
{"id":1816,"date":"2009-11-11T15:41:59","date_gmt":"2009-11-11T13:41:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=1816"},"modified":"2009-11-12T10:23:19","modified_gmt":"2009-11-12T08:23:19","slug":"franco-gentilini-nel-centenario-della-nascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/1816\/arte\/franco-gentilini-nel-centenario-della-nascita.html","title":{"rendered":"FRANCO GENTILINI Nel centenario della nascita"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\"><font>Museo della Permanente<\/font><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\"><font>12 novembre 2009 &ndash;<span>&nbsp; <\/span>10 gennaio 2010<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\"><font>&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-image003%5B2.JPG\" border=\"0\" width=\"134\" height=\"180\" \/><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\"><strong><u><span style=\"font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\"><font>Inaugurazione: mercoled&igrave; 11 novembre ore 18.00<\/font><\/span><\/u><\/strong><\/p>\n<p> <span style=\"font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\"><font><em><span style=\"font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&ldquo;Amo il mio mestiere di pittore e perci&ograve; sono fedele alla mia vocazione. Dipingo da quando ero ragazzo e me la sento addosso come un vestito cucito sulla mia pelle. Per quanto riguarda la coerenza della mia pittura, dico che ci giro intorno come un innamorato e anche quando cerco nuovi temi, essi finiscono sempre col diventare variazioni di quell&rsquo;unico tema che &egrave; il rapporto umano tra le cose e le creature&rdquo;<\/span><\/em><span style=\"font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\"> (F. Gentilini)<\/span><font>&nbsp;<\/font><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">In occasione del centenario della nascita del pittore <strong>Franco Gentilini<\/strong> (Faenza 1909 &ndash; Roma 1981), <strong>la Societ&agrave; per le Belle Arti ed Esposizione Permanente <\/strong>di<strong> Milano <\/strong><span>&nbsp;<\/span>con il patrocinio di Provincia di Milano, Regione Lombardia e Comune di Milano &egrave; lieta di presentare <u>dal 12 novembre 2009 al 10 gennaio 2010<\/u> la pi&ugrave; importante e completa antologica dedicata all&rsquo;artista faentino, considerato fra i maggiori protagonisti della cultura del XX secolo.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span>L&rsquo;esposizione, curata da Maria Teresa Benedetti, presenta <strong>pi&ugrave; di 100 opere fra dipinti, disegni e collages<span style=\"color: navy\">,<\/span> oltre a una raccolta di scritti, illustrazioni e fotografie<\/strong>: viene ripercorsa l&rsquo;intera crescita pittorica dell&rsquo;artista, che si compie nel nome della poesia essendo Gentilini strettamente legato a figure come Dino Campana, Giuseppe Ungaretti, Raffaele Carrieri, Biagio Marin, Pablo Neruda, Italo Calvino, Vittorio Sereni,<span>&nbsp; <\/span>Giorgio Baffo, Romeo Lucchese, Alfonso Gatto, Cesare Vivaldi.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">L&rsquo;universo artistico di Gentilini si forma nel contesto della cultura italiana tra la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Seconda_guerra_mondiale\" title=\"Seconda guerra mondiale\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">seconda guerra mondiale<\/span><\/a> e il dopoguerra. Il suo &egrave; un mondo fatto di memoria, e in lui &egrave; costante il bisogno di crearsi una realt&agrave; su misura, confrontandola e dividendola sempre con<span>&nbsp; <\/span>la sua cultura, la sua terra. L&#39;artista mette a punto la sua nota tecnica fatta di un felice connubio tra pittura e disegno con un fondo preparatorio con <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sabbia\" title=\"Sabbia\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">sabbia<\/span><\/a> di fiume, per cercare di simulare l&rsquo;affresco. Gentilini &egrave; l&#39;artista della <em>joie de vivre<\/em>, anche se quella gioia &egrave; oscurata dalla perdita di un mondo frantumato dalla guerra e dalla premonizione della nascente societ&agrave; di massa da cui tiene le dovute distanze.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">I temi delle sue opere sono i giocolieri, i suonatori di strada, le donne caratterizzate da stivaletti con tacchi a rocchetto, i muri di citt&agrave;, le biciclette, i carretti e gli animali; ma un capitolo a parte meritano soprattutto le tipiche Cattedrali (a partire da quella di Bagnocavallo o di Faenza, sua terra di origine), i Battisteri, i ponti, le citt&agrave;. