
{"id":228,"date":"2009-01-07T22:05:24","date_gmt":"2009-01-07T20:05:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=228"},"modified":"2009-01-07T22:05:24","modified_gmt":"2009-01-07T20:05:24","slug":"allo-specchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/228\/arte\/allo-specchio.html","title":{"rendered":"ALLO SPECCHIO"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 16pt; text-transform: uppercase; font-family: &#39;Arial Rounded MT Bold&#39;\">Il Novecento <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: &#39;Arial Rounded MT Bold&#39;\">nelle collezioni della Fondazione Cariverona e della Fondazione Domus<\/span><u><span style=\"font-size: 8pt\"><span style=\"text-decoration: none\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/span><\/u> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><u><font><font>Ancona, Mole Vanvitelliana, Banchina da Chio- 19 dicembre 2008- 15 marzo 2009<\/font><\/font><\/u><\/p>\n<p> <font><font><span style=\"font-size: 11pt\">Una mostra come un racconto. La trama, come in un arazzo o in un tappeto persiano, &egrave; intessuta nel dipinto di Cagnaccio di San Pietro, al cui titolo fa riferimento tutta la mostra: <strong><em>Allo specchio<\/em><\/strong>. Una rassegna che permette di ammirare artisti tra i maggiori del Novecento che, raramente trovano spazio idoneo alla riflessione e <span>&nbsp;<\/span>al confronto, come invece accade tra le mure vanvitelliane della Mole di Ancona. La mostra prende le mosse da quella inquietudine di un Tempo sospeso che si percepisce come nota dominante nel quadro di Cagnaccio e che si ritrova espresso come in un&rsquo;eco nelle figure solitarie di Cesare Maggi, <em>Il montanaro<\/em> o di Guido Trentini, <em>La pianta rossa<\/em>, oppure nei paesaggi di Paresce, di Morandi e di Rossi, nella mestizia dell&rsquo;ora del <em>Vespro<\/em> di Vincenzo De Stefani, nell&rsquo;impossibile dialogo delle figure metafisiche di Savinio, di Campigli e di Chia. Dalle pieghe del panneggio bianco, dove si annida la firma dell&rsquo;artista e la data del 1927 e dalla modella Presa alle spalle da Cagnaccio discende un percorso dello sguardo su alcune delle sculture pi&ugrave; rappresentative della <strong>collezione della Fondazione Cariverona e della Fondazione Domus per l&rsquo;arte moderna e contemporanea<\/strong> come <em>La donna che nuota sott&rsquo;acqua<\/em> di Arturo Martini, presenti nella mostra solo grazie a questo prezioso dettaglio che l&rsquo;obiettivo fotografico ha saputo sapientemente ritagliare. Il manicure alla moda, la punta dell&rsquo;orecchino ci avvicinano al centro narrativo del quadro di Cagnaccio, a quello specchio trattenuto al muro da graffe acuminate.<!--more-->&nbsp;Dalla massa ancora scomposta dei capelli, dalle punte crudeli si avverte il senso del Dipanare della storia e allora il visitatore pu&ograve; attraversare in piena consapevolezza il <em>Concetto spaziale<\/em> di Fontana, <em>Varsavia <\/em>di Vedova e i grovigli di segni eleganti di Giovanni Meloni. <span>&nbsp;<\/span>Il pacato disporsi dei piccoli contenitori sul piano della toletta invita all&rsquo;ascolto del Silenzio degli oggetti nelle nature morte di Casorati, di Morandi, di Tadini e di Severini. <span>&nbsp;<\/span>Allo sguardo non resta che inoltrarsi dentro lo specchio che racchiude il gesto rivelatore della modella: l&rsquo;astuccio del rossetto sulle labbra. Rossi legami sono al centro di <em>S&rsquo;avvicina il temporale<\/em> di Francesco Danieli, in <em>Alberi e siepe a Villa Borghese<\/em> di Balla, esplodono nell&rsquo;<em>Incendio alle Cinque Terre<\/em> di Birolli, veleggiano nell&rsquo;aquilone di Licini, dilagano nella fucilazione di Guttuso e nella <em>Scheggia<\/em> di Basaldella. <span>&nbsp;<\/span>La vera immagine &egrave; contenuta nello specchio, costituisce il