
{"id":19397,"date":"2011-12-07T11:15:01","date_gmt":"2011-12-07T09:15:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=19397"},"modified":"2011-12-07T11:15:01","modified_gmt":"2011-12-07T09:15:01","slug":"le-strenne-di-contrasto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/19397\/libri\/le-strenne-di-contrasto.html","title":{"rendered":"LE STRENNE DI CONTRASTO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<span style=\"font-size: 18px\"><b>AA.VV.<br \/>\n\t<font color=\"#ff0000\">MAGNUM<br \/>\n\tLA SCELTA DELLA FOTO<br \/>\n\t<\/font><\/b><\/span><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gfx2.hotmail.com\/mail\/w4\/pr04\/ltr\/i_safe.gif\" \/><\/span><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 17px\"> <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\">28 x 34,2 cm<br \/>\n\t435 b\/n e a colori<br \/>\n\tcartonato + sovraccoperta<br \/>\n\t&euro; 98,00<br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><font color=\"#ff0000\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><b>Pochi libri di fotografia possono vantare di essere realmente innovativi. Questo &egrave; uno di essi. <\/b><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><b><font color=\"#99cc00\"><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><\/b><span style=\"font-size: 12px\">Un volume di riferimento che svela e ripercorre, attraverso il lavoro dei fotografi di Magnum, la storia di un metodo di lavoro fondamentale: l&rsquo;utilizzo del foglio di provini a contatto come prova e strumento per la selezione della foto migliore. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t&ldquo;<i>Un foglio di provini e un po&rsquo; come il taccuino di uno psicoanalista. Quasi come un sismografo che registra il momento. Tutto rimane scritto &ndash; tutto ci&ograve; che ci ha sorpreso, quel che abbiamo catturato in volo, quel che ci siamo persi, quel che &egrave; scomparso o un evento che si sviluppa fino a diventare un&rsquo;immagine che &egrave; puro giubilo&hellip; <br \/>\n\tEstrarre una buona fotografia da un foglio di provini &egrave; come scendere in cantina e prendere una buona bottiglia da condividere.<\/i>&rdquo; <\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"right\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\">Henri Cartier-Bresson<br \/>\n\t&nbsp; <\/span><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\">Per la prima volta, grazie a questo grande progetto internazionale, &egrave; possibile entrare nella camera oscura degli autori Magnum e, accompagnati dalla loro voce, penetrare il processo creativo, comprendere le strategie e i criteri di scelta che determinano come nasce una &ldquo;buona&rdquo; foto destinata a diventare un&rsquo;icona della fotografia. <br \/>\n\t139 fogli di contatti di 69 diversi autori, raccontano storie, dettagli, ripercorrono vicende cruciali, testimoniano il successo di una particolare immagine, la sua prima pubblicazione, i drammi e le vicende umane che nascondono.<br \/>\n\tDa Henri Cartier-Bresson a Robert Capa, da Elliott Erwitt a Ren&eacute; Burri fino ai pi&ugrave; giovani autori di Magnum, come Paolo Pellegrin e Alec Soth: con le loro immagini i fotografi Magnum raccontano sessanta anni di storia, dallo sbarco in Normandia al &rsquo;68 parigino, alla guerra in Cecenia, ai ritratto di Che Guevara, Malcom X e delle grandi dive di Hollywood, fino alle classiche immagini ormai impresse nella nostra memoria. <br \/>\n\tUn&rsquo;eccezionale collezione oltre 400 immagini che mettono a nudo il processo creativo e di selezione utilizzato da molti fra i grandi della fotografia.<\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><\/p>\n<hr align=\"center\" size=\"3\" width=\"95%\" \/>\n<p align=\"center\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><b>W. EUGENE SMITH<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<font color=\"#800000\">PI&Ugrave; REALE DELLA REALT&Agrave;<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tA CURA DI BRITT SALVESEN E ENRICA VIGAN&Ograve;<br \/>\n\t<\/font><\/b><\/span><\/font><b><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gfx2.hotmail.com\/mail\/w4\/pr04\/ltr\/i_safe.gif\" \/><br \/>\n\t<\/span><\/b><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\"><br \/>\n\tFORMATO: 26 x 32,5 cm<br \/>\n\tPAGINE: 240<br \/>\n\tFOTOGRAFIE: 197 in b\/n<br \/>\n\tCartonato con