
{"id":15951,"date":"2011-08-20T09:20:08","date_gmt":"2011-08-20T07:20:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=15951"},"modified":"2011-08-20T09:20:08","modified_gmt":"2011-08-20T07:20:08","slug":"friuli-venezia-giulia-agosto-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/15951\/turismo\/friuli-venezia-giulia-agosto-2011.html","title":{"rendered":"Friuli Venezia Giulia Agosto 2011"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"10\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<h3><a name=\"326\"><\/a><strong>UNESCO: il Friuli Venezia Giulia raddoppia!<\/strong><br \/>\n\t\t\t\t\t&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;Da giugno 2011 il Friuli Venezia Giulia &egrave; presente nel Patrimonio UNESCO con altri due&nbsp; siti, <strong>Cividale<\/strong> per <em>&ldquo;I <\/em><em>Longobardi in Italia<\/em><em>, i luoghi del potere (568-774 d.C.)&rdquo;<\/em> e <strong>Pal&ugrave; di Livenza <\/strong>per i <em>&ldquo;Siti palafitticoli preistorici dell&rsquo;arco alpino&rdquo;<\/em>, che si aggiungono ad <strong>Aquileia<\/strong> e alle <strong>Dolomiti<\/strong>, siti gi&agrave; compresi da alcuni anni nelle liste UNESCO.<br \/>\n\t\t\t\t\tLa prima delle due nuove serie comprende le localit&agrave; che conservano testimonianze dell&rsquo;<strong>insediamento longobardo in Italia<\/strong>, tra cui c&rsquo;&egrave; anche Cividale del Friuli. Anzi, l&rsquo;itinerario comincia proprio qui, perch&eacute; Cividale era, allora come oggi, l&rsquo;avamposto pi&ugrave; orientale dei territori italici e fu perci&ograve; la prima citt&agrave; a cedere all&rsquo;avanzata dei Longobardi che provenivano dalla Pannonia. Conquistato questo territorio nel 568, il re Alboino ne fece un <strong>ducato con capitale Cividale<\/strong> e lo affid&ograve; a suo nipote Gisulfo, che divenne cos&igrave; il primo duca del Friuli. Da qui, Alboino prosegu&igrave; la sua invasione, conquistando tutto il nord Italia, poi la Toscana e le zone appenniniche del centro-sud. In Italia, i Longobardi hanno lasciato dei <strong>gioielli architettonici<\/strong> che l&#39;UNESCO ha ora riconosciuto identificando una &ldquo;via Langobardorum&rdquo;, un itinerario che consentir&agrave; di scoprire tesori stupendi, anche se poco noti, a cominciare proprio dal Friuli Venezia Giulia. Cividale conserva significative testimonianze longobarde, prima fra tutte il <strong>tempietto<\/strong>, una delle pi&ugrave; straordinarie e misteriose architetture alto-medievali occidentali. Altri tesori sono custoditi nei due musei cittadini: l&#39;<strong>altare<\/strong> fatto costruire dal duca Ratchis e il <strong>battistero<\/strong> del patriarca Callisto sono visibili nel prezioso Museo Cristiano del Duomo, mentre il Museo Archeologico Nazionale espone i corredi delle necropoli longobarde cividalesi.<br \/>\n\t\t\t\t\tIl <strong>Pal&ugrave; del Livenza<\/strong>, zona paludosa a valle della sorgente del Livenza in provincia di Pordenone, &egrave; un <strong>sito paleolitico<\/strong> che appartiene a una serie di siti simili dell&rsquo;arco alpino dalla Francia alla Slovenia, passando per la Svizzera, la Germania, l&rsquo;Austria e altre localit&agrave; italiane. Il Pal&ugrave; del Livenza &egrave; uno dei pi&ugrave; antichi dell&rsquo;Italia settentrionale, dal momento che alcuni reperti sono datati al 5400 avanti Cristo. L&rsquo;<strong>importanza archeologica<\/strong> della zona era gi&agrave; nota alla fine del 1800, ma solo negli anni sessanta dello scorso secolo iniziarono i lavori di drenaggio che portarono alla