
{"id":1368,"date":"2009-10-22T13:51:54","date_gmt":"2009-10-22T11:51:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=1368"},"modified":"2009-10-22T13:54:22","modified_gmt":"2009-10-22T11:54:22","slug":"alla-gam-una-mostra-dedicata-a-emilio-longoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/1368\/arte\/alla-gam-una-mostra-dedicata-a-emilio-longoni.html","title":{"rendered":"ALLA GAM UNA MOSTRA DEDICATA A EMILIO LONGONI"},"content":{"rendered":"<p><font>Galleria d&rsquo;Arte Moderna <\/font><\/p>\n<p><font>via Palestro 16 &#8211; Milano<\/font><\/p>\n<p><font>22 ottobre 2009 &#8211; 31 gennaio 2010. <\/font><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>EMILIO LONGONI. 2 COLLEZIONI<\/font><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>PERCORSO MOSTRA<\/font><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Il percorso comincia<span>&nbsp; <\/span>dalle <strong>nature morte<\/strong> che Longoni inizialmente esegue<span>&nbsp; <\/span>per decorare boiserie o grandi stanze di importanti ville della borghesia milanese, come Villa Torelli a Ghiffa sul Lago Maggiore: variano perci&ograve; i formati ma gi&agrave; altissima &egrave; la perizia tecnica di Longoni, tanto che committenti importanti come la famiglia degli editori<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>Treves gli commissionano diverse opere. <em>Piccione<\/em> del 1882, <em>Selvaggina<\/em>, realizzato per l&rsquo;Esposizione a Brera del 1883, <em>Cocomeri e poponi<\/em> e <em>Gamberi e fiaschi<\/em>, splendidi dipinti eseguiti tra il 1886 e il 1887, sono tutte opere di straordinaria qualit&agrave; pittorica e di intenso realismo, che indicano inoltre il gusto dell&rsquo;alta borghesia milanese dell&rsquo;epoca.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Sino al 1891 Longoni si dedica principalmente<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>alle nature morte, da cui ricava la principale fonte di sostentamento. Ma nel frattempo lavora anche alle figure con opere dove altres&igrave; spicca la sua maestria e l&rsquo;intimo contatto interiore con i suoi soggetti d&rsquo;elezione: i bambini e le fanciulle. <em>Donnina<\/em> del 1882-83, dal lucido sguardo intenso che cattura subito l&rsquo;attenzione, ne &egrave; un forte<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>esempio. <\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Alla prima Triennale di Brera del 1891 Longoni presenta <strong><em>L&rsquo;oratore dello sciopero<\/em><\/strong>, con Segantini che presenta <em>Le due madri. <\/em>Entrambi i capolavori &#8211; riuniti ora in occasione di questa mostra nelle sale della Gam &#8211;<span>&nbsp; <\/span>rappresentano per i due artisti la prima uscita pubblica di opere eseguite a tecnica divisionista.<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>Longoni, infatti, con Giovanni Segantini, Vittore Grubicy De Dragon,<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>Giuseppe Pellizza da Volpedo,<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>Giovanni Sottocornola, Giuseppe Mentessi, Angelo Morbelli e Gaetano Previati &egrave; esponente di primo piano della prima generazione di pittori divisionisti che prende avvio in Italia alla fine degli anni Ottanta dell&rsquo;Ottocento. <\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Longoni affronta inoltre la pittura a <u>pastello<\/u>, tecnica che si adatta bene alla nuova maniera pittorica, ma &egrave; anche molto complessa da eseguire. Ne nascono alcuni capolavori come <strong><em>Ritratto di giovinetta<\/em><\/strong><em> <strong>in rosa<\/strong><\/em>, dipinto a pastello del 1891-94 dove Longoni esprime un&rsquo;altissima padronanza della nuova tecnica. In <strong><em>Melanconie<\/em><\/strong> del 1895, un olio su tela con la grazia e la maestria tecnica della<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>miniatura, tratteggia<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>con un pennello sottilissimo il volto di una fanciulla triste ed emaciata, di condizioni proletarie, sfinita dal lavoro precoce come modella e ballerina di caff&eacute; notturni, la cui pena di vivere traspare dagli occhi arrossati e lucidi. Sino ad arrivare al grande studio per <strong><em>Disillusa <\/em><\/strong>del 1914 dove, come avverr&agrave; nei paesaggi compiuti, la figura si smaterializza e si fonde con la natura circostante.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><font><strong><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\">Il capolavoro di questo periodo &egrave; <em>L&rsquo;oratore dello sciopero<\/em> del 1890-91<\/span><\/strong><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\">, dipinto per la prima Triennale del 1891 e mai pi&ugrave; esposto in pubblico dalla mostra <em>Arte e socialit&agrave;<\/em> del 1979 alla Permanente di Milano, di recente acquisito nella collezione della Banca di Credito Cooperativo di<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>Barlassina.