sovraccoperta<br \/>\n\tEuro 55,00 <\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t&nbsp; <\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><b>Il meglio del lavoro del fotografo che ha rivoluzionato <br \/>\n\til concetto di reportage<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\">In questa monografia sono raccolte le immagini dei sei pi&ugrave; importanti reportage di Williame Eugene Smith pubblicati sulla rivista Life tra il 1948 e il 1956. Si tratta di fotografie divenute pietre miliari del suo lavoro e della storia del fotogiornalismo: The Country Doctor, realizzato in Colorado nel 1951 seguendo il lavoro quotidiano e a volte frustrante del medico Ernst Ceriani tra le citt&agrave; dell&rsquo;America rurale; Spanish Village, il pi&ugrave; potente ritratto del paese sotto la dittatura franchista dopo la guerra civile degli anni &rsquo;30; The Nurse Midwife, in cui si testimoniano le giornate della levatrice del South Carolina documentando con precisione un mestiere esercitato solo dalla gente di colore; A Man of Mercy, che documenta il lavoro umanitario del premio Nobel Albert Schweitzer in Africa; Pittsburgh, che evoca il dramma degli operai della citt&agrave; dell&rsquo;acciaio; Minamata, il racconto del disastro ambientale, umano e sociale <br \/>\n\tdi un villaggio di pescatori le cui acque furono avvelenate dai rifiuti tossici di mercurio di una grande industria chimica. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tLe parole di W. Eugene Smith raccontano e spiegano, meglio di qualsiasi altro saggio, le sue tecniche di lavoro sul campo e i suoi principi guida. Completano il volume il racconto della nascita della sua fotografia forse pi&ugrave; celebre e emblematica, &ldquo;A Walk to a Paradise Garden&rdquo;, e un saggio sulla Spagna del 1950, con la preparazione del reportage realizzato. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><span style=\"font-size: 11px\"><b>William Eugene Smith<\/b> nasce nel 1918 a Wichita, Kansas. Nel 1936 &egrave; ammesso alla Notre Dame University dove viene istituito un corso di fotografia appositamente per il promettente giovane fotografo. Abbandonata l&rsquo;universit&agrave;, inizia a collaborare con il settimanale Newsweek, da cui &egrave; allontanato per aver rifiutato di lavorare con le macchine Graphic 4&#215;5. Nel 1939 viene contattato dalla rivista Life, con cui inizia una collaborazione che lo porta, nel corso degli anni successivi, a coprire come fotografo di guerra il teatro bellico del Pacifico. Il 23 maggio 1945 rimane ferito al volto dall&rsquo;esplosione di una granata: nei due anni successivi &egrave; costretto a dolorosi interventi e a una lunga riabilitazione. Una volta recuperato, Eugene Smith riprende a lavorare per Life. Nel 1956 entra nell&rsquo;agenzia Magnum e nel 1957 ne diventa membro a pieno titolo. L&rsquo;anno seguente, dopo essersi trasferito a Tucson per insegnare presso l&rsquo;Universit&agrave; dell&rsquo;Arizona, Smith muore per un ictus. I suoi archivi sono tenuti dal Center for Creative Photography di Tucson, in Arizona. Oggi, la sua eredit&agrave; si rinnova attraverso il W. Eugene Smith Fund che promuove la &ldquo;fotografia umanistica&rdquo;, attraverso premi per i fotografi che si sono distinti nel settore. <br \/>\n\t<\/span><\/font><\/p>\n<hr align=\"center\" size=\"3\" width=\"95%\" \/>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><b>Josef Koudelka<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tZINGARI<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><font size=\"6\"><span style=\"font-size: 21px\"><br \/>\n\t<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gfx2.hotmail.com\/mail\/w4\/pr04\/ltr\/i_safe.gif\" \/><br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\">24,1 x 32 cm<br \/>\n\t192 pagine<br \/>\n\t109 fotografie in b\/n<br \/>\n\tCartonato con sovraccoperta<br \/>\n\t&euro; 69,00<br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t&ldquo;Il lavoro di Koudelka &egrave; segnato da una sorta di organizzazione teatrale della realt&agrave;.