“Re-build in the built environment” sino al 20 gennaio in Triennale

Una mostra alla Triennale di Milano racconta la valorizzazione
del patrimonio costruito attraverso il suo riuso in chiave
contemporanea
Promossa da Capoferri, “Re-build in the built environment” – dal 14 dicembre 2018 al 20 gennaio 2019 –
presenta quattro progetti emblematici nel raccontare il tema della valorizzazione del patrimonio
architettonico esistente e del suo riuso, secondo le esigenze della contemporaneità.
A cura di Simona Galateo, con le fotografie di Giovanna Silva.
Nell’anno europeo dedicato al Patrimonio Culturale, dal 14 dicembre al 20 gennaio
2019, la Triennale di Milano ospita una mostra che mette in scena il rapporto tra
architettura contemporanea, tutela storica, valorizzazione filologica e patrimonio
costruito. A cura di Simona Galateo, “Re-build in the built environment” presenta una serie
di progetti internazionali, raccontati attraverso disegni tecnici, elementi di progetto e fotografie di Giovanna Silva.

Il Patrimonio culturale e costruito
Il 2018 è l’anno europeo dedicato al Patrimonio Culturale: un invito a promuovere le buone
pratiche volte a preservare, gestire e valorizzare le preziose eredità di cui disponiamo,
rafforzando il senso di appartenenza a un comune spazio europeo.
Parte di quelle inestimabili risorse da tutelare è anche il patrimonio costruito e architettonico,
storico così come moderno, con cui diventa oggi imprescindibile confrontarsi nel progettare.
In questa stessa direzione si inseriscono anche i programmi della Comunità Europea – da
Horizon 2020 a Europe 2020 – che promuovono trasformazioni che limitino, se non
azzerino, un ulteriore consumo di suolo. L’architettura contemporanea ha il compito di
rivalutare, ripensare e adattare il patrimonio esistente perché accolga nuove funzioni; ricostruire nuovi significati anche attraverso l’azione dell’innesto e sviluppare i temi cardine
del recupero, del riuso, dell’ambiente e della sostenibilità energetica.
“Il termine re-build è qui utilizzato come sinonimo del più diffuso riciclo” afferma Simona
Galateo “Proprio per spostare l’attenzione dal predominio dei valori dell’esistente, troppo
spesso un vero e proprio freno per le trasformazioni architettoniche e urbane, ai valori di
principi progettuali capaci di manipolare l’edificato per l’istituzione di nuovi cicli di vita e
per il miglioramento dell’efficienza energetica.”
I progettisti sono sempre più chiamati a far fronte in modo improrogabile alle esigenze
contemporanee, tra cui quelle ambientali, e a progettare funzioni nuove a partire dalle risorse
primarie di cui disponiamo, dal vuoto – fisico e di senso – lasciato come residuo nei brani
della città densa e diffusa.
I progetti in mostra
Le quattro architetture in mostra – Morgan Library, Terrazza Triennale, Palazzo
Anguissola Gallerie d’Italia, Tempio Capitolino di Brescia – rappresentano emblematici
esempi dell’importanza della valorizzazione del patrimonio esistente e dell’attivazione di
nuovi significati.
Il racconto parte dalla scala architettonica – dove l’intervento è avvenuto talvolta a livello di
riuso, talvolta di innesto – per arrivare al dettaglio dei serramenti.
Capoferri si è trovato ad essere interlocutore comune del progettista come del
sovrintendente, interprete di norme complesse, sensibile esecutore del progetto e attivo nel
concorrere alla definizione di soluzioni capaci di soddisfare in armonia le differenti esigenze.