<\/span><\/font><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Il quadro, che all&rsquo;epoca fece scalpore sia per la tecnica divisionista che per il soggetto di contenuto dichiaratamente sociale e<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>politico, rappresenta un muratore a pugni chiusi che arringa la folla, mentre le forze dell&rsquo;ordine, in secondo piano, <em>caricano<\/em> i manifestanti. Il titolo iniziale dell&rsquo;opera &egrave; <em>Primo Maggio<\/em> e illustra infatti la prima manifestazione dedicata alla festa del lavoro, organizzata a Milano, bench&eacute; vietatissima, nel 1890. Vi si riconoscono chiaramente il tiburio della chiesa di San Bernardino alle ossa, accompagnato dal campanile della limitrofa chiesa di Santo Stefano Maggiore.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>La grande tela bene esemplifica<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>l&rsquo;adesione di Longoni al binomio divisionismo-pittura sociale, ma solo in questo dipinto<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>questa equazione &egrave; rafforzata<span>&nbsp; <\/span>dal carattere<span>&nbsp; <\/span>assolutamente<span>&nbsp; <\/span>urbano e di cronaca politica del soggetto. Longoni ha con ogni probabilit&agrave; partecipato alla manifestazione, schizzando<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>questa scena in uno dei suoi taccuini, e l&rsquo;ha poi riprodotta sulla tela. <\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Nessuno aveva sino ad allora dipinto dei pugni chiusi. Questo dipinto illustra alla perfezione il clima storico-politico degli ultimi anni dell&rsquo;Ottocento a Milano, e a Milano torna ad essere di nuovo esposto in occasione di questa mostra.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Negli ultimi vent&rsquo;anni il percorso di Longoni si concentra soprattutto sul <strong>paesaggio<\/strong>. <em>L&rsquo;Isola di S. Giulio<\/em>, del 1895, fu con ogni probabilit&agrave; il primo grande paesaggio di Longoni eseguito a tecnica divisionista<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>ad essere presentato al pubblico. La chiesa di Barlassina &egrave; dedicata a S. Giulio d&rsquo;Orta, ed<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>il quadro, bellissimo e molto poetico, &egrave; dunque un omaggio al santo protettore della sua citt&agrave; natale. L&rsquo;atmosfera comincia a diventare evanescente, a svaporare: si tratta di una vera e propria ricerca artistica che Longoni prosegue per tutta la vita. Dal paesaggio lacustre<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>si passa alla montagna, fonte di ispirazione per molti artisti dell&rsquo;epoca. Sono di questi anni la fondazione del CAI Club Alpino Italiano, del Touring Club, e l&rsquo;ascensione in montagna diventa una salita concreta con tele e pennelli per molti artisti, che, per una sorta di disamore verso la vita caotica della citt&agrave;, in linea con il gusto della borghesia milanese e torinese, si rifugiano in vetta. Dopo i fatti di sangue della violenta repressione dei moti milanesi da parte del generale Bava Beccaris, nel maggio 1898, gli artisti del gruppo socialista o anarchico milanese delusi dagli avvenimenti politici e sociali si volgono ad altro. <\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Sono di questi anni tele di Longoni come <em>Passo Bernina<\/em>, <em>Ghiacciaio in ombra<\/em>, <em>Ghiacciaio in sole<\/em>, dove nulla &egrave; concesso al dettaglio aneddottico: sono quadri materici, senza figure umane n&eacute; animali, solo la montagna e l&rsquo;atmosfera che vi si respira. Il divisionismo &egrave; ormai assimilato e Longoni lo governa in modo molto personale. Gli interessa la resa della luce. Sale in quota con una capannina di legno portatile per fermarsi e ripararsi sulle cime, realizza in vetta studi precisi che poi completa<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>in studio. La sua cifra &egrave; unica e personalissima, asciutta e intensa ad un tempo.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Con il 1903 si apre la linea ferroviaria Milano-Tirano e nuovi scenari si offrono alla ricerca estetica degli artisti.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>L&rsquo;indagine sulla luce e le rifrazioni delle atmosfere incontrano l&rsquo;interesse di Longoni negli anni conclusivi della sua vita. Sperimenta la fusione dei colori sulla tela,<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>ripassati con un ferro caldo. La tavolozza si essenzializza, declinando in tutte le varianti i rosa e gli azzurri. Negli anni tra il 1914 e il 1916 l&rsquo;atmosfera &egrave; sempre pi&ugrave; evanescente come nel magnifico <em>Trasparenze alpine<\/em>, dove &egrave; protagonista<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>la nebbia, con la montagna che si riflette nell&rsquo;acqua del lago glaciale d&rsquo;alta quota. O <em>Goletta di alta montagna<\/em>, piccola tela di grande bellezza. O ancora <em>Ultime nevi<\/em>, dove le stesse montagne sembrano