
{"id":22070,"date":"2012-03-02T02:12:40","date_gmt":"2012-03-02T00:12:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=22070"},"modified":"2012-03-02T02:12:40","modified_gmt":"2012-03-02T00:12:40","slug":"la-donna-eroina-della-societa-eva-fischer-in-mostra-a-candelara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/22070\/arte\/la-donna-eroina-della-societa-eva-fischer-in-mostra-a-candelara.html","title":{"rendered":"LA DONNA EROINA DELLA SOCIETA&#8217; &#8211; EVA FISCHER IN MOSTRA A CANDELARA"},"content":{"rendered":"<p>In occasione della mostra: &ldquo;<b>La donna eroina della Societ&agrave;<\/b>&rdquo;, che si terr&agrave; a <b>Candelara<\/b> dal <b>2 al 25 marzo <\/b>2012, organizzata in occasione delle celebrazioni dell&rsquo;8 marzo, sar&agrave; allestita presso la &ldquo;Sala dell&rsquo;orologio&rdquo; una piccola monografica dell&rsquo;artista <b>Eva Fischer<\/b>. Saranno esposte sei tele, rappresentanti periodi diversi della sua carriera artistica: i fiori, i viaggi in aereo, le scuole di ballo, vedute, i mercati e le biciclette. A queste si aggiungono alcune litografie con altri soggetti iconografici.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\"><span>&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\"><b>Eva Fischer<\/b> &egrave; nata a <b>Daruvar<\/b> (ex Jugoslavia) il 19 novembre 1920. Il padre Leopoldo, rabbino capo ed eccellente talmudista, venne deportato dai nazisti. Sono pi&ugrave; di trenta i familiari di Eva scomparsi nei lager.<span style=\"background-color: white\">Negli anni precedenti la guerra, Eva Fischer si diplom&ograve; all&rsquo;Accademia di Belle Arti di <b>Lione<\/b> e fece ritorno a <b>Belgrado<\/b> in tempo per subire i vandalici bombardamenti nazisti sulla citt&agrave; (1941) senza dichiarazione di guerra. Ebbe cos&igrave; inizio un periodo travagliato fatto di fughe e costellato da privazioni e duri sacrifici. Insieme alla madre e al fratello minore, Eva venne internata nel campo di Vallegrande (<b>Isola di Curzola<\/b>) sotto amministrazione italiana che non conobbe (Eva &egrave; lieta di dirlo) ferocia alla pari di quella nazista. Per una malattia materna ebbe un permesso di assisterla insieme al fratello nell&rsquo;ospedale di <b>Spalato<\/b>; quindi si trasfer&igrave; a <b>Bologna<\/b> sotto falso nome. Eva ricorda spesso quel tempo infausto ove per&ograve; la mano dei buoni non si sottraeva al pericolo di dare aiuto e solidariet&agrave; ai perseguitati; ella &egrave; membro ad honorem dell&rsquo;Associazione Nazionale Partigiani.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\"><span style=\"background-color: white\"><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\">A guerra finita <b>Eva Fischer <\/b>scelse Roma come sua citt&agrave; d&rsquo;adozione: intenso &egrave; l&rsquo;amore che ella porta a questa citt&agrave;. Entr&ograve; immediatamente a far parte del gruppo di artisti di Via Margutta coi quali contrasse indelebili amicizie. Di quel periodo &egrave; la sua amicizia con Mafai e Guttuso, Tot, Campigli, Fazzini, Carlo Levi, Capogrossi, Corrado Alvaro e tanti di quella generazione di artisti che avevano maturato idee luminose entro il buio della dittatura.&nbsp;<span style=\"background-color: white\">Intensa fu l&rsquo;amicizia con De Chirico, Mirko, Sandro Penna e Franco Ferrara allora gi&agrave; brillante direttore d&rsquo;orchestra; venne cos&igrave; il tempo di lunghe e notturne passeggiate romane anche con Jacopo Recupero, Cagli, Avenali, Giuseppe Berto e Alfonso Gatto nonch&eacute; Maurice Druon non ancora ministro della cultura francese che andava scrivendo le pagine de &ldquo;Le grandi famiglie&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\"><span><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\">Fu in quel tempo che <b>Dal&igrave;<\/b> vide e s&rsquo;innamor&ograve; dei mercati di Eva mentre lo stesso Ehrenburg scrisse sulle &ldquo;<i>umili e orgogliose biciclette<\/i>&rdquo;. Con <b>Picasso<\/b> s&rsquo;incontrarono nella bella casa di <b>Luchino Visconti <\/b>parlando a lungo d&rsquo;arte contemporanea e del sussulto intimo che porta alla creativit&agrave;. Picasso la esort&ograve; a progredire nella luce misteriosa delle barche e delle architetture meridionali. A <b>Parigi<\/b>, Eva conobbe <b>Marc Chagall<\/b> divenendone amica devota e profonda ammiratrice. Egli le raccontava di sogni colorati nonch&eacute; del fascino dei racconti biblici.