Triennale Milano Progetti, programmi, ide


Dopo il successo di Broken Nature: Design Takes on Human Survival, XXII
Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, e l’apertura del Museo del
Design Italiano, Triennale Milano, sotto la guida del Presidente Stefano Boeri,
presenta il suo programma culturale per l’autunno-inverno 2019 e per tutto il
2020.
Tale programma, avviato nel 2018, tiene conto della storia dell’istituzione e della
tradizione dei grandi Maestri del progetto e, al contempo, vuole restituire la
complessità del contemporaneo attraverso la pluralità di linguaggi che sono
propri di Triennale – design, architettura, arti visive, urbanistica, fotografia,
performing arts, teatro, danza, musica – con una vocazione sempre più
internazionale.
Chiusa il 1° settembre 2019, Broken Nature: Design Takes on Human Survival,
a cura di Paola Antonelli, ha toccato alcuni dei temi chiave e delle urgenze di
stretta attualità proponendo esempi di design ricostituente, progetti e strategie,
su diverse scale, in grado di reinterpretare il rapporto tra gli esseri umani e il
contesto in cui vivono, includendo sia gli ecosistemi sociali che quelli naturali.
Broken Nature ha riscosso un grande successo di pubblico con 281.421 visitatori.
Le istanze e urgenze affrontate dalla mostra non si esauriscono però con il
termine dell’esposizione, ma troveranno seguito in numerose iniziative di
Triennale durante l’anno tra cui, il 21 e 22 novembre 2019, il Forum sulla
Forestazione Urbana, evento culturale di riferimento sul tema della
rigenerazione urbana intesa come processo di strategie, politiche, azioni,
finalizzate alla realizzazione di uno sviluppo urbano sostenibile.
Attraverso un intenso programma di convegni, un’esposizione di progetti e
alcune pubblicazioni di diffusione nazionale, la rassegna vuole contribuire
efficacemente alla ripresa del Paese, valorizzandone nuovi progetti e iniziative.
Inaugurato nell’aprile 2019, Il Museo del Design Italiano, diretto da Joseph
Grima, presenta in un allestimento permanente, che copre un arco temporale
che va dal 1946 al 1981, una selezione dai 1.600 oggetti parte della collezione di
Triennale. Questo rappresenta solo il primo passo verso un più articolato
progetto di ampliamento sia della collezione permanente che degli spazi
destinati a ospitare tale collezione.
La riflessione sulla collezione prevede la costituzione di un comitato preposto
alle nuove acquisizioni, i cui componenti saranno annunciati entro la fine del
2019. L’attenzione sarà rivolta non solo all’acquisizione di singoli pezzi, ma è
previsto anche un ragionamento più ampio su quel patrimonio diffuso su tutto il
territorio costituito da archivi, case museo, musei di impresa in un percorso che
si sta delineando in stretta collaborazione con ADI e Assolombarda.
Il Museo del Design Italiano inoltre in questo e nei prossimi anni sarà reso vivo da
lecture, mostre a rotazione, incontri, approfondimenti che mettano in dialogo i
pezzi della collezione con altre collezioni o con nuclei tematici di oggetti.
Un altro importante passo del 2019 è la ridefinizione del ruolo dei partner privati.
È stato infatti privilegiato il legame con grandi partner istituzionali che
sostengono l’istituzione nello sviluppo dei suoi progetti riportando a Triennale
tutta la produzione culturale ed espositiva e le linee guida curatoriali.
Triennale Milano ha da tempo intrapreso una serie di collaborazioni internazionali
con istituzioni pubbliche e private al fine di ampliare e arricchire la propria
proposta culturale.
In questa prospettiva, un’importante novità del 2020 è l’avvio della
collaborazione tra Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art
contemporain di Parigi, una delle eccellenze internazionali nel campo della
creazione contemporanea. La collaborazione tre le due istituzioni si colloca in un
percorso già avviato con la mostra David Lynch. The Air is on fire, presentata in
Triennale nel 2007, e, più recentemente, con l’installazione The Great Animal
Orchestra, realizzata da Bernie Krause e United Visual Artists, presentata
nell’ambito della XXII Esposizione Internazionale.
