Asta del Barolo XVII Edizione

Asta del Barolo XVII Edizione

Domenica 12 maggio ore 10,30 presso il Castello di Barolo

Via Collegio Barolo 2 – Barolo||Cuneo

Tokyo sbanca l’Asta del Barolo

Spettacolare! Il ritmo con cui sono state aggiudicate le oltre 120 bottiglie, 51 lotti, di Barolo raffinato con etichette introvabili è segno di un successo planetario esaltante.

I produttori, esperti di vini, collezionisti riuniti per la XVII ASTA DEL BAROLO nel Castello di Barolo in provincia di Cuneo, non possono che applaudire. Oltre 30.000 € la spesa totale degli acquirenti provenienti da tutto il mondo, anche in collegamento con Singapore, Osaka e Tokio. Il pezzo top, il lotto “Deditus”, battuto a 2.000 € è andato a Tokyo.

Ma perché tutta questa attenzione per il Barolo? “è il miglior vino al mondo” chiosa Gianni Gagliardo che preside il gruppo di produttori che promuove l’Asta. Un giudizio di parte si potrebbe pensare.

Shigeru Hayashi, presidente di Soloitalia – Giappone e massimo esperto internazionale della gastronomia italiana, però sottolinea “il Barolo è longevità. In Giappone è molto apprezzato per la serietà e la straordinaria competenza dei suoi produttori”.

A riprova del grande amore del Giappone per il vino piemontese, il collegamento esterno “Enoteca Bar Implicito” di Tokyo si è aggiudicata 26 lotti su 51.

In ogni caso il vero protagonista è stato il vino: 35 le aziende rappresentate, alcune oggi non più esistenti (ad esempio il lotto di Franco Fiorina con tre bottiglie, rispettivamente del ’70 ‘71 ’74, aggiudicato a 500 €); 29 le annate, la più vecchia è un’etichetta del 1947, la più recente il 2010; un lotto collettivo speciale “Deditus” tutto di ventenni, classe 1999 con bottiglie di Azelia, Cordero di Montezemolo, Franco Martinetti, Michele Chiarlo, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto e Vietti.

Etichette senior: anni ’40 e ’50 hanno raccontano un Barolo diverso: come le tre bottiglie riserva Giacomo Borgogno del 1947 aggiudicate a 470€ a Tokyo; il lotto misto Fontanafredda, Barolo del 1959 insieme a Prunotto, Barolo, Riserva, 1967 e a un Marchesi di Barolo del 1974 una tripletta battuta a 520 €.

Gli anni ‘60 momento di svolta: il Renato Ratti del 1967 è stato un cinquantenne molto apprezzato a 410 €, stessa annata per i Poderi Oddero con 4 bottiglie battute a 600 €.

Ma anche bottiglie più recenti come il Barolo tradizionalista di Bartolo Mascarello del 1996, la cui etichetta d’autore con coccinelle ha portato fortuna ad un grande della vinificazione, con 360 € aggiudicato ad una giovanissima appassionata.

La base d’asta stimata dal battitore Giancarlo Montaldo assegnava un valore globale di € 22.020, con una media di 431,76 € a lotto e di € 173,39 a contenitore, per le 118 bottiglie da 0,75 litri, 8 Magnum fa 1,5 litri e 1 Doppio Magnum da 3 litri.

Il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’ONLUS 1Caffè dell’attore Luca Argentero, rappresentato in sala dal Presidente Beniamino Savio. Infatti lo spirito dell’Asta del Barolo non è commerciale, ma teso alla valorizzazione di un prodotto leader del made in Italy e di un territorio che ha saputo reinventarsi ed evolversi arrivando all’eccellenza.  Per questa e per altre motivazioni l’Asta del Barolo 2019 ha ottenuto l’Alto Patrocino del Parlamento Europeo.

L’Asta si è chiusa in bellezza con un pranzo realizzato da una straordinaria Mariuccia Ferrero del ristorante stellato San Marco di Canelli.

“L’edizione 2020 – dice Gianni Gagliardo – sarà nuovamente a maggio, naturalmente sempre a Barolo.”

 

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