
{"id":2734,"date":"2010-01-02T12:54:30","date_gmt":"2010-01-02T10:54:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=2734"},"modified":"2010-01-04T15:12:46","modified_gmt":"2010-01-04T13:12:46","slug":"meravigliosi-auguri-con-la-nativita-di-caravaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/2734\/arte\/meravigliosi-auguri-con-la-nativita-di-caravaggio.html","title":{"rendered":"Meravigliosi Auguri con &#8220;La Nativit\u00e0 di Caravaggio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Con &quot;La Nativit&agrave; di Caravaggio&quot;, scomparsa a Palermo nel 1969, i nostri migliori auguri di Natale e di un meraviglioso 2010<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-Il%20%20caravaggio%20rubato%20dalla%20mafia.jpg\" border=\"0\" width=\"275\" height=\"380\" \/><br \/> Nell&#39;estate del 1609, a Palermo, un artista geniale in fuga da Malta, realizzava un dipinto di straordinaria bellezza per l&#39;Oratorio della Compagnia di San Lorenzo. L&#39;artista era Caravaggio e l&#39;opera la &quot;Nativit&agrave; con i Santi Lorenzo e Francesco d&#39;Assisi&quot;, che deve la presenza del &quot;poverello d&#39;Assisi&quot;, accanto a San Lorenzo, al fatto che l&#39;Oratorio, all&#39;epoca, era sotto la giurisdizione della Compagnia di San Francesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;Il tema evangelico della Nativit&agrave; &egrave; riletto in modo assai originale dall&#39;autore, che, trasgredendo gli schemi iconografici tradizionali, assegna ai personaggi le fattezze della gente semplice e ritrae la Madonna nelle sembianze di un&#39;umile popolana, conferendole, proprio in virt&ugrave; di questo, una singolare intensit&agrave; espressiva e rendendo come nessun altro il senso della quotidianit&agrave; del sacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La composizione dei personaggi nel complesso si presenta come apparentemente semplice, legata ai santi della Compagnia e dell&#39;Oratorio che sono posti ai lati della scena centrale della Nativit&agrave;, come in una pala d&#39;altare cinquecentesca. San Giuseppe &egrave; seduto di spalle sulla destra della tela ed &egrave; rappresentato intento in un dialogo con la figura alle sue spalle, poggiata al bastone e con il cappello, posta a sinistra di san Francesco e che taluni individuano con fra Leone, fedele compagno dell&#39;assisiate, ma che &egrave; verosimilmente un pastore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come &egrave; tradizione Caravaggio colloca anche l&#39;angelo che annuncia la nativit&agrave; ai pastori e gli pone in mano il cartiglio con la scritta: &quot;Gloria a Dio nell&#39;alto dei cieli&quot;. L&#39;angelo &egrave; per&ograve; rappresentato nell&#39;atto di discendere verso la Vergine e il bambino, mentre con la mano destra indica il cielo e con la mano sinistra si protende verso il capo di Maria: in questo modo la figura dell&#39;angelo costruisce un ponte di congiunzione tra cielo e terra, in una diagonale che individua nell&#39;oscurit&agrave;, della scena, la discesa di una luce che rischiara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dovendo introdurre le due figure di san Francesco e di San Lorenzo, il Merisi costruisce una struttura tale che i due santi, astanti e contemplanti, vengono inseriti come contemporanei all&#39;azione, in memoria delle tele di tradizione che conosciamo solitamente come sacre conversazioni e che pi&ugrave; profondamente rappresentano la Comunione dei santi nel corpo mistico della chiesa, e cosi divengono parte attiva nella tela, ognuno secondo la propria identit&agrave;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Egli d&agrave; una interpretazione linguistica delle due figure di santi, che vengono costruite non gi&agrave; e non solo secondo una concezione storica, ma piuttosto come &egrave; in uso nella tradizione medievale secondo un canone allegorico, che non &egrave; distanza dalla realt&agrave;, ma piuttosto all&#39;allusione al senso pi&ugrave; profondo della realt&agrave; stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Caravaggio compie dunque una sintesi tra la natura realistica dei dettami post-tridentini, e una visione