
{"id":16907,"date":"2011-09-30T08:02:55","date_gmt":"2011-09-30T06:02:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=16907"},"modified":"2011-09-30T08:02:55","modified_gmt":"2011-09-30T06:02:55","slug":"venezia-e-legitto-palazzo-ducale-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/16907\/arte\/venezia-e-legitto-palazzo-ducale-venezia.html","title":{"rendered":"&#8220;VENEZIA E L&#8217;EGITTO&#8221; &#8211; PALAZZO DUCALE &#8211; VENEZIA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 26px\"><font face=\"Verdana\">VENEZIA E L&#39;EGITTO<\/font><\/span><\/p>\n<div align=\"justify\"><font size=\"5\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 18px\"><strong>I rapporti millenari &nbsp;tra Venezia e l&rsquo;Egitto raccontati <br \/>\n\tper la prima volta attraverso oltre 300 opere<br \/>\n\t<\/strong><br \/>\n\t<i>Una mostra in cui s&rsquo;intrecciano storia, avventura, scienza, commerci, vicende umane e grande arte.&nbsp;<\/i><\/span><\/font><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"5\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 18px\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"447\" alt=\"pala-feriale\" class=\"alignnone size-full wp-image-16908\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/09\/pala-feriale.jpg\" title=\"pala-feriale\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/09\/pala-feriale.jpg 350w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/09\/pala-feriale-234x300.jpg 234w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/09\/pala-feriale-313x400.jpg 313w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/i><\/span><\/font><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font size=\"5\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 18px\"><i><br \/>\n\t<\/i><\/span><span style=\"font-size: 16px\"><b>PRESENTAZIONE<\/b><\/span><\/font><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><font color=\"#800000\"><b>VENERDI&rsquo; 30 SETTEMBRE ORE 12.00<br \/>\n\tVENEZIA PALAZZO DUCALE. <\/b><\/font><\/span><\/font><\/font><\/div>\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12px\"><b>Interverranno anche Enrico Maria Dal Pozzolo, Rosella Dorigo, Maria Pia Pedani<br \/>\n\t<\/b><br \/>\n\t<\/span><span style=\"font-size: 12px\">Come Cleopatra sedusse prima Cesare e poi, fatalmente, Marco Antonio, cos&igrave; il fascino dell&rsquo;Egitto <br \/>\n\tseppe conquistare prima Roma e poi, nel tempo, l&rsquo;intero Occidente. <\/p>\n<p>\tLa mostra che si tiene a Venezia, dal 1 ottobre 2011 al 22 gennaio 2012, nella spettacolare Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale &#8211; cuore e simbolo della Serenissima &#8211; illustra i rapporti tra &ldquo;Venezia e l&rsquo;Egitto&rdquo; nel corso di quasi due millenni: <b>dai ritrovamenti archeologici che documentano relazioni in et&agrave; classica, fino all&rsquo;apertura del canale di Suez, <\/b>un&rsquo;iniziativa proposta dal governo marciano gi&agrave; nel primo &lsquo;500 e realizzata solo nel 1869 su progetto dell&rsquo;ingegnere trentino Negrelli all&rsquo;epoca capo delle ferrovie del Lombardo-Veneto.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<b>Nel mezzo stanno figure ed eventi spesso eccezionali, lungo un filo rosso storico finora mai dipanato nel suo insieme.<\/b> <br \/>\n\tDalla <b>traslazione del corpo di San Marco da Alessandria nell&rsquo;828<\/b>, alle <b>avventure ottocentesche di esploratori come Giambattista Belzoni<\/b>, uno dei padri dell&rsquo;archeologia italiana, e <b>Giovanni Miani<\/b>; dalle <b>peripezie di mercanti e diplomatici<\/b> all&rsquo;inseguimento di merci, tesori e terre, alle curiosit&agrave; di umanisti e scienziati alle prese con i misteri dei geroglifici, delle piramidi e dell&rsquo;antica scienza dei faraoni.<br \/>\n\tIl tutto accompagnato da <b>reperti preziosi <\/b>(statue, manufatti d&rsquo;uso comune, monete, iscrizioni, mappe, strumenti di navigazione ,un modello di galea, &nbsp;mummie, ecc.)