luce&nbsp; strutture lignee e una grande quantit&agrave; di frammenti ceramici e strumenti in pietra appartenenti a un abitato preistorico del Neolitico. <br \/>\n\t\t\t\t\tIl <strong>primo sito<\/strong> del Friuli Venezia Giulia a essere iscritto nel Patrimonio UNESCO, nel 1998, fu <strong>Aquileia<\/strong>, una delle pi&ugrave; grandi citt&agrave; dell&rsquo;impero romano e poi sede patriarcale con un ruolo basilare per l&rsquo;evangelizzazione dell&rsquo;Europa orientale. Le motivazioni per l&rsquo;iscrizione riguardano sia la <strong>zona archeologica<\/strong>, che in gran parte giace ancora sepolta, sia la <strong>basilica paleocristiana<\/strong> e il suo splendido pavimento musivo. <br \/>\n\t\t\t\t\tInfine, l&rsquo;ultimo sito UNESCO di pertinenza regionale riguarda le <strong>Dolomiti<\/strong>, iscritte nella lista del Patrimonio Naturale nel 2009 per la loro unica e <strong>spettacolare bellezza<\/strong>. Le Dolomiti ricadono nelle provincie di Udine e Pordenone nella loro parte pi&ugrave; orientale.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"10\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<h3><a name=\"327\"><\/a><strong>Bird-watching nell&rsquo;Alto Adriatico<\/strong><br \/>\n\t\t\t\t\t&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;L&rsquo;autunno e i mesi di novembre e dicembre in particolare rappresentano un momento speciale per il <strong>bird-watching nelle coste del Friuli Venezia Giulia<\/strong>. Questa &egrave; infatti la zona umida pi&ugrave; settentrionale del Mediterraneo ed &egrave; quindi una tappa obbligata per gli uccelli acquatici che dalle coste e dalle lagune dell&rsquo;<strong>Europa del nord<\/strong> volano verso sud per l&rsquo;inverno. Alcuni di questi proseguono il viaggio, altri invece si fermano per svernare e nidificare proprio qui. <br \/>\n\t\t\t\t\tLa zona &egrave; compresa tra le foci del Tagliamento e dell&rsquo;Isonzo, i due fiumi che racchiudono la <strong>lagune<\/strong> di Marano e Grado, e la sua importanza naturalistica &egrave; riconosciuta a livello internazionale. Qui ci sono ben <strong>tre riserve naturali (Foci dello Stella e Valle Canal Novo, Valle Cavanata, Foce dell&rsquo;Isonzo)<\/strong>, paradiso di germani, cigni, oche, aironi, cormorani, falchi per un totale di quasi <strong>400 specie avifaunistiche<\/strong> sulle 515 censite in tutta l&rsquo;Italia. La ricchezza della fauna corrisponde naturalmente a una grandissima variet&agrave; della vegetazione, a sua volta dovuta alla speciale biodiversit&agrave; che caratterizza queste coste, dove <strong>terra, mare e acqua dolce<\/strong> si confondono e si mescolano in poco spazio. <br \/>\n\t\t\t\t\tLa riserva delle foci dello Stella si visita <strong>via acqua<\/strong>, con imbarcazioni che partono da Marano, esplorano la laguna tra i casoni, le vecchie case dei pescatori, e poi risalgono per un tratto e quindi ridiscendono il fiume. All&rsquo;approssimarsi della foce, lo Stella scorre lento e&nbsp; sinuoso tra i canneti, un tempo comuni nelle coste dell&rsquo;Adriatico ma ora invece rari e preziosi, che pian piano lasciano posto alla vegetazione alofila delle barene, gli isolotti che emergono sopra il livello dell&rsquo;acqua. Le altre due riserve, oltre al percorso d&rsquo;acqua, hanno anche un <strong>percorso di terra<\/strong> percorribile a piedi o in bicicletta tra i prati e gli alberi dell&rsquo;antico bosco planiziale, la golena tra l&rsquo;argine e il fiume Isonzo, la valle da pesca Valle Cavanata, e poi ancora bacini salmastri e paludi dolci, canali, spiagge. Le tre riserve possiedono un centro visite dove si svolgono anche attivit&agrave; didattiche e sono attrezzate con percorsi dotati di passerelle sui canali e osservatori adatti al bird-watching.