
{"id":11322,"date":"2011-01-25T11:10:44","date_gmt":"2011-01-25T09:10:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=11322"},"modified":"2011-01-25T11:10:44","modified_gmt":"2011-01-25T09:10:44","slug":"il-credito-valtellinese-presenta-yvan-salomonemilano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/11322\/arte\/il-credito-valtellinese-presenta-yvan-salomonemilano.html","title":{"rendered":"Il Credito Valtellinese presenta Yvan Salomone.Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><font color=\"#cc0000\"><font face=\"Palatino Linotype\"><font size=\"6\">YVAN SALOMONE<br \/>\n\t<\/font><font size=\"4\">Rear View Mirror<\/font><\/font><\/font><\/em><\/strong><font size=\"4\"><br \/>\n\t<\/font><font face=\"Palatino Linotype\"><strong>26 gennaio &#8211; 16 marzo 2011<br \/>\n\tGalleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\n\tMilano, Corso Magenta n. 59<br \/>\n\t<\/strong><font face=\"Arial\">La Galleria Gruppo Credito Valtellinese, proseguendo l&#39;indagine sul tema del &quot;paesaggio costruito&quot;, presenta una personale dedicata al celebre artista francese Yvan Salomone, oggetto anche di un recente omaggio al Beaubourg.<br \/>\n\tCinquanta acquerelli di grandi dimensioni raccontano i porti di Saint-Malo, Le Havre, Rotterdam, Shanghai, Dakar e altre citt&agrave; di mare. Questi vengono visti come luoghi dove finisce la citt&agrave; pi&ugrave; che come spazi di apertura verso l&#39;immenso acqueo. Il mare anzi &egrave; escluso da queste visioni anche se &egrave; presupposto e immaginabile, mai direttamente raccontato o mostrato. Sono luoghi situati &quot;ovunque purch&eacute; da nessuna parte&quot;, che rientrano pi&ugrave; nel campo dell&#39;immagine mentale che della descrizione topografica.<\/p>\n<p>\t&quot;Decidendo, undici anni fa, di dipingere ad acquerelli il soggetto del porto che aveva sotto gli occhi quotidianamente, Yvan Salomone raccoglieva &#8211; scrive V&eacute;ronique Vauvrecy &#8211; due sfide: l&#39;una, trasformare un luogo ordinario in paesaggio singolare; l&#39;altra, attualizzare una tecnica desueta.<br \/>\n\tIl suo primo quadro, una serie di vagoni su una banchina indefinita, quella di una stazione o di un porto, era emblematico. Esso orientava immediatamente la sua ricerca verso l&#39;idea di transito e, per estensione, quella d&#39;<i>impermanenza<\/i>. Le zone portuali progressivamente integrate con le zone industriali sono cos&igrave; diventate le basi di questa esplorazione. Ambito e luoghi senza fondamenta, come le navi, in preda agli stessi pericoli e alle stesse turbolenze, questi oggetti sono talora fluttuanti, talora in naufragio, costruiti a partire da una pratica pittorica energica e puntuale, nella quale si affrontano l&#39;acqua e il colore in modo non tradizionale.<br \/>\n\tYvan Salomone si dedica infatti a dominare la tecnica e mascherare la tavolozza dell&#39;acquerello affinch&eacute; si carichi di nuovi significati. Il fenomeno della diluizione materializza l&#39;ondeggiamento, il crollo, la dislocazione.<br \/>\n\tIl lavoro di Yvan Salomone &#8211; secondo Valerio Deh&ograve; &#8211; ha caratteristiche che lo collocano fuori degli schemi ricorrenti dell&#39;opposizione tra pittura e arte concettuale, mostrando come le categorie critiche siano spesso insufficienti a leggere l&#39;individualit&agrave; dei percorsi e delle scelte. Cos&igrave; avviene per la tecnica dell&#39;acquarello: &quot;L&#39;artista la sceglie con il linguaggio e ne conosce anche i limiti e la storia. La rinnova negandola&quot;. Ecco i grandi formati, la loro fissit&agrave; dimensionale. Ma a colpire &egrave; innanzitutto la loro genesi. Sono immagini raccolte fotograficamente in lunghi viaggi su lontane rotte, oppure dietro casa. Istantanee che vengono selezionate in studio e poi alcune diventano dei grandi lavori realizzati con la tecnica da lui preferita, l&#39;acquarello appunto. Un lavoro a settimana &#8211; sottolinea ancora Deh&ograve; &#8211; con una regolarit&agrave; certosina, maniacale: una vera e propria disciplina. Questa &egrave; forse una parola chiave, qualcosa che conduce a dichiarare un metodo, ad adottare una procedura di lavoro che &egrave; una filosofia dell&#39;arte. Yvan Salomone mette insieme la manualit&agrave; del fare, ma proprio nel senso della parola greca <i>poiein<\/i>, qualcosa che &egrave; distaccato dalla pura e semplice esecuzione materiale di qualcosa, che possiede regola, che ha qualcosa di monastico che riesce ad accompagnare le giornate, a scandirle di ordine e di libert&agrave;.