
{"id":12722,"date":"2011-04-14T07:39:08","date_gmt":"2011-04-14T05:39:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=12722"},"modified":"2011-04-14T07:39:08","modified_gmt":"2011-04-14T05:39:08","slug":"la-storia-in-piazza-2011-le-mostre-robert-capa-immagini-di-guerra-14-aprile-15-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/12722\/arte\/la-storia-in-piazza-2011-le-mostre-robert-capa-immagini-di-guerra-14-aprile-15-maggio.html","title":{"rendered":"La Storia in Piazza 2011 &#8211; Le mostre: Robert Capa IMMAGINI DI GUERRA (14 aprile \/ 15 maggio)"},"content":{"rendered":"<div style=\"border-bottom: windowtext 1pt solid; border-left: windowtext 1pt solid; padding-bottom: 1pt; padding-left: 4pt; padding-right: 4pt; border-top: windowtext 1pt solid; border-right: windowtext 1pt solid; padding-top: 1pt; mso-element: para-border-div; mso-border-alt: solid windowtext .5pt\">\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"border-bottom: medium none; text-align: center; border-left: medium none; padding-bottom: 0cm; margin: 0cm 0cm 0pt; padding-left: 0cm; padding-right: 0cm; border-top: medium none; border-right: medium none; padding-top: 0cm; mso-border-alt: solid windowtext .5pt; mso-padding-alt: 1.0pt 4.0pt 1.0pt 4.0pt\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial\"><font size=\"3\">14 aprile &ndash; 15 maggio<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/b><\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"border-bottom: medium none; text-align: center; border-left: medium none; padding-bottom: 0cm; text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; padding-left: 0cm; padding-right: 0cm; border-top: medium none; border-right: medium none; padding-top: 0cm; mso-border-alt: solid windowtext .5pt; mso-padding-alt: 1.0pt 4.0pt 1.0pt 4.0pt\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial\"><font size=\"3\">Palazzo Ducale, Loggia degli Abati,Genova<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/b><\/span><\/font><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly; tab-stops: 459.0pt 481.9pt 486.0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly; tab-stops: 459.0pt 481.9pt 486.0pt\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">In occasione della seconda edizione di &ldquo;<st1:personname productid=\"La Storia\" w:st=\"on\">La Storia<\/st1:personname> in Piazza&rdquo;, il cui tema &egrave; <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">L&rsquo;Invenzione della guerra<\/b>, Palazzo Ducale, in collaborazione con Magnum Photo, presenta la mostra &ldquo;Immagini di guerra&rdquo; di Robert Capa<\/span><span style=\"font-family: arial\"><font size=\"3\">.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly; tab-stops: 459.0pt 481.9pt 486.0pt\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Cinquanta<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>fotografie originali per documentare, con l&rsquo;intensit&agrave; e il grande senso lirico che contraddistingue il lavoro di Capa, ben 5 guerre: da quella civile spagnola (1936-1939),<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>alla resistenza per l&rsquo;invasione giapponese in Cina nel 1938, al teatro europeo nella seconda guerra mondiale(1941-1945), alla prima guerra arabo- israeliana(1948) fino a quella franco-indocinese del 1954, che gli cost&ograve; la vita. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly; tab-stops: 459.0pt 481.9pt 486.0pt\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Immagini che pur facendo ormai parte dell&rsquo;immaginario collettivo circa gli eventi drammatici che hanno percorso il XX secolo, ancor oggi ci sorprendono per l&rsquo;immediatezza dell&rsquo;attimo che colgono, restituendoci s&igrave; la dimensione storica ma anche l&rsquo;universalit&agrave; di un orrore mai finito.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; tab-stops: 459.0pt 481.9pt 486.0pt\"><o:p><font color=\"#000000\" face=\"Times New Roman\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">&ldquo;Nel dicembre 1938 il prestigioso magazine britannico Picture Post pubblic&ograve; 11 pagine di immagini della Guerra Civile Spagnola ad opera del venticinquenne Robert Capa e lo decret&ograve; cos&igrave; il pi&ugrave; grande fotografo di guerra al mondo. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Capa non si pu&ograve; ridurre per&ograve; a semplice fotografo di guerra, infatti molte delle sue immagini ritraggono, in modo caldo e arguto, anche momenti di pace e la gioia che da questi scaturisce. Alcune delle sue fotografie sono permeate da un delicato senso lirico come quello nei lavori del suo amico Andr&egrave; Kertesz, altre ritraggono momenti alquanto particolareggiati come le foto di Henri Cartier-Bresson, un altro suo amico. I reportages di Capa sono considerati sempre pi&ugrave; alla pari per sensibilit&agrave;, forza emozionale e impatto visivo, dei lavori artistici dei fotografi pi&ugrave; famosi. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Nonostante questo, la fotografia di guerra rimane il cuore del suo lavoro. Oltre a documentare la guerra civile spagnola, Capa pass&ograve; sei mesi in Cina nel 1938 fotografando la resistenza all&rsquo;invasione giapponese, successivamente fu testimone della seconda guerra mondiale sul suolo europeo(1941-1945), della prima guerra arabo-israeliana nel &rsquo;48 e della guerra franco-indocinese (1954). Nel maggio 1954, mentre fotografava dei guastatori francesi sul delta del fiume Rosso, Capa calpest&ograve; incidentalmente una mina e mor&igrave;. Aveva <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>40 anni.