TRIENNALE MILANO Stagione Teatrale 19/20

La stagione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro continua e rafforza il percorso iniziato con la curatela di Umberto Angelini, fresco vincitore del Premio Enriquez 2019 per la direzione artistica. A partire dall’aggiornamento del nome, Triennale Milano Teatro è sempre più parte integrante dell’universo Triennale Milano, luogo della produzione e della creazione delle arti contemporanee. Un progetto guidato dalla volontà di dar vita a un vero e proprio cantiere della ricerca e della sperimentazione, con lo sguardo rivolto alla scena internazionale e a quella italiana più originale. Da qui la volontà per questa nuova stagione di chiamare a raccolta alcune delle esperienze più interessanti delle performing arts nel panorama mondiale, rendendo al contempo sempre più connessa, integrata e omogenea la proposta del Teatro e quella di Triennale Milano. Non a caso l’avvio della stagione teatrale coincide con l’opening di Parla Ascolta Guarda Fai, un programma di incontri, installazioni, mostre, ascolti, proiezioni, laboratori e progetti dalla molteplice natura, caratterizzati dalla costante e diretta correlazione con il pubblico e gli spazi del Palazzo dell’Arte nel suo complesso, diretto da Umberto Angelini e curato da Fantom e Davide Giannella.

«Triennale Milano Teatro – dichiara Severino Salvemini, Presidente di Triennale Milano Teatro – si è affermato come uno spazio con la sua personalità per la dimensione internazionale e per il suo sguardo contemporaneo. È un luogo anche di notevole multidisciplinarità artistica perché programmaticamente va oltre qualsiasi distinzione di genere. Teatro, danza, musica, letteratura, design, performance si mescolano nella sua proposta rendendo impossibile identificarne i tratti in maniera univoca. E ciò rende l’offerta del Teatro sempre più simile alle grandi metropoli europee e sempre più coerente con la nuova missione della città, che attrae un turismo nazionale e internazionale attento alle novità d’avanguardia che offre la città meneghina.»

Scegliere di dedicare questa nuova stagione ai CLASSICI potrebbe sembrare una contraddizione. Al contrario, è proprio dai classici che oggi ci sembra doveroso ripartire: per ritrovare un punto riferimento oltre la frammentazione del presente, per poter costruire strumenti di orientamento in grado di guidarci attraverso l’epoca liquida della post-verità, per ascoltare le voci senza tempo dei loro autori e porle in un confronto vivo e fecondo con l’oggi.

«Una delle peculiarità di Triennale Milano – afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano – è sempre stata quella di essere proiettata verso il futuro mantenendo saldo uno sguardo al passato e alla sua storia. È quindi particolarmente significativo che la stagione teatrale 2019/2020 dell’istituzione riparta proprio dai grandi classici per offrire nuove letture e interpretazioni della nostra contemporaneità. Con la sua proposta culturale Triennale Milano Teatro – in un rapporto sinergico con la programmazione espositiva di Triennale – conferma così la sua vocazione internazionale e l’apertura ai progetti più sperimentali e innovativi con l’obiettivo di raggiungere pubblici sempre più ampi ed eterogenei.»

La stagione 2019/2020 sarà dunque innanzitutto costellata da grandi classici senza tempo, rivisitati e rivitalizzati da uno sguardo nuovo e scevro da pregiudizi di sorta (non a caso, la questione dello sguardo e della visione è questione centrale per Triennale Milano Teatro a partire dalla stagione 2017 – la prima diretta da Umberto Angelini – intitolata appunto Questione di sguardi).

Così, quella di Saburo Teshigawara in Tristan and Isolde, accompagnato in scena dalla sua musa e storica sodale Rihoko Sato, è la rivisitazione coreografica di uno dei più celebri miti classici della letteratura medievale (22-23 novembre). La doppia presenza di Alessandro Serra, protagonista acclamato del teatro italiano di cui Triennale Milano Teatro segue con attenzione il lavoro, rappresenta anche un duplice omaggio ai classici: innanzitutto attraverso la riproposta dello spettacolo rivelazione del regista, Macbettu, dirompente versione barbaricina del classico shakesperiano per eccellenza – e di uno dei classici senza tempo della storia del teatro (11-14 dicembre), poi con il recentissimo Il giardino dei ciliegi, nuova creazione di Serra tratta da uno dei capolavori più rappresentativi e rappresentati del teatro del novecento (18-21 dicembre).