<br \/>\n\tLa mostra &egrave; accompagnata da un catalogo bilingue edito dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, con saggi critici di Valerio Deh&ograve; e Thierry Davila.<br \/>\n\tIn contemporanea gioved&igrave; 20 gennaio presso il Centre Culturel Francais di Milano inaugura la prima mostra personale in Italia di<strong> Aur&eacute;lien Froment<\/strong>, dal titolo<strong> <i>Forme della natura, forme della conoscenza, forme della bellezza<\/i><\/strong>, a cura di <strong>Andrea Viliani<\/strong>,<strong> <\/strong>direttore della Fondazione Galleria Civica &#8211; Centro di Ricerca sulla Contemporaneit&agrave; di Trento.<br \/>\n\tL&#39;esposizione, in corso fino al 16 marzo 2011, costituisce il quarto appuntamento del progetto <i><strong>Una certa idea della Francia<\/strong><\/i>, ideato e promosso dal direttore del Centre Olivier Descotes, che nell&#39;arco di due anni coinvolge artisti francesi invitati da sei curatori italiani.<br \/>\n\tAur&eacute;lien Froment utilizza abitualmente molteplici media, dall&#39;installazione alla fotografia, dalla scultura al video, per mettere in scena un universo che interroga il potere semantico delle immagini e il modo in cui esse si formano nel corso del tempo e nello spazio. Costruite attorno al principio della narrazione, le opere di Froment, che traggono la loro ispirazione dalla storia culturale e dalla memoria collettiva, dialogano tra di loro ponendo il visitatore in uno spazio-tempo aperto nel quale elementi di fiction e documentari si fondono.<br \/>\n\tPer ulteriori informazioni www.culturemilan.com<\/p>\n<p>\n\t<\/font><font face=\"Arial\"><strong><u>Coordinate mostra<\/p>\n<p>\t<\/u>Titolo<\/strong> <\/font><font face=\"Arial\"><strong>YVAN SALOMONE<br \/>\n\tRear View Mirror<\/p>\n<p>\tSedi <\/strong>Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\n\tCorso Magenta n. 59 &#8211; Milano<\/p>\n<p>\t<strong>Durata <\/strong>26 gennaio &#8211; 16 marzo 2011<\/p>\n<p>\t<strong>Vernice per la stampa <\/strong>marted&igrave; 25 gennaio ore 12.00<br \/>\n\tGalleria Gruppo Credito Valtellinese<\/p>\n<p>\t<strong>Inaugurazione <\/strong>marted&igrave; 25 gennaio ore 18.30<br \/>\n\tGalleria Gruppo Credito Valtellinese<\/p>\n<p>\t<strong>Orari e ingressi <\/strong>Galleria Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\n\tda marted&igrave; a domenica 10.00 &#8211; 18.00<br \/>\n\tchiuso il luned&igrave;<\/p>\n<p>\t<strong>Ingressi&nbsp;e<\/strong> 4,00 intero<br \/>\n\tgratuito per bambini fino a 10 anni compiuti, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti e guide turistiche con tesserino, disabili e accompagnatore, correntisti del Gruppo bancario Credito Valtellinese<\/p>\n<p>\tVISITE GUIDATE<br \/>\n\tsu prenotazione, per gruppi di massimo 25 persone<br \/>\n\te&nbsp;80,00 gruppi<br \/>\n\te&nbsp;60,00 scuole<br \/>\n\te100,00 lingua straniera<br \/>\n\tINFO E PRENOTAZIONI<br \/>\n\t+39 0243.353.522<br \/>\n\twww.civita.it<\/p>\n<p>\t<strong>Informazioni al pubblico<\/strong> Galleria Gruppo Credito Valtellinese <br \/>\n\ttel. +39 0248.008.015<br \/>\n\tgalleriearte@creval.it &#8211; www.creval.it<\/p>\n<p>\t<strong>Ufficio Stampa <\/strong>Studio ESSECI &#8211; Sergio Campagnolo<br \/>\n\ttel. +39 049.663.499<br \/>\n\tinfo@studioesseci.net<\/p>\n<p>\n\tMostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese<br \/>\n\tin collaborazione con Galerie Xippas, Parigi<br \/>\n\t<\/font><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>YVAN SALOMONE Rear View Mirror 26 gennaio &#8211; 16 marzo 2011 Galleria Gruppo Credito Valtellinese Milano, Corso Magenta n. 59 La Galleria Gruppo Credito Valtellinese, proseguendo l&#39;indagine sul tema del &quot;paesaggio costruito&quot;, presenta una personale dedicata al celebre artista francese Yvan Salomone, oggetto anche di un recente omaggio al Beaubourg. 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