
{"id":14604,"date":"2011-06-17T09:32:58","date_gmt":"2011-06-17T07:32:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=14604"},"modified":"2011-06-17T09:32:58","modified_gmt":"2011-06-17T07:32:58","slug":"apertura-di-villa-regina-margherita-a-bordighera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/14604\/arte\/apertura-di-villa-regina-margherita-a-bordighera.html","title":{"rendered":"APERTURA DI VILLA REGINA MARGHERITA A BORDIGHERA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 20px\"><strong><font color=\"#800000\">Esposizione permanente di opere scelte dalla Collezione Terruzzi<br \/>\n\tMostra temporanea &ldquo;Margherita, Regina d&#39;arte e cultura&rdquo;<br \/>\n\t<\/font>Bordighera, dal 19 giugno 2011<br \/>\n\t<font color=\"#800000\" size=\"2\">DOPO UN RESTAURO ACCURATO, APRE <\/font><\/strong><font color=\"#7f0000\" size=\"2\"><strong>PER LA PRIMA VOLTA AL PUBBLICO <br \/>\n\t<\/strong><\/font><strong><font size=\"2\"><font color=\"#800000\">LA DIMORA OVE LA REGINA D&rsquo;ITALIA VOLLE TRASCORRERE GLI ULTIMI ANNI DI VITA.<br \/>\n\t<\/font><br \/>\n\tTRASFORMATA ORA, GRAZIE ALLA FONDAZIONE FAMIGLIA TERRUZZI-VILLA REGINA MARGHERITA, <br \/>\n\tIN POLO MUSEALE E CULTURALE D&rsquo;ECCELLENZA <\/font><br \/>\n\t<\/strong><font size=\"4\"><span style=\"font-size: 13px\"><br \/>\n\t<font face=\"Arial\">E&rsquo; nella Bordighera <strong>fascinosa e romantica di met&agrave; Ottocento<\/strong>, eternata anche oltre Manica dal romanzo d&rsquo;amore e morte di Giovanni Ruffini, ove &ldquo;<i>Terra, mare e cielo, mescolano i lor diversi colori; e dalle loro variet&agrave;, come dalle note di una ricca e piena arpa, sorge una grandiosa armonia. Atomi d&#39;oro galleggiano nell&#39;aria trasparente; e un&#39;aureola color madreperla corona i taglienti contorni delle montagne<\/i>&rdquo;; &nbsp;in una Bordighera amata pure dalla famiglia di Elisabetta II d&rsquo;Inghilterra e dalla duchessa di Leeds e <strong>che negli anni seguenti ispirer&agrave; il grande Monet<\/strong>, che Margherita di Savoia prima Regina d&rsquo;Italia volle far costruire, tra il 1914 e il 1916, la villa in cui avrebbe trascorso gran parte degli ultimi anni di vita e dove si sarebbe spenta nel 1926. &nbsp;<\/p>\n<p>\tVilla Regina Margherita sorse dunque su progetto di Luigi Broggi, tra i pi&ugrave; valenti architetti formatisi alla scuola del Boito, nel luogo pi&ugrave; congeniale di Bordighera: all&rsquo;interno del parco che circondava villa Etelinda in &ldquo;una specie di spiazzo&hellip;a <\/font><font face=\"Arial\"><strong>mezza costa della collina&hellip;&rdquo;; <br \/>\n\tin uno spiazzo dal quale &ldquo;.. nei giorni di vento si riesce a vedere perfino la linea oscura della Corsica&rdquo;<\/strong>.<\/p>\n<p>\tOra, Villa Regina Margherita &#8211; tra gli edifici di maggior pregio di tutto il territorio ligure &#8211; <strong>dopo due anni di attenti e impegnativi restauri<\/strong>, torna al suo splendore grazie a un <strong>progetto culturale di grandissimo interesse, che vede pubblico e privato <\/strong>&ndash; la Citt&agrave; di Bordighera, la Provincia di Imperia e la Regione Liguria da un lato, la Famiglia Terruzzi dall&rsquo;altro &ndash; affiancati nell&rsquo;istituzione della Fondazione Famiglia Terruzzi-Villa Regina Margherita &nbsp;in &ldquo;un&rsquo;avventura, o meglio un cammino, fatto&rdquo; come lo definisce <strong>Annalisa Scarpa, direttrice della Fondazione <\/strong>&ldquo;un po&rsquo; di entusiasmo, un po&rsquo; di ostacoli, molto di passione&rdquo;.