La partnership prevede, a partire da aprile 2020, la definizione di una
programmazione condivisa di mostre dedicate all’arte contemporanea, curate da
Fondation Cartier, negli spazi del Cubo al primo piano del Palazzo dell’Arte.
L’accordo di collaborazione è della durata di 8 anni.
La presentazione della collezione della Fondazione Cartier, curata dall’argentino
Guillermo Kuitca, sarà la prima mostra nell’aprile 2020 cui farà seguito
nell’autunno 2020 Claudia Andujar. La lotta Yanomami, retrospettiva dedicata ai
50 anni di lavoro della fotografa brasiliana Claudia Andujar.
La partnership tra Triennale e Fondation Cartier rappresenta un riferimento per
altre iniziative di collaborazione tra istituzioni pubbliche e private in ambito
europeo, che condividono mission, visioni progettuali e impegno nella
promozione e valorizzazione dei linguaggi del contemporaneo.
L’identificazione di uno specifico spazio nel Palazzo dell’Arte dedicato all’arte
contemporanea introduce un altro tema nodale che si collega alla
programmazione culturale: la volontà di lavorare sui diversi spazi espositivi di
Triennale per dare loro una precisa identità e connotazione tematica a
partire da marzo 2020.
Il ragionamento sugli spazi del Palazzo dell’Arte nasce con l’intento di valorizzarli
ulteriormente e riportare l’impianto architettonico all’idea originaria di Giovanni
Muzio, non tanto da un punto di vista strettamente filologico ma recuperandone
la filosofia progettuale e le caratteristiche di straordinaria versatilità, flessibilità e
modularità dell’edificio. Luca Cipelletti è stato incaricato della direzione artistica
dei lavori sul Palazzo dell’Arte, lavori che saranno conclusi entro il temine del
mandato del Consiglio d’Amministrazione e saranno accompagnati da un
percorso di incontri, eventi e lecture, anche in collaborazione con l’Archivio
Muzio, per dare vita a una discussione aperta e pubblica sulla restituzione
dell’edificio alla sua forma originaria.
Tale riflessione sugli spazi e su nuove modalità di fruizione degli stessi è
introdotta da ottobre 2019 con il programma di Parla Ascolta Guarda Fai,
diretto da Umberto Angelini, Direttore Artistico di Triennale Milano Teatro, e
curato da Fantom e Davide Giannella. Incontri, installazioni, performance, ascolti,
proiezioni, laboratori e progetti dalla molteplice natura coinvolgeranno
direttamente il pubblico e gli spazi del Palazzo dell’Arte. Triennale sarà abitata da
artiste e artisti e dalle loro opere. In Triennale compositori, registi, riviste, radio
monteranno i loro studi per un giorno, una notte, una settimana, un mese. In
Triennale sposteranno temporaneamente le loro attività, discuteranno,
organizzeranno e produrranno progetti, mostre e spazi indipendenti per l’arte
contemporanea
La data inaugurale del programma, che si svilupperà tra ottobre 2019 e febbraio
2020, è sabato 5 ottobre, con una serata in Teatro tesa tra performance, musica
elettronica e arti visive, di cui saranno headliner Caterina Barbieri, musicista, e
Ruben Spini, artista. In anteprima per un teatro italiano.
Il programma proseguirà poi dal 9 ottobre con l’inaugurazione del progetto
AVALANCHE dell’artista spagnolo Carlos Casas.
AVALANCHE è una piattaforma di contenuti audiovisuali installati nello spazio
dell’Impluvium ai quali si sommeranno performance musicali di alcuni dei più
importanti musicisti elettronici contemporanei ed incontri sul tema dell’abitare e
dei confini del mondo grazie all’intervento di architetti e antropologhi.
Uno spazio immersivo da vivere e fruire in maniera diversa e in tempi differenti,
contemplativa e attiva, a seconda delle circostanze e delle proposte che vi si
avvicenderanno.
Lo spazio verrà adattato secondo i criteri architettonici tipici delle abitazioni
presenti nella catena montuosa del Pamir, in Tagikistan grazie alla
collaborazione tra l’artista e lo studio di ricerche architettoniche Raumplan.
Per animare ulteriormente Triennale, sempre da ottobre è inoltre prevista una
collaborazione coi Pomeriggi Musicali che prevede un articolato programma di
concerti da camera.
