
{"id":1189,"date":"2009-10-10T08:33:47","date_gmt":"2009-10-10T06:33:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=1189"},"modified":"2009-10-10T16:37:04","modified_gmt":"2009-10-10T14:37:04","slug":"1189","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/1189\/arte\/1189.html","title":{"rendered":"GIANNI BERENGO GARDIN ALLA FONDAZIONE REMOTTI"},"content":{"rendered":"<p><font> <\/p>\n<p>La mostra alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, a cura di Francesca Pasini, nasce dall&rsquo;occasione del libro monografico commissionato dalla Pro Loco e dall&rsquo;Assessorato alla Cultura del Comune di Camogli. Curato da Silvio Ferrari, Farida Simonetti e Silvana Turzio, verr&agrave; pubblicato da Federico Motta Editore per questa mostra.<\/p>\n<p>Saranno esposte venti fotografie che fanno parte del volume e una selezione di altri venti scatti che vanno a comporre un flash autobiografico della sua lunga ricerca.<\/p>\n<p> Come scrive Silvana Turzio nella presentazione del volume, &quot;Solo qualcuno che conosce profondamente Camogli pu&ograve; fotografare certi scorci come li vediamo ora nell&rsquo;immagine della chiesa del Boschetto o del bivio di una della tante scalinate che collegano la via Romana alla via di Mezzo e questa alla via nella Valle. (&#8230;) Ma &egrave; solo la qualit&agrave; dello sguardo fotografico di Gianni Berengo Gardin che riesce a creare visioni particolari mai viste prima, offrendo in un&rsquo;immagine una sintesi delle cose che fanno di questo lembo di terra, stretto tra monti e mare, il luogo cos&igrave; amato da genti diverse, marinai e armatori, intellettuali e artisti, solitari e mondani, bambini e adulti.&quot;<font><\/font><font> <\/p>\n<p>Berengo Gardin, che da anni ha una casa a Camogli, fa parte di quella societ&agrave; mobile che trova in questo luogo una sede ideale per compensare la vita metropolitana. La commistione fra le tracce storico-architettoniche e la bellezza del paesaggio &egrave; una caratteristica tipica del territorio italiano e un&rsquo;attrazione unica per sviluppare progetti culturali e artistici. Nel momento in cui Berengo Gardin unisce le immagini di Camogli a quelle che contrappuntano la sua ricerca indica l&rsquo;importanza che per tutti hanno i luoghi di nascita e quelli elettivi.<font>Tra le venti fotografie che tracciano una sorta di autobiografia per immagini si passa da due innamorati che si baciano su una panchina mentre alle loro spalle passa un tram &#8211; e l&rsquo;occhio cade sulle mani intrecciate, tese, quasi degli artigli per ancorarsi l&rsquo;uno all&rsquo;altra (<\/font><\/p>\n<p> Tra le venti fotografie che tracciano una sorta di autobiografia per immagini si passa da due innamorati che si baciano su una panchina mentre alle loro spalle passa un tram &#8211; e l&rsquo;occhio cade sulle mani intrecciate, tese, quasi degli artigli per ancorarsi l&rsquo;uno all&rsquo;altra (<em><font><font>Parigi<\/font><\/font><\/em><font>, 1954) &#8211; alla sfilza di bambine dove ognuna trattiene l&rsquo;altra per un lembo del vestito (<\/font><em><font><font>Asilo Olivetti<\/font><\/font><\/em><font>, 1968).<\/font><\/font><font>In uno stadio diviso da una cancellata, un ragazzo e una ragazza giocano a palla in costume da bagno, mentre oltre il cancello campeggiano quattro carri armati (<\/font><em><font><font>Berlino<\/font><\/font><\/em><font>, 1982) &#8211; un&rsquo;immagine della citt&agrave; divisa e militarizzata che mostra il contrasto della quotidianit&agrave;. Un grande cartello con il volto di Mao campeggia in mezzo a una moltitudine di giovani e di altri cartelli di protesta (<\/font><em><font><font>Milano<\/font><\/font><\/em><font>, 1969). In un campo zingari, Berengo Gardin ritrae il volto di una donna che si amalgama a quello di Cristo tessuto in un tappeto, non c&rsquo;&egrave; soluzione di continuit&agrave; tra i segni che tratteggiano questi due volti e la &quot;ricchezza&quot; kitsch dell&rsquo;abbigliamento (<\/font><em><font><font>Firenze<\/font><\/font><\/em><font>, 1993). Siviglia, settimana santa, la processione &egrave; in atto e un uomo accaldato, in canottiera, appare da sotto un altare barocco; sulla sinistra, in un varco vuoto, campeggia la testa di un militare della Guardia Civil (<\/font><em><font><font>Spagna<\/font><\/font><\/em><font>, 1970). Una sintesi perfetta con la quale Berengo Gardin comprime contrasti e tradizioni in un&rsquo;unica foto, che fu molto amata da Cartier Bresson. Grande &egrave; l&rsquo;affetto che si respira nella festa di matrimonio in una cascina (<\/font><em><font><font>Vercelli<\/font><\/font><\/em><font>, 1998), come nel ritratto di Giorgio Soavi tra i quadri della sua collezione (1981). Mentre densa di suspense &egrave; la visione di una macchina sulla spiaggia, davanti al mare (<\/font><em><font><font>Inghilterra<\/font><\/font><\/em><font>, 1977). <\/font><\/font><font> <\/p>\n<p>Diverse stazioni di un viaggio esistenziale che, come direbbe Gertrude Stein, raccontano &quot;l&rsquo;autobiografia di tutti&quot;.<\/p>\n<p> Una selezione di immagini in alta risoluzione &egrave; disponibile sul sito <\/font><strong><font><font>www.fondazioneremotti.it<strong><font><\/font><\/strong><\/font><\/font><\/strong><strong><font><font><strong><font> <\/p>\n<p>Ufficio stampa<\/p>\n<p> <\/font><\/strong><font><font> <\/p>\n<p>Cristina Pariset | cristina.pariset@libero.it<\/p>\n<p>tel +39 02 4812584 | cell +39 348 5109589<\/p>\n<p> <\/font><\/font><strong><font> <\/p>\n<p>Informazioni<\/p>\n<p> <\/font><\/strong><font><font> <\/p>\n<p>Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti<\/p>\n<p>tel + 39 0185 729061<\/p>\n<p>info@fondazioneremotti.it<\/p>\n<p>www.fondazioneremotti.it<\/p>\n<p>Comune di Camogli<\/p>\n<p>+39 0185 729061<\/p>\n<p>Pro Loco Camogli<\/p>\n<p>+39 0185 5771066<\/p>\n<p> <\/font><\/font><\/font><\/font><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, a cura di Francesca Pasini, nasce dall&rsquo;occasione del libro monografico commissionato dalla Pro Loco e dall&rsquo;Assessorato alla Cultura del Comune di Camogli. 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