SOI: 150 ANNI A TUTELA E DIFESA DELLA VISTA

SOI: 150 ANNI A TUTELA E DIFESA DELLA VISTA

La Società Oftalmologica Italiana si appresta a festeggiare i suoi primi 150 anni: era infatti il 1869 quando fu fondata la SOI, la prima tra le società scientifiche medico specialistiche del nostro Paese. Da allora il progresso della clinica oculistica e della tecnologia è stato enorme, decisivo negli ultimi 40 anni. Oggi l’obiettivo più importante è quello di rendere questi benefici disponibili per tutti.

In occasione delle celebrazioni per l’importante ricorrenza, la SOI ha organizzato un evento esclusivo per raccontare la storia dei suoi 150 anni presso l’Hotel Four Seasons di Milano, preceduto da un incontro con la stampa durante il quale sono stati trattati interessanti argomenti che riguardano le novità sulla Degenerazione maculare – Nuovi laser per la cataratta – Occhio secco e terapie farmacologiche e laser – Differenza tra visita oculistica e visita di screening -Bufale in oftalmologia e come prevenirle.

A colloquio con Matteo Piovella, Presidente SOI e altri illustri relatori: Teresio Avitabile, Segretario Tesoriere SOI – Pasquale Troiano, Consigliere SOI

