
{"id":22896,"date":"2012-03-31T09:08:07","date_gmt":"2012-03-31T07:08:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=22896"},"modified":"2012-03-31T09:08:07","modified_gmt":"2012-03-31T07:08:07","slug":"a-padova-grandi-artisti-veneti-dal-xiv-al-xviii-sec-nella-mostra-ospiti-al-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/22896\/arte\/a-padova-grandi-artisti-veneti-dal-xiv-al-xviii-sec-nella-mostra-ospiti-al-museo.html","title":{"rendered":"A PADOVA GRANDI ARTISTI VENETI DAL XIV AL XVIII SEC. NELLA MOSTRA &#8220;OSPITI AL MUSEO&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 36px\"><b><font color=\"#800000\">OSPITI AL MUSEO<br \/>\n\t<\/font><\/b><\/span><font face=\"Trebuchet MS, Verdana, Helvetica, Arial\"><b><font color=\"#800000\" size=\"6\"><span style=\"font-size: 20px\">Maestri veneti dal XV al XVIII secolo <br \/>\n\ttra conservazione pubblica e privata<br \/>\n\t<\/span><\/font><\/b><\/font><font face=\"Trebuchet MS, Verdana, Helvetica, Arial\"><b><font size=\"6\"><span style=\"font-size: 20px\"><i><br \/>\n\tPadova, Musei Civici agli Eremitani dal 31marzo al 17 giugno 2012 <br \/>\n\t<\/i><\/span><\/font><font color=\"#008000\"><\/font><font size=\"7\"><span style=\"font-size: 28px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><\/b><\/font><font size=\"6\"><span style=\"font-size: 20px\"><i><br \/>\n\tUn inusuale incontro tra patrimonio museale e mercato antiquario suggerisce <br \/>\n\tuna riflessione sul collezionismo e diventa occasione imperdibile per ammirare e confrontare lavori di grandi artisti veneti <\/p>\n<p>\t<\/i><\/span><\/font><font size=\"4\"><\/font><font face=\"Tahoma\"><span style=\"font-size: 14px\">Committenti, collezionisti e mercato dell&rsquo;arte hanno sempre giocato un <b>ruolo fondamentale nel determinare gli sviluppi della produzione artistica<\/b>, stabilire le sorti dei suoi protagonisti, delineare i destini delle singole opere: <br \/>\n\ttalvolta confluite in raccolte museali destinate alla pubblica conservazione e fruizione, talaltra riservate al godimento privato o fluttuanti di collezione in collezione, di antiquario in antiquario, ancora alla ricerca di una collocazione definitiva. E tra queste ultime non mancano curiosit&agrave; o novit&agrave;, originali ritenuti perduti o addirittura autentici capolavori, che il pubblico &egrave; ancora in attesa di poter ammirare. <\/p>\n<p>\tSe dunque i depositi dei musei e le grandi collezioni private possono ancora svelare opere sconosciute ai pi&ugrave;, &egrave; d&rsquo;altra parte il <b>mercato una linfa vitale per la storia dell&rsquo;arte e i suoi sviluppi futuri<\/b>.<\/p>\n<p>\tA sviscerare le suggestioni del tema sar&agrave; una <b>mostra assolutamente nuova per impostazione<\/b>, promossa dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura e dai Musei Civici &#8211; con il contributo di Fondazione Antonveneta e R.W.S.srl &#8211; <br \/>\n\tcurata da Davide Banzato ed Elisabetta Gastaldi, in cui le <b>collezioni museali<\/b>, per la prima volta,<font color=\"#800000\"> <b>sono chiamate a dialogare e a confrontarsi con il &ldquo;mercato dell&rsquo;arte<\/b><\/font><b>&rdquo;<\/b> <br \/>\n\te in particolare con una serie sceltissima di opere &#8211; degli stessi autori e dello stesso contesto artistico &#8211; attualmente disponibili presso alcuni fra i pi&ugrave; noti e importanti antiquari del panorama nazionale.<\/p>\n<p>\t<i>Ospiti al Museo. Maestri veneti dal XV al XVIII secolo tra conservazione pubblica e privata<\/i> &egrave; il titolo dell&rsquo;esposizione che dal 31 marzo al 17 giugno 2012, ai Musei Civici agli Eremitani, <br \/>\n\tproporr&agrave; una <b>sessantina di opere tra dipinti, sculture e bronzetti di grandi artisti,<\/b> fra i quali <font color=\"#800000\"><b>Jacopo da Montagnana, Andrea Briosco, Alessandro Vittoria, Paolo Veronese, <br \/>\n\tPalma il Giovane, Padovanino, i Liberi, Giulio Carpioni, Francesco Guardi<\/b><\/font> e molti altri.