<\/p>\n<p>\tDal 19 giugno 2011 lo storico e fascinoso edificio &#8211; acquistato dalla Citt&agrave; di Bordighera e dalla Provincia d&rsquo;Imperia e assegnato alla Fondazione, quindi <strong>oggetto di un attento intervento conservativo e allestitivo sostenuto interamente dalla Famiglia Terruzzi<\/strong> &#8211; aprir&agrave; al pubblico, proponendosi come un <strong>polo musale e culturale<\/strong> di assoluto rilievo nel panorama nazionale grazie <strong>all&rsquo;esposizione permanente <\/strong>di un nucleo cospicuo di opere scelte della <strong>straordinaria collezione Terruzzi<\/strong> &ndash; <strong>pi&ugrave; di 1000 pezzi, tra cui 170 dipinti, mobili antichi, ceramiche e porcellane europee e orientali <\/strong>&ndash; grazie ai servizi culturali offerti, tra i quali un <strong>attrezzato gabinetto di restauro, e a un&rsquo;attivit&agrave; di eventi espositivi, convegn<\/strong>i e incontri, avviata in concomitanza all&rsquo;inaugurazione <strong>con una mostra omaggio <\/strong>proprio a &ldquo;Margherita, Regina d&rsquo;arte e cultura&rdquo;, nei 150 anni dell&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia. <\/p>\n<p>\tL&rsquo;organizzazione generale dell&rsquo;operazione<br \/>\n\t&nbsp;&egrave; della Fondazione Famiglia Terruzzi-Villa Regina Margherita e di Villaggio Globale International; l&rsquo;editore &egrave; Skira.<\/p>\n<p>\tNelle sale della villa ove, sotto il controllo delle competenti soprintendenze, sono stati <strong>recuperati, stucchi, tempere, parquets, vetrate artistiche<\/strong>, ecc. &#8211; <strong>adeguando nel contempo l&rsquo;edificio ai pi&ugrave; moderni standard museali<\/strong> &#8211; si dipana dunque il percorso permanente, con un progetto allestitivo di Michelangelo Lupo,<strong> teso a ricostruire l&rsquo;atmosfera seducente di una dimora d&rsquo;epoca<\/strong>. <br \/>\n\t<font color=\"#800000\">Un percorso che, se colpisce gi&agrave; per i numeri della collezione &#8211; concessa in comodato trentennale alla Fondazione &#8211; impressiona soprattutto per la variet&agrave; e la qualit&agrave; delle opere selezionate.<\/font> <br \/>\n\tI dipinti vanno da preziose <strong>tavole a fondo oro del Tre e Quattrocento<\/strong> di importanti autori toscani e veneti come <i>Giovanni Del Biondo, Bicci di Lorenzo e Bartolomeo Vivarini<\/i>, collocate nella Cappella della villa e nella sala antistante, a <strong>dipinti del Sei e del Settecento italiano con particolare attenzione alla scuola ligure, emiliana e a quella napoletana<\/strong> &#8211; quasi un omaggio all&rsquo;amore della regina per la citt&agrave; partenopea &#8211; fino a <strong>opere di pittori francesi, fiamminghe e olandesi, in particolare di paesaggi e nature morte<\/strong>.