DENTRO CARAVAGGIO A PALAZZO REALE DI MILANO

   

“Ciò che inizia con l’opera di Caravaggio è molto semplicemente la pittura moderna”
André Berne‐Joffroy, uno dei grandi protagonisti della riscoperta di Caravaggio nel secolo scorso.
Il 29 settembre 1571 nasce a Milano Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, autore in
poco meno di quindici anni – morirà nel 1610 dopo una vita burrascosa finita tragicamente
– di un profondo rinnovamento della tecnica pittorica caratterizzata dal naturalismo dei
suoi soggetti, dall’ambientazione realistica e dall’uso personalissimo della luce e
dell’ombra.
Caravaggio sarà preso a modello da molti artisti del Seicento in Italia e in tutta Europa, al
punto da far nascere il termine caravaggismo per definire la sua influenza che si protrarrà,
con alterne vicende, sino all’Ottocento, anche se, alla grande fama in vita, era seguito un
oblio di due secoli. L’opera di Caravaggio è stata riscoperta e consacrata nel Novecento
grazie agli studi di Roberto Longhi che nel 1951 gli dedicò una mostra epocale nel Palazzo
Reale di Milano.
E Milano torna a omaggiare il grande artista con la mostra Dentro Caravaggio, sempre a
Palazzo Reale dal 29 settembre con venti capolavori del Maestro riuniti qui
per la prima volta tutti insieme. Un’esposizione unica non solo perché presenta al
pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei
esteri ma perché, per la prima volta le tele di Caravaggio sono accompagnate con
innovativi apparati multimediali dalle rispettive immagini radiografiche che consentono
al pubblico di seguire e scoprire, attraverso, il percorso dell’artista dal suo pensiero
iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera.
La mostra, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica,   è promossa e
prodotta da Comune di Milano‐Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, in
collaborazione con il MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Il Gruppo Bracco è Partner dell’esposizione per le nuove indagini diagnostiche. Main
Sponsor è Intesa Sanpaolo. L’allestimento è progettato da Studio Cerri & Associati. La
mostra è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico
presieduto da Keith Christiansen e vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni
della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi
di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a
una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto sia alle nuove
date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la
nuova frontiera della ricerca per la storia dell’arte come per il restauro.
Tra i musei e le collezioni italiane che hanno prestato i propri capolavori ricordiamo: le
Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma‐Palazzo Barberini e Galleria Corsini, con
Giuditta che taglia la testa a Oloferne (1601‐1602 circa), San Giovanni Battista (1604 circa) e San
Francesco in meditazione (1606); la Galleria Doria Pamphilj, Roma con Riposo durante la fuga
in Egitto (1597) e Maddalena penitente (1597); i Musei Capitolini, Roma con Buona Ventura
(1597‐1598 circa); la Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, Firenze con
Ragazzo morso da un ramarro (1597‐1598); la Galleria degli Uffizi, Firenze con Sacrificio di
Isacco (1603); la Collezione della Banca Popolare di Vicenza con Coronazione di spine (1604‐
1605 circa); il Museo Civico Ala Ponzone, Cremona con San Francesco in meditazione (post
1604); la Basilica di Sant’Agostino, Roma con Madonna dei pellegrini (1604‐1605); il Museo e
Real Bosco di Capodimonte, Napoli con Flagellazione di Cristo (1607); Palazzo Pitti, Firenze
con Ritratto di un cavaliere di Malta (1607‐1608); le Gallerie d’Italia  ‐  Palazzo Zevallos
Stigliano, Collezione Intesa Sanpaolo, Napoli con Martirio di Sant’Orsola (1610).
Tra i prestiti più prestigiosi dall’estero: San Francesco in estasi (1598‐1599) dal Wadsworth
Atheneum of Art di Hartford; Marta e Maddalena (1598‐1599) dal Detroit Institute of Arts;
Sacra famiglia con San Giovannino (1602‐1604) dal Metropolitan Museum of Art, New York;
San Giovanni Battista (1604) dal Nelson‐Atkins Museum of Art di Kansas City; San Girolamo
(1605‐1606) dal Museo Montserrat, Barcellona;Salomé con la testa del Battista (1607 o 1610)
dalla National Gallery, Londra.
Per ragioni conservative e di programmazione l’opera Martirio di Sant’Orsola di propriet
di Intesa Sanpaolo verrà ritirata dalla mostra il 27 novembre 2017, mentre l’opera Giuditta
che taglia la testa a Oloferne di proprietà delle Gallerie Nazionali Barberini e Corsini verr
ritirata il 10 dicembre 2017.
Per ciascuna opera Rossella Vodret esamina nel suo avvincente saggio le varie fasi di
esecuzione, portandoci alla scoperta, con importanti dettagli esecutivi e particolari
iconografici, del modo di dipingere di Caravaggio.