<b> testi inediti e da opere d&rsquo;arte<\/b> che mostrano <b>come i grandi maestri veneziani <br \/>\n\t&ndash; da Giorgione a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo, da Amigoni a Strozzi, da Piranesi a Caffi &ndash; <br \/>\n\timmaginarono l&rsquo;Egitto. <br \/>\n\t<\/b><br \/>\n\tQuello che emerge<b> dalle 9 sezioni in cui &egrave; articolata la mostra<\/b> &egrave; un <b>quadro vivido di contiguit&agrave;, di famigliarit&agrave;, di rapporti tra mondi diversi<\/b>: paesi &ldquo;lontani&rdquo; per lingue, tradizioni, costumi e religioni che pure furono capaci di dar vita, grazie a relazioni protrattisi per secoli, a quella che pu&ograve; essere definita una &ldquo;civilt&agrave; mediterranea&rdquo;.<br \/>\n\tRelazioni fortissime, se &egrave; vero che Venezia &egrave; l&rsquo;unica citt&agrave; europea che sin dall&rsquo;anno Mille ha un nome arabo distinto da quello originale: &ldquo;al-bunduqiyya&rdquo;. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tUna vicenda culturale dunque complessa e articolata raccontata in una mostra che sapr&agrave; sorprendere, <br \/>\n\tper i risultati delle <b>ricerche condotte <\/b>e per l<b>&rsquo;eccezionalit&agrave; <\/b>di molte delle <b>oltre 300 opere riunite in questa occasione<\/b>. <br \/>\n\tIl progetto scientifico, curato da Enrico Maria Dal Pozzolo dell&rsquo;Universit&agrave; di Verona, e da Rosella Dorigo e Maria Pia Pedani dell&rsquo;Universit&agrave; Ca&rsquo; Foscari di Venezia, con progetto allestitivo di Michelangelo Lupo,<b> ha visto infatti coinvolti quasi 70 specialisti tra comitato scientifico, schedatori ed esperti<\/b> impegnati nell&rsquo;analisi dei materiali e nelle indagini relative. <\/p>\n<p>\tUn evento promosso dal Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia e Autorit&agrave; Portuale di Venezia, con un ampio e prestigioso comitato promotore del quale fanno parte il Patriarcato di Venezia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dei Beni e delle Attivit&agrave; Culturali, <br \/>\n\tla Regione del Veneto e la Provincia di Venezia, <br \/>\n\tl&rsquo;Universit&agrave; Ca&rsquo; Foscari di Venezia, l&rsquo;Iuav, l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Padova e l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Verona, <br \/>\n\tcon l&rsquo;organizzazione dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e di Villaggio Globale International e un ricco catalogo Skira.<\/p>\n<p>\t<font color=\"#800000\"><b>*****<\/p>\n<p>\t<\/b><\/font>In mostra dunque si potranno ammirare importanti <b>reperti archeologici di provenienza egiziana rinvenuti nel territorio veneto<\/b> (il <i>tesoretto tolemico<\/i> di Montebelluna, la <i>testa di sfinge<\/i> del <i>Museo archeologico<\/i> di Verona, la <i>Statuetta di Iside<\/i> conservata ad Aquileia, come pure la <i>testa di sacerdote isiaco<\/i> dal Museo Civico di Trieste o la piccola <i>statuetta bronzea di Anubi<\/i>, del I-II secolo d.C., rinvenuta a Costabissara vicino a Vicenza), <b>importanti testimonianze egizie provenienti dal Tesoro di San Marco<\/b> (come <i>l&rsquo;Urna di Artaserse I<\/i> o <i>l&rsquo;Ampolla degli Ariet<\/i>i realizzata al Cairo alla fine del X secolo) e si potr&agrave; ripercorrere <b>l&rsquo;immagine di San Marco le sue storie grazie a pezzi memorabili<\/b>, quali il <i>reliquiario di San Marco<\/i> giunto appositamente dai &nbsp;Musei Vaticani, i dipinti di <b>Lorenzo Veneziano<\/b> e <b>Jacobello dal Fiore<\/b> o la straordinaria <i>Pala Feriale <\/i><b>di Paolo Veneziano<\/b>, prestata eccezionalmente, e mai prima d&rsquo;ora, dal Museo Marciano: forse il pi&ugrave; importante dipinto dell&rsquo;intero &lsquo;300 veneziano. Cos&igrave; come viene indagato <b>l&rsquo;affermarsi del iconografia del Leone marciano<\/b>, nello stesso periodo in cui il sovrano del Cairo Baybars veniva soprannominato il &ldquo;leone d&rsquo;Egitto&rdquo; e innalzava come insegna araldica proprio un leone. Ecco dunque bolle dogali, monete, il <i>Capitolare del cottimo di Alessandria<\/i>, il <i>Dinar d&rsquo;oro di Baybar,<\/i> con raffigurato il &ldquo;suo&rdquo; felino<b>.