
{"id":1497,"date":"2009-10-26T08:07:58","date_gmt":"2009-10-26T06:07:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=1497"},"modified":"2009-10-26T10:18:44","modified_gmt":"2009-10-26T08:18:44","slug":"otto-hofmann","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/1497\/arte\/otto-hofmann.html","title":{"rendered":"OTTO HOFMANN"},"content":{"rendered":"<p><strong><span class=\"red\">OTTO HOFMANN<br \/> La poetica del Bauhaus<br \/> 16 ottobre &#8211; 14 febbraio 2010<br \/> Genova, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Nato a Essen in Germania all&rsquo;inizio del secolo scorso e morto a Pompeiana vicino a Sanremo, <strong>Otto Hofmann<\/strong> &#8211; artista di rilievo internazionale &#8211; aveva scelto di vivere e lavorare negli ultimi vent&rsquo;anni della sua vita nella Riviera Ligure.<br \/> In considerazione della lunga e complessa storia e della personalit&agrave; dell&rsquo;Artista,<br \/> <strong>Palazzo Ducale di Genova<\/strong> dedica una vasta retrospettiva a uno dei pi&ugrave; interessanti artisti fra quanti condivisero l&rsquo;<strong>esperienza del Bauhaus <\/strong>con gli insegnamenti di <strong>Klee e Kandinsky<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gallery.electaweb.it\/thumbnails.php?album=323\"><strong>GUARDA LA GALLERY<\/strong><\/a><\/p>\n<p>L&rsquo;iniziativa, oltre a essere un diretto riconoscimento alla memoria di Otto Hofmann (1907-1996) di cui &egrave; ricorso nel 2007 il centenario della nascita &ndash; rappresenta l&rsquo;<strong>occasione per un approfondimento degli aspetti poetici dell&rsquo;arte astratta nel XX secolo<\/strong>, attraverso l&rsquo;opera di un artista che ben rappresenta quelle caratteristiche di interdisciplinariet&agrave; che hanno segnato le avanguardie europee del secolo scorso.<br \/> L&rsquo;esposizione prevede una <strong>esaustiva lettura dell&rsquo;opera dell&rsquo;Artista<\/strong> e del suo percorso storico e creativo dagli anni 20 agli anni 90.<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/gallery.electaweb.it\/albums\/userpics\/10002\/1951__Ohne_Titel-Senza_titolo_1951_46_x_65_cm_Olio_su_tela.jpg\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" width=\"295\" height=\"205\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">Le <strong>prime opere <\/strong>documentano il periodo della <strong>permanenza al Bauhaus<\/strong> di Dessau (1927-1930) nel cui edificio tiene la prima mostra personale, ai primi anni &rsquo;30, e l&rsquo;attivit&agrave; svolta in Germania, dove gli vengono dedicate importanti esposizioni pubbliche, prima che la ferrea censura Nazista gli notifichi il divieto di dipingere e che i suoi quadri, precedentemente acquistati da diversi musei tedeschi, venissero confiscati come Arte Degenerata.<\/p>\n<p>Il periodo trascorso al Fronte e in prigionia in Russia (1940-1946) &egrave; documentato da una s<strong>erie di preziosi acquarelli di intensa e struggente bellezza<\/strong> eseguiti sulle lettere inviate alla moglie e agli amici artisti, testimonianza della sua intima estraneit&agrave; alla guerra e dell&rsquo;orrore provato durante il conflitto.<br \/> Seguono le opere che vanno dall&rsquo;immediato dopoguerra, realizzate al suo ritorno dalla Russia in Turingia, in un clima di sofferenza a causa delle crescenti divergenze di ordine politico con la nuova classe dirigente comunista, a quelle realizzate nel 1950\/1951 appena arrivato a Berlino Ovest dopo aver lasciato precipitosamente la Germania Orientale abbandonandovi ogni avere e la quasi totalit&agrave; delle opere.<br \/> Il percorso della mostra continua attraverso dipinti, disegni e oggetti, a testimoniare i vari spostamenti dell&rsquo;artista tra Berlino, Parigi e il Canton Ticino, documentando anche la sua attivit&agrave; nel campo del <strong>design<\/strong> (<strong>porcellane e ceramiche realizzate per le manifatture Hutschenreuther e Rosenthal<\/strong>), della<strong> grafica<\/strong> (<strong>xilografie e litografie realizzate negli Anni &rsquo;40<\/strong>) fino all&rsquo;ultimo ventennio vissuto in Italia, a Pompeiana, piccolo comune della Riviera Ligure dove si era stabilito, come tanti altri prima di lui, basti pensare al soggiorno di Monet a Bordighera, attratto dalla luce e dalla bellezza del paesaggio.<\/p>\n<p>Un&rsquo;ultima parte della mostra con <strong>50 fotografie originali <\/strong>di molti <strong>artisti Bauhaus<\/strong> ( <strong>Moholy-Nagy, Lucia Moholy, Florence Henri, Walter Peterhans, Lux Feininger, Piet Zwart, Franz Roh, Greta Stern,&hellip; e naturalmente Hofmann<\/strong> ) mette in luce, come tra le due Guerre, sia nata in Europa e in particolare in Germania, l&rsquo;esigenza di definire la fotografia come un elemento autonomo, sia come fatto espressivo rispetto alla pittura, sia rispetto a un uso descrittivo e documentaristico del mezzo fotografico.