In un’era in cui per la facilità di riproducibilità e veicolazione delle immagini
chiunque può esperire un’opera d’arte attraverso il proprio smartphone o tablet,
le istituzioni culturali devono interrogarsi su quali nuove modalità di esperienza e
fruizione degli spazi espositivi e delle mostre proporre ai propri visitatori. Da
questo nasce l’dea di ragionare sul tema del gioco, che sarà uno dei temi chiave
della programmazione a partire dal 2019 e sarà esplorato anche nei prossimi anni
attraverso mostre, public program e attività rivolte a bambini, ragazzi, famiglie e
scuole.
Come ha scritto Johan Huizinga in Homo Ludens (1938), il gioco è essenziale per
la società e l’umanità. È necessario per generare cultura. Nel XX secolo, il tema
del gioco è stato affrontato in arte, architettura e design, si pensi ai giochi
realizzati dalle prime Avanguardie o a quelli di Fluxus, i cui lavori negli anni
Sessanta e Settanta uscivano dalle gallerie per entrare nello spazio pubblico,
fino al lavoro di quegli artisti che si sono confrontati con la progettazione di
campi da gioco pubblici per sfidare le tradizionali modalità di esperire l’arte e
rivelare paradigmi sociali, filosofici e culturali.
La mostra PLAY!, ideata e curata da Julia Peyton-Jones, con Emma Enderby,
sotto la direzione artistica di Lorenza Baroncelli, vedrà la creazione nella Galleria
al piano terra di Triennale di uno skatepark realmente praticabile, realizzato
dall’artista coreana Koo Jeong A, che, fin dagli anni Novanta, lavora sulla
reinvenzione degli spazi attraverso installazioni site-specific esperienziali e
partecipative. Tra i progetti più recenti di Koo è proprio la serie dedicata agli
skatepark, il primo dei quali, OTRO, è stato realizzato nel 2012 in collaborazione
con L’Escault Architectures e costruito sull’isola di Vassivière in Francia.
Intorno allo skatepark e negli spazi comuni di Triennale si svilupperà una serie di
installazioni realizzate da artisti internazionali che trasformeranno il Palazzo
dell’Arte in un paesaggio giocoso e interattivo, uno spazio fruibile da un pubblico
di tutte le età. La mostra vuole stimolare nel visitatore una partecipazione fisica
e mentale dello spazio che, attraverso le varie installazioni, arriva a sfidare le
dinamiche relazionali tra uomo e oggetto, tra individuo e collettività.
In parallelo, la mostra includerà un approfondimento dedicato a come il tema del
gioco sia stato trattato nelle edizioni storiche della Triennale attraverso una
selezione di materiali d’archivio.
Per sua storia e missione Triennale è sempre stata un incubatore di
sperimentazione e ricerca progettuale, in grado di proporre sempre nuovi e
rivoluzionari modelli architettonici e commissioni speciali che mettessero in
connessione e dialogo l’edificio storico di Muzio con il parco Sempione.
Già con il Labirinto dei Ragazzi dei BBPR, realizzato nel 1954 in occasione della X
Triennale, e con la grande mostra sul Tempo Libero del 1964, Triennale ha avviato
una riflessione sulla dimensione ludica, didattica e culturale delle attività che si è
soliti ricondurre al concetto di “gioco”, un insieme di attività che in realtà non
riguardano solo ed esclusivamente il mondo dell’infanzia.
A partire da queste esperienze, nell’aprile 2020 verrà inaugurato nel Giardino di
Triennale il primo Playground Pavilion, un padiglione/campo da gioco
liberamente fruibile e praticabile negli orari di apertura di Triennale destinato a
un pubblico ampio e trasversale. Ogni anno Triennale inviterà di volta in volta
architetti, designer e artisti a confrontarsi con la progettazione di un Padiglione
dedicato al gioco, ricollegandosi così alla tradizione dell’istituzione, ma
proiettandosi verso il futuro, introducendo nuove modalità di pensare agli spazi
comuni e alla loro fruizione, con l’obiettivo di raggiungere pubblici più ampi e
diversificati attraverso architetture dinamiche generatrici di pratiche
partecipative e relazionali.