<\/p>\n<p>\tLa mostra ci conduce poi lungo la rotta del Levante, tra consoli ambasciatori, mercanti e pellegrini.<br \/>\n\t&nbsp;<\/b>L&rsquo;affresco che ne emerge &egrave; affascinante: <b>carte di navigazione, mappe, vedute del Cairo o di Alessandria come quella, eccezionale, <i>di Georg Braun e Frans Hogenberg<\/i>; astrolabi e globi celesti <\/b>anche di provenienza egiziana per definire le conoscenze geografiche, la visione del mondo, le <b>strumentazioni dell&rsquo;epoca<\/b> (bellissimo quello del 1225 prestato dal Museo di &nbsp;Capodimonte); &nbsp;<b>monete veneziane e alessandrine, che consentivano gli scambi, e le conseguenti contraffazioni, un modello di galea di 4 metri, diari e lettere <\/b>(anche <i>quella in arabo del 10 gennaio 1473 inviata dal sultano mammalucco al doge Niccol&ograve; Tron<\/i>), <b>resoconti di mercanti, relazioni di consoli e ambasciatori<\/b> incaricati di negoziare il miglior trattamento e la protezione per tutti i sudditi veneti. E poi, <b>tessuti copti originali<\/b> &ndash; di cui d&agrave; testimonianza iconografica in mostra anche il <b>Marziale<\/b> nel dipinto con la <i>Cena in Emmaus<\/i> &ndash; <b>frammenti di antichissime ceramiche mammeluche<\/b>, un <b>tappeto cairota lungo quasi 10 metri<\/b> prestato dalla Scuola Grande di San Rocco: un pezzo unico al mondo.<\/p>\n<p>\tDavvero spettacolare la sezione dell&rsquo;<b>Egitto immaginato<\/b>, raffigurato, eternato dagli artisti veneti che affrontavano temi &ldquo;egizi&rdquo; <br \/>\n\tnel dipingere le storie dell&rsquo;Antico e del Nuovo Testamento o episodi tratti da fonti classiche.<\/p>\n<p>\t&nbsp;Scorrono i grandi Maestri come<b> Giorgione, Tiziano, Bonifacio Veronese, Tintoretto, Paolo Fiammingo, Strozzi, Fontebasso, Pittoni, Amigoni, Piazzetta, Giandomenico Tiepolo<\/b> &#8211; con la serie completa di 27 incisioni sulle <i>Idee pittoresche sopra la Fuga in Egitto &#8211;<br \/>\n\t&nbsp;<\/i>fino ad arrivare ai <b>pittori ottocenteschi come Molmenti<\/b> e soprattutto <b>Pietro Paoletti<\/b>, di cui viene esposta in mostra la <b>grandiosa e appositamente restaurata<\/b> <br \/>\n\t<b>(come molti altri pezzi) <\/b><i>Morte dei primogeniti d&rsquo;Egitto,<\/i> <b>della Pinacoteca di Brera, lunga quasi 3 metri<\/b> e caratterizzata da un tale grado di resa filologica dei dettagli archeologici da legittimare l&rsquo;ipotesi di un suo contatto con l&rsquo;ambiente di Champollion, il decifratore dei geroglifici. <\/p>\n<p>\tRicordiamo anche l&rsquo;enorme tela di <b>Antonio Zanchi<\/b> proveniente da Santa Maria del Gigliocon &nbsp;<i>Abramo che insegna astrologia agli Egiziani,<\/i> l&rsquo;opera di <b>Tintoretto giunta per l&rsquo;occasione del Museo del Prado<\/b> &#8211; <i>Giuseppe e la moglie di Putifarre<\/i> &ndash; <b>cos&igrave; come da Madrid arriva con analogo protagonista una suntuosa tela di Amigoni<br \/>\n\t<\/b>Ancora: il <i>Mos&egrave; alla prova del Fuoco<\/i> di Giorgione dagli Uffizi; di magniloquente impatto il <i>Ritrovamento di Mos&egrave;<\/i> di Bonifacio Veronese dalla Pinacoteca di Brera ma anche i due strepitosi Pittoni (pure freschi di restauro) raffigurant<i> Il passaggio al Mar Rosso<\/i> e il <i>Ritrovamento di Mos&egrave;<\/i>; <br \/>\n\toppure una gemma inedita come il Fontebasso, di collezione privata, che raffigura <i>Mos&egrave; che calpesta la corona del Faraone.