centro narrativo scelto da Cagnaccio, dunque rappresentare riflessi &egrave; il segno di una raggiunta sapienza pittorica, quasi di un virtuosismo come nella pittura di Orazio Pigato con le sue <em>Case sull&rsquo;Adige a Santo Stefano<\/em>, in Antonio Donghi fermo a ritrarre i giochi della luce sulle sponde del fiume che bagna <em>Castelfranco Veneto<\/em> e ancora in Aurelio Tiratelli e in Rubens Santoro. Ferma sulla soglia la modella di Cagnaccio guarda nello specchio come alla finestra. Augusto Manzini pone sul davanzale delle sue finestre il vaso di fiori, metafora della presenza femminile. La pittura, l&rsquo;arte figurativa &egrave; racchiusa nello sguardo. Quando l&rsquo;artista si pone alle spalle del soggetto interpreta uno sguardo di cui &egrave; impossibile controllare la traiettoria, rendendo cos&igrave; palese il desiderio mai appagato di comprendere il visibile. La donna alla finestra &egrave; dunque metafora dell&rsquo;artista che invano insegue la possibilit&agrave; di catturare tutto il visibile nell&rsquo;opera. Oltre la soglia, fra gli altri, lo sguardo febbricitante dei ritratti di Boccioni e quello vuoto del gesso di Accademia di Guido Trentini. Cagnaccio con la sua opera sembra suggerire la certezza illusoria dell&rsquo;immagine allo specchio e lo fa restituendo quella realt&agrave; a frammenti e in via di decomposizione che prende forma ai margini. L&rsquo;immagine si moltiplica nel <em>Paesaggio anemico<\/em> di Schifano, si frantuma nell&rsquo;<em>Hommage &agrave; Yves Klein <\/em>di Arman, si disfa in mestizia in <em>La canzone del Piave<\/em> di Ettore Berardini. La signora allo specchio offre il suo sguardo al visitatore poco prima di entrare in scena nel gran teatro di Orfeo Tamburi ( che intendeva raccontare a mosaico per l&rsquo;E 42 la storia del teatro) e di cui <span>&nbsp;<\/span>sono rimasti i bozzetti monumentali sui quali, come su un fondale,<span>&nbsp; <\/span>prendono vita storie di danza e d&rsquo;amore. Nei pezzi di ogni collezione &egrave; racchiusa una storia, una vicenda che parla di passione per il bello, questa della Fondazione Cariverona documenta pi&ugrave; di un aspetto della ricerca dell&rsquo;arte italiana del Novecento, nella sua qualit&agrave; pi&ugrave; alta. &Egrave; dallo spessore dell&rsquo;opera che nascono come da una tela orditi e trame di percorsi narrativi e interpretazioni critiche. La collezione continuamente viene arricchita per l&rsquo;alacre impegno di chi a questa &egrave; preposto, come<span>&nbsp; <\/span>dimostrano gli artisti in mostra: Afro (Basaldella), Arman, <\/span><span style=\"font-size: 11pt\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/span><strong><span style=\"font-size: 10pt\">UFFICIO STAMPA:<span>&nbsp; <\/span>&ldquo;<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\">Economia &amp; Cultura&rdquo;- Gabriella Papini, Marisa Verducci<strong>, <\/strong>Viale della Vittoria 16 &#8211; 60123<strong> <\/strong>Ancona; <\/span><strong><span style=\"font-size: 10pt\"><span>&nbsp;<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt\">tel. <span>&nbsp;<\/span>071 200648 &ndash; fax 071 2079603 &ndash;<span>&nbsp; <\/span>cell 347 5080306 <span>&nbsp;<\/span>&#8211;<strong><span>&nbsp; <\/span><\/strong>3338358071-E-mail:<strong> <\/strong><a href=\"mailto:info@gabriellapapini.com\"><span style=\"color: windowtext\">info@gabriellapapini.com<\/span><\/a><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: &#39;Times New Roman&#39;\"><br \/> <\/span>&nbsp;<\/p>\n<p> <\/font><\/font>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Novecento nelle collezioni della Fondazione Cariverona e della Fondazione Domus&nbsp; Ancona, Mole Vanvitelliana, Banchina da Chio- 19 dicembre 2008- 15 marzo 2009 Una mostra come un racconto. 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