
{"id":257,"date":"2009-01-24T09:50:34","date_gmt":"2009-01-24T07:50:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=257"},"modified":"2009-01-24T09:51:05","modified_gmt":"2009-01-24T07:51:05","slug":"canova-lideale-classico-tra-scultura-e-pittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/257\/arte\/canova-lideale-classico-tra-scultura-e-pittura.html","title":{"rendered":"CANOVA L&#8217;ideale classico tra scultura e pittura"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">Forl&igrave;, Musei San Domenico<br \/> 25 gennaio &#8211; 21 giugno 2009<\/p>\n<p> Gli addetti ai lavori probabilmente lo sanno, il pubblico verosimilmente no. Non &egrave; noto che Forl&igrave;, e con Forl&igrave; le Romagne, furono luoghi fondamentali per Canova e, in generale, per il neoclassico in pittura e scultura.<\/p>\n<p> Una grande (e l&#39;aggettivo, una volta tanto, &egrave; del tutto appropriato) rassegna ne dar&agrave; conto al San Domenico, a partire dal 25 gennaio 2009. Si tratta della mostra &quot;Canova. L&#39;ideale classico tra scultura e pittura&quot; promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl&igrave;, curata da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Serg&eacute;j Androsov e con l&#39;allestimento di Wilmotte e Alessandro Lucchi.<\/p>\n<p> &quot;Canova. L&#39;ideale classico tra scultura e pittura&quot; si configura come la pi&ugrave; impegnativa e completa esposizione sino ad oggi dedicata al maestro veneto, dopo quella di Venezia del 1992. A Forl&igrave; si potranno ammirare 160 opere e due inediti canoviani ritrovati proprio grazie agli studi e alle ricerche condotte per questa mostra: l&#39; Erma del Cimarosa e l&#39;olio che ritrae il Principe Lubomirsky come San Giovannino.<\/p>\n<p> Attraverso una serie di capolavori esemplari, l&#39;esposizione forlivese ripercorrer&agrave; l&#39;intera carriera del &quot;moderno Fidia&quot;, ponendo per la prima volta a confronto le sue opere (marmi, gessi, bassorilievi, bozzetti, dipinti e disegni), oltre che con i modelli antichi cui si &egrave; ispirato, anche con i dipinti di artisti a lui contemporanei con i quali si &egrave; confrontato.<\/p>\n<p> Da Canova al grande neoclassicismo internazionale, con un focus di partenza &#8211; Forl&igrave; &#8211; ben localizzato ma non locale. Una mostra che spazier&agrave; dalla scultura alla pittura, proponendo anche alcuni, altissimi confronti con Raffaello e Tiziano, e altri capolavori di quel &quot;classico&quot; che fu fonte di ispirazione per molti artisti tra l&#39;ultimo Settecento e il primo Ottocento. <!--more--><\/p>\n<p> Per Forl&igrave;, Canova cre&ograve; tre capolavori. Innanzitutto una versione di Ebe, una delle sue opere pi&ugrave; popolari, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini. A precedere Ebe, nel 1814, fu la Danzatrice col dito al mento, destinata al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario in un atroce fatto di sangue, il cui mistero rimane ancora insoluto. La vicenda verr&agrave; sublimata dallo stesso Canova nella bellissima Stele funeraria di Domenico Manzoni ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinit&agrave;.<\/p>\n<p> Il confronto tra le due diverse versioni di Ebe, quella di Forl&igrave; e quella dove la figura &egrave; rappresentata su una nuvola, appartenuta all&#39;Imperatrice Giuseppina moglie di Napoleone, evidenzia come il grande scultore seppe trasporre nel marmo l&#39;audace motivo della figura in volo.<\/p>\n<p> Per capire la nascita di questo capolavoro, la prima e la seconda Ebe saranno collocate, scenograficamente, in sequenza con due capolavori della scultura antica: L&#39;Arianna con la pantera, allora agli Uffizi e oggi al Museo Archeologico di Firenze, e la straordinaria Danzatrice di Tivoli, opera ellenistica cui Canova si &egrave; ispirato. E ancora, in un accostamento mozzafiato, con il Mercurio volante di Giambologna, il capolavoro assoluto dello sculture cinquecentesco.<\/p>\n<p> Alle pareti le diverse rappresentazioni dipinte di Ebe, un tema prediletto dai maggiori pittori neoclassici stranieri (Reynolds, Romney, West, Hamilton, Vig&eacute;e Le Brun) e italiani (Lampi, Pellegrini, Landi), creeranno un fantastico gioco di rimandi tra la pittura e la scultura, in un esaltante gara fra la due arti in cui proprio la scultura, grazie al genio di Canova, risulta vittoriosa.<\/p>\n<p> Canova associava la bellezza eterna di Ebe, simbolo di una giovinezza ancora incontaminata, a quelle di altre divinit&agrave; come Amore e Psiche, capolavoro presente nella sezione successiva, accanto ad altri suoi capolavori opportunamente confrontati con le creazioni di pittori come Giani, Landi, Angelica Kauffmann, Hayez che si sono cimentati sugli stessi temi, negli stessi anni.