<\/p>\n<p>\tAccanto ad esempio a capolavori assoluti dell&rsquo;arte ligure del Seicento, come tre tele di grande impatto emotivo di <br \/>\n\t<strong>Gioacchino<\/strong> <strong>Assereto<\/strong> o una <i>Santa Caterina<\/i> di <strong>Bernardo Strozzi<\/strong>, risulta <strong>eccezionale il nucleo di opere di Alessandro Magnasco<\/strong> che<br \/>\n\td&agrave; vita a una <strong>vera e propria monografica<\/strong> del celebre artista, che fu capace di sedurre, con la sua pittura originalissima, committenti di grande prestigio, a iniziare dal Gran Principe Ferdinando de&rsquo;Medici. <br \/>\n\tDella poetica dell&rsquo;artista, il museo offre una campionatura estremamente rappresentativa e alcune <strong>opere chiave <\/strong>come una grande Allegoria con <i>Venere, Vulcano ed Eros<\/i>, uno dei rari dipinti a figure grandi del bizzarro Lissandrino, e un altrettanto raro esempio della sua ritrattistica con il <i>Ritratto di gentildonna<\/i>. Per la pittura napoletana ricordiamo tre tele di <strong>Luca Giordano<\/strong>, due delle quali di importanti dimensioni, che decorano le pareti, con tutta la forza dell&rsquo;arte prepotente di questo artista, ma anche i dipinti di &nbsp;<strong>Paolo De Matteis, Francesco De Mura<\/strong>, <strong>Giuseppe Recco.<\/strong> Per la scuola emiliana basti invece segnalare la presenza di <strong>Giuseppe Maria Crespi<\/strong> con due opere splendide: Il<i> Ritrovamento di Mos&eacute;<\/i> e <i>L&rsquo;Adorazione dei Magi.<\/i> <\/p>\n<p>\tAlcuni dei pezzi pi&ugrave; suggestivi della quadreria li troviamo al primo piano, in quella che era la sala destinata all&rsquo;alloggio per i membri della famiglia reale che avessero soggiornato in villa: un <i>Cristo alla colonna<\/i> <\/font><font face=\"Arial\"><strong>di scuola caravaggesca, <br \/>\n\tper il quale si era in passato avanzato anche il nome del maestro<\/strong>, dialoga con una <i>Adorazione dei pastori <\/i>di un giovane <strong>Jusepe de Ribera, detto Lo Spagnoletto<\/strong>, incastonato in un&rsquo;imponente cornice dorata secentesca, <br \/>\n\tcui fa da contraltare, poco pi&ugrave; oltre, un <i>San Gerolamo leggente<\/i> del medesimo autore.<\/p>\n<p>\tDi particolare rilevanza le tantissime e diversificate <i><strong>nature morte<\/strong><\/i> collocate lungo le sale, tra le quali va certamente citata la presenza di una <i>Ghirlanda di frutti con allegoria dell&rsquo;Estate<\/i>, opera a due mani di <strong>Baccio del Bianco<\/strong> (1604-1656) e di <strong>Felice Ficherelli <\/strong>(1605-1660), e una <strong>coppia di opere del Maestro della Fruttiera Lombarda<\/strong>, misterioso quanto affascinante artista lombardo sul quale si sono concentrate le attenzioni anche di due &ldquo;mostri sacri&rdquo; degli studi sulle nature morte,<br \/>\n\tFederico Zeri e Mina Gregori. Mazzi di fiori escono dalle tele di <strong>Michele Antonio Rapous<\/strong> e di <strong>Giovanni Stanchi &ldquo;dei Fiori<\/strong>&rdquo; mentre sei grandi tele di <strong>Bartolomeo Bimbi<\/strong> <br \/>\n\tcollocato lungo lo scenografico scalone della villa, progettato da Broggi, costituiscono una serie unica nel suo genere, rappresentando ciascuna un insieme di tipologie di