In ciascuno dei 4 casi i serramenti, le facciate, i meccanismi di movimento, sono stati pensati
ad hoc, diventando elementi di identità caratterizzanti sia del linguaggio progettuale sia
dell’edificio stesso. Un lavoro che evidenzia la capacità artigianale dell’azienda che unisce
sapere della tradizione a tecnologie di frontiera. Gli oggetti posti in mostra sono piccoli
capolavori di design, frutto della continua sperimentazione e di un lavoro su misura che è
l’unica via per rendere moderne, sicure, fruibili e contemporanee le molte architetture
esistenti soggette alle attenzioni e tutele delle Soprintendenze.

L’allestimento
Il progetto di allestimento, a cura di Piovenefabi, mette in scena i progetti attraverso 3 livelli
di intervento.
Il primo è quello a livello di edificio, alla scoperta di una nuova prospettiva: tre grandi
finestre dell’impianto originale, tamponate da decenni, vengono riaperte e riconsegnate
all’architettura del luogo. Regalando una inedita vista di Parco Sempione e Torre Branca,
questa azione diventa emblematica nell’esprimere la volontà della Triennale del riportare
l’edificio di Giovanni Muzio al suo disegno autentico.
Il secondo intervento racconta il saper fare di Capoferri, attraverso l’esposizione di campioni
di studio e prove tecniche: una delle grandi pareti diviene una sorta di lapidario
contemporaneo, adornata con oltre quaranta elementi relativi ad altrettanti progetti
internazionali. L’insieme dei campioni, in legno e acciaio, rende scenografica la meccanica
e il design dei componenti che definiscono gli edifici nella loro architettura fin nei minimi
dettagli.
Il terzo intervento è invece quello di focus sui progetti in mostra: una struttura cruciforme
in inox sabbiato delinea quattro aree. Grandi pannelli trasparenti accolgono le fotografie di
Giovanna Silva e i designi che raccontano l’estetica e l’intelligenza dei progetti. All’interno
di ciascuna struttura si trovano anche i mock-up di progetto e i tavoli-vetrina che rendono
scenografico il racconto della componentistica minuta prodotta su misura per realizzare
ciascun edificio.
I progetti in mostra
Morgan Library
Renzo Piano Building Workshop
New York, 2006
Il progetto di RPBW per la Morgan Library rappresenta l’ultimo intervento in ordine di
tempo sul volume costruito nel 1906 dall’architetto Charles McKim su commissione del
proprietario, JP Morgan. Renzo Piano è intervenuto salvaguardando l’esistente ed
esaltandolo con l’aggiunta di tre nuovi volumi che convergono in uno spazio centrale posto
sotto il livello della strada, a una profondità di 17 metri, dando vita a una grande piazza
ipogea. Uno spazio che mette in dialogo gli edifici originali, illuminato dalle grandi vetrate
del nuovo volume centrale d’ingresso affacciato sulla 5th Avenue.
I nuovi innesti della Morgan Library sono stati realizzati utilizzando l’acciaio e il vetro,
permettendo di avere grandi superfici illuminanti gli spazi ipogei della biblioteca e gli
ambienti adiacenti. Capoferri ha progettato per l’entrata principale della J.P. Morgan Library
porte e serramenti a taglio termico in vero bronzo, vincendo la sfida di realizzare il
collegamento tra le porte di accesso a taglio termico e la struttura portante. Tenendo conto
delle dilatazioni termiche di entrambe, la facciata è stata costruita permettendo queste
dilatazioni al di sotto del piano pavimento grazie a un sistema con inserti in Teflon. Sono
state così rispettate le linee sottili dell’architettura del nuovo volume, permettendo al tempo
stesso la dilatazione termica verso l’alto tipica degli infissi, senza generare attriti di sorta.

Terrazza Triennale
OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi
Milano, 2015
In occasione di EXPO 2015 è stato realizzato un nuovo innesto sulla Terrazza Triennale: un
volume semplice, geometrico, razionale e interamente trasparente che si apre verso l’esterno,
reinterpretando in chiave contemporanea il concetto lecourbusiano del plan libre. Il
padiglione si presenta arretrato rispetto ai portali della facciata storica, da cui riprende il
passo strutturale, dell’edificio di Giovanni Muzio, con la medesima attenzione – e ambizione
estetica – al sistema portante modulare. Sottili profili portanti in acciaio finemente disegnati
sorreggono le vetrate in parte scorrevoli, mentre le vetrate laterali traslano su binari paralleli,
aprendo lo spazio della cucina da un lato e del cocktail bar dall’altro.