<br \/>\n\t\t\t\t\tMa la zona &egrave; speciale anche dal punto di vista <strong>enogastronomico<\/strong>: le specialit&agrave; ittiche lagunari sono spesso preparate usando anche <strong>le erbe e le alghe locali<\/strong> in combinazioni veramente eccellenti.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"10\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<h3><a name=\"328\"><\/a><strong>La Grande guerra raccontata da Giuseppe Ungaretti &ndash; Decima&nbsp;puntata: autori celebri in Friuli Venezia Giulia<\/strong><br \/>\n\t\t\t\t\t&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>San Martino del Carso<\/em><\/strong><br \/>\n\t\t\t\t\t[Valloncello dell&#39;Albero Isolato il 27 agosto 1916] <br \/>\n\t\t\t\t\t<strong>&nbsp;<\/strong><em>Di queste case \/ non &egrave; rimasto \/ che qualche \/ brandello di muro<\/em><br \/>\n\t\t\t\t\t<em>Di tanti \/ che mi corrispondevano \/ non &egrave; rimasto \/ neppure tanto<\/em><br \/>\n\t\t\t\t\t<em>Ma nel cuore \/ nessuna croce manca<\/em><br \/>\n\t\t\t\t\t<em>&Egrave; &nbsp;il mio cuore \/ il paese pi&ugrave; straziato<\/em><\/p>\n<p>Il <em>&ldquo;Porto sepolto&rdquo;<\/em> &egrave; la prima raccolta di poesie di <strong>Giuseppe Ungaretti<\/strong>, pubblicata a Udine nel 1916 e qualche anno pi&ugrave; tardi confluita nella pi&ugrave; ampia <em>&ldquo;Allegria di naufragi&rdquo;<\/em>. <em>&ldquo;Il porto sepolto &egrave; ci&ograve; che di segreto rimane in noi indecifrabile&rdquo;<\/em>, annota lo stesso Ungaretti. &Egrave; un diario intimo dell&rsquo;esperienza di guerra che il poeta stava vivendo sul <strong>fronte del Carso<\/strong>. Un diario, perch&eacute; viene scritto giorno dopo giorno, riportando fedelmente luoghi e date delle composizioni; intimo, perch&eacute; non si raccontano i fatti bellici, ma l&rsquo;esperienza interiore, lo strazio, la paura e nel contempo l&rsquo;attaccamento alla vita e il sentimento di fratellanza che la guerra impone. <br \/>\n\t\t\t\t\tFiglio di italiani emigrati in Egitto, Ungaretti arriva in Italia solo nel 1914 e l&rsquo;anno successivo si arruola volontario in fanteria. Ma la guerra sul Carso non &egrave; certo quello che si immaginava: continue, estenuanti e devastanti battaglie tra le <strong>trincee sull&rsquo;Isonzo<\/strong>, intervallate da periodi di riposo nelle retrovie o in campi un po&rsquo; pi&ugrave; lontani. Nella lettura di <em>&ldquo;Allegria di naufragi&rdquo;<\/em> si incontrano i nomi di queste localit&agrave;: San Martino, San Michele, Cima Quattro, il Valloncello dell&rsquo;Albero isolato sono i luoghi delle battaglie e delle trincee; Versa, Romans, Mariano le zone della prima retrovia; pi&ugrave; lontana, Santa Maria la Longa, campo di riposo che vede la stesura della celebre <em>&ldquo;Mattina&rdquo;<\/em>. <br \/>\n\t\t\t\t\tUn <strong>itinerario <\/strong>corredato da indicazioni e spiegazioni, un parco dedicato a Ungaretti e un <strong>museo all&rsquo;aperto<\/strong> permettono oggi di ripercorrere quella che era la prima linea dell&rsquo;esercito italiano tra il 1915 e il 1916 e di incontrare i luoghi citati dal poeta. Partendo da <strong>San Martino del Carso<\/strong> ci si imbatte subito in una lapide su cui &egrave; riportata la famosa e omonima poesia che esprime lo strazio per gli orrori della guerra. Proseguendo, l&rsquo;itinerario tocca zone a lungo contese dalle due parti in guerra, passando alternativamente