uccelli, quasi fossero la visualizzazione di un repertorio di ornitologia. <br \/>\n\tE poi ancora opere di <strong>Giovanni Baglione, Giambattista Gaulli detto il Baciccio, Agostino Carracci, Paolo Anesi, Giuseppe Zocchi, Benedetto Gennari, Pietro<\/strong> <strong>Paolini<\/strong> e, soprattutto, <strong>Francesco Londonio<\/strong>, pittore molto amato dai Terruzzi che hanno concesso al museo due sue notevoli Scene pastorali di imponenti dimensioni e altre sei pi&ugrave; piccole, unitamente a una decina di incisioni ad acquaforte, tecnica nella quale l&rsquo;artista lombardo era maestro. <\/p>\n<p>\tTra i tanti francesi citiamo<strong> Jean-Baptiste Lallemand<\/strong>, paesaggista francese di met&agrave; Settecento, Accademico di San Luca, e <strong>Piat-Joseph Sauvage<\/strong>; i due rami ovali firmati di <strong>Charles Joseph Natoire<\/strong> e<strong> Jean-Fran&ccedil;ois de Troy<\/strong> <br \/>\n\tcon una sensuale <i>Danae,<\/i> <strong>Hubert Robert e Jacques de la Joue<\/strong>.<\/p>\n<p>\tIn tutte le sale, <strong>pezzi d&rsquo;arredo di grande valore<\/strong>, come due splendidi tavoli da muro di manifattura genovese (1725-35), il bel cassettone di area piemontese con cornici intagliate e dorate (XVII secolo), un <i>bureau en pente<\/i> <strong>dell&rsquo;ebanista francese Jacques Dubois<\/strong> (1693c. &ndash; 1763), due trionfali <i>commodes <\/i>portoghesi in legni vari di frutto con intarsi ed applicazioni di bronzo dorato della met&agrave; del XVIII secolo, di particolare impatto e qualit&agrave; o, ancora,<i> bureau-cabinet <\/i>dell&rsquo;atelier di <strong>Pierre Mignon<\/strong> o l&rsquo;&rsquo;imponente scrivania con alzata, di manifattura nord-italiana databile 1730-1740, caratterizzata &nbsp;da ben 42 incisioni a <i>d&eacute;coupage<\/i> sul fronte dei cassetti.<\/p>\n<p>\tE poi porcellane orientali, bronzi, argenti, ceramiche tra le quali spicca &#8211; assolutamente unico per numero ed eccelsa qualit&agrave; &#8211; <br \/>\n\til <strong>celebre Servizio Minghetti, realizzato per il Duca di Montpensier Antonio d&rsquo;Orl&eacute;ans<\/strong>, figlio cadetto di Luigi Filippo d&rsquo;Orl&eacute;ans, del 1888: imponente nei suoi<\/font><font face=\"Arial\"><strong> 381 pezzi.<\/p>\n<p>\tUn&rsquo;abbuffata d&rsquo;arte per i visitatori che poi potranno riposarsi nella grande terrazza che corona l&rsquo;edificio<\/strong>, <br \/>\n\tdove ora &egrave; stata creata una <strong>raffinata cafeteria<\/strong>. Parte della terrazza &egrave; stata inoltre <\/font><font face=\"Arial\"><strong>dotata di una copertura in rame con vetrata<br \/>\n\ttotalmente apribile<\/strong> in caso di maltempo, mentre la scala metallica originale, restaurata porta a una <strong>balconata panoramica<\/strong> da cui lo sguardo si perde verso il mare. <br \/>\n\tLa Regina Margherita amava ristorarsi nella bella terrazza della sua amata residenza a Bordighera, <strong>circondata da un parco straordinariamente ricco ove prossimamente verr&agrave; riportata la rara rosa <i>Reine Marguerite d&rsquo;Italie<\/i><\/strong>, <br \/>\n\tche a lei aveva appositamente dedicato il vivaio lussemburghese Soupert &amp; Notting.