Capoferri ha completato la struttura in soli 60 giorni, sviluppando soluzioni tecniche inedite
per coniugare le prestazioni tecnico-meccaniche con il brief di progetto. Per assicurare la
totale autonomia portante del nuovo volume rispetto al palazzo è stata realizzata una pedana
con pavimento galleggiante in legno, che protegge il rivestimento esistente della terrazza e
ospita gli impianti.
La struttura leggera e modulare è stata realizzata in acciaio inox e consta di sette campate,
per una lunghezza totale di trentatré metri, una profondità di cinque metri e un’altezza totale
di tre. Le vetrate esplorano i limiti estremi della tecnica: realizzate a taglio termico, hanno
le dimensioni minime (55mm di spessore) ottenibili su profili mobili. I dispositivi meccanici
delle ante laterali, alzanti e scorrevoli, sono completamente incassati all’interno della
struttura portante dando l’impressione, ad ante chiuse, che i vetri siano fissi. Le vetrate di
testa nei due lati corti, con una traslazione orizzontale, si aprono interamente: una soluzione
mai realizzata prima consente alle ante di scorrere in senso perpendicolare al vetro sul solo
binario inferiore (anch’esso incassato a pavimento) senza nessuna guida superiore a vista.
Gallerie d’Italia – Palazzo Anguissola
aMDL Michele De Lucchi
Milano, 2011
Progettati tra la fine del Settecento e i primi anni del Novecento, i quattro palazzi delle
Gallerie d’Italia ospitano al loro interno collezioni dell’Ottocento e del Novecento.
Il progetto dello studio di Michele De Lucchi ha previsto un intervento di restauro della sede
storica della Banca Commerciale e una valorizzazione e integrazione di Palazzo Anguissola,
già restaurato negli anni Novanta.
Il disegno del percorso espositivo cambia e dialoga con gli spazi dei diversi edifici, esaltando
le diverse modalità di fruizione dell’opera che riprendono e attualizzano quelle delle epoche
in cui i palazzi sono stati costruiti: nel Palazzo Anguissola l’apparato decorativo nelle sale
era così preminente da aver imposto un’esposizione quasi del tutto indipendente dalle pareti,
attraverso l’uso di cavalletti in bronzo. Con l’obiettivo di assicurare una continuità dei
percorsi di visita degli spazi dei diversi edifici, il progetto ha previsto la chiusura del
colonnato della corte quadrata del Palazzo (che ospita una scultura di Arnaldo Pomodoro),
trasformata così in uno snodo per i collegamenti interni tra le diverse sale delle gallerie
dell’Ottocento e per l’accesso al giardino condiviso con la Casa del Manzoni.
Capoferri ha rispettato gli originali serramenti in legno di Palazzo Anguissola, integrandovi
un sistema di sicurezza: per ciascun serramento sono state finalizzate ferramenta e sistemi
di blindatura nascosti disegnati ad hoc. La chiusura della corte ha richiesto inoltre la
realizzazione di elementi autoportanti che riducessero al minimo l’intervento murario –
riduzione necessaria data la natura storica dell’edificio. La struttura progettata presenta
pilastri in bronzo e un tamponamento trasparente, in bronzo e vetro, talora fisso e talora
apribile con soglie a filo. I serramenti in bronzo sono stati realizzati a disegno a seguito di
scansioni laser delle pareti dell’edificio, necessarie date l’irregolarità delle pareti.