A gennaio 2020 nella Curva del primo piano, spazio che sarà destinato alle
mostre “manifesto” delle discipline di Triennale, inaugurerà la collettiva The
State of the Art of Architecture, che presenterà lo stato dell’arte
dell’architettura contemporanea internazionale, cui seguirà la personale
dell’architetto danese Bjarke Ingels in aprile, la collettiva Future Cities – una
riflessione sul futuro delle città – in autunno 2020 e, nel 2021, la personale
dell’artista e teorica Hito Steyerl.
La mostra Enzo Mari e Hans Ulrich Obrist è il primo appuntamento di una serie
di dialoghi, che avranno come spazio espositivo dedicato la Galleria
dell’Architettura al piano terra, che nascono con lo scopo di far incontrare e
confrontare un Maestro del progetto con un altro progettista, un intellettuale, un
critico, un regista o un artista con l’obiettivo che da questo incontro scaturiscano
nuove letture e punti di vista sul suo lavoro.
Il secondo appuntamento dei Dialoghi sarà dedicato nell’autunno 2020
all’architetto Carlo Aymonino, il progetto si concluderà nel 2022 con il dialogo
tra Italo Lupi e Saul Steinberg.
Nella sua programmazione Triennale guarderà inoltre, da una parte, alla storia e
alla tradizione e, dall’altra, alle ricerche internazionali più innovative e
sperimentali. Due cicli di mostre saranno dedicati rispettivamente agli Eroi del
progetto, un percorso che inizia con Giancarlo De Carlo e Vico Magistretti e si
concluderà nel 2022 con Giovanni Muzio, a partire da un lavoro di ricerca su
materiali d’archivio spesso inediti – anche nella prospettiva dell’ampliamento
delle Collezioni di Triennale – e alle Avanguardie, con l’obiettivo di presentare e
valorizzare alcuni tra i più innovativi e sperimentali artisti, architetti, designer
contemporanei spesso attivi in ambiti cross-disciplinari, tra i quali Pedro Reyes,
Elena Torzo, Beniamino Servino e altri.
Il programma espositivo di Triennale sarà accompagnato da eventi, festival,
conferenze e incontri e si confronterà con la proposta del Triennale Milano Teatro,
che il 5 ottobre inaugura la sua stagione teatrale.
Triennale porterà inoltre avanti il dialogo con la città di Milano attraverso progetti
specifici negli spazi dell’Urban Center, all’interno del Palazzo dell’Arte, e proporr
mostre ed eventi legati a tematiche sociali, attraverso diverse collaborazioni con
realtà cittadine, quali, ad esempio, il Carcere di San Vittore.
Per l’Urban Center Comune di Milano e Triennale lanceranno a breve una call for
ideas per lo sviluppo di un programma di conferenze e laboratori con l’obiettivo di
indagare e osservare la città e i suoi cambiamenti.
I temi di interesse sono la rigenerazione e trasformazione urbana attraverso la
creazione di osservatori sul paesaggio italiano, sull’economia circolare, sulle
grandi opere, la forestazione urbana, le politiche urbane, gli spazi aperti.
Nel 2020 tornerà anche l’appuntamento con il Parco delle Culture,
manifestazione nata nel 2018 per volontà del Comune di Milano, ideata e
promossa da Triennale Milano. L’iniziativa vuole dare vita a una programmazione
condivisa da diverse istituzioni culturali milanesi – Acquario Civico, Biblioteca del
Parco Sempione, Castello Sforzesco, I Pomeriggi Musicali, Piccolo Teatro di
Milano, Triennale Milano – e intende fare di un luogo unico come Parco Sempione,
straordinario spazio verde circondato dalle più importanti eccellenze culturali, un
fulcro della città attraverso un programma in cui confluiscono arte, teatro, musica,
scienza e letteratura.
La volontà di rafforzare il dialogo con le altre istituzioni cittadine si riflette anche
nella programmazione culturale di Triennale: una serie di festival saranno
presentati durante il corso dell’anno negli spazi del Palazzo dell’Arte. Dai festival
musicali JAZZMI e TRI.P, organizzati insieme a Ponderosa Music & Art, alla Milano
Arch Week, organizzata con il Comune di Milano, il Politecnico di Milano e
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, a Milano Calcio City, prodotto da Triennale
Milano e AC Immaginario, dal Tempo delle Donne a FEST Il Festival delle Serie TV,
dal Festival dei Diritti a BookCity.