<\/p>\n<p> Ancora la raffigurazione dinamica della figura che si muove nello spazio sar&agrave; il motivo dominante della sezione dedicata alla Danzatrice, anch&#39; essa appartenuta all&#39;Imperatrice Giuseppina e ora all&#39; Ermitage, confrontata con le magnifiche Danzatrici di Hayez e soprattutto con le figure danzanti presenti nelle grandi tempere, capolavori assoluti di Canova pittore, che finalmente restaurate rivelano per la prima volta non solo la loro commovente bellezza ma i segreti della loro tecnica davvero unica.<\/p>\n<p> Dopo questa ampia sezione dedicata alla musica e alla danza, dove comparir&agrave; anche la celebre Tersicore, la statua in movimento di Orfeo, concessa dall&#39;Ermitage, ci introduce alla straordinaria sezione dedicata allo &quot;Scultore filosofo&quot;. Ad essere qui indagato sar&agrave; il Canova che ha saputo confrontarsi con il tema metafisico della morte, come nelle stele funerarie in marmo, ispirate a quelle attiche, messe a confronto con analoghe rappresentazioni in pittura e con i drammatici bassorilievi sulle ultime ore di Socrate.<\/p>\n<p> La grandezza di Canova, gi&agrave; in vita celebrato come il pi&ugrave; grande scultore di tutti i tempi per avere riportato nel mondo la perfezione della scultura greca, sar&agrave; testimoniata da prestiti assolutamente eccezionali. Come i due colossali Pugilatori dei Musei Vaticani, ispirati ai due Dioscuri del Quirinale, su cui il giovane Canova si arrampic&ograve; tante volte per studiarli. O come la Venere Italica di Palazzo Pitti, la dea moderna tanto amata da Foscolo che la riteneva superiore a quella antica dei Medici. O ancora la Maddalena, capolavoro per il quale Canova trov&ograve; ispirazione in Tiziano.<\/p>\n<p> Questo ultimo capolavoro sar&agrave; considerato dai romantici la sua opera pi&ugrave; bella e per questo divenne motivo di ispirazione per Hayez la cui Maddalena, che sar&agrave; accostata a quella di Tiziano e Canova, rivela nella sua sconvolgente sensualit&agrave; come, non uno scultore, ma il celebre pittore del Bacio possa considerarsi vero erede di Antonio Canova.<\/p>\n<p> &quot;Canova. L&#39;ideale classico tra scultura e pittura&quot; .<br \/> Forl&igrave;, Musei San Domenico<br \/> 25 gennaio &#8211; 21 giugno 2009<br \/> Mostra promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl&igrave;, curata da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Serg&eacute;j Androsov e con l&#39;allestimento di Wilmotte e Alessandro Lucchi.<\/p>\n<p> Orario di visita<br \/> Da marted&igrave; a venerd&igrave;: 9,30 &#8211; 19,00<br \/> Sabato, domenica, giorni festivi, 13 aprile, 1 giugno: 9,30 &#8211; 20,00<br \/> La biglietteria chiude un&#39;ora prima.<br \/> Luned&igrave; chiuso<\/p>\n<p> Biglietti<br \/> Intero 9<br \/> Ridotto 6 per gruppi superiori alle 15 unit&agrave;, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari e residenti nella provincia di Forl&igrave;-Cesena.<br \/> Speciale 4 per scolaresche (scuole primarie e secondarie).<br \/> Gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abile e relativo accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.<\/p>\n<p> Catalogo: SILVANA EDITORIALE<\/p>\n<p> PER INFORMAZIONI:<\/p>\n<p> Mostra: tel. 199 199 111<br \/> Riservato gruppi e scuole (incluso visite e laboratori didattici):<br \/> tel. 02 43 35 35 25 &#8211; servizi@civita.it<\/p>\n<p> Segreteria tecnico organizzativa della mostra tf. 0543-1912030\/031\/032<br \/> e-mail HYPERLINK &quot;eventi@fondazionecariforli.it&quot; eventi@fondazionecariforli.it<\/p>\n<p> Alberghi e ospitalit&agrave;<br \/> HYPERLINK &quot;mailto:turismo@confcommercio.fo.it&quot; turismo@confcommercio.fo.it<br \/> tel. 0543 37 80 75\/68 &#8211; cell. 333 48 23 574<\/p>\n<p> Sito Ufficiale<br \/> www.mostracanova.eu<\/p>\n<p> Ufficio Stampa: Studio ESSECI &#8211; Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net<\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forl&igrave;, Musei San Domenico 25 gennaio &#8211; 21 giugno 2009 Gli addetti ai lavori probabilmente lo sanno, il pubblico verosimilmente no. Non &egrave; noto che Forl&igrave;, e con Forl&igrave; le Romagne, furono luoghi fondamentali per Canova e, in generale, per il neoclassico in pittura e scultura. Una grande (e l&#39;aggettivo, una volta tanto, &egrave; del &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/257\/arte\/canova-lideale-classico-tra-scultura-e-pittura.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">CANOVA L&#8217;ideale classico tra scultura e pittura<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-257","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=257"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}