
{"id":1704,"date":"2009-11-06T04:29:04","date_gmt":"2009-11-06T02:29:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=1704"},"modified":"2009-11-07T04:38:57","modified_gmt":"2009-11-07T02:38:57","slug":"yes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/1704\/musica\/yes.html","title":{"rendered":"YES"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Verdana\">HAROLD E MAUDE<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Verdana\">E<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Verdana\">BLUE SKY PROMOTION <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">In collaborazione con<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Verdana\">VIRUS CONCERTI<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><em><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Presentano<\/font><\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Verdana\">YES<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Verdana\">Da &ldquo;Roundabout&rdquo; a &ldquo;Owner of a Lonely Heart&rdquo;<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Verdana\">40 anni di successi<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Verdana\">TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Verdana\">6 NOVEMBRE 2009 <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Verdana\">ORE 21<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p><strong><em><span style=\"font-family: Verdana\"><font>Torna in Italia una dei gruppi che ha fatto la storia del rock, gli Yes. Dopo le tappe di Vicenza e Roma, il gruppo di Steve Howe il 6 novembre a Milano, al Teatro degli Arcimboldi. <\/font><\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p> <strong><em><\/em><\/strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">La formazione dal vivo comprender&agrave;, oltre agli storici Chris Squire al basso (unico componente rimasto sin dagli inizi) Steve Howe alla chitarra e Alan White alla batteria, i nuovi acquisti Oliver Wakeman (figlio di Rick, ex componente del gruppo) alle tastiere e lo straordinario canadese Benoit David alla voce, gi&agrave; componente di una cover band degli Yes e scelto per la sua abilit&agrave; nel ricreare il timbro di Jon Anderson. Un artista che i colleghi storici della formazione hanno promosso a pieni voti per affrontare il ruolo impegnativo di cantante e frontman. Inoltre questa presenza suggella un rapporto degli Yes con l&#39;Italia che risale agli &#39;70 per il loro primo tour insieme alla Pfm e i Black Widow. A ogni presenza nel nostro paese il pubblico ha sempre tributato un grande successo alla formazione che ha schiere di fans ormai da quattro decenni. Inoltre alcuni musicisti degli Yes hanno avviato negli anni progetti di collaborazione con colleghi italiani.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\"><br \/> Quarant&rsquo;anni di carriera non hanno scalfito la grande passione del gruppo di esibirsi dal vivo. Gli Yes ridefinirono i confini del rock da quando nel 1968 Chris Squire e Jon Anderson misero assieme i loro interessi comuni nelle armonie vocali e nelle strutture classiche delle canzoni. Con il batterista Bill Bruford, il chitarrista Peter Banks e il tastierista Tony Kaye, presero il nome di Yes e divennero presto band residente al famosissimo The Marquee Club di Londra, dividendo le serate con artisti del calibro di Jimi Hendrix e Pink Floyd . Nel luglio del 1969 pubblicarono l&rsquo;omonimo album d&rsquo;esordio <em>Yes<\/em>, grazie a Ahmet Ertegun, manager dell&rsquo;etichetta Atlantic che ascolt&ograve; una loro esibizione.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">La svolta arriv&ograve; con il chitarrista Steve Howe che diede il suo apporto sperimentale al sound degli Yes da quando, nel 1970, lasci&ograve; altri gruppi con cui aveva gi&agrave; collaborato per dedicarsi anima e corpo al progetto. L&rsquo;anno successivo usc&igrave; <em>The Yes Album<\/em>, capolavoro riconosciuto del rock. Fu il primo album a presentare il suono caratteristico del gruppo: innanzitutto estremamente strutturati da un punto di vista sia ritmico che melodico, non raramente sopra i 15 minuti di durata, pi&ugrave; suite che canzoni (questo &egrave; uno dei motivi per cui gli Yes, nella loro lunga e fortunata carriera, hanno realizzato pochissimi singoli da hit); Poi la presenza<span>&nbsp; <\/span>di influenze classiche, jazz, e di altri generi di &quot;musica colta&quot;, quindi testi evocativi in cui la sonorit&agrave; della parola e le libere associazioni prevalgono sul significato esplicito. Infine virtuosismo dei musicisti, che di fatto seguono sostanzialmente una serie di linee solistiche intrecciate, creando arrangiamenti estremamente complessi e ricchi e un totale rinnovamento del ruolo del basso a opera di Squire, che lo tratta come strumento melodico.