&rdquo;<\/p>\n<p>\tRobert Delpire <br \/>\n\t<\/span><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><b>UN VOLUME ATTESO DA PI&Ugrave; DI 40 ANNI<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tPer la prima volta in libreria un&rsquo;opera unica e imperdibile <br \/>\n\t<\/b><br \/>\n\t<b><i>che raccoglie il capolavoro visivo del pi&ugrave; grande fotografo vivente<\/i><\/b><i>. <\/i><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\tQuesto volume &egrave; la versione aggiornata e ampliata del menab&ograve; definitivo originale di <i>Cik&aacute;ni<\/i> (zingari in ceco) libro che Josef Koudelka realizz&ograve; insieme al grafico Milan Kop\u0159iva nel 1968 e che doveva essere pubblicato a Praga nel 1970. Koudelka lasci&ograve; la Cecoslovacchia proprio nel 1970 e il libro non and&ograve; mai in stampa. <br \/>\n\tA Parigi Koudelka cominci&ograve; a lavorare con l&rsquo;editore francese Robert Delpire a un altro libro di fotografie di zingari, che conteneva sessanta immagini scattate perlopi&ugrave; nei campi rom della Slovacchia orientale fra il 1962 e il 1968. Il volume usc&igrave; nel 1975 in Francia con il titolo <i>Gitans, la fin du voyage<\/i> edito da Delpire Editeur e negli USA con il titolo <i>Gypsies <\/i>edito da Aperture (di cui fu realizzata un&rsquo;edizione speciale per il Museum of Modern Art). <br \/>\n\tIl libro resta ancora oggi un testo di riferimento del Ventesimo secolo. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tQuesta edizione accresciuta, pur facendo fede all&rsquo;idea originale del 1968 fin&rsquo;ora inedita, contiene 109 fotografie scattate nella ex-Cecoslovacchia (Boemia, Moravia e Slovacchia), in Romania, Ungheria, Francia e Spagna fra il 1962 e il 1971. Il titolo, <i>Zingari<\/i>, vuole creare un immediato legame con la parola che definiva e individuava questo gruppo etnico quando le fotografie furono scattate, prima che l&rsquo;attuale termine Rom si affermasse. <br \/>\n\tIl sociologo Will Guy, autore dei testi che accompagnavano la prima edizione di Zingari, ripercorre, in un saggio, la storia delle migrazioni dei Rom dalla terra d&rsquo;origine, nell&rsquo;India del Nord, fino alla loro attuale condizione, costantemente al centro di polemiche a livello internazionale. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<i>Zingari<\/i> &egrave; un volume mitico nella storia della fotografia mondiale.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><span style=\"font-size: 11px\"><b>Josef Koudelka <\/b>nasce in Moravia nel 1938. Inizia la sua carriera come ingegnere aeronautico e diventa fotografo professionista verso la fine degli anni Sessanta. Nel 1968 fotografa l&rsquo;invasione sovietica di Praga, pubblicando le sue fotografie con le iniziali P. P. (<i>Prague Photographer<\/i>, fotografo di Praga). Per queste fotografie, nel 1969 riceve da anonimo il premio Robert Capa dell&rsquo;Overseas Press Club. Nel 1970 lascia la Cecoslovacchia per cercare asilo politico e, poco dopo, entra a Magnum Photos. Nel 1975, viene pubblicata la prima edizione di <i>Gypsies<\/i>, il primo di una lunga serie di libri di questo fotografo, incluso <i>Exiles <\/i>(1988), <i>Chaos <\/i>(1999), <i>Koudelka<\/i> (2006) e <i>Invasione Praga 68 <\/i>(2008). Nel corso della sua carriera Koudelka ha vinto svariati premi come il Prix Nadar (1978), il Grand Prix National de la Photographie (1989), il Grand Prix Cartier-Bresson (1991), e l&rsquo;Hasselblad Foundation International Award in Photography (1992). Le sue fotografie sono state esposte al Museum of Modern Art e all&rsquo;International Center of Photography di New York, all&rsquo;Hayward Gallery di Londra, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, al Palais de Tokyo di Parigi, alla Fondazione Forma di Milano e al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1992 ha ricevuto la nomina di Chevalier de l&rsquo;Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese. Oggi vive fra Parigi e Praga. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<b>Will Guy <\/b>&egrave; <i>Research Fellow<\/i> alla University of Bristol, Inghilterra. Nel 1975 ha collaborato al testo dell&rsquo;edizione originale di <i>Gypsies<\/i> mentre stava completando un dottorato sulla politica nei confronti degli zingari nella Cecoslovacchia comunista. Le recenti ricerche da lui condotte per la Commissione Europea e per diverse ONG internazionali ruotano attorno alla valutazione di iniziative che promuovono l&rsquo;integrazione sociale dei rom. Molte sono le sue pubblicazioni sull&rsquo;argomento. Guy &egrave; stato inoltre curatore dei libri <i>Between Past and Future: The Roma of Central and Eastern Europe <\/i>(2001) e <i>Roma Migration in Europe: Case Studies <\/i>(2004).