
{"id":1091,"date":"2009-09-29T08:00:32","date_gmt":"2009-09-29T06:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=1091"},"modified":"2009-09-29T09:32:05","modified_gmt":"2009-09-29T07:32:05","slug":"cristina-iglesias-ll-senso-dello-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/1091\/arte\/cristina-iglesias-ll-senso-dello-spazio.html","title":{"rendered":"CRISTINA IGLESIAS ll senso dello spazio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-3_SuspendedCorridor_AttilioMaranzano_thumb.jpg\" border=\"0\" width=\"141\" height=\"180\" \/><span class=\"Normal\">Dal 30 settembre 2009 al 7 febbraio 2010, gli spazi di via Solari si apriranno alle opere di Cristina Iglesias (San Sebasti&aacute;n, 1956), una delle voci pi&ugrave; originali della scultura contemporanea internazionale, nella sua prima personale italiana.<br \/> La mostra, curata da Gloria Moure, presenter&agrave; una serie di 19 opere, alcune di grandi dimensioni, provenienti dalla sua collezione personale e da collezioni pubbliche e private quali il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof&iacute;a di Madrid, la Fundacion la Caixa di Barcellona, la Marian Goodman Gallery di New York, in grado di ripercorrere la produzione recente di Cristina Iglesias, dagli inizi degli anni &rsquo;90, cui appartengono lavori come soffitti pendenti e abitazioni ai giorni nostri, con opere che saranno prodotte appositamente per questa occasione. Fa eccezione la Fontana, pensata appositamente per questa mostra e un tetto di fibra naturale che risulter&agrave; parte della collezione permanente della Fondazione.<br \/> Lo scopo &egrave; quello di creare un enorme labirinto, capace di generare un&rsquo;esperienza di magia vitale in cui s&rsquo;incontrano l&rsquo;acqua, la terra, la luce, l&rsquo;architettura dei chiostri, i cunicoli dei giardini di bronzo fatti di vegetali solidificati e resi eterni, piante vive, ombre gettate da superfici di alabastro, trasparenze di vetri colorati e altro ancora.<br \/> L&rsquo;esposizione guider&agrave; lo spettatore in un viaggio nella scultura e negli spazi creati da Cristina Iglesias, e al tempo stesso lo condurr&agrave; verso una riflessione sulla plastica realizzata dagli artisti della generazione della decade 1980-1990.<br \/> La grande navata di Via Solari, recupero industriale progettato da Cerri &amp; Colombo, accoglier&agrave; una vasta serie di opere soprattutto attorno al tema del giardino. Il visitatore si trover&agrave; a percorrere camminamenti, pergole, budelli con muri di piante, perdendosi ad ascoltare il rumore dell&rsquo;acqua in una fontana invasa dalla vegetazione e ritrovandosi a salire di quota in quota, nell&rsquo;alto volume della Fondazione, sempre arrivando verso giardini diversi.<br \/> Nella sua opera, l&rsquo;artista spagnola unisce l&rsquo;interesse per la forma, l&rsquo;oggetto e i materiali ereditato dalla storia della scultura, da quella tradizionale all&rsquo;Arte Povera, con le sue profonde radici di tradizione barocca, nella quale svanisce il limite tra illusione e realt&agrave;.<br \/> Come afferma Angela Vettese, direttore della Fondazione Arnaldo Pomodoro, &ldquo;i temi toccati dall&rsquo;artista sono molteplici e sovrapposti. Tra questi il ruolo della natura nella nostra vita; la capacit&agrave; della natura di essere ancora spunto di riflessione per gli artisti; l&rsquo;uso di tecniche e materiali che mescolano l&rsquo;antica tradizione del calco e della fusione con l&rsquo;uso di materiali quali la resina, il cavo d&rsquo;acciaio intrecciato, il cemento a vista, il vetro e l&rsquo;alabastro. Centrale &egrave; l&rsquo;idea di Arcadia come incontro mitico, mai raggiungibile del tutto, tra uomo e natura e quindi tra naturale e artificiale. I luoghi concepiti da Cristina Iglesias sono tutti all&rsquo;interno di questi due poli: la natura vi &egrave; rievocata attraverso disegni di vecchie tappezzerie o, pi&ugrave; spesso, attraverso la ricostruzione di pattern vegetali, mescolanze di varie essenze, il cui calco diventa la matrice per un intero corridoio&rdquo;.