
{"id":15175,"date":"2011-07-09T07:45:48","date_gmt":"2011-07-09T05:45:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=15175"},"modified":"2011-07-09T08:18:18","modified_gmt":"2011-07-09T06:18:18","slug":"15175","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/15175\/arte\/15175.html","title":{"rendered":"GIANLUIGI BRANCACCIO &#8221; ARCHETIPI DELLA PITTURA&#8221; MANTOVA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: verdana; font-size: 7.5pt; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-ansi-language: it; mso-fareast-language: it; mso-bidi-language: ar-sa\"><font color=\"#000000\">Dopo il successo delle due prime esposizioni, presso <st1:personname productid=\"la Pinacoteca\" w:st=\"on\">la Pinacoteca<\/st1:personname> del Duomo di Ravello e presso <st1:personname productid=\"la Galleria\" w:st=\"on\">la Galleria<\/st1:personname> della Biblioteca Angelica di Roma, la mostra &ldquo;Gianluigi Brancaccio. Archetipi della pittura&rdquo;, a cura di Domenico Montalto, termina il suo tour espositivo approdando al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, dal 10 luglio al 28 agosto 2011.<\/p>\n<p>\n\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"375\" height=\"300\" alt=\"1310049295b\" class=\"alignnone size-full wp-image-15177\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/07\/1310049295b.jpg\" title=\"1310049295b\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/07\/1310049295b.jpg 375w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2011\/07\/1310049295b-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/p>\n<p>\n\t<\/font><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana; font-size: 7.5pt; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-ansi-language: it; mso-fareast-language: it; mso-bidi-language: ar-sa\"><font color=\"#000000\">A due anni dalla mostra antologica presso <st1:personname productid=\"la Fondazione Mazzotta\" w:st=\"on\">la Fondazione Mazzotta<\/st1:personname> di Milano (a cura di Luciano Caramel, catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta), la nuova esposizione personale dell&rsquo;artista Gianluigi Brancaccio si propone come un evento caratterizzato dalla presenza di lavori inediti e da un aggiornamento e approfondimento critico a pi&ugrave; voci sull&rsquo;opera dell&rsquo;artista.<\/p>\n<p>\t&ldquo;L&rsquo;arte non ha et&agrave;: in tutte le stagioni della storia, quali che siano le modalit&agrave; in cui l&rsquo;artefice si esprime, sempre le sue opere manifestano lui, la sua personalit&agrave;, la sua visione della vita e del mondo. L&rsquo;arte non ha et&agrave;: cambiano le forme, cambiano gli stili, ma in fondo tutte le opere non sono se non variazioni su un unico tema, quella stupefacente meraviglia che &egrave; l&rsquo;uomo. Le opere di Gianluigi Brancaccio non fanno eccezione. Il Museo diocesano Francesco Gonzaga si &egrave; dato tra le primarie la finalit&agrave; di manifestare esempi di quella meraviglia; per questo non esita ad accogliere, accanto a riconosciuti capolavori dei secoli passati, creazioni recenti. Lo fa, sia con la sua collezione permanente sia con mostre temporanee, anche nella convinzione che l&rsquo;accostamento tra passato e presente offra ai visitatori spunti di confronto, dialogo, approfondimento e dunque arricchimento.<br \/>\n\tDi certo al confronto, alla scoperta della sottesa continuit&agrave; tra il ricchissimo &ldquo;ieri&rdquo; e il non sempre compreso &ldquo;oggi&rdquo;, invitano anche le creazioni di Gianluigi Brancaccio, che il Museo si onora di ospitare&rdquo; (dal testo in catalogo di Mons. Roberto Brunelli).<\/p>\n<p>\tIl percorso esistenziale e culturale dell&rsquo;artista &egrave; esemplificato in mostra da un corpus di opere, parecchie delle quali inedite, che restituiscono il senso del fondamento Novecentista dell&rsquo;opera di Gianluigi Brancaccio, tracciandone i punti di forza. <br \/>\n\tLa sua vocazione di artista risale all&rsquo;adolescenza. Nipote di Giovanni Brancaccio, eminente pittore del Novecento italiano e Direttore dell&rsquo;Accademia di Belle arti di Napoli, Gianluigi Brancaccio, durante i suoi molti viaggi internazionali, frequenta maestri come Radice, Carr&agrave;, Prampolini, Gentilini, il Gruppo Cobra e lo storico atelier calcografico Lacouri&egrave;re di Parigi, mettendo a punto una propria inconfondibile figurazione ricca di poesia, colore, arcaismo, ispirata alle Avanguardie storiche del XX secolo. <\/p>\n<p>\t&ldquo;Brancaccio &egrave; autore di profonda e sostanziale cultura, di importanti frequentazioni. I suoi dipinti e le sue grafiche &ndash; aspetti diversi e peculiari di un unico, felice e ininterrotto clima creativo &ndash; rivestono di forme attuali e suggestivamente singolari il verbo pi&ugrave; eminente del moderno, ovvero quell&rsquo;arcaismo, quell&rsquo;ispirazione primitivista che consent&igrave; a Modigliani, Picasso, Matisse, L&eacute;ger, Marino, Wotruba, Moore, Zadkine di fondare un&rsquo;idea nuova del visibile, sconvolgendo irreversibilmente i canoni convenzionali del classicismo e del naturalismo&rdquo; (dal testo in catalogo di Domenico Montalto). <\/p>\n<p>\tLe opere dell&rsquo;artista sono &ldquo;Istantanee di un viaggio, percorsi iniziatici all&rsquo;interno di una coscienza che si &egrave; andata formando tra le stanze del Novecento, asimmetriche, instabili, tanto anguste e altrettanto ariose ed immense, le stanze ansiose di un tempo irreale che ne ha imprigionati tanti altri [&hellip;]. Brancaccio possiede il passaporto anagrafico di chi c&rsquo;era e la sensibilit&agrave; esistenziale di chi si &egrave; sentito parte nella vicenda e, quindi, testimone responsabile e ponte generazionale&rdquo; (dal testo in catalogo di Claudio Caserta).