<\/p>\n<p>\tPer ora, come era giusto in occasione dell&rsquo;apertura del nuovo polo museale, la sovrana amata dal suo popolo,<strong> rivive anche nella mostra temporanea<\/strong> che la vede protagonista: attraverso i ritratti o oggetti simbolo che le sono appartenuti &ndash; dal mantello all&rsquo;inginocchiatoio &ndash; <br \/>\n\te nella selezione di opere d&rsquo;arte che Margherita stessa aveva voluto per s&eacute;, acquistate nelle tante<\/font><font face=\"Arial\"><strong> <br \/>\n\tBiennali<\/strong> o <strong>Esposizioni d&rsquo;arte che era solita frequentare e incentivare<\/strong>. <br \/>\n\tPensiamo a <i>La morte del pulcino <\/i>di <strong>Luigi Nono,<\/strong> ad <i>Affetti<\/i> di Giacomo Balla, a <i>Notte a Verona<\/i> di Bartolomeo Bezzi.<br \/>\n\tUna trentina di pezzi, pi&ugrave; foto storiche &#8211; in gran parte provenienti dal Patrimonio del Quirinale ma anche da collezioni private, dal Museo Internazionale d&rsquo;Arte Moderna di Ca&rsquo;Pesaro, dal Mart di Rovereto, ecc. &ndash; per questa mostra curata da Annalisa Scarpa e da<br \/>\n\tMichelangelo Lupo (che ne &egrave; anche l&rsquo;allestitore) con la preziosa collaborazione di Louis Godart.<\/p>\n<p>\t<\/font><font face=\"Arial\"><strong>Sede<br \/>\n\t<\/strong>Fondazione Famiglia Terruzzi &ndash; Villa Regina Margherita<br \/>\n\tVia Romana 34\/36, 18012 Bordighera (IM)<\/p>\n<p>\t<\/font><font face=\"Arial\"><strong>Periodo<br \/>\n\t<\/strong>Percorso museale dal 19 giugno<br \/>\n\tMostra temporanea &ldquo;Margherita, Regina d&#39;arte e cultura&rdquo; dal 19 giugno al 18 settembre<\/p>\n<p>\t<\/font><font face=\"Arial\"><strong>Informazioni e prenotazioni<br \/>\n\t<\/strong>Tel. 0184 276111<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.fondazioneterruzzivillamargherita.it\">www.fondazioneterruzzivillamargherita.it<\/a> <\/p>\n<p>\t<\/font><font face=\"Arial\"><strong>Orari<br \/>\n\t<\/strong>Dal mercoled&igrave; alla domenica con i seguenti orari:<br \/>\n\t15.30 &#8211; 23.00 nel periodo dal 1 maggio al 30 settembre<br \/>\n\t10.00 &#8211; 17.30 nel periodo dal 1 dicembre al 30 aprile<br \/>\n\tLa Villa resta chiusa nei mesi di ottobre e novembre<\/p>\n<p>\t<\/font><font face=\"Arial\"><strong>Biglietti<br \/>\n\t<\/strong>Intero 8 &euro;<br \/>\n\tRidotto 6 &euro; (gruppi pi&ugrave; di 15 persone, over 65, minori di 18 anni)<br \/>\n\tRidotto scuola 4 &euro; (studenti delle scuole primarie e secondarie che visitano la Villa<br \/>\n\tin scolaresca)<br \/>\n\tGratutito 0 &euro; (bambini inferiori ai 6 anni, accompagnatori scolaresche, accompagnatori<br \/>\n\tgruppi, accompagnatori disabili)<\/font><br \/>\n\t<font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><\/p>\n<p>\t<\/font><\/span><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esposizione permanente di opere scelte dalla Collezione Terruzzi Mostra temporanea &ldquo;Margherita, Regina d&#39;arte e cultura&rdquo; Bordighera, dal 19 giugno 2011 DOPO UN RESTAURO ACCURATO, APRE PER LA PRIMA VOLTA AL PUBBLICO LA DIMORA OVE LA REGINA D&rsquo;ITALIA VOLLE TRASCORRERE GLI ULTIMI ANNI DI VITA. 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