<br \/>\n\t<\/span><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><\/p>\n<hr align=\"center\" size=\"3\" width=\"95%\" \/>\n<p align=\"center\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font color=\"#99cc00\"><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><b>MUSIC:BOX<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><\/font><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><b><br \/>\n\tQuando i grandi fotografi raccontano la musica<\/p>\n<p>\tA cura di Gino Castaldo<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><b><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gfx2.hotmail.com\/mail\/w4\/pr04\/ltr\/i_safe.gif\" \/><br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\"><br \/>\n\t17 x 22 cm<br \/>\n\t480 pagine<br \/>\n\t338 fotografie a colori e in b\/n<br \/>\n\tCartonato con chiusura magnetica<br \/>\n\t&euro; 28,00<br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font color=\"#99cc00\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><b>La musica raccontata attraverso le immagini dei pi&ugrave; grandi fotografi<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t&nbsp; <\/span><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\">Un percorso per immagini che racconta la musica popolare e le sue trasformazioni attraverso una prospettiva del tutto nuova. <br \/>\n\tLe immagini raccontano i luoghi fisici e ideali in cui la musica popolare &egrave; apparsa, si &egrave; fatta storia e continua a vivere: dai fan ai locali storici, dalle ville alle sale d&rsquo;incisione. Ma anche le situazioni, i protagonisti e gli oggetti. Partendo dal palco e il backstage, la notte e la vita quotidiana, passando attraverso il corpo, la chitarra, il cappello per approdare agli occhi, ai dettagli che compongono a livello visivo l&rsquo;immaginario che gira intorno alla musica. <\/p>\n<p>\t&nbsp;<\/p>\n<p>\tBryan Adams, Anton Corbijn, Philippe Halsman, Guido Harari, Elliott Landy, Annie Leibovitz, Guy Le Querrec, Robert Mapplethorpe, Jim Marshall, Terry O&rsquo;Neill, Giuseppe Pino, Neal Preston, Herb Ritts, Phil Stern, Dennis Stock, Albert Watson, sono solo alcuni dei fotografi che nel corso degli anni hanno immortalato e sospeso in un attimo infinito icone e performance musicali.<\/p>\n<p>\t&nbsp;<br \/>\n\tS&igrave; perch&eacute;, come dice Gino Castaldo, &ldquo;non ci sarebbe stato il rock&rsquo;n&rsquo;roll se prima qualcuno non l&rsquo;avesse &lsquo;visto&rsquo;&rdquo; <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t&ldquo;La musica ha sempre preteso un&rsquo;immagine, come indispensabile complemento della sua fuggevole, immateriale natura fisica. E gi&agrave; molto prima dell&rsquo;avvento dei videoclip i fotografi hanno catturato le scie di fiammeggianti chitarre lanciate a sfidare il cielo, le espressioni intense di facce che portavano note incise sul volto, le notti chiaroscurate del jazz, acconciature, attimi fuggenti, dinamiche mobilit&agrave; sonore, backstage eccitati o malinconici, metamorfosi, pubblici in estasi, complicit&agrave; collettive, perfino il beat delle cadenze storiche. A mettere insieme in un&rsquo;ideale, infinita libreria, tutte le immagini significative che riguardano la musica, verrebbe fuori la pi&ugrave; imperiosa e completa sinfonia del Novecento.&rdquo; <\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"right\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\">Gino Castaldo <\/span><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tMusic:Box si inserisce nel percorso iniziato da Foto:box e proseguito con Fashion:box. Una serie di successo. Un progetto internazionale che vede Contrasto protagonista assoluto: le coedizioni coinvolgono editori che vanno dagli Stati Uniti all&#39;Europa fino al Giappone e alla Cina, con risultati che in alcuni casi sfiorano le oltre 200.000 copie vendute.<br \/>\n\t<\/span><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 17px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 11px\"><b>Gino Castaldo<\/b>, tra i pi&ugrave; noti giornalisti e critici musicali italiani, scrive su <i>La Repubblica<\/i>. Dal 2005, insieme a Ernesto Assante, tiene delle &ldquo;Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica&rdquo; con lo scopo di approfondire, grazie anche a un ascolto guidato e ai video mostrati, la storia di coloro che sono entrati nella leggenda del rock. Ha pubblicato numerosi volumi tra cui <i>La mela canterina. Appunti per un sillabario musicale<\/i>, <i>La terra promessa. Quarant&#39;anni di cultura rock<\/i>, <i>Il buio, il fuoco, il desiderio<\/i> e, con Ernesto Assante, <i>Blues, Jazz, Pop, Rock,<\/i> <i>33 dischi senza i quali non si pu&ograve; vivere <\/i>e <i>Il tempo di Woodstock<\/i>.