
{"id":10042,"date":"2010-11-27T09:25:34","date_gmt":"2010-11-27T07:25:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=10042"},"modified":"2010-11-27T09:25:34","modified_gmt":"2010-11-27T07:25:34","slug":"legni-e-bronzi-delle-dolomiti-augusto-murer-tra-tradizione-e-innovazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/10042\/arte\/legni-e-bronzi-delle-dolomiti-augusto-murer-tra-tradizione-e-innovazione.html","title":{"rendered":"LEGNI E BRONZI DELLE DOLOMITI. AUGUSTO MURER TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><font color=\"#800000\" face=\"Arial\" size=\"3\"><strong>Bellluno dal 27 novembre 2010 al 30 gennaio 2011<\/strong><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\">Ogni volta che ci si accosta all&rsquo;opera di Augusto Murer (Falcade 1922 &ndash; Padova 1985) si rimane affascinati dalla profondit&agrave; della sua arte. <br \/>\n\tColpiscono l&rsquo;assoluto senso della materia e l&rsquo;ancestrale <b>rapporto con la sua &ldquo;terra madre&rdquo;<\/b>, con quelle montagne dolomitiche che fin da bambino lo hanno circondato e ispirato; <br \/>\n\tla <b>profonda e autentica adesione alle fatiche, ai dolori, alle speranze di un&rsquo;umanit&agrave; umile<\/b> &#8211; di cui egli si sente parte integrante &#8211; e la fiducia nella <b>lezione desunta dal reale<\/b>; colpiscono la tecnica <br \/>\n\te il mestiere magistrali, evidenti nelle sue opere, ma soprattutto <\/font><font size=\"3\"><font face=\"Arial\"><b>l&rsquo;amore sincero per l&rsquo;Uomo e per la sua verit&agrave; esistenziale.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\tA 25 anni dalla sua scomparsa<\/b>, Murer pu&ograve; essere celebrato come <b>uno dei maggiori artisti del secondo Novecento<\/b>, <br \/>\n\tconsacrato da tantissimi letterati e critici d&rsquo;arte, che ancora in vita lo hanno conosciuto e ne hanno saputo cogliere il valore.<br \/>\n\t<\/font><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><font face=\"Arial\" size=\"4\"><span style=\"font-size: 14px\">Cos&igrave; la mostra che si apre a <font color=\"#800000\"><b>Bellluno dal 27 novembre 2010 al 30 gennaio 2011<\/b><\/font><b><font color=\"#ff0000\"> <\/font><\/b>&egrave; concepita come un grande omaggio &ndash; promosso dal Comune di Belluno, dalla Regione del Veneto-Assessorato al Territorio, <br \/>\n\tCultura e Affari Generali e dalla Provincia di Belluno, in collaborazione con l&rsquo;Associazione Erma-Museo Augusto Murer e il Circolo Cultura e Stampa Bellunese &#8211; <br \/>\n\tattraverso il quale seguire il <b>percorso compiuto dal &ldquo;solitario di Falcade&rdquo;<\/b>, il &ldquo;<b>grosso angelo delle montagne dolomitiche<\/b>&rdquo;, come lo &nbsp;ha definito Raffaele De Grada.<br \/>\n\t<\/span><\/font><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"4\"><font face=\"Arial\"><span style=\"font-size: 14px\">A Palazzo Crepadona, al Museo Civico, nella sede del Circolo Cultura e Stampa Bellunese e in un percorso cittadino <i>en plein air<\/i> &ndash; nei giardini, nelle piazze, lungo le vie della citt&agrave; &ndash; <font color=\"#800000\"><b>72 sculture e oltre 40 disegni<\/b> <br \/>\n\t<\/font>consentono di rileggere la sua arte e il suo lavoro: dai <b>primi approcci alla scultura in legno<\/b> ai lavori in <b>bronzo<\/b> e all&rsquo;opera <b>grafica<\/b>, in cui l&rsquo;artista agordino trova nuovi e inattesi stimoli e possibilit&agrave; espressive; <br \/>\n\tdai <b>soggetti tratti dal quotidiano<\/b>, espressione della fatica del vivere, all&rsquo;esplorazione affascinante e affascinata dell&rsquo;<b>universo femminile<\/b>; dai <b>soggetti mitologici<\/b> e dal <b>lirismo dei suoi fanciulli<\/b> <br \/>\n\tal <b>canto della Resistenza<\/b>, con la tragedia della guerra, <br \/>\n\tfino al <i>pathos<\/i> di <b>opere d&rsquo;impegno civile<\/b> come <i>Vajont<\/i> del &lsquo;63 o<i> Hiroshima <\/i>dell&rsquo;80, che hanno il valore di una denuncia generale e che potranno esser ammirati in mostra.