Lo stesso principio progettuale di autonomia strutturale è stato seguito per la realizzazione
su misura dei cavalletti, disegnati dall’architetto Michele De Lucchi, progettati per sostenere
i bassorilievi del Canova.
Tempio Capitolino
Brescia, 2013
Patrimonio Mondiale dell’Umanità – UNESCO
Il tempio Capitolino di Brescia, riconosciuto patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2011,
rappresenta oggi il complesso archeologico più importante e l’edificio pubblico dell’Impero
Romano meglio conservato nel Nord Italia. L’area archeologica si compone del tempio, di
un Santuario, di un teatro e di un tratto di decumano storico, e dal 2013 è entrata far parte
del sistema museale bresciano.
Il tempio conserva al suo interno le parti originali della decorazione e dell’arredo delle grandi
celle, con pavimenti autentici realizzati in lastre di marmi colorati disposte a creare motivi
geometrici. I tre grandi portali realizzati per proteggere e chiudere gli spazi interni del tempio
rappresentano al meglio la monumentalità del luogo: interamente realizzati in bronzo
raggiungono un’altezza massima di otto metri nell’ingresso centrale e quattro per i due
laterali. Capoferri, sotto stretto controllo della Soprintendenza ai Beni Ambientali e
Architettonici, ha progettato, costruito e installato i tre monumentali portali, curando il
disegno e la realizzazione generale, delle maniglie, delle pull bars e dei dispositivi di
bloccaggio. Per proteggere l’edificio esistente, Capoferri ha ancorato i portali alla struttura
con soli 4 punti di fissaggio per la finestra principale dell’ingresso e 6 per i due ingressi
laterali – il massimo assoluto concesso dalle autorità per salvaguardare l’antica struttura.
L’ingresso principale è progettato come una bow-window invertita, per larga parte
autoportante e quindi necessitante di pochi collegamenti con l’edificio, e posto su supporti
di gomma per non essere a diretto contatto con i pavimenti originali.
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Re-build in the built environment
Quattro architetture per la valorizzazione del patrimonio costruito
Una mostra in collaborazione con Capoferri
14 dicembre 2018 – 20 gennaio 2019
La Triennale di Milano
Martedì – domenica, 10.30 – 20.30
Ingresso gratuito
Progetti in mostra:
Morgan Library | New York | Renzo Piano Building Workshop
Terrazza Triennale | Milano | OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi
Gallerie d’Italia, Palazzo Anguissola | Milano | aMDL Michele De Lucchi
Tempio Capitolino | Brescia | Comune di Brescia e Soprintendenza per i Beni
Ambientali e Architettonici
Curatore scientifico: Simona Galateo
Allestimento: Piovenefabi
Fotografia: Giovanna Silva
Grafica: Parcodiyellowstone
Ufficio Stampa: Nemo Monti
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CAPOFERRI, UNA STORIA LUNGA UN SECOLO
Fondata ad Adrara San Martino (BG) nel 1894, inizialmente come falegnameria artigianale, in oltre
un secolo di storia è cresciuta fino ad essere oggi il leader nei serramenti su misura avendo saputo
unire la qualità manifatturiera dell’artigiano con le risorse tecnologiche e gestionali della grande
industria. Arrivata alla quinta generazione, l’azienda si è affermata per la capacità di realizzare opere
“impossibili”, ampliando le possibilità espressive per gli architetti di utilizzare serramenti di grandi
e grandissime dimensioni, con meccanismi automatizzati, alzanti e scorrevoli, a scomparsa,
distinguendosi per la capacità di svolgere progetti senza limiti di scala o di genere. Attiva pressoché
in ogni continente, l’azienda bergamasca collabora con alcuni dei maggiori progettisti della scena
internazionale. Centoventiquattro anni di ricerca, di elevata professionalità e di solida tradizione
artigiana, hanno trasformato un piccolo laboratorio in una realtà imprenditoriale internazionale,
leader nei serramenti speciali.
www.capoferri.it

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