
{"id":17694,"date":"2011-10-21T00:03:35","date_gmt":"2011-10-20T22:03:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=17694"},"modified":"2011-10-21T00:03:35","modified_gmt":"2011-10-20T22:03:35","slug":"luigi-ontani-le-scatole-viventicastello-di-rivoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/17694\/arte\/luigi-ontani-le-scatole-viventicastello-di-rivoli.html","title":{"rendered":"LUIGI ONTANI. LE SCATOLE VIVENTI.Castello di Rivoli"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>LUIGI ONTANI <br \/>\n\tRivoltArteAltrove<\/em><\/strong><br \/>\n\t<strong>Periodo: 9 ottobre &ndash; 20 novembre 2011<\/strong><\/p>\n<p>Nell&rsquo;ambito del progetto <em>Le scatole viventi \/ The Living Boxes<\/em> il Castello di Rivoli presenta la mostra personale di Luigi Ontani <strong><em>RivoltArteAltrove<\/em><\/strong>.<br \/>\n\tEclettico e inventivo, pioniere della performance e della video arte, Luigi Ontani (Grizzana Morandi &#8211; Bologna, 24 novembre 1943) si &egrave; confrontato con vari mezzi espressivi affrontando numerose tematiche, dal citazionismo colto fino alla cultura popolare. Attraverso l&rsquo;appropriazione di un vasto repertorio di simboli e segni visivi, il ricorso al mondo dell&rsquo;infanzia e ad un immaginario libero e ludico,<\/p>\n<p>Ontani costruisce un vero e proprio Universo di cui lui stesso &egrave; autore e attore. La mostra si compone di un ampio ventaglio di opere che ripercorrono e ricostruiscono l&#39;intero processo creativo dell&#39;artista italiano: dalla storica serie delle foto acquarellate realizzate in India negli anni Settanta, a cui appartengono <em>Acquaiolo<\/em> e <em>Davide e Golia<\/em> entrambe del 1976, fino ai pi&ugrave; recenti light-box lenticolari come <em>Nara Garuda Singh<\/em>, 2002.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" alt=\"img_0082\" class=\"alignnone size-full wp-image-17695\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/10\/img_0082.jpg\" title=\"img_0082\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/10\/img_0082.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/10\/img_0082-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La selezione include anche alcune delle erme in ceramiche, una selezione di fotografie a colori come <em>Pinocchio<\/em> e <em>Dante<\/em> del 1973, che preannunciano il tema della rilettura colta e del travestitismo, le maschere realizzate a Bali in legno di pule, e <em>Millearti<\/em> (1985) grande opera storica realizzata in cartapesta. In mostra sono inoltre presenti alcuni acquerelli, le opere fotografiche cosiddette <em>Grottesche<\/em>, ed alcune opere inedite ispirate alla citt&agrave; di Torino e realizzate appositamente per questa occasione.<br \/>\n\tLa mostra ideata insieme all&rsquo;artista sar&agrave; ospitata in primavera alla Kunsthalle di Berna.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>9 ottobre 2011 &ndash; 29 aprile 2012<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"300\" alt=\"img_0118\" class=\"alignnone size-full wp-image-17696\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/10\/img_0118.jpg\" title=\"img_0118\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/10\/img_0118.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/10\/img_0118-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il progetto <em>Le scatole viventi <\/em>rientra in un piano di ripensamento del funzionamento stesso della struttura museale. Si parte da un assunto di base: l&rsquo;attuale crisi, per quanto indesiderabile e drammatica, pu&ograve; rappresentare un&rsquo;opportunit&agrave; per esplorare nuove funzioni e nuove vocazioni del museo. Il Castello di Rivoli, di fronte a questa emergenza, intende sviluppare partecipazione delle comunit&agrave; locali. Si deve cogliere questa opportunit&agrave; per trasformare il museo in un luogo di aggregazione, in uno spazio di produzione di idee e concetti inediti. Un museo veramente contemporaneo non pu&ograve; essere un semplice contenitore di opere, ma deve sapersi porre come un congegno intellettuale al servizio al servizio del suo pubblico.<br \/>\n\t<em>Le scatole viventi <\/em>rappresentano un inedito congegno espositivo: si tratta di una sorta di mostra in perenne trasformazione, un evento corale costruito su una idea di &ldquo;discorso&rdquo; e di &ldquo;racconto&rdquo; attorno all&rsquo;arte contemporanea. L&rsquo;idea &egrave; quella di portare in Manica Lunga (uno degli spazi pi&ugrave; curiosi del museo, una sorta di immenso corridoio largo 6 e lungo 146 metri), circa 20 casse &ldquo;chiuse&rdquo; contenenti opere d&rsquo;arte provenienti dalla collezione del Castello di Rivoli, ma anche da lacune collezioni private torinesi. Le casse verranno allineate nello spazio espositivo, all&rsquo;incirca una ogni 4 metri. Una volta al mese verr&agrave; chiesto a diversi importanti personaggi del mondo dell&rsquo;arte e della cultra di scegliere alcune casse, che sarano quindi &ldquo;aperte&rdquo;. Gli ospiti commenteranno durante una serata-evento le opere scelte, allestite nella Manica Lunga, creando nuovi racconti e legami tra i lavori. Parallelamente, la prima parte dello spazio espositivo sar&agrave; dedicata ad una &ldquo;stanza d&rsquo;artista&rdquo;, allestita con lavori preziosi o mai esposti di uno o pi&ugrave; artisti &ldquo;invitati&rdquo;, personalit&agrave; significative legate alla storia dell&rsquo;arte italiana, e di Torino in particolare. L&rsquo;idea &egrave; quella di mettere in relazione le &ldquo;stanze d&rsquo;artita&rdquo; con le opere della collezione, in una sorta di gioco di specchi il cui intento &egrave; quello di muovere il pubblico verso una maggiore conoscenza della storia dell&rsquo;arte del nostro paese ma anche della storia del Museo e del suo territorio. SI tratta di un lavoro di approfondimento storiografico, completamente inedito dal punto di vista delle modalit&agrave;. Il museo deve saper generare incontri e racconti sempre nuovi.<\/p>\n<p>Tra gli artisti invitati figurano personalit&agrave; del calibro di Luigi Ontani e Pietro Gilardi, mentre tra gli &ldquo;ambasciatori&rdquo;, per citarne solo alcuni, ricordiamo Andrea Cortellessa, Achille Bonito Oliva, Gianni Vattimo e Tommaso Trini.<\/p>\n<p>courtesy&nbsp; foto <font color=\"#009933\"><a href=\"http:\/\/www.1fmediaproject.net\">www.1fmediaproject.net<\/a> <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUIGI ONTANI RivoltArteAltrove Periodo: 9 ottobre &ndash; 20 novembre 2011 Nell&rsquo;ambito del progetto Le scatole viventi \/ The Living Boxes il Castello di Rivoli presenta la mostra personale di Luigi Ontani RivoltArteAltrove. 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