<br \/> Gli artisti del Bauhaus svolgono un&rsquo;intensa sperimentazione in questo settore, Laszlo <strong>Moholy-Nagy<\/strong> &egrave; il precursore e figura chiave di questa nuova ricerca. Elaborano l&rsquo;immagine fotografica, creando prospettive inusuali, tagli insoliti; con riprese estremamente ravvicinate ci restituiscono un&rsquo;interpretazione del mondo circostante, della vita quotidiana che determina l&rsquo;affermarsi di nuovi codici formali nell&rsquo;ambito dei linguaggi artistici.<br \/> Anche Hofmann aderisce a questa sperimentazione, ottenendo risultati importanti, come testimoniano alcune sue foto esposte.<\/p>\n<p>La <strong>mostra &egrave; divisa sostanzialmente in cinque sezioni <\/strong>ed &egrave; composta da circa <strong>quattrocento opere tra dipinti, disegni, fotografie, ceramiche, oggetti, lettere e documenti<\/strong> provenienti da diversi Musei europei, da collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali e dallo studio dell&rsquo;Artista.<br \/> Alcuni di questi lavori erano andati dispersi a causa della vicenda personale di Hofmann e degli avvenimenti politici nella Germania del dopoguerra e vengono riuniti per la prima volta dopo il loro ritrovamento, avvenuto in tempi recenti, a seguito della caduta del Muro. Tra i documenti esposti sono <strong>da segnalare i quatto quaderni di studio illustrati delle lezioni di Klee e Kandinsky<\/strong>, tenute al Bauhaus dal 1928 al 1930 e alcune pubblicazioni d&rsquo;epoca che contestualizzano l&rsquo;opera di Otto Hofmann nel suo tempo.<\/p>\n<p>Nel corso di questi ultimi anni, anche a seguito del sempre maggiore interesse della critica e del pubblico internazionale per l&rsquo;esperienza del Bauhaus e per i suoi esponenti, sono state dedicate ad Otto Hofmann numerose mostre personali in diversi Paesi europei, che consentono una migliore e pi&ugrave; approfondita lettura del suo ruolo e del suo linguaggio cos&igrave; emblematico di una ben determinata poetica dell&rsquo;astrazione<\/p>\n<p>La mostra &egrave; stata presentata con una selezione di 80 opere nel 2007 a Jena presso il <em>Kunstsammlung und Galerie im Stadtmuseum \/ St&auml;dtische Museen<\/em>, e nel 2008 a Dessau nelle case dei maestri Klee e Kandinsky progettate da Gropius.<br \/> Promossa dalla Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, &egrave; curata da Giovanni Battista Martini.<br \/> Un <strong>ricco catalogo di Electa Edizioni <\/strong>contiene le riproduzioni di gran parte delle opere in mostra, apparati bio-bibliografici, una<strong> introduzione dello stesso Martini, testi critici di Fulvio Cervini<\/strong> &#8211; Universit&agrave; di Firenze; Matteo Fochessati &#8211; Conservatore della Wolfsoniana di Genova; Markus Krause &#8211; Storico dell&rsquo;Arte; Lutz Sch&ouml;be &#8211; Conservatore della Stiftung Bauhaus di Dessau; Erik Stephan &#8211; Conservatore del Kunstsammlung und Galerie im Stadtmuseum-St&auml;dtische Museen di Jena.<\/p>\n<p><strong>Sede della mostra:<\/strong><br \/> Appartamento del Doge, Palazzo Ducale, Genova<br \/> <strong>Date:<\/strong><br \/> 16 ottobre 2009 &ndash; 14 febbraio 2010<br \/> Orari:<br \/> dalle 9.00 alle 19.00<\/p>\n<p>Luned&igrave; chiuso<br \/> Biglietti:<br \/> 8 euro intero<br \/> 6 euro ridotto<br \/> 3 euro scuole<br \/> Il mercoled&igrave; ingresso a prezzo speciale di 3 euro<\/p>\n<p>Prenotazioni biglietteria di Palazzo Ducale: tel. 010 5574004 &#8211; 654<br \/> <a href=\"http:\/\/www.palazzoducale.genova.it\/\">www.palazzoducale.genova.it<\/a><\/p>\n<p>ctalfani@palazzoducale.genova.it<\/p>\n<p><strong>Ilaria Maggi<\/strong> (imaggi@mondadori.it)<\/p>\n<p> <!-- fine corpo centrale --><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OTTO HOFMANN La poetica del Bauhaus 16 ottobre &#8211; 14 febbraio 2010 Genova, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge Nato a Essen in Germania all&rsquo;inizio del secolo scorso e morto a Pompeiana vicino a Sanremo, Otto Hofmann &#8211; artista di rilievo internazionale &#8211; aveva scelto di vivere e lavorare negli ultimi vent&rsquo;anni della sua vita nella &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/1497\/arte\/otto-hofmann.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">OTTO HOFMANN<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-1497","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1497"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1497\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1500,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1497\/revisions\/1500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}