Classico come nuovo sguardo sui classici dunque, ma anche come classico contemporaneo, nel senso di contemporaneo che già è diventato classico, con spettacoli e autori che hanno segnato la scena italiana negli ultimi vent’anni: l’apertura di stagione è dedicata a Deflorian/Tagliarini, coppia creativa che ha saputo ripensare e rivitalizzare il linguaggio teatrale, di ritorno a Triennale Milano Teatro per un inedito ritratto d’artista che comprende lo spettacolo d’esordio del duo Rewind – Omaggio a Café Müller (08-09 ottobre), incentrato sull’iconico capolavoro della grande coreografa tedesca Pina Bausch (cui seguiranno altri due “classici” della compagnia realizzati tra il 2008 e il 2013, Reality – 10 e 11 ottobre – e Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni dal 12 al 13 ottobre).  In scena dal 25 al 26 ottobre, <OTTO> è invece la storica performance del 2003 targata Kinkaleri, incentrata sul crollo come metafora dell’oggi, che ha contribuito all’affermazione della compagnia toscana tra le vette della ricerca in Italia.

Infine, il classico può essere anche il richiamo (mai fine a se stesso) a un’epoca passata i cui simboli e protagonisti vanno talvolta recuperati e rimessi al centro: è il caso del lusitano Tiago Rodrigues – autentica rivelazione della scena internazionale negli ultimi anni, Premio Europa 2018, che arriva per la prima volta a Milano grazie a Triennale Milano Teatro – protagonista di un’altra mini-antologica in stagione, che dopo averci ricordato nel suo By Heart  l’importanza della memoria attraverso la poesia (11-12 febbraio), sceglie in Sopro (prima italiana, 13-14 febbraio) di riportare al centro della scena una suggeritrice, figura chiave dell’epoca classica del teatro oggi quasi dimenticata, che rappresenta non soltanto i “polmoni” di quel luogo, bensì il motore stesso del gesto drammatico che lo abita.

La proposta di Triennale Milano Teatro darà d’altronde, come sempre,  ampio spazio a tutti i linguaggi dell’arte dal vivo e alle loro reciproche contaminazioni: a cominciare dalla musica, ancora una volta componente fondamentale di questa proposta nella stagione 2019/2020 con il concerto della next big thing dell’elettronica mondiale David August (la cui musica trae ispirazione dai riferimenti classici dell’antichità della cultura italiana e della mitologia greca, 28 febbraio) e con gli spettacoli teatrali e musicali firmati da OHT (l’acclamato CURON / GRAUN, con musiche dal vivo eseguite dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, 23-25 gennaio) e da Riccardo Goretti e Stefano Cenci insieme al cantautore siciliano Colapesce, ritenuto dalla stampa internazionale il legittimo erede di Lucio Dalla e Franco Battiato (Stanno tutti male, 28 novembre-01 dicembre). Senza dimenticare, ovviamente, la nuova edizione del festival JAZZMI, nato quattro anni fa dalla collaborazione fra Triennale Milano, Triennale Milano Teatro e Ponderosa Music & Art e ormai entrato a far parte degli eventi italiani di settore da non perdere (01-10 novembre).

Triennale Milano Teatro si conferma infine il teatro milanese capace di dare spazio in stagione con maggiore continuità alle migliori espressioni della danza e della coreografia internazionali: oltre ai citati Saburo Teshigawara e Kinkaleri, la stagione 2019/2020 vede il ritorno a Milano, dopo le indimenticabili presenze a Uovo festival, di Jonathan Burrows & Matteo Fargion, duo di culto della scena internazionale con il sorprendente Any Table Any Room (prima italiana, 29-30 ottobre) che coinvolgerà nella messa in scena anche quattro artisti milanesi.