IL PROGRAMMA
PLAY!
novembre 2019
Attraverso lo skatepark ideato da Koo Jeong A e una serie di installazioni nel
Palazzo dell’Arte la mostra vuole stimolare nel visitatore una partecipazione fisica
e mentale dello spazio che, attraverso le varie installazioni, arriva a sfidare le
dinamiche relazionali tra uomo e oggetto, tra individuo e collettività.
Playgroud Pavilion
aprile 2020
Un padiglione/campo da gioco appositamente ideato per Triennale liberamente
fruibile e praticabile destinato a un pubblico ampio e trasversale
I DIALOGHI
Galleria piano terra
Enzo Mari e Hans Ulrich Obrist
marzo – settembre 2020
Dal costante dialogo nel corso degli anni tra Enzo Mari e Hans Ulrich Obrist nasce
questo progetto espositivo dedicato a presentare il lavoro e il pensiero di uno dei
principali maestri e teorici del design italiano. Progetti, modelli, disegni e materiali
di archivio documentano oltre 60 anni dell’attività di Mari. Organizzata in quattro
sezioni la mostra si apre con un nucleo di opere esposte in Enzo Mari. L’arte del
design (GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, 2009), curata
dallo stesso Mari.
Carlo Aymonino
ottobre 2020
Attraverso materiali d’archivio la monografica presenta il lavoro dell’architetto
romano Carlo Aymonino, evidenziando non solo la sua importanza nella scena
urbanistica della Roma degli anni Settanta, ma anche raccontandone gli aspetti
più umani e personali.
Italo Lupi e Saul Steinberg
2022
Uno scambio e dialogo tra il lavoro di un maestro della grafica come Italo Lupi e il
disegnatore e illustratore Saul Steinberg.
LE MOSTRE MANIFESTO
Curva primo piano
The State of the Art of Architecture
gennaio – marzo 2020
Partendo dall’esperienza fatta a Chicago da Joseph Grima nell’ambito della prima
edizione della Chicago Architecture Biennial, da lui curata nel 2015, saranno
invitati oltre 50 studi di architettura internazionali a cui verrà chiesto un progetto
“manifesto” del loro approccio al fare architettura.
La mostra presenterà, attraverso diversi media, il lavoro di una generazione di
architetti provenienti da tutto il mondo invitata a riflettere sulla produzione di
nuove forme di pensiero architettonico.
Una serie di dibattiti e discussioni con ospiti internazionali accompagneranno la
mostra per portare un nuovo sguardo sul panorama dell’architettura
internazionale contemporanea.
Bjarke Ingels
aprile – settembre 2020
La mostra documenta il lavoro di Bjarke Ingels, architetto danese di fama
internazionale, i cui progetti, mettendo in dialogo architettura e ambiente, si
caratterizzano per una costante attenzione alle urgenze del contemporaneo e ai
temi della trasformazione e del cambiamento, si tratti di cambiamento climatico,
demografico, sociale, migratorio o ai cambiamenti indotti dallo sviluppo
tecnologico, economico o dalla stagnazione.
Future Cities
ottobre 2020
Una riflessione sul futuro delle città attraverso gli interventi di architetti, urbanisti,
artisti, sociologi e filosofi.
Hito Steyler
autunno 2021
Artista e teorica Hito Steyler porta avanti attraverso installazioni, video e scritti
una rigorosa ricerca critica sui media, sulle tecnologie e sulle implicazioni sociali e
politiche della veicolazione e circolazione delle immagini.
LE AVANGUARDIE
Impluvium
Pedro Reyes
gennaio – marzo 2020
Spaziando dall’architettura alla scultura, dalla performance al video, Pedro Reyes
(Città del Messico, 1972) affronta tematiche sociali, ambientali, politiche ed
educative attraverso opere giocose e ironiche dalla forte connotazione
partecipativa.
Francesca Torzo
Data da definire
Francesca Torzo (Padova, 1975) porta avanti un percorso di ricerca e analisi dei
linguaggi architettonici e dell’edilizia, con una particolare attenzione alla
sperimentazione sulle potenzialità dei materiali, in particolare del cemento,
proiettandoli in una dimensione poetica ed emozionale.
