
{"id":169,"date":"2008-11-10T09:03:47","date_gmt":"2008-11-10T07:03:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=169"},"modified":"2008-11-10T09:03:47","modified_gmt":"2008-11-10T07:03:47","slug":"alberto-burri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/169\/arte\/alberto-burri.html","title":{"rendered":"ALBERTO BURRI"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">dal 10 novembre 2008 all&#39;otto febbraio 2009<br \/> TRIENNALE DI MILANO<br \/> Viale Alemagna 6, Milano<\/p>\n<p> La Triennale di Milano presenta una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Burri (1915-1995), uno dei massimi protagonisti dell&rsquo;arte del XX secolo.<\/p>\n<p> La mostra, a cura di Maurizio Calvesi e Chiara Sarteanesi, attraverso opere storiche e opere inedite per l&rsquo;Italia altre in assoluto, presenta l&rsquo;artista, l&rsquo;uomo e le influenze che ha esercitato sulla cultura dell&rsquo;epoca: una selezione di capolavori, che non si limitano alle pi&ugrave; note creazioni degli anni cinquanta, ma testimoniano l&rsquo;intero svolgimento, nei decenni successivi, dell&rsquo;opera di Burri e della sua capacit&agrave; di rinnovamento.<\/p>\n<p> La Triennale di Milano continua il suo impegno nell&rsquo;arte contemporanea dedicando una grande retrospettiva a un artista italiano anche in vista del Museo di Arte Contemporanea di Milano di prossima realizzazione.<\/p>\n<p> &Egrave; dal 1984 che Milano non vede una mostra di Alberto Burri. Nel 1989, infatti, l&rsquo;artista dichiar&ograve; che non avrebbe mai pi&ugrave; esposto a Milano in aperta polemica con l&rsquo;amministrazione cittadina che aveva autorizzato la distruzione del Teatro Continuo, struttura progettata da Burri nel 1973 nel parco Sempione in occasione della XV Triennale.<\/p>\n<p> Assume cos&igrave; un&rsquo;importanza rilevante l&rsquo;omaggio della Triennale, anche per la presenza del ciclo dei Neri (1986-1987), cellotex mai esposti precedentemente in nessuna sede, e del ciclo Architetture con cactus (1991) presentato al pubblico nel 1992 ad Atene e fra la fine del 1994 e l&rsquo;inizio del 1995 presso l&rsquo;Istituto Italiano di Cultura a Madrid, ma sconosciuto al pubblico italiano.<\/p>\n<p> La mostra si articola su due piani su una superficie totale di 2500 mq.<br \/> Il percorso si snoda attraverso tutte le fasi di produzione dell&rsquo;artista e ha un andamento cronologico.<br \/> A partire dal piano terra, le prime sei sale offrono un panorama della prima attivit&agrave; del pittore: i catrami, le muffe, i gobbi, i sacchi, i legni e i ferri e combustioni.<br \/> Questi lavori costituiscono la premessa storica alle creazioni degli ultimi vent&rsquo;anni dell&rsquo;artista: i Cellotex, indagati nei loro molteplici aspetti epresentati nelle successive sale del piano terra e del primo piano.<br \/> I primi Cellotex sono dipinti interamente, quelli realizzati in seguito lasciano invece intravedere il supporto che diventa parte integrante dell&rsquo;opera con il colore stesso del materiale, che contribuisce in maniera determinante alla composizione pittorica.<br \/> La fase finale di questa sezione presenta cellotex con inserti di oro in foglia: risplende nelle superfici in nero opaco nella serie del Nero e Oro del 1993ed evidenzia le crepe scabre dei cretti nella serie Cretto Nero e Oro del 1994.<\/p>\n<p> Al primo piano si distinguono il ciclo Architetture con cactus, composto da dieci cellotex di 2,50 x 3,50 m e il ciclo dei Neri, costituito da 10 cellotex di 1,30 x 2,50 m.<br \/> Si tratta di opere di grandi dimensioni che mettono in luce gli ultimi anni di attivit&agrave; di Burri, scelte in relazione ai grandi spazi della Triennale, tenendo conto della sensibilit&agrave; che l&rsquo;artista aveva nel concepire le proprie opere in relazione agli spazi espositivi.<\/p>\n<p> A Burri si deve l&rsquo;apertura radicalmente innovativa a livello internazionale verso l&rsquo;impiego di materiali extrapittorici la cui influenza ha caratterizzato l&rsquo;arte fino ai nostri giorni.<br \/> Il pittore non ha privilegiato nessun materiale rispetto ad altri: le caratteristiche del quadro non dipendono dalle qualit&agrave; del materiale usato, ma sono da individuare nella forma e nello spazio. Anche il colore &egrave; importante per Burri che predilige i colori puri a quelli pi&ugrave; naturalistici, fra questi il nero. L&rsquo;artista lavora sui contrasti che pu&ograve; ottenere indifferentemente con i colori dei materiali che impiega o con opportune variazioni di superficie.<\/p>\n<p> In mostra anche un altro aspetto poco conosciuto: l&rsquo;attivit&agrave; di Burri scenografo, presentata attraverso il bozzetto per Spirituals (1963), spettacolo per il quale progetta scene e costumi, prima presenza dell&rsquo;artista a Milano al Teatro alla Scala, quello per il balletto November steps (1972), prestato dal Teatro dell&rsquo;opera di Roma, i bozzetti del 1975 per il Tristano e Isotta di Wagner, e la relativa documentazione fotografica della realizzazione degli spettacoli.<\/p>\n<p> Viene documentata, inoltre, parte della produzione seriale dell&rsquo;artista. Burri &egrave; stato un grande sperimentatore anche nell&rsquo;ambito della grafica, come dimostrano i Monotex, assemblaggi di cartoncini realizzati direttamente dall&rsquo;artista senza la mediazione dello stampatore.<\/p>\n<p> Un&rsquo;altra sezione, attraverso fotografie e video di alcuni fra i pi&ugrave; noti fotografi e registi d&rsquo;arte, offre il ritratto dell&rsquo;uomo Burri: mentre crea con il fuoco e in alcuni momenti della sua vita privata e una documentazione dettagliata sui due spazi espositivi della Fondazione Burri creata dall&rsquo;artista nella sua citt&agrave; natale: Citt&agrave; di Castello.<br \/> Catalogo Skira<\/p>\n<p> Ufficio Stampa Triennale<br \/> ufficio.stampa@triennale.it<\/p>\n<p> Elena Todisco<br \/> SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali<br \/> todisco@secrp.it<br \/> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dal 10 novembre 2008 all&#39;otto febbraio 2009 TRIENNALE DI MILANO Viale Alemagna 6, Milano La Triennale di Milano presenta una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Burri (1915-1995), uno dei massimi protagonisti dell&rsquo;arte del XX secolo. 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