&nbsp;<span style=\"background-color: white\">Alla fine degli anni Cinquanta si stabilizz&ograve; a Roma, andando a vivere nel popolare quartiere di Trastevere. Sotto di lei vive il compositore <b>Ennio Morricone<\/b>. Nasce un profondo legame anche artistico. Nel 1990 Ennio le dedica il CD &ldquo;<\/span><b style=\"background-color: white\"><i>A Eva Fischer pittore<\/i><\/b><span style=\"background-color: white\">&rdquo;.&nbsp;<\/span><span style=\"background-color: white\">Il mondo della Fischer &egrave; fatto di brevi migrazioni ovunque il suo estro l&rsquo;ha chiamata: da Israele, ove dipinse mirabili tele di Gerusalemme e Hebron (note sono le vetrate del Museo israelitico di Roma), fino agli U.S.A., dove conta numerosi collezionisti ed estimatori.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\"><span><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\">Oggi che l&rsquo;arte di <b>Eva Fischer<\/b> &egrave; conosciuta nel mondo, ella parla di s&eacute; con assoluta modestia tipica di questa donna coraggiosa ed intelligente, dallo sguardo pulito e profondo nonostante gli affronti degli uomini in quei tempi disumani. Nel 2008 il Presidente della Repubblica Italiana <b>Giorgio Napolitano<\/b>, ha conferito ad Eva Fischer l&rsquo;onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.&nbsp;<span style=\"background-color: white\">Nel suo curriculum sono presenti mostre in tutto il mondo; prossimamente nel mese di maggio il Comune di Torino le dedicher&agrave; una grande personale. A tutte queste si aggiunge anche la piccola mostra personale organizzata dalla Pro Loco di <b>Candelara<\/b>, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro e dell&rsquo;Associazione Quartieri n. 3 delle colline e dei castelli.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\"><span style=\"background-color: white\"><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt\"><span style=\"background-color: white\">Un piccolo tributo ad una grande protagonista della storia dell&rsquo;arte mondiale, voluto per poter raccontare anche ai ragazzi del nostro territorio il dramma di quegli anni difficili, per portare una testimonianza non contrastabile e, soprattutto, un messaggio di speranza che &egrave; quello di Eva Fischer! Per questo il figlio di Eva, <b>Alan David Baumann<\/b>, ha deciso di non esporre a Candelara quadri del periodo della &ldquo;<b><i>S<\/i><\/b><\/span><b style=\"background-color: white\"><i>hoah<\/i><\/b><span style=\"background-color: white\">&rdquo; che sono stati un vero &egrave; proprio diario segreto dell&rsquo;artista nascosto agli stessi famigliari fino al 1989.&nbsp;<\/span><span style=\"background-color: white\">Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito web: <\/span><a href=\"http:\/\/www.candelara.com\/\" style=\"background-color: white\" target=\"_blank\"><font color=\"#0066cc\">www.candelara.com<\/font><\/a><span style=\"background-color: white\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 1.1pt\"><span>&nbsp;<\/span><\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"0\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"border-collapse: collapse\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"padding-bottom: 0cm; padding-left: 5.4pt; width: 135.2pt; padding-right: 5.4pt; padding-top: 0cm\" valign=\"top\" width=\"225\">\n<p align=\"center\" class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 1.1pt\"><span><br \/>\n\t\t\t\t\t\t<\/span><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 1.1pt\"><span><br \/>\n\t\t\t\t\t\t<\/span><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"ecxMsoNormal\" style=\"text-align: center; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 1.1pt\">&nbsp;<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"padding-bottom: 0cm; padding-left: 5.4pt; width: 160.1pt; padding-right: 5.4pt; padding-top: 0cm\" valign=\"top\" width=\"267\">\n\t\t\t\t\t&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della mostra: &ldquo;La donna eroina della Societ&agrave;&rdquo;, che si terr&agrave; a Candelara dal 2 al 25 marzo 2012, organizzata in occasione delle celebrazioni dell&rsquo;8 marzo, sar&agrave; allestita presso la &ldquo;Sala dell&rsquo;orologio&rdquo; una piccola monografica dell&rsquo;artista Eva Fischer. 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