Teatro Franco Parenti LOCKE prima nazionale di Steven Knight regia Filippo Dini con Filippo Dini

Locke di Steven Knight
regia Filippo Dini
con Filippo Dini
e le voci al telefono sono di (in ordine di apparizione):
interpreti – personaggi
Sara Bertelà – Bethan
Eva Cambiale – Moglie di Gareth
Alberto Astorri – Donal
Emilia Piz – Lisa
Iacopo Ferro – Sean
Mattia Fabris – Gareth
Mariangela Granelli – Katrina
Valentina Cenni – Sorella Margareth
Carlo Orlando – Davids
Giampiero Rappa – Dottor Gullu
Fabrizio Coniglio – Cassidy
scene e costumi Laura Benzi
luci Pasquale Mari
colonna sonora Michele Fiori (sistema audio in olofonia “HOLOS”)
regia del suono David Barittoni
aiuto regia Carlo Orlando
pittore scenografo Eugenio De Curtis
direttore di scena Riccardo Scanarotti
elettricista Gianni Gajardo
sarta Caterina Airoldi
produzione Teatro Franco Parenti/ Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia/ Teatro Stabile di Torino

Teatro Franco Parenti

7- 12 luglio Sala Grande

LOCKE – prima nazionale di Steven Knight

regia Filippo Dini con Filippo Dini

e le voci al telefono sono di (in ordine di apparizione): Sara Bertelà – Bethan Eva Cambiale – moglie di Gareth Alberto Astorri – Donal Emilia Piz – Lisa Iacopo Ferro – Sean Mattia Fabris – Gareth Mariangela Granelli – Katrina Valentina Cenni – sorella Margareth Carlo Orlando – Davids Giampiero Rappa – Dottor Gullu Fabrizio Coniglio – Cassidy

scene e costumi Laura Benzi luci Pasquale Mari colonna sonora Michele Fiori (sistema audio in olofonia “HOLOS”) regia del suono David Barittoni

aiuto regia Carlo Orlando

durata 75 minuti

produzione Teatro Franco Parenti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Teatro Stabile di Torino

Dal grande successo cinematografico diretto da Steven Knight con protagonista Tom Hardy, in scena la trasposizione teatrale affidata a Filippo Dini, attore e regista tra i più interessanti del panorama teatrale italiano.

Un uomo esce da un cantiere, si sfila un paio di stivali da lavoro e sale su una bella auto. Qui inizia il suo viaggio. Durante il tragitto, Locke parla al telefono con altre persone. Non conosciamo le sue emozioni e i suoi pensieri, ma sono le telefonate a raccontarci la sua storia ed è la forma dei suoi rapporti a svelarcelo. Locke è un uomo borghese: ben vestito, con un buon lavoro, un buon reddito e una bella famiglia. A casa lo aspettano due figli, una moglie, la partita alla tv, le birre e il barbecue. Il cantiere al quale lavora è la costruzione di un edificio di grande prestigio e per la mattina seguente è prevista “la più grande colata di calcestruzzo dell’edilizia urbana londinese”. Tutti si fidano di lui, ha tutto sotto controllo, è “il più bravo capocantiere d’Inghilterra”.

Quella notte però Locke non torna a casa, ma parte per un lungo viaggio. Succede qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza e compirà una scelta che distruggerà la sua vita per come l’ha conosciuta e costruita fino a quel momento. Un testo sull’assunzione di responsabilità e sull’estrema fragilità degli edifici morali sui quali costruiamo le nostre famiglie e le nostre sicurezze.

La vicenda narrata in “Locke” è un grande inno al coraggio, alla sua espressione più potente e più arcaica: il coraggio di abbandonare la propria vita, le proprie certezze, i successi personali, i propri affetti, per iniziare una nuova esistenza, misteriosa, ignota, forse terribile, ma espressione del proprio miglioramento personale.

Ivan Locke compie il suo viaggio in nome della salvezza, sfida le leggi umane e divine, per poter riscattare l’umanità: è un eroe epico, riscritto nel mondo contemporaneo, e come tale, sacrifica tutto, rinuncia alla propria vita e si fa metafora della nostra salvezza. Tutti noi viaggeremo con Ivan Locke, e all’arrivo troveremo una persona diversa.

Ogni giorno ognuno di noi si trova in viaggio con lui, alla ricerca di risposte, alla ricerca di un significato che dia senso alla sofferenza, alla fragilità, ai nostri errori e a quelli altrui.

Ogni giorno siamo in viaggio con Ivan, nella speranza che il cambiamento continuo che la vita ci prepara, non sia troppo doloroso, con il costante augurio di avere abbastanza forza, abbastanza ironia, per poterlo sopportare.

Stephen Knight ci dice: non avere paura, guida con determinazione verso il tuo domani, con coraggio, vai nel posto peggiore per te, se è quello che desideri, se è quello che devi; al tuo arrivo sarai una persona nuova, forse ti sarai procurato qualche ferita, forse ti sarai trovato costretto a ferire qualcuno durante il viaggio, ma di sicuro avrai rubato il tuo pezzo di cielo. dalle note di regia di Filippo Dini Dal 21 al 26 luglio lo spettacolo sarà in programmazione al Teatro Carignano di Torino nell’ambito dell’iniziativa Sere d’estate al Teatro Carignano organizzata dal Teatro Stabile di Torino.

ORARI

20.30

PREZZI I settore: Intero 25€; II settore intero 20€; III settore intero 15€ over60/under25 15€ (Spettacolo valido per tutti gli abbonamenti della stagione 2019-20 del Teatro Franco Parenti)

INFO

Biglietteria via Pier Lombardo 14 02 59995206 biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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