
{"id":250,"date":"2009-01-22T10:20:54","date_gmt":"2009-01-22T08:20:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=250"},"modified":"2009-01-22T10:22:47","modified_gmt":"2009-01-22T08:22:47","slug":"bernd-hilla-becher-at-museo-morandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/250\/arte\/bernd-hilla-becher-at-museo-morandi.html","title":{"rendered":"Bernd &#038; Hilla Becher &#8211; At Museo Morandi"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">dal 23 gennaio al 19 aprile 2009<br \/> MUSEO MORANDI &#8211; PALAZZO D&#39;ACCURSIO<br \/> Piazza Maggiore 6 -Bologna<\/p>\n<p> Conferenza stampa:<br \/> gioved&igrave; 22 gennaio h. 12.00.<br \/> Sar&agrave; presente Hilla Becher<\/p>\n<p> A partire dal 1959 la coppia ha intrapreso una ampia e meticolosa opera di documentazione fotografica di edifici considerati oggi archeologia industriale, classificandoli per tipologie: silos, gasometri, altiforni, torri di estrazione, serbatoi per l&#39;acqua. La ricerca, in un primo tempo incentrata sulla zona industriale di Siegen e della Ruhr, successivamente ha varcato i confini tedeschi e si &egrave; estesa a paesi quali la Francia, il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e gli USA, portando ad una catalogazione sistematica di questi soggetti di architettura funzionalista e delle loro innumerevoli varianti. In una fase successiva il progetto ha incluso anche la metodica inventariazione di strutture abitative ripetitive, ridotte a forme geometriche bidimensionali.<br \/> Le immagini dei Becher colpiscono per l&#39;estremo rigore: l&#39;inquadratura &egrave; rigidamente frontale e mette al centro la struttura architettonica, che sembra essere sospesa nel tempo; il bianco e nero, che &egrave; sempre stato mantenuto nel corso degli anni, dando continuit&agrave; al progetto artistico, fa emergere le caratteristiche scultoree dei soggetti ritratti; le strutture industriali sono completamente scevre da connotazioni ambientali e da presenze umane, fotografate con un taglio oggettivo che ne esalta la monumentalit&agrave; e l&#39;autonomia estetica e funzionale, spingendo l&#39;osservatore ad una riflessione sulla natura astratta delle forme.<!--more--><\/p>\n<p> Risulta pertanto di grande interesse il confronto che si instaurer&agrave; tra le opere di Morandi e le fotografie di Bernd e Hilla Becher, che saranno allestite nelle sale centrali del Museo, esattamente nel cuore del percorso espositivo.<br \/> Il maestro bolognese e la coppia tedesca sono infatti accomunati da un analogo modo di sentire e interpretare gli oggetti-soggetto dei loro lavori. L&#39;apparente ripetitivit&agrave; della rappresentazione trova il suo fondamento concettuale nel criterio di selezione e classificazione degli oggetti-soggetto, unito alla scelta di porli al centro dell&#39;immagine per farne degli elementi compositivi che definiscono e allo stesso tempo scandiscono lo spazio dell&#39;opera. Tutto sembra quindi rispondere alla stessa attitudine a considerare l&#39;oggetto in quanto tale, nella sua autonomia, assecondata contemporaneamente da un&#39;esigenza estetica e da una necessit&agrave; di studio e di analisi tipica dei ricercatori scientifici o dei collezionisti.<br \/> Le fotografie dei Becher entrano dunque in stretta relazione con le opere di Morandi grazie a questo filo rosso che la stessa Hilla Becher individua con estrema lucidit&agrave;: &ldquo;Ci sono comuni elementi di base che derivano dall&rsquo;idea di una raccolta sistematica degli oggetti e dalla loro organizzazione per realizzare immagini in cui il soggetto &egrave; posto come centrale, in modo diretto, senza sofisticazioni. Alla fine le interpretazioni pi&ugrave; chiare e lucide possono risultare anche quelle pi&ugrave; romantiche. E credo che Morandi abbia ottenuto proprio questo risultato&rdquo;.<\/p>\n<p> Il catalogo della mostra sar&agrave; edito dall&#39;editore tedesco Schirmer\/Mosel Verlag.<\/p>\n<p> Bernd e Hilla Becher sono annoverati tra gli esponenti di rilievo dell&#39;arte concettuale. La loro opera ha influenzato numerosi fotografi tedeschi delle ultime generazioni che l&#39;hanno presa a modello per il proprio lavoro. Molti di questi sono stati allievi della cosiddetta &quot;Becher Schule&quot;, presso l&#39;Accademia di D&uuml;sseldorf, dove Bernd Becher ha insegnato dal 1976 al 1996.<\/p>\n<p> Lara Facco<br \/> Elisa Maria Cerra<br \/> Ufficio Comunicazione<br \/> MAMbo &#8211; Museo d&#39;Arte Moderna di Bologna<br \/> via Don Minzoni 14 &#8211; 40121 Bologna<br \/> tel. +39 051 6496653 &#8211; 654<br \/> ufficiostampaMAMbo@comune.bologna.it<\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dal 23 gennaio al 19 aprile 2009 MUSEO MORANDI &#8211; PALAZZO D&#39;ACCURSIO Piazza Maggiore 6 -Bologna Conferenza stampa: gioved&igrave; 22 gennaio h. 12.00. 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