Grande novità di quest’anno, il Premio Hermès Danza Triennale Milano segna l’avvio di un’importante collaborazione con Hermès Italia per l’ideazione e la produzione di un format inedito biennale dedicato alla valorizzazione di giovani talenti under35 nella danza contemporanea e nella performance. Il progetto, che intende esplorare il linguaggio insieme contemporaneo e antico del corpo e del gesto attraverso lo sguardo delle nuove generazioni di giovani artisti, ha portato nella prima primavera del 2019 all’individuazione di due lavori performativi inediti realizzati su commissione del Premio intorno al tema “moving landscapes” (paesaggi in movimento): Ballad della coreografa greca Lenio Kaklea e AEREA del duo italiano Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi. I due progetti (debutto al Triennale Milano Teatro il 20 ottobre) sono stati scelti da una giuria di esperti composta da Daniel Blanga Gubbay (Direttore Artistico del Kunstenfestival di Bruxelles), Silvia Bottiroli (Direttrice di Das Theatre di Amsterdam) e Giusi Tinella (responsabile dei progetti pluridisciplinari e delle grandi manifestazioni internazionali per l’Institut français di Parigi).

Accanto alla programmazione degli spettacoli, Triennale Milano Teatro sarà animata da un fitto palinsesto di attività complementari, mirate all’avvicinamento e ampliamento di diversi pubblici. La programmazione collaterale, dal titolo EXTRA, si compone di diversi appuntamenti: il laboratorio di movimento con Kinkaleri, che sarà l’occasione per apprendere un nuovo modo di percepire il proprio stare in scena attraverso l’invenzione di un codice gestuale che traduce ogni lettera dell’alfabeto in movimento; un incontro aperto al pubblico con gli artisti Jonathan Burrows e Matteo Fargion moderato dalla studiosa Daniela Perazzo; un ciclo di appuntamenti a cura di Valeria Cantoni, membro del comitato scientifico di Triennale Milano Teatro, che propone un dialogo con gli artisti e alcuni professionisti con l’obiettivo di aprire un confronto tra le arti sceniche e le altre discipline del pensiero, come la filosofia, la psicologia, l’antropologia e la scienza: Saburo Teshigawara e lo psicanalista, psichiatra e poeta Vittorio Lingiardi, Alessandro Serra e lo scrittore e saggista Francesco Cataluccio, e Tiago Rodrigues (incontro in via di definizione); l’incontro tra Francesco Zanot, critico, curatore e docente presso alcune tra le più importanti istituzioni di formazione internazionali, e Maurizio Buscarino per la presentazione di “In Kantor” (Firenze, La Casa Usher, 2018), ultimo libro del celebre fotografo bergamasco; la rinnovata collaborazione con Radio Raheem in vista della costruzione del format Green Room Raheem (che prevede l’incontro con gli artisti di Kinkaleri, OHT e con Tiago Rodrigues con Guia Cortassa, curatrice, critica e scrittrice); un piccolo palinsesto di eventi post-spettacolo volti ad approfondire le messe in scena di Deflorian/Tagliarini, Riccardo Goretti/Stefano Cenci/Colapesce e OHT organizzati in collaborazione con 1977 Magazine, rivista di critica cinematografica e musicale sia online che cartacea dallo stile fresco e diretto.

Una stagione trasversale e pluridisciplinare, densa di prospettive differenti, che pone le sue radici nel mondo dei classici per affrontare al meglio le sfide del presente, sempre mantenendo lo sguardo proiettato verso il futuro. Una stagione resa possibile dal contributo istituzionale del Comune di Milano e di Regione Lombardia, oltre che dal prezioso sostegno dei partner Repower, SENSE, UBI Banca, Fondazione UBI Banca Popolare Commercio & Industria Onlus e del partner tecnico ATM.

La conclusione della programmazione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro coinciderà con l’avvio alla terza edizione di FOG Triennale Milano Performing Arts (marzo-giugno 2020), festival che nonostante la giovanissima età ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama degli appuntamenti italiani di settore, e non solo, grazie alla prosecuzione di quel lavoro di sostegno e di produzione che è una delle sue peculiarità. Un’edizione dunque ricca di nuove creazioni, coproduzioni nazionali e internazionali, progetti trasversali con le arti visive e l’architettura, progetti partecipativi e dialogo e collaborazioni con le più interessanti realtà del mondo della cultura milanese.

Tutte le informazioni aggiornate sulla stagione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro e sui suoi appuntamenti sono consultabili sul sito triennale.org e sui canali facebook (@triennalemilanoteatro) e instagram (@triennaleteatro) del teatro.

 

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