<br \/>\n\t<\/span><\/font><\/p>\n<hr align=\"center\" size=\"3\" width=\"95%\" \/>\n<p align=\"center\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><b>GABRIELE BASILICO<br \/>\n\tTONI THORIMBERT<br \/>\n\t<\/b><br \/>\n\t<b>Il mio domani<br \/>\n\t<\/b><br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><b>A cura di Giovanna Calvenzi<\/p>\n<p>\t<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gfx2.hotmail.com\/mail\/w4\/pr04\/ltr\/i_safe.gif\" \/><br \/>\n\t<\/b><br \/>\n\t<\/span><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\"><br \/>\n\tFORMATO: 29,8 x 21,8 cm<br \/>\n\tPAGINE: 204<br \/>\n\tFOTOGRAFIE: 150 ca. a colori<br \/>\n\tCONFEZIONE: cartonato<br \/>\n\tPREZZO: &euro; 19,90<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 16px\"><b>Un libro per scoprire i luoghi, i volti e le atmosfere che stanno dietro alla macchina da presa <\/b><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 13px\">In questo volume Gabriele Basilico e Toni Thorimbert hanno raccontato le riprese del film <i>Il mio domani<\/i>, diretto da Marina Spada e interpretato, tra gli altri, da Claudia Gerini e Raffaele Pisu. Con colonna sonora originale di Paolo Fresu, il film uscir&agrave; nelle sale a novembre 2011. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\">Attraverso gli occhi dei due fotografi il lettore entra nel set e ne scopre le diverse realt&agrave;. Come scrive Goffredo Fofi nell&rsquo;introduzione del libro: &ldquo;C&rsquo;&egrave; una profonda sintonia tra il film di Marina Spada e il libro che ne racconta la lavorazione e ne illustra il contesto. E cio&egrave; tra il modo di vedere, di registrare e dilatare il reale che &egrave; della regista e quello dei due fotografi che ce ne restituiscono i luoghi &ndash; le &ldquo;locations&rdquo; &ndash; e i personaggi &ndash; i corpi e volti degli attori, ma anche quelli dei ben pi&ugrave; numerosi membri della troupe. Luoghi, volti e corpi, ma anche &lsquo;set&rsquo;, collocazioni precise anche se provvisorie e movimento, &lsquo;azione&rsquo;, rapporto tra i tanti che lavorano al film e i pochi che ne sono gli interpreti&rdquo;. Fotogrammi del film e fotografie dialogano cos&igrave; a costruire un&rsquo;immagine sfaccettata e complessa non solo del fare cinematografico, ma anche di un frammento, evocativo e rappresentativo, dell&rsquo;Italia contemporanea.<\/p>\n<p>\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><span style=\"font-size: 11px\"><b>Marina Spada<\/b>, sceneggiatrice e regista, insegna alla Civica Scuola del Cinema di Milano. Tra i suoi lavori, i video-ritratti di Fernanda Pivano, Gabriele Basilico, Arnaldo Pomodoro. Nel 2002 gira &ldquo;Forza Cani&rdquo;, prima produzione italiana compartecipata sul web. Seguono &ldquo;Come l&rsquo;ombra&rdquo; (Venice Days, 2006) e il documentario &ldquo;Poesia che mi guardi&rdquo; (Venice Days 2009). &ldquo;Il mio domani&rdquo; &egrave; il suo terzo lungometraggio. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<b>Gabriele Basilico<\/b>, nato a Milano nel 1944, &egrave; architetto e fotografo. Tra il 1978 e il 1980 realizza il suo primo progetto: Milano, ritratti di fabbriche. Negli anni Novanta riprende la ricerca sul territorio e sulle trasformazioni del paesaggio. Maestro nel ritrarre gli spazi urbani e nel dare forma e volto alle visioni architettoniche contemporanee, vince numerosi premi, tra i quali, nel 2000 il premio dell&rsquo;Istituto Nazionale di Urbanistica. Le sue opere fanno parte di molte collezioni pubbliche e private. Tra le sue mostre ricordiamo la retrospettiva che, nel 2006, la MEP di Parigi gli ha dedicato. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<b>Toni Thorimbert<\/b> inizia a fotografare da giovane, documentando le tensioni sociali degli anni &rsquo;70. Negli anni &rsquo;80, la collaborazione con vari periodici dell&rsquo;epoca contribuisce alla sua consacrazione a livello internazionale grazie a giornali come Brutus, Details, Mademoiselle, Wallpaper e la realizzazione di prestigiose campagne pubblicitarie. Reporter, ritrattista, affermato fotografo di moda e art director, il suo lavoro &egrave; stato oggetto di numerose mostre personali e collettive in Italia e all&rsquo;estero.