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Nell&rsquo;agosto del 1971 in formazione arriv&ograve; Rick Wakeman, gi&agrave; tastierista degli Strawbs (che per entrare negli Yes rinunci&ograve; a offerte da parte di David Bowie e Lou Reed), reduce dal festival delle nuove proposte di Viareggio. Grande solista, Wakeman si dimostr&ograve; ben presto una perfetta controparte per Howe, introducendo anche due nuovi elementi chiave nella strumentazione del gruppo: il mellotron e il minimoog. Nel periodo immediatamente successivo gli Yes incisero due pietre miliari del rock progressivo; <em>Fragile <\/em>(che includeva anche uno dei due singoli di successo del gruppo, <em>Roundabout<\/em>) e<em> Close to the Edge<\/em>, rispettivamente a gennaio e settembre del 1972. Entrambi ebbero un enorme successo nelle classifiche sia europee che americane e furono seguiti da tour europei e nordamericani. Poco dopo l&#39;uscita di <em>Close to the Edge<\/em>, Bruford abbandon&ograve; gli Yes per passare ai King Crimson. Fu sostituito da Alan White, gi&agrave; batterista della Plastic Ono Band di John Lennon, che fece la sua apparizione nel monumentale triplo <em>live <\/em>del 1973<em> Yessongs<\/em>.<em> Fragile<\/em> segn&ograve; anche l&#39;inizio della lunga collaborazione fra gli Yes e il pittore Roger Dean, a cui si devono la maggior parte delle copertine degli album del gruppo e delle scenografie utilizzate nei concerti.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Nel 1973, per la prima volta, gli Yes andarono in tour in Australia e Giappone. Durante questo tour, Anderson venne in contatto col libro Autobiografia di uno Yogi di Paramahansa Yogananda, ispirato dal quale inizi&ograve; a comporre, insieme a Howe, i &quot;quattro movimenti&quot; che divennero poi l&#39;opera certamente pi&ugrave; imponente del periodo classico del gruppo, Tales fron Topographic Oceans, pubblicato nel 1973. Rick Wakeman abbandon&ograve; poi il gruppo sostituito dallo svizzero Patrick Moraz Nel 1974, gli Yes incisero un altro album di grande successo, Relaye<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Relayer\"><span class=\"Internetlink1\"><em><span style=\"color: blue\">r<\/span><\/em><\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">. La formula del disco ripropone quella di <em>Close to the Edge<\/em>, con una suite (<em>Gates of delirium<\/em>) e due pezzi pi&ugrave; brevi.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Dopo gli anni &rsquo;70 inizi&ograve; un periodo in cui i componenti del gruppo cambiarono spesso, con scioglimenti e progetti paralleli come gli Asia. Poi nel 1983 Squire e White incontrarono il chitarrista sudafricano Trevor Rabin e fondarono un nuovo gruppo inizialmente soprannominato &quot;Cinema&quot;, chiamando con loro anche il primo tastierista degli Yes, Tony Kaye. Squire, infatti, incontr&ograve; Jon Anderson a Los Angeles e gli fece ascoltare alcune registrazioni del materiale prodotto con Rabin. Anderson trov&ograve; il materiale molto interessante e decise di partecipare al progetto. Con quattro membri degli Yes nella formazione, il gruppo nascente perse il nomignolo &quot;Cinema&quot; . L&#39;album<em> 90125<\/em> ebbe un successo commerciale travolgente e inaspettato. <em>Owner of a Lonely Heart<\/em>, il brano di apertura registrato tra l&#39;altro a Milano, divenne uno dei due singoli hit della storia degli Yes, e l&#39;unico a posizionarsi in prima posizione in classifica. L&#39;album vendette complessivamente pi&ugrave; di sei milioni di copie e vinse persino il premio Grammy per il miglior pezzo rock strumentale, con il brano <em>Cinema<\/em>.