<br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"4\"><font face=\"Arial\"><span style=\"font-size: 14px\">Continua dunque l&rsquo;opera di valorizzazione, condotta dalla citt&agrave; di Belluno, delle grandi personalit&agrave; della storia artistica del territorio e, <br \/>\n\tin particolare, di quella forma d&rsquo;arte, cos&igrave; fortemente connotante la sua identit&agrave;, che &egrave; la scultura lignea. <br \/>\n\tEd &egrave; proprio il legno la materia prima con cui Augusto Murer si confronta, <br \/>\n\tlui che ha voluto il suo studio-museo in mezzo ai boschi delle montagne Agordine e ne ha fatto, in vita, un polo innovativo di animazione culturale. <\/p>\n<p>\t&ldquo;<i>Sono nato tra le foreste in cui le radici, tronchi e pietre si confondono in un groviglio che corrisponde quasi all&rsquo;alba della creazione. <br \/>\n\tIl legno &egrave; quindi stato il materiale che ha felicemente condizionato la mia scultura; nei tronchi ho sempre veduto agitarsi tutte le altre forme di vita, gi&agrave; con i loro nodi nervosi, <br \/>\n\tle loro vene ricche di linfe e di sangue, le loro mani protese verso l&rsquo;alto anelito di libert&agrave;<\/i>&rdquo;. <br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"4\"><font face=\"Arial\"><span style=\"font-size: 14px\">Murer &#8211; &nbsp;definito da Franco Solmi &ldquo;<b>uno scultore di gesto e di materia<\/b>&rdquo;, maturato anche grazie all&rsquo;incontro fondamentale con <b>Arturo Martini<\/b> &#8211; <br \/>\n\taveva iniziato a farsi conoscere al di fuori dell&rsquo;ambito regionale nel 1953, quando aveva esposto alla Galleria Cairola di Milano, <br \/>\n\tdove in <b>Tono Zancanaro<\/b> trova un amico fraterno con il quale condividere la convinzione che si pu&ograve; fare arte ad altissimo livello anche restando in provincia e traendo ispirazione da quei luoghi. <br \/>\n\tA partire dal 1964 il Maestro si dedica con assiduit&agrave; <b>anche alla scultura in bronzo<\/b>, sia nella dimensione monumentale che in quella artistica pi&ugrave; minuta &ndash; pensiamo ad opere come <i>Ballerina<\/i> <br \/>\n\t(che sar&agrave; possibile confrontare in mostra anche con la versione in frassino) e al raffinatissimo <i>Amanti <\/i>dell&rsquo;83 &#8211; conservando tuttavia sempre quei caratteri stilistici di fondo <br \/>\n\tche per Enrico Crispolti restano <b>&quot;un umanesimo costante&quot;, &quot;il senso drammatico della vita&quot;, &quot;la corporeit&agrave; e fisicit&agrave; delle immagini&quot;, &quot;l&#39;attenzione alla materia&quot;, &quot;l&#39;articolazione narrativa&quot;, la &quot;celebrazione dei sentimenti&quot;.<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><\/font><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"4\"><font face=\"Arial\"><span style=\"font-size: 14px\">Caratteri, tutti, che ritroviamo nei capolavori selezionati per questa mostra <b>curata da Antonella Alban, Massimo De Grassi, e Franca Visentin<\/b>, <br \/>\n\tche propone <b>alcuni capisaldi<\/b> della produzione di Murer come &#8211; a Palazzo Crepadona &#8211; <i>Il minatore<\/i> del &rsquo;56, <i>Ragazzo che beve<\/i> dello stesso anno, <i>Profuga<\/i> del 67, <i>Donna che cammina<\/i> e <i>Donna nera<\/i> del &rsquo;79, Vinti dell&rsquo;83, <br \/>\n\t<b>fino all&rsquo;<i>Incompiuta<\/i>: il grande legno del 1985,<\/b> con una donna accovacciata appena sbozzata, <b>cui Murer stava lavorando poco prima della morte.