
{"id":21000,"date":"2012-01-30T10:03:22","date_gmt":"2012-01-30T08:03:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=21000"},"modified":"2012-01-31T10:07:50","modified_gmt":"2012-01-31T08:07:50","slug":"italiani-di-crimea-una-tragedia-attuale-la-cerimonia-nel-70-della-deportazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/21000\/cultura\/italiani-di-crimea-una-tragedia-attuale-la-cerimonia-nel-70-della-deportazione.html","title":{"rendered":"\u201cItaliani di Crimea, una tragedia attuale\u201d: la cerimonia nel 70\u00b0 della deportazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none\"><font color=\"#000000\" face=\"Times New Roman\" size=\"3\">Si &egrave; svolta sabato&nbsp; 21 gennaio 2012, nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, la cerimonia in commemorazione della deportazione degli Italiani di Crimea, sub&igrave;ta il 29 gennaio 1942: &ldquo;Italiani di Crimea, una tragedia attuale&rdquo;. Sono oramai trascorsi 70 anni da quel tragico 29 gennaio del 1942, quando per volere di Stalin oltre duemila italiani da tempo residenti in Crimea furono arrestati e deportati in Kazakhstan. Erano i figli e i nipoti degli emigrati, soprattutto dalla Puglia, che in due ondate, negli anni &rsquo;30 e &rsquo;70 dell&rsquo;Ottocento, si erano trasferiti in Crimea, ormai ben integrati nella societ&agrave; locale. Al termine di un viaggio della durata di due mesi per le vie di mare e di terra nei vagoni piombati, durante il quale mor&igrave; la met&agrave; dei prigionieri, i deportati sopravvissuti furono rinchiusi nei campi di lavoro e abbandonati a se stessi. Pochissimi sopravvissero agli stenti e solo alcuni fortunati poterono ritornare in Crimea durante il regime di Krushev. Nel frattempo tutte le loro propriet&agrave;, compresa la terra acquistata nel cimitero, erano state confiscate. A distanza di 70 anni da quei fatti, le Autorit&agrave; Ucraine non hanno ancora riconosciuto la deportazione della comunit&agrave; italiana, n&eacute; sul piano storico n&eacute; su quello giuridico, a differenza di quanto avvenuto per<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>le altre comunit&agrave; nazionali coinvolte (tartara, tedesca, greca, armena, bulgara). Mentre le Istituzioni Italiane non sono finora riuscite a far riconoscere lo status di comunit&agrave; deportata e a concedere, per quanto di loro competenza, la cittadinanza ai sopravvissuti e ai discendenti dei deportati, una comunit&agrave; oramai ridotta a 300 componenti. Questi argomenti storici e soprattutto le implicazioni sociali che si riflettono negativamente sulla comunit&agrave; italiana supersite sono stati al centro del contributo scritto del Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna, assente per impegni istituzionali sopraggiunti e non programmati, e degli interventi del<span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\"> <\/span>Presidente dell&rsquo;Associazione Regionale Pugliesi di Milano, <span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">Dino Abbasci&agrave;, a cui sono seguite le riflessioni amare, ma risolute nell&rsquo;esprimere solidariet&agrave; e impegno a favore della comunit&agrave; di Crimea, di<\/span> <span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">Giulio Vignoli dell<\/span>&rsquo;Universit&agrave; di Genova, di <span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">Francesca Gori presidente di <\/span>Memorial Italia, di <span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">Tito Manlio Altomare, <\/span>giornalista Rai, di <span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">Francesco Pergolo, figlio di profughi e parente di deportati e fucilati, e del sindaco di Bisceglie Francesco Spina, l&rsquo;unico fra le amministrazioni pugliesi invitate. Molte le testimonianze e le prove di affetto espresse dai numerosi rappresentanti delle Associazioni intervenute e in particolare, toccante, quella di don Canetta, che per quasi vent&rsquo;anni ha svolto la sua missione di fede e di cultura in <\/span>Kazakhstan<span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">. Fra le adesioni e gli attestati di riconoscimento delle Autorit&agrave; Italiane, fra cui quelle del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio, significativa &egrave; stata la missiva inviata dal Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, in cui si ribadisce l&rsquo;impegno per la nostra comunit&agrave;, anche con la conferma dell&rsquo;istituzione di borse di studio in Italia a favore delle giovani generazioni. Ma l&rsquo;emozione ha pervaso i presenti quando sono state lette alcune testimonianze <\/span>dei deportati nei campi di lavoro sovietici, accompagnate dal video tratto dal documentario &ldquo;Puglia oltre il Mediterraneo&rdquo; di Tito Manlio Altomare. Ma ancor pi&ugrave; quando una telefonata con la Crimea ha riportato in sala la viva voce, veramente e profondamente commossa, di Giulia Giacchetta Boico, presidente dell&rsquo;Associazione &ldquo;Il Cerchio&rdquo; degli italiani di Crimea. In conclusione &egrave; stata scoperta la riproduzione della stele commemorativa bilingue, con il bassorilievo opera dello scultore Antonio Sodo, che verr&agrave; installata sulla banchina del porto o in altro luogo significativo della citt&agrave; di Ker\u010d, la citt&agrave; dove risiedeva la pi&ugrave; grande comunit&agrave; italiana in Crimea e da dove prese avvio la deportazione. Una delegazione dell&rsquo;Associazione Regionale Pugliesi di Milano parteciper&agrave; alla cerimonia che si svolger&agrave; a Ker\u010d il 29 gennaio prossimo. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 9.0pt\"><font size=\"3\"><\/font><font color=\"#000000\"><\/font><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>PAOLO RAUSA<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si &egrave; svolta sabato&nbsp; 21 gennaio 2012, nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, la cerimonia in commemorazione della deportazione degli Italiani di Crimea, sub&igrave;ta il 29 gennaio 1942: &ldquo;Italiani di Crimea, una tragedia attuale&rdquo;. 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