dal sistema difensivo austriaco a quello italiano. La strada che porta al <strong>monte San Michele<\/strong> passa dal <strong>Valloncello dell&#39;Albero Isolato<\/strong>, un rifugio sicuro per le truppe italiane immediatamente dietro la prima linea e punto di partenza per affrontare la famigerata <strong>quota 197<\/strong>, dove il 29 giugno 1916 un attacco con gas asfissianti cost&ograve; all&rsquo;esercito italiano 5.000 morti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"10\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<h3><a name=\"329\"><\/a><strong>Espressionismo a Villa Manin<\/strong><br \/>\n\t\t\t\t\t&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;La nascita e lo sviluppo del movimento denominato <strong><em>&ldquo;Die Br&uuml;cke&rdquo;<\/em><\/strong>, la pietra fondante dell&rsquo;Espressionismo, saranno raccontati attraverso 100 opere tra dipinti e carte provenienti dal Br&uuml;cke Museum di Berlino. <br \/>\n\t\t\t\t\tLa mostra, prima del genere in Italia, sar&agrave; ospitata nella prestigiosa sede espositiva di <strong>Villa Manin a Passariano<\/strong> (UD) ed &egrave; la terza tappa di un progetto pluriennale denominato &ldquo;Geografie dell&rsquo;Europa&rdquo;, volto a studiare alcune delle maggiori evidenze della pittura europea tra la met&agrave; del XIX secolo e il primo decennio di quello successivo. Le altre due tappe, nel 2009 e 2010, hanno fatto riferimento al rapporto tra la pittura francese e quella del centro ed est Europa nel secondo Ottocento (<em>&ldquo;L&#39;eta&#39; di Courbet e Monet<\/em>&rdquo;) e la pittura in Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca (<em>&ldquo;Munch e lo spirito del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento&rdquo;<\/em>).<br \/>\n\t\t\t\t\tCon l&rsquo;<em>&ldquo;Espressionismo&rdquo;<\/em>, invece, l&rsquo;attenzione &egrave; rivolta all&rsquo;<strong>area tedesca<\/strong> che con il&nbsp; movimento <em>&ldquo;Die Br&uuml;cke&rdquo;<\/em> forn&igrave; un importante <strong>contributo all&rsquo;arte moderna<\/strong>. Il movimento fu fondato nel 1905 a Dresda da Fritz Bleyl, Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff. Oltre ai fondatori, l&rsquo;esposizione rappresenter&agrave;, attraverso le loro opere, anche altri esponenti importanti del movimento, come Nolde, Pechstein, Mueller, arrivando perci&ograve; a descrivere in modo molto preciso la <strong>fase iniziale dell&rsquo;Espressionismo<\/strong> prima della Grande Guerra e documentandone tutte le tappe stilistiche principali, anche attraverso documenti tradotti dal tedesco in lingua italiana. <br \/>\n\t\t\t\t\tL&rsquo;intento degli espressionisti non era tanto quello di raffigurare i diversi aspetti della realt&agrave; visibile quanto piuttosto di &ldquo;esprimere&rdquo; le esperienze soggettive e i sentimenti interiori dell&rsquo;individuo. Elemento comune nelle opere di questi artisti &egrave; la semplificazione formale, evidente nei contorni marcati e nei colori accesi accostati in modo dissonante, con soluzioni che affascinano ancora l&rsquo;osservatore contemporaneo per la loro vitalit&agrave;.<br \/>\n\t\t\t\t\tPer quanto riguarda la sede espositiva, la splendida Villa Manin fu la residenza dell&#39;ultimo Doge di Venezia: bellezza, storia, perfezione architettonica si saldano in questa <strong>villa nobiliare del XVII secolo<\/strong>, impreziosita da un parco con alberi di tutto il mondo. &Egrave; collocata in una zona di risorgive, ambito naturalistico molto speciale, qui valorizzato da uno specifico Parco delle Risorgive percorribile a piedi o in bicicletta.