<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\"> <\/span><\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\"> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 5pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">La realizzazione di <em>Big Generator<\/em> nel 1987 fu minata da qualche problema interno al gruppo. Divergenze artistiche fra il gruppo e il produttore, Trevor Horn, causarono il licenziamento di quest&#39;ultimo. Altri dissapori nacquero fra Rabin (che era intenzionato a sviluppare il discorso musicale iniziato con <em>90125<\/em>) e Jon Anderson (pi&ugrave; attratto dall&#39;idea di tornare alle sonorit&agrave; <em>progressive<\/em> degli Yes classici). Alla fine del tour di <em>Big Generator<\/em>, Anderson abbandon&ograve; nuovamente il gruppo, formando una sorta di &quot;Yes alternativi&quot; con Wakeman, Howe, Bruford, e Tony Levin (gi&agrave; bassista, tra l&#39;altro, di Peter Gabriel). La nuova formazione prese il nome di Anderson Bruford Wakeman Howe e pubblic&ograve; il proprio primo (e unico) album, omonimo, nel 1989.<\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Fra il 1994 e il 1996, Anderson cerc&ograve; di rifondare gli Yes nella formazione classica, con Howe, Wakeman, Squire e White. Il gruppo suon&ograve; dal vivo in tre memorabili concerti in California. Dall&#39;evento furono ricavati due CD dal vivo, che furono pubblicati con l&#39;aggiunta di materiale originale nei due album gemelli Keys To Ascension (1996) e Keys to Ascension 2 (1997). In seguito, il materiale in studio presente su questi due album fu anche riproposto in una pubblicazione singola, Keystudio (2001). Tra gli album dell&rsquo;ultimo periodo degli Yes, si ricorda <em>The Ladder<\/em> del 1999, uno dei brani portanti del disco fu utilizzato come colonna sonora di un videogioco, l&#39;omonimo <em>Homeworld. <\/em>Nel 2002 Wakeman torn&ograve; nuovamente nel gruppo, che inizi&ograve; un tour mondiale, mentre negli ultimi anni i musicisti si sono dedicati prevalentemente a progetti solisti, fino all&rsquo;attuale reunion che li vede protagonisti anche in Italia.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Ufficio Stampa <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Metatron Group<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\">Tel. 02. 36563000<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 5pt; text-align: justify\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Verdana\"><span>&nbsp;<\/span>E-mail press@metatrongroup.com<\/span><\/p>\n<p> <\/span> <\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><em><span style=\"font-size: 9pt\">Teatro degli Arcimboldi<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><em><span style=\"font-size: 9pt\">Carla&nbsp; Torriani<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><em><span style=\"font-size: 9pt\">Ufficio Stampa<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><em><span style=\"font-size: 9pt\">Tel. 335 6634163<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><em><span style=\"font-size: 9pt\">e-mail c.torriani@ipomeriggi.it<\/span><\/em><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Teatro degli Arcimboldi<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Viale dell&rsquo;Innovazione, 20 &ndash; 20126 Milano<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Tel. 02.64.11.42.212\/214<\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/www.teatroarcimboldi.it\/\"><span style=\"font-size: 11pt\">www.teatroarcimboldi.it<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/teatroarcimboldi\"><span style=\"font-size: 11pt\">www.myspace.com\/teatroarcimboldi<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/teatroarcimboldi\"><span style=\"font-size: 11pt\">www.youtube.com\/teatroarcimboldi<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Biglietti da Euro 45 a Euro 25 (+ prevendita)<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Biglietteria Ticketone <\/span><span style=\"font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/www.ticketone.it\/\"><span style=\"font-size: 11pt\">www.ticketone.it<\/span><\/a><\/span><font>&nbsp;<\/font><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>HAROLD E MAUDEEBLUE SKY PROMOTION In collaborazione conVIRUS CONCERTI Presentano&nbsp;&nbsp; YES Da &ldquo;Roundabout&rdquo; a &ldquo;Owner of a Lonely Heart&rdquo;40 anni di successi&nbsp;&nbsp; TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI 6 NOVEMBRE 2009 ORE 21&nbsp; Torna in Italia una dei gruppi che ha fatto la storia del rock, gli Yes. 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