neomedievale, contemporaneamente presenti sul palcoscenico della cultura cattolica d&#39;inizio secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Colloca, pertanto, san Francesco nell&#39;oscurit&agrave;, cio&egrave; nella cecit&agrave; degli occhi, mentre contempla, assorto nella preghiera, Maria e il suo santo bambino; infatti, nella Legenda maior, a proposito di san Francesco si legge:<br \/> &laquo;San Francesco si ammal&ograve; agli occhi perch&eacute; piangeva sempre. Gli suggerirono di non piangere, ma lui rispose: &quot;Non &egrave; per amore della vista, comune all&#39;uomo e alle mosche, che dobbiamo rifiutare di vedere la luce eterna&quot;&raquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Francesco dunque, pur privo della vista, &egrave; colpito dalla luce che giunge dall&#39;alto e che rischiara la notte, quella notte che egli contribu&igrave; a far entrare nel cuore e nella mente dei fedeli con l&#39;invenzione del Presepe di Greccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">San Lorenzo, di contro, &egrave; posto nella scia luminosa incanalata secondo la direttrice individuata dal gesto dinamico dell&#39;angelo e dal cartiglio che fa sventolare nell&#39;aria del cielo, sopra gli astanti. Lorenzo &egrave; nella luce, la sua veste, la dalmatica, &egrave; investita dalla corrente luminosa che la fa risplendere nel buio della notte; infatti, nella Legenda aurea, relativamente a Lorenzo leggiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&laquo;Il nome di Lorenzo deriva da &quot;lauro&quot;, perch&eacute; ottenne la corona della vittoria durante la sua passione [&#8230;] il suo colore verde si rispecchi&ograve; nella limpidit&agrave; e nella purezza del suo cuore, disse infatti: &quot;La mia notte non ha oscurit&agrave;&quot;&raquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Caravaggio lavora costantemente nella coniugazione degli opposti, e anche in questo caso non fa eccezione, tanto che il volto di colui che non pu&ograve; vedere &egrave; posto nella luce piena e quello di colui che risplende &egrave; posto nella penombra, impallidendo di fronte alla luce dei volti di Maria e di Ges&ugrave;; questi non solo sono investiti dalla luminosit&agrave; del raggio celeste, ma risplendono essi stessi di uno sfolgorante chiarore, che pone in secondo piano tutto quanto &egrave; attorno.<br \/> Maria cos&igrave; si viene a trovare nell&#39;incrocio di tutte le direttrici, come in un centro ideale di sguardi, di parole, di preghiere e di luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto &egrave; attorno a lei come in un vortice che riconduce al mistero dell&#39;incarnazione, al mistero di Dio che si fa uomo, nell&lsquo;attualizzazione del piano della salvezza, dove i poveri pastori con i santi, gli animali e gli angeli del cielo, si uniscono in un coro che canta, nello splendore della Chiesa e nella misera povert&agrave; di una stalla, la preghiera di chi &egrave; testimone di un evento miracoloso e lo attesta con la propria vita. Maria &egrave; posta, dunque, nel dipinto di Caravaggio al centro di questo crocevia di sguardi e di preghiere, perch&egrave; &egrave; rappresentata come il segno indicato da Isaia per indicare la pienezza dei tempi, nella quale nasce il Salvatore: &quot;Ecco, una vergine partorir&agrave;&quot;. (Is. 7, 14)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Purtroppo la tela &egrave; stata trafugata nel 1969 e non &egrave; stata mai pi&ugrave; ritrovata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">da:<a href=\"http:\/\/www.italiameravigliosa.org\/\" target=\"_blank\"><font color=\"#0068cf\">http:\/\/www.italiameravigliosa.org<\/font><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(fonte: Gliscritti &#8211; don Marco)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con &quot;La Nativit&agrave; di Caravaggio&quot;, scomparsa a Palermo nel 1969, i nostri migliori auguri di Natale e di un meraviglioso 2010.&nbsp; &nbsp; Nell&#39;estate del 1609, a Palermo, un artista geniale in fuga da Malta, realizzava un dipinto di straordinaria bellezza per l&#39;Oratorio della Compagnia di San Lorenzo. 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