“Centocinquant’anni, sono un tempo lunghissimo: la SOI è stata la prima società medico scientifica di specialità a essere fondata nel nostro Paese e la terza in Europa, perché ha seguito di soli pochi anni le società fondate dai colleghi belgi e tedeschi”, ha esordito il dottor Piovella. “È un traguardo importante e verrà celebrato efficacemente per un anno intero, coinvolgendo le massime Autorità Istituzionali e Religiose, per rilanciare la centralità della salvaguardia della Vista, oggi più che mai necessaria. Dopo il 98° Congresso Nazionale SOI di Novembre, l’evento di riferimento sarà congresso Internazionale di maggio 2019, che si terrà nella splendida cornice della celebre Nuvola di Fuksas, a Roma”. Al di là del primato cronologico, questa ricorrenza è l’occasione per riportare l’attenzione su una realtà qualificata ed importante della medicina italiana, che da un secolo e mezzo rappresenta il punto di riferimento per tutti i 7000 Medici Oculisti, e non solo, a garanzia del livello di qualità delle prestazioni oftalmologiche messe a disposizione dei Pazienti. “La SOI è un Ente Morale, giuridicamente riconosciuto, che per indicazione dello Statuto, vigila sulla qualità delle prestazioni oculistiche erogate ai cittadini organizzando le Linee Guida necessarie per la miglior gestione delle differenti malattie dell’occhio”, ha aggiunto il dottor Piovella. “Si tratta di una responsabilità importante, considerando che i 7000 oculisti italiani, ogni anno, salvano la vista a 1.300.000 persone. La SOI è stata promotrice e protagonista dello straordinario progresso delle terapie mediche e chirurgiche che si sono evolute negli ultimi 100 anni. “Negli ultimi 40 anni il progresso tecnologico ha portato una trasformazione nella pratica clinica e chirurgica dell’oculistica che non ha eguali in altre specialità: un caso esemplare, che non mi stancherò mai di ripetere, è quello della chirurgia della cataratta”, ha aggiunto il dottor Piovella. “Quando ho iniziato la professione di chirurgo, i risultati era scarsi o addirittura quasi nulli in termini di efficacia, e la sicurezza era ancora molto lontana: ora siamo nella condizione di operare 650.000 pazienti con un margine di sicurezza adeguato e gratificante, e l’intervento corregge i difetti di vista , restituendo – caso unico tra tutti gli interventi chirurgici – una capacità visiva di alta qualità che più della metà dei pazienti non aveva mai sperimentato prima. Con molto rispetto possiamo affermare che oggi siamo capaci di migliorare e di molto la vista che ci ha regalato il buon Dio”. La chirurgia della cataratta sta vivendo un paradosso tutto italiano: il risultato oggi ottenibile è indiscutibile ed è apprezzato da tutti, ma purtroppo non ne può usufruirne la stragrande maggioranza dei pazienti. Per motivi organizzativi e di carenze di budget, il sistema sanitario italiano prevede un rimborso non sufficiente a sostenere il continuo aggiornamento medico chirurgico che si è fermato in oculistica ai primi anni duemila. Le nuove tecnologie capaci dei miglioramenti straordinari della vista prima descritti sono utilizzabili solo in alcune realtà del settore privato, in regime di solvenza. “Questo ci mette in grande difficoltà , perché eticamente e professionalmente siamo chiamati a garantire le migliori cure a tutti, ma non abbiamo la possibilità di poterla applicare nel Sistema Sanitario Nazionale che effettua il 85% della chirurgia”, ha sottolineato il dottor Piovella. “L’importo del rimborso DRG per l’intervento di cataratta è totalmente insufficiente, ha un importo prestabilito fisso che non permette di comperare nulla in più rispetto quanto speso nel passato. Quindi quando fortunatamente la cura migliora, utilizzando ad esempio i nuovi cristallini ad alta tecnologia, non si ha un solo euro in più per acquistarli e tutti sanno che le cose migliori ed innovative costano ovviamente di più. Incredibilmente non è stata prevista l’opportunità di aggiornare gli importi adatti a mantenere sempre il massimo livello di cura” La situazione è molto penalizzata dalla mancanza d’informazione del cittadino, che nonostante le impegnative regole sulla privacy e sul consenso informato, è tenuto all’oscuro circa le opportunità esistenti e soprattutto nei confronti dei propri diritti.
“La SOI comprende che questo stato di cose sia determinato dalle ristrettezze finanziarie di un sistema antico oggi in crisi in tutto il mondo, ma bisogna responsabilmente agire alla luce del sole, per permettere al paziente di scegliere secondo il suo diritto sancito nella Costituzione”, ha aggiunto il presidente della SOI. “Purtroppo si va nella direzione opposta: non solo si propone un intervento non aggiornato come se non ci fossero altre alternative, ma nella Regione Lazio è in fase di promulgazione una legge che impedisce di effettuare l’intervento di cataratta nel settore privato : un modo speciale per eliminare una concorrenza di qualità e per questo molto scomoda”. Altre inadeguatezze normative, che io considero dei veri e propri errori, riducono la possibilità di cura nei confronti dei Pazienti affetti da importanti malattie degli occhi alcune di grandissimo impatto e per questo considerate “sociali”. “Voglio evidenziare due situazioni critiche: la prima riguarda le iniezioni intravitreali per la degenerazione maculare che, per una norma assurda, possono essere effettuate solo in ospedale e non da ognuno dei 7000 oculisti italiani, come sarebbe indicato e come si fa in tutto il mondo. Il pessimo risultato ottenuto nel nostro Paese certifica che si effettuano solo 300.000 iniezioni all’anno rispetto al milione e centomila del Regno Unito, della Francia e della Germania”, ha continuato il dottor Piovella. “L’altra grave mancanza è l’impossibilità di ottenere in sala operatoria l’assistenza anestesiologica necessaria, possibile solo se effettuata da un Medico Anestesista Specialista, per tutti gli interventi di chirurgia oculistica. Stiamo lavorando incessantemente da anni per ripristinare sicurezza e buon senso : oggi esiste una nuova attenzione da parte del Ministero della Salute e questo lo dobbiamo considerare di buon auspicio per il prossimo futuro. La SOI continua dunque la sua ferma e consapevole azione affinché le normative siano adeguate ed armonizzate alle nuove necessità cliniche. E questo richiede un cambio di marcia e una nuova positiva percezione, perché troppo spesso l’importanza, il valore e l’impatto sociale delle cure oculistiche viene poco considerato e spesso sottovalutato. “C’è la falsa convinzione, in una parte rilevante della popolazione, che la cecità o le Persone che vedono in modo penalizzante ed inadeguato siano ormai una triste realtà degli anni passati. Purtroppo non è così: si prevede che entro il 2050 le persone cieche aumenteranno di tre volte con un impatto ed una responsabilità sociale enorme” ha concluso Piovella. “Per questo noi dobbiamo essere lungimiranti, perché curare adeguatamente gli occhi per salvaguardare la vista ha un valore inestimabile ed evita che una persona diventi cieca. Anche se le prospettive a lungo termine interessano meno i politici, che preferiscono risultati immediati per potersi ingraziare i propri elettori e così essere di nuovo rieletti. Dobbiamo positivamente rivalutare il valore della visita oculistica quale unico strumento adeguato a tutelare la vista delle Persone. Molti ritengono che oggi non sia necessario sottoporsi a controlli regolari e sostengono la validità dell’auto controllo o il ricorso a manovalanza inadeguata ed impreparata perché risulta a volte di più facile accesso. Nulla di più sbagliato ,soprattutto quando a farne le spese sono i bambini che tutti insieme abbiamo l’obbligo di proteggere e tutelare. Purtroppo fa parte della cultura sbagliata di questo Paese il ritenere che l’esperienza e la professionalità del Medico oggi non sia più necessaria a vantaggio di soluzioni di livello inferiore e senza nessuna garanzia di efficacia e sicurezza. La maggior parte delle Persone si fa “controllare” periodicamente dall’ottico, che non essendo Professione Sanitaria e quindi totalmente impreparato non dovrebbe mai parlare di salute o di cure degli occhi ”. Ma soprattutto proteggiamo tutti i bambini : sono soggetti deboli e meritano tutto il nostro appoggio. Per questo è stata lanciata la campagna la Vista ti salva la Vita, dedicata a chi non si è mai sottoposto a visita oculistica: 30.000 visite oculistiche specialistiche messe a disposizione dei Cittadini che i Medici Oculisti effettueranno negli studi privati per ribadire l’importanza della Visita Oculistica. Un regalo del valore di tre milioni di euro a vantaggio di tutti. Perché la Vista è molto importante”

