
{"id":118,"date":"2008-09-27T10:00:13","date_gmt":"2008-09-27T08:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=118"},"modified":"2008-09-27T10:00:13","modified_gmt":"2008-09-27T08:00:13","slug":"italics","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/118\/arte\/italics.html","title":{"rendered":"ITALICS"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-amenormal_italics_cop_bassa.jpg\" border=\"0\" width=\"152\" height=\"180\" \/><\/p>\n<p>Palazzo Grassi &#8211;&nbsp;Venezia<\/p>\n<p>27 settembre 2008 &#8211; 22 marzo 2009<\/p>\n<p>La mostra sar&agrave; anche al Museum of Contemporary Art di Chicago dal 18 luglio al 25 ottobre 2009.<\/p>\n<p><strong>Presentazione di &ldquo;Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione, 1968-2008&rdquo;<\/strong><br \/> a cura di Francesco Bonami, Curatore della mostra<\/p>\n<p>Perch&eacute; una mostra come &ldquo;Italics&rdquo; oggi?<strong> L&rsquo;idea alla base di &ldquo;Italics&rdquo; &egrave; scaturita da un lato dal bisogno di celebrare 40 anni di complessit&agrave; e contraddizioni nel panorama artistico dell&rsquo;arte italiana, dall&rsquo;altro dalla necessit&agrave; di riflettere sul perch&eacute; una realt&agrave; cos&igrave; ricca sia stata spesso sommersa dalle maree del mondo dell&rsquo;arte contemporanea internazionale. <\/strong>Quali sono le ragioni per cui l&rsquo;arte italiana &egrave; rimasta circoscritta, tanto da essere avvolta dal mistero per i curatori dei musei e i critici che operano al di fuori del paese?<!--more--><\/p>\n<p>Recentemente il New York Times ha pubblicato un ampio articolo di Michael Kimmelman sulla scena artistica italiana in cui sono sottolineate chiaramente sia le opportunit&agrave; mancate che l&rsquo;inesauribile vitalit&agrave; del mondo dell&rsquo;arte italiana e del suo disomogeneo sistema di musei. Il fatto stesso che una mostra di questa entit&agrave;, con pi&ugrave; di 100 artisti e 180 opere non sia presentata da un&rsquo; istituzione pubblica italiana, ma da una nuova realt&agrave; privata come Palazzo Grassi a Venezia, e successivamente al Museum of Contemporary di Chicago, che ha sostenuto il progetto fin dagli inizi, la dice lunga sul malfunzionamento del contesto in cui gli artisti italiani hanno dovuto, negli ultimi 40 anni, lavorare, sviluppare e maturare i loro linguaggi creativi personali ed esclusivi.<\/p>\n<p><strong>Perch&eacute; il 1968?<\/strong> Per diverse ragioni. Il 1968 &egrave; il primo anno della storia moderna ad assistere, sotto diverse forme e aspetti, a un fenomeno sociale e politico su scala globale. In tutto il mondo, dalla Francia all&rsquo;Italia, alla Cina, al Messico e al Giappone, le societ&agrave; civili e le loro nuove generazioni di cittadini avvertono il bisogno di una trasformazione radicale delle istanze che regolano le loro vite, dalle universit&agrave;, alle fabbriche e alle strutture politiche. Il 1968 &egrave; l&rsquo;anno con cui termina la sua indagine &ldquo;Italian Metamorphosis&rdquo;, altra mostra di riferimento allestita al Guggenheim Museum di New York nel 1995, curata da Germano Celant. &ldquo;Italics&rdquo; raccoglie simbolicamente il testimone da quella mostra per continuare la storia da un diverso punto di vista, meno lineare e organizzato, pi&ugrave; come un rizoma da cui sono nate molte radici diverse, cresciute in molte direzioni diverse. Il 1968 &egrave; anche l&rsquo;inizio di un nuovo capitolo della cultura e della storia italiana, la fine del boom economico e l&rsquo;avvento di un periodo fatto di molte contraddizioni la pi&ugrave; evidente quella fra tradizione e rivoluzione. <strong>L&rsquo;arte italiana &egrave; sempre stata trainata da queste due forze, una incatenata al passato e l&rsquo;altra ansiosa di proiettarsi nel futuro.<\/strong><\/p>\n<p>Da Ghiberti e Brunelleschi, al futurismo, a De Chirico, agli artisti dell&rsquo;Arte Povera, a una figura come Guttuso, fino a Cattelan e Vezzoli questa tensione fra conservazione e trasformazione &egrave; sempre esistita.<br \/> <strong>Il 1968 ha evidenziato il peso della tradizione che stava frenando la trasformazione della cultura italiana, ma non &egrave; riuscito a trovare il modo di spogliarsi per sempre del passato.<\/strong><\/p>\n<p>&ldquo;Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione, 1968-2008&rdquo; &egrave; un viaggio attraverso 40 anni turbolenti, alla ricerca di una risposta nelle opere di grandi maestri, nuovi nomi, artisti dimenticati, sconosciuti o altri trascurati. &ldquo;Italics&rdquo; vuole essere un viaggio aperto, un&rsquo;occasione non tanto di trovare una risposta, quanto forse di sollevare ancor pi&ugrave; domande e dubbi. Non &egrave; una panoramica tesa a stabilire una netta divisione tra chi &egrave; compreso e chi &egrave; escluso, ma piuttosto un&rsquo;esplorazione del perch&eacute; l&rsquo;Italia sia sempre stata, per molti anni, una realt&agrave; sospesa sulla soglia di un mondo pi&ugrave; vasto. <strong>&ldquo;Italics&rdquo; &egrave; stata pensata come veicolo per trasportare lo spettatore in un territorio che sembra solo apparentemente familiare, ma che in realt&agrave;, in molte delle sue zone, rimane inesplorato.<\/strong> La domanda finale di &ldquo;Italics&rdquo; &egrave; perch&eacute; gli artisti italiani si siano spesso smarriti senza ottenere quel doveroso riconoscimento mondiale che la mostra spera di poter finalmente offrire. Il successo di &ldquo;Italics&rdquo; dipender&agrave; dalla sua capacit&agrave; di aprire il campo a molte possibile risposte e molte altre possibili domande.<\/p>\n<p><strong>LEGGI L&rsquo;ARTICOLO <\/strong><strong><a href=\"http:\/\/gallery.electaweb.it\/displayimage.php?pos=-1308\">Italics, e Bonami scandalizza<\/a><\/strong> (Il mattino di Padova, 11\/04\/2008)<\/p>\n<p>Palazzo Grassi<br \/> Campo San Samuele, 3231<br \/> 30124 Venezia<br \/> <a href=\"http:\/\/www.palazzograssi.it\/\"><span class=\"red\">www.palazzograssi.it<\/span><\/a><\/p>\n<p>Italia \/ Corrispondenti<br \/> Paola Manfredi<br \/> Tel. + 39 02 45485093<br \/> press@paolamanfredi.com<\/p>\n<p> Annalisa Inzana<br \/> Ufficio stampa mostre Electa<br \/> Via Trentacoste 7<br \/> 20134 MILANO<\/p>\n<p> tel 02 21563250<br \/> fax 02 21563314<br \/> imaggi@mondadori.it <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Palazzo Grassi &#8211;&nbsp;Venezia 27 settembre 2008 &#8211; 22 marzo 2009 La mostra sar&agrave; anche al Museum of Contemporary Art di Chicago dal 18 luglio al 25 ottobre 2009. 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