
{"id":17591,"date":"2011-10-19T08:18:25","date_gmt":"2011-10-19T06:18:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=17591"},"modified":"2011-10-19T08:18:51","modified_gmt":"2011-10-19T06:18:51","slug":"carlo-fei-doppia-esposizione-n-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/17591\/arte\/carlo-fei-doppia-esposizione-n-6.html","title":{"rendered":"CARLO FEI. DOPPIA ESPOSIZIONE n. 6"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: rgb(136,136,136); font-size: 13px\"><strong>Dal 21 ottobre al 10 dicembre 2011<\/strong><strong><br \/>\n\tInaugurazione gioved&igrave;<\/strong><strong> 20 ottobre 2011 <\/strong><strong>ore<\/strong><strong> 18.00<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: rgb(136,136,136); font-size: 13px\"><strong><span style=\"color: rgb(0,0,0)\">Mercoled&igrave; 19 ottobre, ore 13.00<\/span><br \/>\n\t<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Museo Pecci Milano<\/strong><br \/>\n\tRipa di Porta Ticinese, 113 &ndash; Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <strong>Museo Pecci Milano<\/strong>, spazio espositivo distaccato del Centro per l&#39;arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, <strong>dal 20 ottobre al 10 dicembre 2011<\/strong> presenta il <strong>progetto speciale<\/strong> di <strong>Carlo Fei <\/strong>intitolato <strong><em>Doppia esposizione 6<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il progetto espositivo<\/strong> per il Museo Pecci Milano rappresenta il sesto capitolo di una serie inaugurata da Fei presso lo spazio Zelle Arte Contemporanea di Palermo nel 2008, e sintetizzata nel concetto ambivalente di <em>Doppia esposizione<\/em>, intesa come proposta del suo lavoro fotografico e come intervento ambientale che assume a propria volta valore di opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella sede milanese del Museo Pecci la duplicit&agrave; del progetto &egrave; sottolineata dalla collocazione dei lavori alle due estremit&agrave; dello spazio espositivo, corrispondenti alle opposte polarit&agrave; su cui Fei ha concentrato la propria ricerca dal 1998, e inoltre dalla presenza di <strong>due serie distinte di lavori<\/strong>, <strong><em>Project Val di Luce<\/em><\/strong><em> <\/em>(2007-2010) e <strong><em>Papaveri<\/em><\/strong> (2011).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Project Val di Luce<\/em><\/strong><em> <\/em>include il lavoro fotografico, con la sua prerogativa di fissare il momento, e una riflessione sulla &quot;realt&agrave;&quot; e sull&#39;impossibilit&agrave; di arrestare il flusso continuo di vita e morte. Lo sguardo sul paesaggio e la &quot;natura&quot; di tale sguardo, inteso come rivelazione dell&#39;essenza astratta della fotografia in quanto negazione dell&#39;elemento fenomenico, conduce Fei all&#39;unione dialettica dell&#39;apparenza e della sostanza (acqua, terra), della luce e dell&#39;oscurit&agrave; (<em>Black Light<\/em>), del positivo e del negativo (<em>N&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il soggetto ripreso &egrave; un &quot;pretesto&quot;, come afferma Fei, per intraprendere un&#39;indagine sull&#39;idea stessa che sottende all&#39;immagine: un attraversamento o <em>shining<\/em>, di cui il bagliore sfolgorante della luce &egrave; la metafora significativa; un&#39;immersione nella totalit&agrave; avvolgente dell&#39;oscurit&agrave; che sottrae il discorso sulla fotografia alla sua stessa presenza, evidenziata dalla simultanea disposizione degli elementi naturali dentro le forme simboliche del positivo e del negativo. L&#39;esito finale della fotografia &egrave; l&#39;irriconoscibilit&agrave; della rappresentazione che sprofonda nell&#39;abisso dilagante del nero e, d&#39;altra parte, approda all&#39;apparizione sfolgorante del bianco ripetuta all&#39;infinito nel video <em>Di oscuri siti<\/em> (2010) della durata di appena 13 secondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Papaveri<\/em><\/strong> &egrave; l&#39;ultima serie fotografica realizzata da Fei, in un personale tributo al testo musicale di Fabrizio De Andr&egrave;: &ldquo;<em>Dormi sepolto in un campo di grano, non &egrave; la rosa, non &egrave; il tulipano che ti fan veglia dall&#39;ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciascun fiore si staglia nitido su fondo nero, ingigantito nella scala e inesorabilmente fissato al punto in cui l&#39;immagine della vita e della morte che esso incarna coincidono e si confondono fra loro, per ribadire ancora una volta il concetto filosofico secondo cui &quot;nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma&quot;, evocato dall&#39;espressione <em>N&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno<\/em> che comprende anche quest&#39;ultima serie di fotografie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">Biografia dell&rsquo;artista<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Carlo Fei <\/strong>&egrave; nato nel 1955 a Firenze, dove vive e lavora. Laureato in pedagogia con una tesi sperimentale sull&#39;utilizzo della fotografia di ritratto per casi di psicodiagnostica, ha compiuto anche studi musicali e fatto esperienza tecnica di laboratorio in chimica e fisica. Dalla fine degli anni settanta opera come fotografo professista nel mondo dell&#39;arte, collaborando con gallerie, riviste, musei, istituzioni pubbliche e private fra cui il Centro Pecci di Prato, la Fondazione Pitti Discovery di Firenze, il Palazzo delle Papesse di Siena, il Museo Marino Marini di Firenze, la Galleria civica d&#39;arte contemporanea di Modena. Dai primi anni Novanta ha sviluppato un autonomo percorso di ricerca artistica, presentato in mostre collettive e personali sia in Italia che all&#39;estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2009 ha realizzato un multiplo in forma di scatola contente la serie di 12 stampe fotografiche di <strong><em>Project Val di Luce<\/em><\/strong>. Da questo &egrave; nato il successivo progetto editoriale <strong><em>Black Light<\/em><\/strong>, realizzato in collaborazione con il Centro per l&#39;arte contemporanea Luigi Pecci e pubblicato nel 2010 da SilvanaEditoriale, Milano. Il volume comprende 44 fotografie, una conversazione di Carlo Fei con Elio Grazioli e un contributo di Stefano Pezzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.centropecci.it\">www.centropecci.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 21 ottobre al 10 dicembre 2011 Inaugurazione gioved&igrave; 20 ottobre 2011 ore 18.00 Mercoled&igrave; 19 ottobre, ore 13.00 Museo Pecci Milano Ripa di Porta Ticinese, 113 &ndash; Milano &nbsp; Il Museo Pecci Milano, spazio espositivo distaccato del Centro per l&#39;arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, dal 20 ottobre al 10 dicembre 2011 presenta il &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/17591\/arte\/carlo-fei-doppia-esposizione-n-6.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">CARLO FEI. 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