
{"id":13185,"date":"2011-05-05T07:52:24","date_gmt":"2011-05-05T05:52:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=13185"},"modified":"2011-05-05T07:52:24","modified_gmt":"2011-05-05T05:52:24","slug":"espressioni-di-gio-ponti-alla-triennale-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/13185\/architettura\/espressioni-di-gio-ponti-alla-triennale-milano.html","title":{"rendered":"Espressioni di Gio Ponti alla Triennale- Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Non &egrave; il cemento, non &egrave; il legno, non &egrave; la pietra, non &egrave; l&rsquo;acciaio, non &egrave; il vetro l&rsquo;elemento pi&ugrave; resistente. Il materiale pi&ugrave; resistente nell&rsquo;edilizia &egrave; l&rsquo;arte<\/em><\/strong>.&rdquo; <strong>Gio Ponti<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Triennale di Milano <\/strong>&egrave; lieta di presentare una mostra su le &ldquo;<strong>Espressioni di Gio Ponti<\/strong>&rdquo;, curata da <strong>Germano Celant <\/strong>in collaborazione con <strong><em>Gio Ponti Archives e gli Eredi di Gio Ponti<\/em><\/strong>, per celebrare nella sua citt&agrave; uno degli indiscussi maestri del Novecento.<br \/>\n\tPonti oltre a essere uno dei primi architetti globali del Novecento, con edifici realizzati e progettati in Italia e in Europa, ma anche in paesi extraeuropei, da Hong Kong a Denver, da Bagdad a Caracas, da San Paolo a New York, &egrave; anche un designer riconosciuto a livello internazionale quanto un noto teorico e critico dell&rsquo;architettura. Alla sua curiosit&agrave; e al suo genio si devono le nascite della rivista &ldquo;Domus&rdquo;e della storica pubblicazione &ldquo;Stile&rdquo;, come un largo impegno nella ricerca dei legami tra l&rsquo;architettura e le arti, compresa la loro promozione ed esposizione, che port&ograve; alla creazione della Prima Mostra Triennale di Milano nel 1933 e nel coordinamento di molte delle edizioni successive.<br \/>\n\t<strong>La mostra<br \/>\n\t<\/strong>Attraverso oltre 250 tra schizzi e disegni, dipinti e sculture, ceramiche e maioliche, mobili e modelli di studio l&rsquo;esposizione vuole portare all&rsquo;attenzione la ricca e complessa creativit&agrave; pontiana che ha inizio negli anni venti con la direzione artistica della societ&agrave; Richard Ginori e si dipana per circa settanta anni nel campo dell&rsquo;architettura, del design industriale, della produzione artigianale e artistica, senza dimenticare la ricerca e la comunicazione svolte nel campo delle arti.<br \/>\n\tIn questo composito universo, si &egrave; voluto rendere simbolicamente esplicita la presenza di Ponti a Milano, attraverso alcuni modelli di studio e\/o disegni relativi al primo edificio per la societ&agrave; Montecatini (1936-1938), alla Torre Pirelli (1956-1961), alla Chiesa progettata per l&rsquo;ospedale San Carlo (1961-1965), tra gli altri.<br \/>\n\tL&rsquo;apporto dell&rsquo;architetto alla sua citt&agrave; si completa con la rassegna di progetti italiani e internazionali con un focus particolare sull&rsquo;asse Italia-America, sia attraverso il lavoro di Ponti dedicato agli arredi delle navi transoceaniche, sia attraverso la citazione della Finestra arredata, un nuovo tipo di serramento realizzato tra il 1953 e il 1954, inteso come un omaggio a Philip Johnson e prodotto in forma di prototipo dalla societ&agrave; newyorchese Altamira.<br \/>\n\tI legami con gli Stati Uniti sono anche forieri di commesse architettoniche realizzate o progettate, dall&rsquo;Auditorium del Time &amp; Life Building di New York (1959) al Denver Art Museum (1971), alla cattedrale di Los Angeles, che in mostra si aggiungono a noti progetti quali il Primo Palazzo Montecatini di Milano (1936), l&rsquo;Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma (1954), la chiesa di San Carlo a Milano (1966) e la Cattedrale della Gran Madre di Taranto (1970).<br \/>\n\tL&rsquo;esposizione si completa con il display del modo di comunicare di Ponti attuato in scritti, dipinti, disegni raccolti in uno studio simbolico in cui si colgono i rimandi ai progetti realizzati e una dimensione intima e della persona, attraverso i filmati e le interviste.<br \/>\n\tL&rsquo;allestimento &egrave; curato dallo Studio Cerri e Associati di Milano, ed &egrave; frutto della collaborazione con musei e collezioni pubbliche e private che hanno generosamente prestato il loro prezioso materiale.<\/p>\n<p>Gio Ponti, <strong><em>espressione di Gio Ponti<\/em><\/strong>, n. VIII (formato 26,2 x 35 cm, pagine a colori 176) &egrave; la<strong> ristampa anastatica<\/strong> della rivista Aria d&rsquo;Italia edita a Milano nel 1954 da Daria Guarnati Editore, che ha dedicato un numero monografico al tema, e ripubblicata in occasione della mostra:<em><strong>&nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Espressioni di Gio Ponti<br \/>\n\t<\/strong>6 maggio &ndash; 24 luglio 2011<br \/>\n\tTriennale di Milano<br \/>\n\ta cura di Germano Celant<br \/>\n\tIngresso 8,00\/6,50\/5,50<br \/>\n\tCatalogo Electa<br \/>\n\tOrari:<br \/>\n\tmarted&igrave;-domenica 10.30-20.30<br \/>\n\tgioved&igrave; e venerd&igrave; 10.30-23.00<\/em><\/p>\n<p>Triennale di Milano<br \/>\n\tviale Alemagna 6<br \/>\n\ttel. 02-724341<br \/>\n\tfax 02-89010693<br \/>\n\t<a href=\"http:\/\/www.triennale.org\/\">www.triennale.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non &egrave; il cemento, non &egrave; il legno, non &egrave; la pietra, non &egrave; l&rsquo;acciaio, non &egrave; il vetro l&rsquo;elemento pi&ugrave; resistente. 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