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tAccanto ai lavori che il Museo custodisce e tutela, tramandandoli ai posteri, evitando la dispersione e talvolta l&rsquo;oblio e consentendo la formazione di un&rsquo;identit&agrave; collettiva, <br \/>\n\tecco dunque esposte opere che, per destino o scelte differenti, si muovono in ambito privato, ma che permettono uno <b>stimolante confronto e offrono nuove occasioni di riflessione e conoscenza<\/b>. <\/p>\n<p>\tIn mostra vi sar&agrave; l&rsquo;<i>Ecce homo<\/i>, che rappresenta, secondo Bernard Aikema, &ldquo;un apice del tardissimo periodo di <b>Paolo Veronese<\/b> &hellip;, eccellente esempio della<i> pietas<\/i> della fase tarda del pittore&rdquo;; &nbsp;<br \/>\n\tsplendida &egrave; la statuetta in ottone raffigurante un<i> Caprone<\/i> attribuita al <b>Riccio,<\/b> che rimanda ai capolavori dell&rsquo;artista presso la Basilica del Santo. <\/p>\n<p>\tL&rsquo;opera appare di grande importanza, trattandosi (come svelano le radiografie effettuate) di un originale creato autonomamente e non ottenuto con procedimenti di calco, tanto che &#8211; se l&rsquo;invenzione fosse proprio del Riccio &#8211; <br \/>\n\tci troveremmo di fronte al prototipo della altre varianti pi&ugrave; famose (quelle di Vienna al Kunsthistorishes Museum e di Roma al Museo di Palazzo Venezia). <br \/>\n\tDi <b>Francesco Guardi<\/b> &egrave; la piccola tela devozionale con la <i>Madonna orante<\/i>, riferibile alla piena maturit&agrave; del Maestro e caratterizzata da una pennellata ricca ed elaborata, ma stesa con incredibile velocit&agrave;.<br \/>\n\tPotranno affascinare alcune rarit&agrave; come il <i>Profilo di figura femminile<\/i> in marmo bianco di <b>Antonio Minelli<\/b>, in relazione con quell&rsquo;ambiente erudito veneziano che amava i ritratti classici, ideali (ricordiamo i lavori dello scultore <br \/>\n\tper la cappella dell&rsquo;Altare del Santo a Padova, in collaborazione con il padre, o <i>il Mercurio<\/i> del Victoria and Albert Museum di Londra, eseguito per il celebre umanista veneziano Marcantonio Michiel) o come la placchetta in argento dorato, <br \/>\n\trealizzata dal <b>Moderno<\/b>,<i> <\/i>raffigurante la <i>Madonna con il Bambino e santi: <\/i>unica altra redazione antica oggi nota di questo soggetto, oltre all&rsquo;esemplare conservato al Kunsthistorishes Museum di Vienna<i>.<br \/>\n\t<\/i><br \/>\n\tE poi i ritratti: quello di <b>Giuseppe Nogari<\/b> raffigurante <i>&#8211; <\/i>secondo l&rsquo;intuizione di Federico Zeri &#8211; <i>Cristoforo Colombo <\/i>e proveniente dalla collezione di Letizia Ramolino Bonaparte, madre di Napoleone I, <br \/>\n\te quello interessantissimo di<i> Marco Bembo<\/i> attribuito al friulano <b>Sebastiano Bombelli<\/b>. Bombelli &nbsp;aveva ottenuto immediatamente uno straordinario successo nella ritrattistica e, <br \/>\n\tavendo gi&agrave; &nbsp;raffigurato il Bembo in un quadro ufficiale destinato a Palazzo Ducale nel 1667-78, non &egrave; improbabile che il nobiluomo abbia affidato a lui anche il ritratto privato.<\/p>\n<p>\t&ldquo;L&rsquo;importanza dei pezzi presenti sul mercato&rdquo; &#8211; ci ricorda Davide Banzato &#8211; &ldquo;<b>attira, oltre che l&rsquo;interesse dei collezionisti, anche quelli del ricercatore e del conoscitore, per valutazioni e confronti.<\/b> <br \/>\n\tCos&igrave; anche la propriet&agrave; privata concorre alla ricostruzione di fisionomie artistiche o alla creazione di complessi tipologici. <br \/>\n\t<b>L&rsquo;accostamento fornisce elementi utili alla conoscenza delle opere e di chi le ha create<\/b>, il raffronto permette di istituire una scala di valori, sulla scia aperta dall&rsquo;attenzione dei curiosi&rdquo;.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tCos&igrave;, se la presenza del ritratto di Bembo consente indirettamente di <font color=\"#800000\"><b>confermare l&rsquo;attribuzione al Bombelli del <i>Ritratto di giovane gentiluomo<\/i> dei Civici Musei di Padova<\/b><\/font>, <br \/>\n\tuna <b>bella tela del Padovanino<\/b>, raffigurante <i>Ecuba e Priamo<\/i> &#8211; collocabile agli inizi del quarto decennio del Seicento, in una fase di libera rielaborazione dell&rsquo;artista dei modi tizianeschi &#8211; <br \/>\n\t<b>viene accostata in questa occasione alla <i>Sacra Famiglia<\/i> dei Musei Civici<\/b> che si pone a conclusione di questa evoluzione stilistica del pittore.