<\/p>\n<p> La Fondazione Arnaldo Pomodoro offre uno spazio inusuale per un artista che lavora con gli elementi architettonici, con una percezione deformata e con ombre proiettate sopra lo spettatore, il quale viene coinvolto nel linguaggio di un testo che non &egrave; fatto per essere letto ma per essere attraversato dal corpo e vissuto con emozione.<\/p>\n<p> Nel suo lavoro, Cristina Iglesias utilizza combinazioni di materiale come il ferro, cemento, vetro, resina, fotografia e serigrafia. Alcuni dei suoi recenti progetti in luoghi pubblici sono installati a Barcellona nel Centro Congressi dove ha realizzato un &lsquo;soffitto appeso&rsquo;; una piscina specchiante al Royal Museum of Fine Arts, Anversa; in ultimo il nuovo ingresso del Museo Prado a Madrid, in collaborazione con l&rsquo;architetto Rafael Moneo (2006-07)<\/p>\n<p> L&rsquo;esposizione &egrave; realizzata in collaborazione con la Sociedad Estatal para la Acci&oacute;n Cultural Exterior di Spagna, SEACEX.<\/p>\n<p> Note biografiche<br \/> Cristina Iglesias &egrave; nata a San Sebastian in Spagna nel 1956. Fa parte di una generazione di artisti che alla fine degli anni &rsquo;80, inizio anni &rsquo;90 ha portato all&rsquo;espansione dell&rsquo;oggetto scultoreo nel nuovo reame dell&rsquo;installazione. In contrasto con i suoi predecessori &lsquo;modernisti&rsquo;, la Iglesias, il cui lavoro &egrave; principalmente figurativo, evoca spesso il corpo femminile facendolo entrare in rapporto oggetti di uso comune come mobili, stanze e edifici architettonici. A livello di materiali Iglesias combina l&rsquo;utilizzo di cemento, ferro, vetro con elementi naturali come bamb&ugrave;, foglie e rami che spesso ricoprono esternamente i suoi lavori. Le prime esposizioni di Cristina Iglesias risalgono agli anni ottanta e, da allora molte sono le sue mostre personali: Museum Ludwig, Colonia (2006); Whitechapel Art Gallery, Londra (2003); Museu Serralves, Oporto (2002); Museo Guggenheim, Bilbao (1998); Palacio de Vel&aacute;zquez \/ Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof&iacute;a, Madrid (1998); Guggenheim Museum, New York (1997); One Room, Stedelijk van Abbemuseum, Eindhoven (1993) and Kunsthalle, Berna (1991). Ha rappresentato la Spagna all 42ma e 46ma Biennale di Venezia (1986 e 1993).<br \/> Ufficio Stampa<br \/> CLP Relazioni Pubbiche Tel. 02.433403 &#8211; 02.36571438 &#8211; fax 02.4813841 press@clponline.it<\/p>\n<p> Fondazione Arnaldo Pomodoro<br \/> Via Andrea Solari 35 &#8211; milano<br \/> Orari: mercoledi&#39;-domenica ore 11-19 (ultimo ingresso ore 17); giovedi&#39; ore 11-22 (ultimo ingresso ore 21)<br \/> Biglietti: 8\/5 euro<br \/> Catalogo Fondazione Arnaldo Pomodoro\/Ediciones Pol&iacute;grafa S. A.<br \/> Brochure con foto dell&#39;allestimento alla Fondazione Arnaldo Pomodoro <\/span> <\/p>\n<p><span class=\"Normal\">Carlotta Montebello<br \/> (<a href=\"mailto:info@fondazionearnaldopomodoro.it\">info@fondazionearnaldopomodoro.it<\/a>)<\/span><\/p>\n<hr size=\"1\" \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 30 settembre 2009 al 7 febbraio 2010, gli spazi di via Solari si apriranno alle opere di Cristina Iglesias (San Sebasti&aacute;n, 1956), una delle voci pi&ugrave; originali della scultura contemporanea internazionale, nella sua prima personale italiana. 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