GLI EROI
Spazio centrale curva primo piano
Giancarlo De Carlo
gennaio – marzo 2020
In occasione del centenario dalla nascita, la mostra presenterà i diari, mai esposti
al pubblico, di Giancarlo De Carlo (1919-2005), architetto, urbanista, teorico
dell’architettura e accademico italiano.
I diari, ricchi di schizzi autografi, disegni, progetti, appunti di viaggio, aforismi
architettonici e filosofici, curati e trascritti dalla figlia Anna, permettono di
ripercorrere la vita intellettuale di De Carlo e svelano gli spunti di riflessione che
l’architetto ha poi ritualizzato nel corso della fase più matura della sua carriera.
Vico Magistretti
aprile – giugno 2020
In occasione del centenario dalla nascita la mostra, realizzata in collaborazione
con Fondazione Vico Magistretti, racconta la figura di questo importante Maestro
Triennale Milano 8/9
del design e dell’architettura italiana attraverso progetti, disegni e materiali
d’archivio.
Giovanni Muzio
2022
La mostra esplora il rapporto di Giovanni Muzio con la città di Milano.
La Poesia è di tutti
Linguaggi, azioni e visioni poetiche nelle pagine de “la Lettura”
novembre 2019
Per il sesto anno «la Lettura» e Fondazione Corriere della Sera presentano in
Triennale un viaggio volto a mettere in scena le forme contemporanee di dialogo
tra giornalismo, arte e strumenti di comunicazione. La mostra, curata da
Gianluigi Colin e Antonio Troiano, ruota intorno ad uno dei linguaggi che più
contraddistingue il lavoro dell’inserto, la Poesia. Questa sarà “esposta” in una
dimensione originale, caratterizzata dalla contaminazione di forme e contenuti:
artisti come Fabre, Fioroni, Jodice, Kiefer, Kossuth, Paladino, Pistoletto, Spalletti
e Tatafiore dialogheranno con poeti passati e contemporanei attraverso opere
realizzate per l’occasione.
Marco Nereo Rotelli
Ottobre 2019
IULM, cortile
Corrado Levi
Primavera 2020
Una mostra diffusa in tutto il Palazzo dell’Arte per presentare la figura eclettica,
la pratica e la poetica di Corrado Levi, architetto, artista, intellettuale, agitatore
culturale, docente, critico, curatore, collezionista.
NONMODERNISM
aprile 2020
Un progetto collettivo di TOILETPAPER (Maurizio Cattelan & Pierpaolo Ferrari),
Studio Job (Job Smeets), Charley Vezza e Stefano Seletti che si ricollega al
percorso iniziato con Il Super Ball alla Fondation Beyler di Basilea nel 2016 e
seguito da Maze of Quotes ad Art Basel Miami sempre nel 2016 per Fondation
Beyeler.
Triennale Milano Teatro
La stagione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro continua e rafforza il percorso
iniziato con la curatela di Umberto Angelini. A partire dall’aggiornamento del
nome, Triennale Milano Teatro è sempre più parte integrante dell’universo
Triennale Milano, luogo della produzione e della creazione delle arti
contemporanee. Un progetto guidato dalla volontà di dar vita a un vero e proprio
cantiere della ricerca e della sperimentazione, con lo sguardo rivolto alla scena
internazionale e a quella italiana più originale. Da qui la volontà per questa nuova
stagione di chiamare a raccolta alcune delle esperienze più interessanti delle
performing arts nel panorama mondiale, rendendo al contempo sempre più
connessa, integrata e omogenea la proposta del Teatro e quella di Triennale
Milano.
La nuova stagione è dedicata ai Classici con l’obiettivo di ripartire da essi per
ritrovare un punto di riferimento oltre la frammentazione del presente, per poter
costruire strumenti di orientamento in grado di guidarci attraverso l’epoca
liquida della post-verità, per ascoltare le voci senza tempo dei loro autori e porle
in un confronto vivo e fecondo con l’oggi.
La conclusione della programmazione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro
coinciderà con l’avvio alla terza edizione di FOG Triennale Milano Performing
Arts (marzo-giugno 2020)
Triennale Milano
viale Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 724341
www.triennale.org

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