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Amato dagli scrittori e definito &ldquo;l&rsquo;architetto dei sogni&rdquo; per la sua intensa passione per l&rsquo;architettura, lui stesso amava ripetere che<span>&nbsp; <\/span>se non avesse fatto il pittore gli sarebbe piaciuto diventare costruttore di citt&agrave;. Una sentimento che lo ha accompagnato per tutta la vita e che si &egrave; tradotto in una serie infinta di disegni e dipinti raffiguranti <span>&nbsp;<\/span>scorci di citt&agrave; ma soprattutto cattedrali e battisteri. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Nell&rsquo;affrontare le immagini delle citt&agrave;, delle cattedrali e dei ponti, Franco Gentilini ribalta ogni logica e rilegge il rigido rapporto fra spazio e strutture architettoniche attraverso<span>&nbsp; <\/span>un&rsquo;urgenza espressiva<span>&nbsp; <\/span>testimoniata da &ldquo;dispetti prospettici&rdquo; che generano immagini del tutto inedite. Nascono cos&igrave; opere come <em>La basilica di San Pietro<\/em><span>&nbsp; <\/span>con il colonnato che si impenna in un&rsquo;ellisse improbabile, o ancora <em>Ponte Sant&rsquo;Angelo<\/em>, in cui la curva del Tevere<span>&nbsp; <\/span>si contrae scardinando ogni centralit&agrave; dell&rsquo;immagine. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Sue sono le acqueforti e le litografie dedicate allo scritto <em>Le chiese di Gentilinia<\/em> di Dino Buzzati, citta&#39; ideale tutta sogno e poesia, con 756 abitanti, nessun prete ma un gran numero di chiese, battisteri e cattedrali, puntualmente reinventate da Gentilini.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">In lui ogni logica prospettica viene ribaltata, e avviene una trasfigurazione personalissima della citt&agrave; e delle architetture che la compongono. Le sue cattedrali hanno poche concordanze con la realt&agrave;, perch&eacute; vengono ricostruite con la memoria di altre chiese. Le sue citt&agrave; perdono di &ldquo;aderenza&rdquo; con il suolo, perch&eacute; anch&rsquo;esse rievocate e trasformate nella sua mente; metropoli ricche di umanit&agrave; spesso assimilabile alle strutture decomposte degli stessi spazi urbani. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Gentilini disegna e dipinge con un suo linguaggio figurativo e una sua personale interpretazione della struttura spaziale e prospettica, partendo da un disegno tracciato vigorosamente. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Franco Gentilini nacque a Faenza il 4 agosto 1909 e come <span>&nbsp;<\/span>gran parte dei ragazzi faentini di allora cominci&ograve; a dipingere decorando ceramiche, nel mito di Domenico Baccarini, anche lui figlio di calzolaio e lavorante in una fabbrica di ceramiche. Quindi i primi disegni e i primi dipinti: paesaggi della campagna vicina, piena di olmi verdi, orti e viali d&rsquo;inverno, e dopo qualche tempo ritratti e bei nudi, tra Giovanni Romagnoli e un Ottocento impressionista. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Gli <strong>otto periodi<\/strong> in cui si pu&ograve; dividere la sua pittura iniziano con i precoci esordi faentini <span>&nbsp;<\/span>&#8211; &egrave; del 1923 il suo primo dipinto a soli quattordici anni, e proseguono negli anni Trenta con opere realizzate in autonoma sintonia con le varie declinazioni della Scuola Romana (<em>Giovani in riva al mare<\/em>, 1934), e la partecipazione a numerosi Premi (primo al Premio Rubicone <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1934\" title=\"1934\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1934<\/span><\/a>).<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Nel 1930 la XVII Biennale di Venezia <span>&nbsp;<\/span>ammette un suo dipinto e due anni dopo Gentilini si trasferisce definitivamente a Roma, citt&agrave; che per lui significa soprattutto l&#39;ambiente letterario e poetico dello storico Caff&egrave; Aragno, dove conosce e frequenta artisti e letterati,<span>&nbsp; <\/span>da Giuseppe Ungaretti a<span>&nbsp; <\/span>Libero de Libero, da Italo Calvino a<span>&nbsp; <\/span>Leonardo Sinisgalli,<span>&nbsp; <\/span>da Corrado Cagli a<span>&nbsp; <\/span>Renato Mucci, e Enrico Falqui, avviando con loro lunghe collaborazioni nell&#39;illustrazione di testi e poesie per riviste come Quadrivio, la Fiera Letteraria, Primato, ecc.<\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">In questi anni la sua arte passa dalla realizzazione di opere pubbliche su commissione ad opere su cavalletto (ritratti, modelle) oltre a composizioni ispirate alle<span>&nbsp; <\/span>feste campestri.