<br \/>\n\t<\/i>Momenti espostivi successivi riguardano gli &ldquo;<b>intrecci culturali&rdquo;<\/b> con il <i>Terzo Libro del Serlio<\/i> che riporta il disegno della piramide di Cheope misurata addirittura dal patriarca di Aquileia Marco Grimani, o i <b>testi di medicina e di botanica egizia<\/b> di Prospero Alpini di Marostica, che port&ograve; notizie intorno a varie piante, tra cui quella del caff&egrave;; &ldquo;<b> l&rsquo;editoria&rdquo; con alcuni assoluti <i>unica<\/i> qui proposti, come il primo corano stampato in arabo a Venezia nel 1537-38;<\/b> l&rsquo;attenzione e la curiosit&agrave; verso<br \/>\n\t&nbsp;&ldquo;i geroglifici&rdquo; (pensiamo al <b>Polifilo, all&rsquo;Orapollo, al libro di Pierio Valeriano:<\/b> tutti esposti); il <b>&ldquo;collezionismo&rdquo;<\/b> con le fascinose gemme gnostiche, con iscritte formule magiche, e alcuni bellissimi materiali egizi collezionati dai nobili veneziani (i Grimani, i Nani di San Trovaso, ecc), da pochissimo rintracciati e come tali qui presentati per la prima volta.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tQuindi, le<b> grandi avventure della ricerca storico&ndash;scientifica ottocentesca: con Giovanni Miani<\/b>, geologo e naturalista che condusse una campagna di studio sul percorso fluviale del Nilo, <b>e con quella sorta di &ldquo;Indiana Jones&rdquo; che fu Giovanni Battista Belzoni.<br \/>\n\t<\/b>Di Belzoni &#8211; personaggio straordinario, uno dei protagonisti dell&rsquo;egittologia di cui si ricorda l&rsquo;impresa del trasporto della gigantesca statua di Ramesse II fino al Nilo, la scoperta del tempio di Abu Simbel, della citt&agrave; di Berenice, della tomba di Seti I nella Valle dei Re e dell&rsquo;ingresso della piramide di Chefren &ndash; <b>troviamo in mostra oltre al ritratto, al passaporto e alle lettere autografe anche la <i>serie completa delle incisioni acquarellate delle sue imprese<\/i><\/b>. <br \/>\n\tTra le tante curiosit&agrave; esposte collegabili a questi due personaggi, emblematici di un nuovo, ulteriore interesse per l&rsquo;Egitto: dalla straordinaria <b>mummia egiziana di Nehmeket (1069-525 a. C.) conservata a San Lazzero degli Armeni, interamente ricoperta da una reticella realizzata con perline in pasta vitrea di vario colore, restaurate per l&rsquo;occasione<\/b>, alla maschera funeraria d&rsquo;oro della XXVI- XXX dinastia proveniente da Trento; dalla collana di conchiglie del Nilo lunga 86 cm alla Mummia di coccodrillo &ndash; incarnazione del Dio Sobek , signore delle acque &#8211; recuperata dal Miani in una grotta nei pressi di Asiut e oggi conservata nel Museo di Storia Naturale di Venezia, nella sala a lui dedicata.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tIl lungo appassionante percorso si chiude con il <b>vedutista bellunese Ippolito Caffi &#8211; 11 bellissimi dipinti e 4 disegni raffiguranti l&rsquo;Egitto, di<\/b> eccezionale rilevanza per la poetica raggiunta e per il grado di oggettivazione documentaria e naturalistica &ndash; e con il <b>Canale di Suez.<br \/>\n\t<\/b>Lo spettacolare dipinto di Alberto Rieger del 1864 preannuncia la definitiva apertura del Mediterraneo all&rsquo;Oriente (l&rsquo;inaugurazione del Canale &egrave; del 17 novembre 1869), grazie al progetto del trentino Luigi Negrelli e del veneziano Pietro Paleocapa, gi&agrave; autore dei principi interventi alle bocche portuali di Venezia.<br \/>\n\tIl &ldquo;canale del Faraone&rdquo;, che il Senato veneziano aveva gi&agrave; progettato e perorato agli inizi del Cinquecento, diventava finalmente realt&agrave;. <br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<b>Questa mostra racconta di storia, cultura, arte, ma anche di sogni. <br \/>\n\t<\/b><\/span><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA E L&#39;EGITTO I rapporti millenari &nbsp;tra Venezia e l&rsquo;Egitto raccontati per la prima volta attraverso oltre 300 opere Una mostra in cui s&rsquo;intrecciano storia, avventura, scienza, commerci, vicende umane e grande arte.&nbsp; PRESENTAZIONE VENERDI&rsquo; 30 SETTEMBRE ORE 12.00 VENEZIA PALAZZO DUCALE. 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