allontanarsi in una visione pi&ugrave; rarefatta. Sul retro Longoni, da vero alpinista, disegna l&rsquo;itinerario seguito<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>per salire in quota. <\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><font><strong><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\">I paesaggi di Longoni non sono descrizioni di luoghi, ma di atmosfere e stati d&rsquo;animo. Sono paesaggi interiori<\/span><\/strong><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\">, frutto di una precisa ricerca e di una altissima qualit&agrave; pittorica che l&rsquo;artista, tra i pochi della sua generazione, manterr&agrave; intatta sino alla fine, senza ripetersi, ma trovando in ogni paesaggio uno spunto diverso per creare capolavori senza tempo che riescono ad emozionarci ancora.<\/span><\/font><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Il sapiente restauro degli otto dipinti conservati alla GAM, a cura di <strong>Giovanni Rossi<\/strong>, ha indagato sulle modificazioni delle opere avvenute nel tempo, sia per mano dello stesso Longoni per trovare nuove soluzioni in funzione degli effetti pittorici desiderati, sia quelle occorse in seguito a restauri e manomissioni di vario tipo.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>L&rsquo;allestimento della mostra, a cura di <strong>Fabio Fornasari<\/strong>, prevede <strong>una stanza di<\/strong> <strong>cristallo<\/strong> collocata nella <em>Sala del Parnaso<\/em> al primo piano della GAM, con all&rsquo;interno i celebrati paesaggi, all&rsquo;esterno invece le nature morte e le<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>opere di figura. La camera recupera l&rsquo;idea dei celebri <em>Panorami<\/em> realizzati dai pittori<em> <\/em>di fine Ottocento per ammirare le vedute di paesaggio e fa dialogare lo spettatore<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>con i temi della salita e dello sguardo verso il paesaggio cari a Longoni.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Le indagini scientifiche multispettrali e spettroscopiche svolte <strong>dall&rsquo;Universit&agrave; degli<\/strong> <strong>Studi di Bergamo<\/strong>, coordinate da <strong>Gianluca Poldi<\/strong>, hanno permesso di documentare i problemi conservativi delle opere, di approfondire la conoscenza dei materiali usati e della tecnica pittorica di Longoni, cos&igrave; come di precisare l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;artista e le peculiarit&agrave; del suo personalissimo divisionismo. I risultati di queste indagini vengono presentati in una saletta adiacente la <em>Sala<\/em><em> del Parnaso <\/em>con pannelli che mostrano dettagli di radiografie e fotografie a raggi infrarossi.<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Il catalogo dell&rsquo;esposizione, edito da Skira, che documenta oltre le opere in mostra anche tutte le altre tele di Longoni presenti nella collezione d&rsquo;arte della Banca di Credito Cooperativo di Barlassina, presenta i testi di <strong>Giovanna Ginex<\/strong>, curatrice della mostra, di <strong>Maria Fratelli<\/strong>, conservatrice della GAM, sulle collezioni di Longoni e il Museo come luogo della sua fortuna critica, di <strong>Gianluca Poldi<\/strong> sulle indagini scientifiche dei dipinti, di <strong>Giovanni Rossi <\/strong>sui restauri e di<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span><strong>Vivien Greene<\/strong>, curatrice per l&rsquo;arte europea del XIX e del XX secolo<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>del Guggenheim Museum<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>di New York, per uno sguardo sulla produzione pittorica<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>internazionale nei decenni in cui si avvi&ograve; e crebbe la carriera artistica<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>di Longoni. Gli apparati in catalogo<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>sono a cura di <strong>Tiziana Marchesi.<\/strong><\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><span style=\"font-family: &#39;Book Antiqua&#39;\"><font>Una mostra di studio ma anche<span style=\"color: fuchsia\"> <\/span>di grande fascino dunque che, come dichiara <strong>Mario Beretta, Presidente della Banca di Barlassina<\/strong>,<strong> <\/strong>protagonista e promotrice del progetto:<span>&nbsp; <\/span>&ldquo;&hellip;in un momento in cui tutti sembrano ripiegarsi nella paura del nuovo mondo che avanza, in cui la giusta preoccupazione e l&rsquo;incertezza sembrano dominare l&rsquo;orizzonte sociale ed economico, ci fa guidare dallo sguardo dei volti longoniani, dalla fatica ma anche dalla speranza, insieme certa e malinconica, che questi sguardi riescono ad evocare&rdquo;.<\/font><\/span><\/p>\n<p>Ingresso gratuito<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Galleria d&rsquo;Arte Moderna via Palestro 16 &#8211; Milano 22 ottobre 2009 &#8211; 31 gennaio 2010. 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