<br \/>\n\t<\/span><span style=\"font-size: 12px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><\/p>\n<hr align=\"center\" size=\"3\" width=\"95%\" \/>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font color=\"#fe0000\"><font size=\"6\"><span style=\"font-size: 24px\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/font><\/font><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"> <\/span><\/font><font color=\"#ff0000\"><font size=\"6\"><span style=\"font-size: 24px\"><b>COLLANA &nbsp;LOGOS &#8211;<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><b><font size=\"7\"><span style=\"font-size: 28px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/b><\/font><b><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\">Maria Antonella Pelizzari<br \/>\n\tPERCORSI DELLA FOTOGRAFIA IN ITALIA<\/p>\n<p>\t<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gfx2.hotmail.com\/mail\/w4\/pr04\/ltr\/i_safe.gif\" \/><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/b><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\"><br \/>\n\tFORMATO: 15 x 21 cm<br \/>\n\tPAGINE: 216<br \/>\n\tFOTOGRAFIE: 15 a colori e in b\/n<br \/>\n\tBrossura con sovraccoperta<br \/>\n\tCollana: Logos<br \/>\n\tEuro 19,90 <\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\">Un volume di facile consultazione per ripercorrere lo sviluppo e la crescita della fotografia in Italia. In questo libro splendidamente illustrato, Antonella Pelizzari ricostruisce la storia del mezzo fotografico e della sua pratica nel nostro paese. I principali movimenti, gli autori, le in\ufb02uenze straniere, le istanze estetiche, il contesto internazionale, la scena culturale e politica: il testo di Pelizzari, coinvolgente come un romanzo, restituisce la ragione e il senso di un paese che ha imparato poco a poco a conoscersi, e a riconoscersi, anche tramite la fotografia.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tAl momento della nascita della fotografia, nel 1839, l&rsquo;Italia non era che un mosaico di stati, ancora lontani da poter convivere uniti sotto un&rsquo;unica bandiera. Pi&ugrave; tardi, il territorio, la sua incontestabile bellezza, le perle rinascimentali e archeologiche che l&rsquo;adornano, diventeranno il primo principale soggetto per fotografi professionisti e amatori che rinnoveranno, ora con l&rsquo;aiuto di un apparecchio fotografico, il classico &ldquo;Grand Tour&rdquo; nel nostro paese. Oggi, nella molteplicit&agrave; degli stili, i fotografi documentano il nostro territorio variegato e problematico, propongono nuove testimonianze e nuove creazioni visive. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t&ldquo;Il libro prende in considerazione l&rsquo;eredit&agrave; storica dei maestri della fotografia italiana, alla ricerca di una propria e originale voce e direzione. La selezione di immagini guida il lettore in questa ricerca di una narrazione non lineare, fuori dal comune e foriera di un nuovo punto vista. A lungo ho cercato un modo per dimostrare che la fotografia in Italia non &egrave; il prodotto della patinata industria del turismo, ma il frutto della ricca cultura visiva di questo paese&rdquo;. <\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"right\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\">Maria Antonella Pelizzari <\/span><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><span style=\"font-size: 11px\"><b>Maria Antonella Pelizzari <\/b>&egrave; professore nel Dipartimento di Arte e Storia dell&rsquo;Arte ad Hunter College e al Graduate Center, City University of New York (CUNY). Ha ottenuto il PhD, specializzandosi in storia della fotografia, dalla University of New Mexico, e ha una Laurea in Lettere dall&rsquo;Universit&agrave; di Genova. &Egrave; stata curatrice presso la collezione di fotografia del Canadian Centre for Architecture (CCA) a Montreal, dove ha organizzato la mostra e il libro Traces of India: Photography, Architecture and the Politics of Representation (CCA; Yale Center for British Art; Fowler Museum, UCLA, 2003-2004). I suoi scritti sulla fotografia sono comparsi in libri (Real Venice, 2011; Desire for Magic: Patrick Nagatani 1978-2008, 2010; Picturing Place: Photography and the Geographical Imagination, 2002; America: The New World in 19th- Century Painting, 1999) e riviste (History of Photography, Visual Resources, Afterimage, Performing Arts Journal, Casabella, Fotologia, AFT, Photography and Culture, Perspectives. Actualit&eacute;s de la recherche en histoire de l&rsquo;art, CV magazine).