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"10\" cellspacing=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<h3><a name=\"330\"><\/a><strong>Antico Borgo Torricella, comfort in una delle perle d&rsquo;arte del pordenonese<\/strong><br \/>\n\t\t\t\t\t&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;Sauna finlandese, idromassaggio, bagno turco, doccia emozionale aromatizzata, hammam e una piscina coperta: &egrave; quanto offre l&rsquo;hotel Antico Borgo Torricella nel suo innovativo centro benessere. Una&rsquo;altra piscina all&rsquo;aperto si trova inoltre nel giardino interno, circondata da piante secolari. L&rsquo;hotel si trova a pochi chilometri dal centro di San Vito al Tagliamento in provincia di Pordenone e ha sede in un edificio del XVIII secolo ristrutturato di recente e arricchito di ogni comfort. Le 38 camere sono infatti dotate di aria condizionata, riscaldamento a pavimento, tv HD a schermo piatto, mini bar, bagno con doccia o Jacuzzi. L&rsquo;accesso ad Internet &egrave; gratuito e disponibile in tutta la struttura con il sistema wi-fi.<br \/>\n\t\t\t\t\tOgni mattina viene servita una colazione continentale mentre per la cena gli ospiti possono contare sul ristorante &ldquo;&agrave; la carte&rdquo; che interpreta con creativit&agrave; la tradizionale cucina di carne e di esce, ma pu&ograve; offrire anche menu internazionali, vegetariani e per celiaci. Non manca naturalmente una fornita enoteca, che dispone di una grande quantit&agrave; di etichette per tutti i gusti, dai vini locali a quelli internazionali e inoltre una selezione di birre artigianali per intenditori.<br \/>\n\t\t\t\t\tUn centro congressi e teatro &egrave; inoltre in grado di soddisfare ogni esigenza professionale: la sala conferenze pu&ograve; infatti ospitare 90 persone ed &egrave; dotata di sistema di amplificazione e videoproiezione.<br \/>\n\t\t\t\t\tUna passeggiata consentir&agrave; di scoprire San Vito al Tagliamento, cittadina dinamica e vivace, terra antichissima e ricca pertanto di numerose testimonianze archeologiche e storiche, che vanno dal Paleolitico, alla romanit&agrave;, alle testimonianze di epoca comunale, come la struttura medievale del centro, i tratti della cinta muraria e del fossato e le due torri.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!-- fine contenuto --><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; UNESCO: il Friuli Venezia Giulia raddoppia! &nbsp; &nbsp;Da giugno 2011 il Friuli Venezia Giulia &egrave; presente nel Patrimonio UNESCO con altri due&nbsp; siti, Cividale per &ldquo;I Longobardi in Italia, i luoghi del potere (568-774 d.C.)&rdquo; e Pal&ugrave; di Livenza per i &ldquo;Siti palafitticoli preistorici dell&rsquo;arco alpino&rdquo;, che si aggiungono ad Aquileia e alle Dolomiti, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/15951\/turismo\/friuli-venezia-giulia-agosto-2011.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Friuli Venezia Giulia Agosto 2011<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[5396,1656,17451],"class_list":["post-15951","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-turismo","tag-agosto-2011","tag-friuli-venezia-giulia","tag-turismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15951","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15951"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15951\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15952,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15951\/revisions\/15952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}