<br \/>\n\t<\/b><\/span><\/font><\/font><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font size=\"4\"><font face=\"Arial\"><span style=\"font-size: 14px\">Nel percorso cittadino ricordiamo: <i>La piet&agrave; <\/i>del 1952, <i>La maternit&agrave;<\/i> dell&rsquo;anno successivo e soprattutto il <b>bellissimo <i>Uomo che cammina nella neve<\/i><\/b>. <br \/>\n\tRealizzata nel 1979 per l&rsquo;amico <b>Mario Rigoni Stern<\/b> ed esposta nel &lsquo;82 al Museo Ermitage di San Pietroburgo e nel 1984 alla XLI Biennale di Venezia, la <b>scultura &egrave; il simbolo, in certo modo, dell&rsquo;arte mureriana<\/b>: <br \/>\n\t&ldquo;fusione di umanit&agrave; e di natura &ndash; scrive Antonella Alban &ndash; di avversit&agrave; e di speranza. L&rsquo;uomo avvolto in un grande manto giganteggia nel suo incedere e il volto, <br \/>\n\tunico elemento visibile del corpo, &egrave; emblema di una sofferta determinazione ad andare avanti nel cammino della vita&rdquo;.<br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n\t<b>Infine il disegno<\/b>: sia esso preparatorio alla scultura che autonomo mezzo espressivo, d&rsquo;annotazione, di riflessione, di denuncia. <br \/>\n\tMurer &egrave; disegnatore instancabile e la mostra d&agrave; conto di questo aspetto importante della poetica dell&rsquo;artista sia con i <b><i>disegni preparatori<\/i><\/b><i> al monumento di Vittorio Veneto<\/i> <br \/>\n\t&#8211; esposti insieme alle pi&ugrave; liriche <b><i>Stagioni<\/i><\/b> a Palazzo Crepadona &#8211; sia con una selezione di <b>17 fogli appartenenti alla serie &ldquo;I minatori<\/b>&rdquo; che si potranno vedere nell&rsquo;occasione al Museo Civico di Belluno. <br \/>\n\tSono disegni a carboncino o a china che Murer realizza nel corso degli anni Cinquanta guardando ai lavoratori delle miniere agordine della Valle Imperina: <br \/>\n\tfissando i &ldquo;tratti duri e scavati, gli occhi smarriti, le grosse mani, le spalle robuste e curve dei lavoratori&rdquo;. <br \/>\n\tStraordinari saggi grafici, di grande forza espressiva ed evocativa, che raccontano <b>con adesione sincera un&rsquo;umanit&agrave; sofferente, nella sua eroica ricerca di riscatto e di speranza<\/b>.<br \/>\n\t<\/span><\/font><\/font><font face=\"Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: 12px\"><br \/>\n\t<\/span><\/font><font face=\"Arial\"><font color=\"#7f0000\"><span style=\"font-size: 12px\"><\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><span style=\"font-size: 12px\"><b><i>Biglietti <br \/>\n\t<\/i><\/b><font color=\"#800000\">Ingresso gratuito in tutte le sedi<br \/>\n\t<\/font><b><br \/>\n\t<i>Informazioni<br \/>\n\t<\/i><\/b>www.comune.belluno.it &#8211; www.provincia.belluno.it &#8211; www.museomurer.it<\/p>\n<p>\t<b><i>Sedi e orari<br \/>\n\t<\/i><\/b><u>Palazzo Crepadona e Museo Civico<br \/>\n\t<\/u>&nbsp;Aperto: 10-13; 16-19 Chiuso: tutti i luned&igrave;, 24-25 e 31 dicembre, 1 gennaio<\/p>\n<p>\t<u>Circolo Cultura e Stampa Bellunese<br \/>\n\t<\/u>(Piazza Mazzini, 18)<br \/>\n\tAperto: 10-13; 15-17 e sabato 10-12<br \/>\n\tChiuso: tutti i sabato pomeriggio e domenica<\/p>\n<p>\t<u>Centro storico &ndash; percorso<br \/>\n\t<\/u>Giardini di Piazza Martiri; Piazza Martini sede Unicredit;<br \/>\n\tPorta Dante; Giardini di Piazza Castello; Piazza Castello;<br \/>\n\tPortico della Prefettura; Piazza Duomo; Sagrato del Duomo<\/p>\n<p>\t<\/span><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bellluno dal 27 novembre 2010 al 30 gennaio 2011 Ogni volta che ci si accosta all&rsquo;opera di Augusto Murer (Falcade 1922 &ndash; Padova 1985) si rimane affascinati dalla profondit&agrave; della sua arte. 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