<\/p>\n<p>\tLa mostra offre una rassegna dei temi ricorrenti nella produzione dell&rsquo;artista che rivisitano alcuni archetipi centrali del novecentismo. <br \/>\n\t&ldquo;Il suo &egrave; un repertorio di corpi muliebri che occupano l&rsquo;intera composizione, vasti come paesaggi e architetture, di matrone e di Giunoni opulente e accidiose in posture pigre o per contro acrobatiche, contorte, di giocolieri, di icari e di maschere, di angeli e di demoni dalle anatomie dinoccolate e massive, di odalische semplificate a pure silhouettes di colore. Insomma un&rsquo;umanit&agrave; primigenia e titanica, evocata con ductus pittorico sensuale, saturo di passionalit&agrave;, nonch&eacute; di ebrezza, ardore, estasi, rapimento, carnalit&agrave;&rdquo; (dal testo in catalogo di Domenico Montalto). <br \/>\n\tUn repertorio vasto, esemplificato in mostra da una selezione di opere storiche e recenti, fra le quali: Estasi su fondo blu 2005; Poup&eacute;e 2008; Odalisca 2009; Anime perse 2009; Odalisque fond noir 2009, nella sezione dedicata alla grafica. <br \/>\n\tNegli ultimi tempi Brancaccio ha affrontato in Bretagna il tema dei menhir di Carnac, rocce forti e totemiche, di tutte le sfumature del grigio, che si innalzano su fondo azzurro intenso in una luce accecante. Tale produzione recente &egrave; rappresentata in mostra dall&rsquo;opera Menhir di Carnac 2008. <br \/>\n\tL&rsquo;esposizione &egrave; corredata da un catalogo edito da Lubrina Editore, in cui pi&ugrave; voci offrono uno spaccato dell&rsquo;esperienza umana e artistica e della poliedrica personalit&agrave; di Gianluigi Brancaccio. Chiara Gatti, nel suo testo dedicato all&rsquo;importante produzione grafica dell&rsquo;artista, illustra cos&igrave; la sua vocazione alla sintesi formale: &ldquo;Nella grafica Brancaccio fa pulizia. Predilige il segno puro, anche quando concede all&rsquo;acquatinta di dialogare sullo sfondo&rdquo;.<span style=\"font-family: verdana; font-size: 7.5pt; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-ansi-language: it; mso-fareast-language: it; mso-bidi-language: ar-sa\">Nel suo testo, Isabella de Stefano si sofferma sulle &ldquo;Figure&rdquo; ritratte dall&rsquo;artista: &ldquo;Impenetrabili a qualsiasi approfondimento psicologico, i soggetti descritti dall&rsquo;artista sono idoli arcaici, irraggiungibili e distanti, sovente colti in pose contorte e disarticolate, talvolta anche allusive (Estasi su fondo blu). Figure stravolte a cui non &egrave; di certo estranea una visionariet&agrave; onirica, sorprese nell&rsquo;angoscia di un&rsquo;inquietudine esistenziale che procede di pari passo con il sovvertimento di ogni regola spaziale e prospettica (Hallucination visuelle)&rdquo;.<br \/>\n\tA completare il variegato percorso critico presente in catalogo, un testo-intervista di Andrea D&rsquo;Agostino ci rivela l&rsquo;anima pi&ugrave; intima dell&rsquo;artista. D&rsquo;Agostino, nell&rsquo;ultima domanda rivolta a Brancaccio, pone l&rsquo;accento su un particolare ricorrente nelle figure rappresentate dall&rsquo;artista: &ldquo;Le dita delle mani e dei piedi sono sempre aperte, come a voler ghermire l&rsquo;aria o a volersi espandere nello spazio. &Egrave; proprio cos&igrave;?&rdquo;. <br \/>\n\t&ldquo;Dita e mani, sempre aperte, esprimono per me la tensione dell&rsquo;anima e del corpo&rdquo;. (Gianluigi Brancaccio)<\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana; font-size: 7.5pt; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-ansi-language: it; mso-fareast-language: it; mso-bidi-language: ar-sa\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: verdana; font-size: 7.5pt; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-ansi-language: it; mso-fareast-language: it; mso-bidi-language: ar-sa\">Inaugurazione sabato 9 luglio 2011 &#8211; ore 18<br \/>\n\tSar&agrave; presente l&rsquo;artista<\/p>\n<p>\tMuseo Diocesano Francesco Gonzaga<br \/>\n\tPiazza Virgiliana, 55 &#8211; Mantova <br \/>\n\tOrari della mostra (ingresso libero)<br \/>\n\tmercoled&igrave; &#8211; domenica: 9.30 &ndash; 12.00 \/ 15.00 &ndash; 17.30<br \/>\n\tluned&igrave; e marted&igrave;: aperto solo a gruppi prenotati<br \/>\n\tVisita del Museo: intero 6,00 &euro; &#8211; ridotto 4,00 &euro;<br \/>\n\t<\/span><\/font><br style=\"mso-special-character: line-break\" \/><br \/>\n\t<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo delle due prime esposizioni, presso la Pinacoteca del Duomo di Ravello e presso la Galleria della Biblioteca Angelica di Roma, la mostra &ldquo;Gianluigi Brancaccio. 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