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Anche se Capa odiava<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>l&rsquo;orrore della guerra, non era un pacifista. La situazione politica del suo tempo lo rese cosciente del fatto che la guerra in certe situazioni &egrave; un male necessario, l&rsquo;unico mezzo per distruggere il male e difendere una causa giusta. Una volta dichiar&ograve; che correva il rischio della propria vita solo per le guerre, di cui distintamente amava una parte e odiava l&rsquo;altra.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Capa &egrave; pi&ugrave; conosciuto come fotografo d&rsquo;azione nelle battaglie &ldquo;cos&igrave; vicino da sentire il terreno ballare&rdquo;, ma anche per la sua capacit&agrave; di documentare le sofferenze dei civili innocenti, specialmente bambini. Capa fu testimone delle bombe lanciate sui quartieri residenziali di Madrid, di Hankou e di Londra. Ma fotograf&ograve; raramente la morte e i feriti gravi. Si concentr&ograve; invece sui sopravvissuti che continuavano la propria vita nonostante le morti dei familiari, le difficolt&agrave; e le distruzioni. Si pu&ograve; dire che il grande tema della fotografia di Capa sta nel trionfo dello spirito umano sopra le pi&ugrave; atroci avversit&agrave;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\">Se da una parte le sue fotografie mostrano soldati o civili, le immagini sono anche caratterizzate da un senso di intimit&agrave; e immediatezza, dalla compassione e dall&rsquo;empatia. Capa era in grado di far emergere facilmente queste qualit&agrave; nei suoi lavori, poich&eacute; egli stesso aveva vissuto in prima persona quelle esperienze. A 17 anni venne esiliato politicamente dall&rsquo;Ungheria e due anni dopo, nel 1933, scapp&ograve; dalla Germania per sfuggire all&rsquo;antisemitismo. A Berlino e Parigi impar&ograve; cosa vuol dire soffrire la fame. La sua amata Gerda Taro, che Capa aiut&ograve; a diventare una fotoreporter nel medesimo settore, fu uccisa da un carro armato mentre fotografava una battaglia in Spagna nel 1937, e Capa stesso rischi&ograve; pi&ugrave; volte la vita al fronte. Mentre documentava la guerra di Israele per l&rsquo;indipendenza, sapeva che molti dei suoi parenti venivano uccisi ad Auschwitz. Poteva quindi facilmente immedesimarsi nei soggetti che fotografava.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">L&rsquo;orribile tendenza della guerra moderna &egrave; di de-umanizzare. L&rsquo;obiettivo di Capa era di ridare un senso umano e personale alla guerra fotografando in genere un singolo individuo mentre &egrave; in azione, facendo strette inquadrature sulle espressioni facciali. Come scrisse il suo amico John Steinbeck, Capa sapeva che non si pu&ograve; fotografare la guerra, poich&eacute; &egrave; essenzialmente un sentimento. Ma lui fotograf&ograve; questo sentimento, riuscendo ad immortalare ci&ograve; che vi &egrave; dietro. Fece vedere il terrore di un intero popolo nel volto di un<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>bambino.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">Infine, la grande forza della fotografia di Capa sta nella sua personalit&agrave;. A detta di tutti, era un uomo straordinario, generoso, incisivo, e divertente. Disprezzava elogi e vanit&agrave;, non si ritenne mai un artista, anche se ne aveva di certo lo spirito, faceva il suo lavoro con grande intelligenza, passione, abilit&agrave;, sensibilit&agrave; e grazia. Anche se le sue fotografie rimangono il ricordo visivo per noi tutti dei grandi eventi come l&rsquo;assedio di Madrid, il bombardamento giapponese di Hankou e lo sbarco degli Alleati nel d-day, molte delle immagini di Capa hanno una qualit&agrave; universale e senza tempo che trascende la specificit&agrave; del momento storico&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">(<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Richard Whelan<\/i>)<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"><font color=\"#000000\"><o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">Sede della mostra:<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">Genova Palazzo Ducale, Loggia degli Abati<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">Data:<\/span><\/b><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\"> <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">14 aprile &ndash; 15 maggio<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 12pt; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm; mso-line-height-rule: exactly\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">Orari:<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">durante il periodo di &ldquo;Storia in Piazza&rdquo; (14-17 aprile) <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>9.00 &#8211; 20.00 &#8211; INGRESSO LIBERO<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">dal 19 aprile al 15 maggio da luned&igrave; a venerd&igrave; 9.00 &#8211; 19.00, sabato e domenica 9.00 &ndash; 20.00<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">Ingresso:<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"text-transform: uppercase; font-family: arial; font-size: 10pt\">&euro; 5 <\/span><span style=\"font-family: arial; font-size: 10pt\">biglietto intero, &euro; 3 ridotto <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm -4.1pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p>\t<\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 aprile &ndash; 15 maggio Palazzo Ducale, Loggia degli Abati,Genova &nbsp; In occasione della seconda edizione di &ldquo;La Storia in Piazza&rdquo;, il cui tema &egrave; L&rsquo;Invenzione della guerra, Palazzo Ducale, in collaborazione con Magnum Photo, presenta la mostra &ldquo;Immagini di guerra&rdquo; di Robert Capa. 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