cognizione, definire la sua arte &ldquo; una lingua viva &ldquo; ossia un nuovo linguaggio da tramandare inalterato,atto a costituire, nella variet&agrave; dinamica dei suoi corpuscoli acquatici ( cellule o spermatozoi che siano) un nuovo alfabeto aperto alle potenzialit&agrave; cognitiva &ndash; introspettiva di una futura interessantissima corrente artistica finalizzata ad una nuova ricerca contemporanea di contesto internazionale.(&#8230;)<\/p>\n<p>\tGiovanni Pallanti [&#8230;]Guardando con attenzione la sua produzione artistica &ndash; apparentemente astratta &ndash; si entra nel mistero dell&rsquo;esistenza, in quella macchina perfetta dell&rsquo;intero creato che &egrave; il corpo umano.(&#8230;)Questa arte trattenuta dalla ragione, che plasma la forma di quelle che sembrano le parti pi&ugrave; piccole della creazione, &egrave; sicuramente ancorata a una religiosit&agrave; pudica e innocente che rende l&rsquo;arte di Donato Di Zio misteriosa e reale allo stesso tempo: come la vita stessa.<\/p>\n<p>\tRodolfo Ceccotti [&#8230;] Osservando i disegni intitolati figure eseguiti dal 1985 fino ad oggi, si nota che da un&rsquo;immagine disegnata in libert&agrave;, come se fosse una scrittura automatica, nasce lentamente una presa di coscienza pi&ugrave; elaborata, (riportata spesso anche in incisione con variazioni di carte colorate) con i contorni pi&ugrave; definiti tesi nella ricerca dei pieni e dei vuoti. (&#8230;) il pelago diventa un liquido mosso da infinite presenze: amebe e microrganismi che animano lo spazio con il senso del loro movimento. Pur considerando tutto questo, Di Zio &egrave; un artista singolare, sicuramente un unicum nel suo genere, che non ha eguali, applica i suoi lavori a varie forme d&rsquo;arte: disegno, pittura, incisione, ceramica senza che nessuna di queste espressioni perda di contenuto, come spesso avviene in altri casi.<\/p>\n<p>\tMarco Sclarandis (&#8230;)Man mano che proseguivo nella visita, mi accorsi che c&rsquo;era qualcosa di evidente ma parimenti occulto in quelle forme fantasiose e delicatamente enigmatiche. Ad un certo punto vidi che quelle orde e miriadi di esseri che popolavano la gran parte delle opere, simili a spermatozoi, mi dichiaravano d&rsquo;essere ambasciatori di un significato, rimasto criptato fino ad uno sguardo precedente. Quei riquadri in bianco e nero mi erano di colpo diventati familiari in un modo che posso solo definire magico. (&#8230;) Quintessenze di genti sterminate, legate a noi spettatori viventi, da intricatissime reti di storie perdute nelle notti dei tempi, intrise di passioni spregevoli e incantevoli, e quelle linee immaginarie delimitanti resse, folle (&#8230;) Sembravano masse indifferenziate, sebbene fossero inequivocabilmente insiemi d&rsquo; individui unici, tanto quanto unici e indivisibili siano i numeri primi. Vidi per un istante l&rsquo;albero genealogico assoluto, con tutti i suoi infiniti rami e fogliame. Chi aveva disegnato quei paesaggi, aveva visto sicuramente ci&ograve; che succede quando l&rsquo;incommensurabile cosmo accetta di farsi racchiudere dentro una scatola, senza per questo perdere la sua maestosa complessit&agrave;. Roberto Maini (&#8230;) In Donato Di Zio la persona e l&rsquo;artista non hanno cesura: &ldquo;l&rsquo;universo con tacita maestosit&agrave; avvolge le nostre vite, ogni particella che regna nel cosmo, possiede un&rsquo;anima&rdquo; ,scrive nella dedica che apre questo catalogo e che riassume la sua ricerca artistica e la visione del mondo che ne fa un artista con nel segno l&rsquo;eco dell&rsquo;ignoto.<\/p>\n<p>\t<\/font><\/span>&nbsp;Biblioteca Sormani<br \/>\n\tcorso di Porta Vittoria, 6 &#8211; Milano <br \/>\n\tOrari: da luned&igrave; a sabato ore 9.00 &ndash; 19.00, domenica chiuso<br \/>\n\tIngresso libero<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione della mostra e del&nbsp;catalogo &nbsp; DONATO DI ZIO a cura Gillo Dorfles &nbsp; &nbsp; Milano, Biblioteca Centrale Palazzo Sormani mercoled&igrave; 26 settembre 2012 ore 18.00 Sala del Grechetto &nbsp; Intervengono: Giorgia Bernoni, Annamaria Cirillo di Paolo, Gillo Dorfles, Matteo Galbiati, Martina Mazzotta Lanza La Biblioteca Sormani di Milano &egrave; lieta di presentare dal 27 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/28276\/arte\/donato-di-zio-a-cura-di-gillo-dorfles-palazzo-sormani-miilano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">DONATO DI ZIO a cura di Gillo Dorfles &#8211; Palazzo Sormani MIilano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[3313,1074,28,17,1366],"class_list":["post-28276","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-donato-di-zio","tag-dorfles","tag-mazzotta","tag-milano","tag-palazzo-sormani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28276"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28277,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28276\/revisions\/28277"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}