Uno spiraglio per la degenerazione maculare

La Degenerazione maculare colpisce 1 persona su 3 dopo gli 80 anni ma qual è la sua eziopatogenesi? Questa domanda è rimasta finora senza risposta. Ma le conoscenze sui fattori causali di questa degenerazione cronica e progressiva della macula, la regione centrale, della retina, deputata alla visione nitida ha fatto il primo, decisivo passo in avanti, grazie a una ricerca condotta dal gruppo del professor Teresio Avitabile, Segretario della SOI e Direttore della Clinica Oculistica, Azienda Policlinico -Vittorio Emanuele di Catania. Lo studio ha infatti portato alla scoperta di una molecola, chiamata IGF-1, che si trova espressa ad alti livelli non solo nelle fasi avanzate della forma neo-vascolare della malattia, come già noto, ma anche nelle forme incipienti. In prospettiva, il risultato potrebbe aprire la strada a un possibile trattamento che abbia come bersaglio proprio la IGF-1.

Occhio secco: diagnosi e trattamento sono appannaggio dello specialista oftalmologo

Una diagnosi formulata da figure incompetenti improvvisate può peggiorare il decorso di questo disturbo della superficie oculare molto diffuso tra la popolazione. La terapia è basata sul controllo dell’infiammazione, sulla riattivazione delle ghiandole che secernono la componente grassa delle lacrime e sui sostituti lacrimali

Bruciore, sensazione di corpo estraneo, vista offuscata: sono questi sintomi dell’occhio secco che, insieme alla cataratta, una delle ragioni più frequenti di visita medica oculistica: è una condizione molto diffusa, con un rischio d’insorgenza che aumenta con l’avanzare dell’età, e che colpisce in prevalenza soggetti di sesso femminile – ha esordito il Professor Troiano, Direttore Unità Operativa Complessa di Oculistica – Ospedale Fatebenefratelli di Erba. “Anche la diagnosi di occhio secco, come per tutte le malattie, si basa sull’anamnesi mirata a individuare condizioni sistemiche, uso di farmaci e abitudini che possono essere correlate a questa sindrome. Dopo  di che la valutazione del quadro clinico e gli esami strumentali permettono di giungere a una diagnosi di certezza, i dati anamnestici sono preziosissimi anche per l’impostazione della terapia – ha spiegato Troiano -.

Cheratocono, terapia sempre più efficace e sicura

Il cross-linking, terapia di elezione per questa affezione oculare che consiste nella deformazione della cornea, può ora essere effettuato senza la rimozione chirurgica dell’epitelio,  a tutto vantaggio della sicurezza e della tollerabilità. Rimane però l’ostacolo di un’incongruenza della norma sulla rimborsabilità della prestazione

Una delle affezioni oculari che ha ricevuto scarsa attenzione da parte dei media è sicuramente il cheratocono, ovvero la deformazione progressiva della cornea, che si assottiglia e si allunga verso l’esterno. L’occasione per parlare di questa patologia è offerta ora dalla disponibilità di una terapia efficace e molto ben tollerata, nota come cross linking. “Il cheratocono è una patologia della cornea geneticamente determinata, ma può insorgere anche come complicanza della chirurgia refrattiva (in questo caso si chiama ectasia) – spiega il Prof. Pasquale Troiano, Direttore Unità Operatova Complessa di Oculistica – Ospedale Fatebenefratelli di Erba e Consigliere SOI – Presidente del Comitato Tecnico Scientifico SOI -; è come se la come se la cornea diventasse un po’ più debole,  strutturalmente meno resistente: da qui ha origine la sua deformazione – ha spiegato Troiano. La tecnica del cross linking, come dice la denominazione inglese stessa, ha lo scopo di stringere più tenacemente le maglie che tengono insieme il tessuto della cornea: questo intervento consente di irrigidire la struttura corneale, rendendo così più difficile la sua deformazione. Per mettere a punto questa tecnica, gli oftalmologi si sono ispirati ai processi naturali. Il fenomeno di irrigidimento della cornea si verifica in modo fisiologico quando la cornea è esposta alla luce solare. Nel cross linking, la cornea viene preliminarmente imbibita di una sostanza, la riboflavina, che ha lo scopo in parte di proteggere la cornea e in parte di catturare meglio la luce con cui la cornea viene successivamente irradiata: utilizzando una fonte luminosa ultravioletta, è come se si facesse l’abbronzatura alla cornea, che in questo modo diventa decisamente più dura e rigida. La tecnica del cross linking non è in realtà una novità assoluta, ma recentemente ha subito un perfezionamento decisivo. Inizialmente, veniva eseguita in modo più aggressivo, rimuovendo chirurgicamente l’epitelio corneale – ha sottolineato Troiano.

A Roma…dove si incontrano i protagonisti dell’oftalmologia, si terrà il 17° Congresso Internazionale (24th Annual Meeting on Cataract and Refractive Surgery). Ancora una volta la SOI (Società Oftalmologica Italiana) si metterà a disposizione dei medici oculisti, da giovedì 23 a sabato 25 maggio 2019, presso il Palazzo dei congressi Roma Convention Center “La Nuvola”.

 

 

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