<br \/>\n\tE ancora,<i> <\/i>la <i>Salom&egrave; con la testa del Battista<\/i> di <b>Pietro o Marco Liberi<\/b> &#8211; sempre delle collezioni museali patavine &#8211; ha un <b>riscontro interessante nell&rsquo;<i>Allegoria della Pittura <\/i><\/b>degli stessi artisti, <br \/>\n\tattualmente sul mercato, per gli elementi di maniera e il gusto pittorico che sembra ormai volgere in entrambi verso il barocchetto del figlio Marco.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tI processi secondo i quali musei e mercato pongono in essere le loro scelte possono correre lungo strade parallele, ma non esattamente sovrapponibili. <br \/>\n\tIl mercato spesso pu&ograve; agire in modo fortuito, ma lega principalmente il piacere del possesso di una determinata opera alla sua valenza economica, alla visibilit&agrave; sociale e all&rsquo;interesse individuale.<br \/>\n\tNel Museo le opere sono inserite in un contesto totalmente diverso da quello per cui erano nate. Ordinate, studiate e sistematizzate, diventano portatrici di valori estetici e storici e concorrono alla formazione di quei grandi contenitori di memoria specificamente legata a un luogo, che sono i nostri musei.<\/p>\n<p>\t<font color=\"#800000\"><strong>Piacere personale e pubblica fruizione.<br \/>\n\tMondi separati nel sentire quotidiano che in questa occasione collaborano alla costruzione di un patrimonio di valori e identit&agrave; che appartiene a tutti noi.<br \/>\n\t<\/strong><\/font><\/span><\/font><span style=\"font-size: 14px\"><font color=\"#800000\"><\/font><font face=\"Geeza Pro\"><br \/>\n\t<span style=\"font-size: 11px\"><font face=\"Tahoma\"><strong>Informazioni<br \/>\n\t<\/strong><\/font><\/span><span style=\"font-size: 11px\"><font face=\"Tahoma\">049 8204551<br \/>\n\t<\/font><a href=\"http:\/\/padovacultura.padovanet.it\/\" target=\"_blank\"><font color=\"#0066cc\" face=\"Tahoma\">http:\/\/padovacultura.padovanet.it<\/font><\/a><\/p>\n<p>\t<font face=\"Tahoma\"><\/font><font color=\"#800000\"><strong>Sede<br \/>\n\t<\/strong><\/font>Musei Civici agli Eremitani<br \/>\n\tPiazza Eremitani, 8 &ndash; Padova<\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><font face=\"Tahoma\"><\/font><font color=\"#800000\"><strong>Periodo e orari<br \/>\n\t<\/strong><\/font>31 marzo &ndash; 17 giugno 2012<br \/>\n\tOrari di apertura: da marted&igrave; a domenica, 9.00 &ndash; 19.00<br \/>\n\tChiuso: i luned&igrave; non festivi, 1 maggio<\/p>\n<p>\t<font face=\"Tahoma\"><\/font><font color=\"#800000\"><strong>Biglietti<br \/>\n\t<\/strong><\/font>Intero: &euro;10<br \/>\n\tRidotto: &euro;8<br \/>\n\tRidotto scuole: &euro;5<br \/>\n\tGratuito: bambini fino a 5 anni e portatori di handicap, possessori biglietto Cappella degli Scrovegni, <br \/>\n\tPadovacard, Cartafamiglia, Musei tutto l&rsquo;anno<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OSPITI AL MUSEO Maestri veneti dal XV al XVIII secolo tra conservazione pubblica e privata Padova, Musei Civici agli Eremitani dal 31marzo al 17 giugno 2012 Un inusuale incontro tra patrimonio museale e mercato antiquario suggerisce una riflessione sul collezionismo e diventa occasione imperdibile per ammirare e confrontare lavori di grandi artisti veneti Committenti, collezionisti &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/22896\/arte\/a-padova-grandi-artisti-veneti-dal-xiv-al-xviii-sec-nella-mostra-ospiti-al-museo.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">A PADOVA GRANDI ARTISTI VENETI DAL XIV AL XVIII SEC. NELLA MOSTRA &#8220;OSPITI AL MUSEO&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17446,8059,2541],"class_list":["post-22896","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-arte","tag-musei-civici-agli-eremitani","tag-padova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22896","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22896"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22896\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22897,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22896\/revisions\/22897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}