<span>&nbsp; <\/span><span>&nbsp;<\/span><\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Il periodo che va <strong>dal 1933 al 1952<span style=\"font-weight: normal\">, a<\/span><span style=\"font-weight: normal\"> racchiudere tre distinte fasi artistiche, <span>&nbsp;<\/span>sono caratterizzati dall&rsquo;intensa esperienza romana, dalla metafisica, ai grandi maestri della pittura del XX Secolo come Picasso e Ensor, al caricaturista Honor&eacute; Daumier, e ancora Sironi e Carr&agrave;. In mostra sono esposti inoltre singolari dipinti del periodo espressionista, realizzati a cavallo degli anni della guerra, testimonianza ironica e grottesca del particolare momento storico, come <em>La camera incantata<\/em> del 1945 (coll. Camera dei Deputati). Di questi anni i quadri di una Roma stravolta nei suoi ponti, piazze famose arrischiate in perimetri sbilenchi, periferie desolate. Inoltre, alcune originali interpretazioni di paesaggi e monumenti romani, come <em>La Basilica<\/em><em> di San Pietro<\/em>, 1948 (Collezioni Vaticane), <em>L&rsquo;Esquilino<\/em> e <em>Suonatori ambulanti dinanzi a S. Maria Maggiore<\/em>, entrambi<em> <\/em>del 1950.<\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Nel ventennio <strong>1953 &#8211; 1972<\/strong> compaiono i temi fondamentali e pi&ugrave; preziosi del suo itinerario creativo: banchetti, celebri cattedrali, nudi femminili, paesaggi, i ponti di<span>&nbsp; <\/span>New York,<span>&nbsp; <\/span>nature morte, composizioni con figure, che costituiscono un apporto insostituibile allo sviluppo dell&rsquo;arte del secolo appena trascorso. Dal <em>Banchetto<\/em> del 1952, della Galleria Nazionale d&rsquo;Arte Moderna, alle <em>Cattedrali <\/em>chiara e scura di Ferrara del 1956, alle <em>Nature morte<\/em> di suggestione cubista, ai Nudi e Ritratti femminili come <em>Le amiche<\/em> (1967) della collezione dell&rsquo;Accademia Nazionale di San Luca di Roma, alle composizioni con grandi figure quali <em>Adamo ed Eva (n. 2)<\/em>, 1972, della Collezione C.S.A.C di Parma.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">Dalla met&agrave; degli <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anni_cinquanta\" title=\"Anni cinquanta\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Anni Cinquanta<\/span><\/a> le sue figure e composizioni convergono verso l&#39;essenzialit&agrave; geometrica, assumendo quasi una bidimensionalit&agrave; piena di effetti cromatici e ritmici del colore. La pittura di Gentilini si aggancia alla tradizione popolare, riabilitando l&#39;aspetto grafico della pittura. Importante &egrave; in lui la personale ricerca materica, definita dall&rsquo;uso di superfici sabbiate e di forme insolitamente sintetiche, che uniscono in modo estroso e fecondo elementi assunti dalle avanguardie storiche a memorie di affreschi e mosaici bizantini e medioevali della terra d&rsquo;origine.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">L&rsquo;ultimo decennio vede rinascere, insieme ad un cromatismo pi&ugrave; libero e acceso, un ritorno sempre inventivo a un linguaggio ispirato a forme pi&ugrave; naturalistiche, ancora una volta alla luce di un occhio eccentrico e sorprendente.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;\">La mostra <span>&nbsp;<\/span>&egrave; accompagnata da un catalogo edito da Skira e contenente testi critici di Maria Teresa Benedetti, Claudio Strinati, Elena Pontiggia e Laura Turco Liveri.<\/span><\/p>\n<p> <\/span> <\/p>\n<p><strong><font>Ufficio Stampa Mostra<\/font><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Studio de Angelis | via Ollearo 5 Milano<\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Tel. 02 324377 | 345 7190941 <\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><a href=\"mailto:stampa@deangelispress.it\"><font>stampa@deangelispress.it<\/font><\/a><\/p>\n<p> <strong><font><span>&nbsp;<\/span><\/font><\/strong><strong><font>Segreteria Organizzativa Museo della Permanente<\/font><\/strong> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><font>Mariantonia Bucci ed Elena Rancati | 02.6551445 <\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><a href=\"mailto:info@lapermanente-milano.it\"><font>info@lapermanente-milano.it<\/font><\/a><font> <\/font><\/p>\n<p> <strong><font>&nbsp;<\/font><\/strong> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center\" class=\"MsoNormal\" align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p> <\/font><\/span>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Museo della Permanente 12 novembre 2009 &ndash;&nbsp; 10 gennaio 2010&nbsp; Inaugurazione: mercoled&igrave; 11 novembre ore 18.00 &ldquo;Amo il mio mestiere di pittore e perci&ograve; sono fedele alla mia vocazione. 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