<br \/>\n\t<\/span><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><\/p>\n<hr align=\"center\" size=\"3\" width=\"95%\" \/>\n<p align=\"center\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"5\"><span style=\"font-size: 18px\"><b>LA FOTOGRAFIA IN ITALIA: <br \/>\n\tA CHE PUNTO SIAMO?<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tA cura di Roberto Koch<br \/>\n\t<\/b><\/span><b><span style=\"font-size: 16px\"><br \/>\n\t<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gfx2.hotmail.com\/mail\/w4\/pr04\/ltr\/i_safe.gif\" \/><br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><\/b><\/font><font size=\"1\"><span style=\"font-size: 9px\"><br \/>\n\tFORMATO: 15 x 21 cm<br \/>\n\tPAGINE: 248<br \/>\n\tFOTOGRAFIE: 107 a colori e in b\/n<br \/>\n\tCONFEZIONE: brossura con sovraccoperta + DVD<br \/>\n\tPREZZO: &euro; 19,90<br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><b>Il primo volume che propone un confonto e un dibattito fra <br \/>\n\ti protagonisti del settore sullo stato attuale della fotografia in Italia <\/b><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\">Il libro &egrave; il risultato del convegno omonimo organizzato e ospitato, nel marzo 2011, dalla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano, che ha visto confrontarsi i principali protagonisti del settore in una sorta di &ldquo;Stati generali sulla fotografia&rdquo;.<br \/>\n\tIl primo, questo, di una serie di incontri che si rinnoveranno annualmente per cercare di fare &ldquo;il punto&rdquo; su un linguaggio cruciale come quello fotografico e le sue modalit&agrave; comunicative. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tLa fotografia in Italia sta vivendo un momento di grande importanza e di grande vivacit&agrave;: si moltiplicano le occasioni espositive in molte zone del paese, gli incontri con i fotografi, le scuole, i dibattiti. Il mercato dell&rsquo;arte &egrave; vivace e segna un generale miglioramento. Resta ancora per&ograve; una distanza da colmare rispetto ad altri paesi, come la Francia, che godono di una presenza dello stato nella conservazione, divulgazione e organizzazione di esposizioni fotografiche. In questo senso manca ancora un&rsquo;attenzione pi&ugrave; continuativa delle nostre istituzioni. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tNel volume ci sono le testimonianze della tavola rotonda sull&rsquo;editoria in Italia, quella relativa alla formazione, il rapporto con le istituzioni, i problemi legati all&rsquo;organizzazione dei festival, il mercato dell&rsquo;arte e tutto ci&ograve; che si muove intorno alla fotografia. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tIl libro &egrave; accompagnato da un DVD in cui sono raccolti contributi video con le testimonianze dirette dei protagonisti. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<\/span><\/font><\/p>\n<div class=\"SoftShadows\">\n<div class=\"ss_r\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;AA.VV. MAGNUM LA SCELTA DELLA FOTO &nbsp; 28 x 34,2 cm 435 b\/n e a colori cartonato + sovraccoperta &euro; 98,00 &nbsp; Pochi libri di fotografia possono vantare di essere realmente innovativi. Questo &egrave; uno di essi. Un volume di riferimento che svela e ripercorre, attraverso il lavoro dei fotografi di Magnum, la storia di &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/19397\/libri\/le-strenne-di-contrasto.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">LE STRENNE DI CONTRASTO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[773,159,17448,17,2237,6899],"class_list":["post-19397","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libri","tag-contrasto","tag-fotografia","tag-libri","tag-milano","tag-natale","tag-strenna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19397"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19397\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19398,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19397\/revisions\/19398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}