Sono esposti inoltre anche alcuni selezionati documenti, provenienti dall’Archivio di
Stato di Roma e di Siena relativi alla vicenda umana e artistica di Caravaggio, che hanno
cambiato profondamente la cronologia dei primi anni romani e creato misteriosi vuoti
nella sua attività. Scarse, infatti, sono le notizie tra la fine del suo apprendistato presso
Simone Peterzano nel 1588 e il 1592 quando compare a Milano in un atto notarile. Così
come l’arrivo a Roma è documentato solo all’inizio del 1596 e dunque rimane misteriosa la
sua vicenda in questi otto anni, non pochi per un pittore che ha lavorato in tutto meno di
quindici anni.
Per chiarire gli anni giovanili di Caravaggio è stata essenziale la scoperta da parte di
Riccardo Gandolfi di un inedito manoscritto di Gaspare Celio, databile al 1614, dove sono
testimoniate le difficoltà economiche del giovane Caravaggio a Roma, l’umile lavoro
presso Lorenzo Siciliano, dove dipingeva due teste di santi al giorno per cinque baiocchi
l’una, il ruolo fondamentale svolto da Prospero Orsi, che lo presenta al cardinale Del
Monte, fautore del lancio della carriera dell’artista nell’ambiente romano. La questione dei
primi anni di Caravaggio a Roma è cruciale ed è affrontata nel catalogo della mostra, oltre
che dal saggio di Gandolfi, da altri quattro scritti: Orietta Verdi ricostruisce la cronologia
degli spostamenti del maestro tra il 1595 e il 1597; Francesca Curti ridisegna la geografia
dei primi luoghi frequentati da Caravaggio a Roma e i suoi rapporti con artisti e
committenti; Alessandro Zuccari traccia per la prima volta una attendibile sequenza dei
lavori di Caravaggio antecedenti il luglio 1597, Sybille Ebert‐Schifferer ripercorre le
tappe cruciali della vita del maestro inserendole nel più ampio contesto delle fitte relazioni
con i vari personaggi – amici e nemici ‐ con cui venne in contatto.
La tecnica di Caravaggio è stata oggetto di uno studio approfondito promosso dal
MiBACT che, a partire dal 2009, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il
Polo Museale Romano e con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha
analizzato attraverso una importante campagna di indagini diagnostiche le ventidue opere
autografe presenti a Roma: “Sono emerse così – afferma la curatrice Rossella Vodret  ‐
alcune costanti nelle modalità esecutive di Caravaggio, ma sono venuti anche alla luce
elementi esecutivi inaspettati e finora del tutto sconosciuti: dagli strati di pittura sono
affiorate una serie di immagini nascoste. Inoltre è stato sfatato il mito che Caravaggio non
abbia mai disegnato, dacché sono apparsi tratti di disegno sulla preparazione chiara
utilizzata nelle opere giovanili”.
Il cambiamento cruciale nella sua tecnica avviene nel 1600 quando Caravaggio viene
chiamato a dipingere la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi: primo incarico
pubblico e su tele di grandi dimensioni. Gli viene dato un solo anno di tempo per
completare l’opera e un compenso all’epoca straordinario: 400 scudi. Abituato a dipingere
all’inizio della carriera “tre teste” al giorno per appena un grosso l’una, come ci dicono le
fonti documentarie, si può comprendere come questa commessa rappresenti una svolta
fondamentale per la carriera e la vita dell’artista.
Nelle tele Contarelli la preparazione è scura, composta da terre di diverso tipo, pigmenti e
olio. In sostanza, Caravaggio parte dalla preparazione scura e aggiunge soltanto i chiari e i
mezzi toni, dipingendo solo le parti in luce. Di fatto non dipinge le figure nella loro
interezza, ma solo una parte. In tutto il resto del quadro non cʹè nulla: il fondo scuro e le
parti in ombra sono resi solo con la preparazione, a volte velata, non cʹè pittura. Questo
nuovo modo di dipingere caratterizzerà tutta la sua produzione fino alla fine della sua
vita.
Attraverso le riflettografie e le radiografie, che penetrano in diversa misura sotto la
superficie pittorica, si è potuto seguire il procedimento creativo di Caravaggio, i suoi
pentimenti, rifacimenti, aggiustamenti nell’elaborazione della composizione. A tale
proposito opera emblematica è il San Giovannino di Palazzo Corsini, dove le analisi ci
permettono di leggere l’aggiunta di un agnello, simbolo iconografico poi eliminato.
Keith Christiansen, Larry Keith e Claudio Falcucci hanno approfondito lo studio della
tecnica esecutiva di Caravaggio. Christiansen ha individuato nelle incisioni il mezzo in cui
il pittore non solo impostava sulla preparazione la posizione della figura, ma consentiva
anche al modello di riprendere la sua posa nelle sedute successive. Keith ha analizzato la
tecnica esecutiva dei tre quadri conservati alla National Gallery di Londra (Ragazzo morso
dal ramarro, Cena in Emmaus e Salomé), riscontrando la diffusa presenza del disegno a
pennello. Falcucci, l’ingegnere che ha eseguito le indagini diagnostiche su alcune opere in
mostra, ricostruisce, analizzando ogni strato di ciascun dipinto, il processo pittorico delle
opere della maturità di Caravaggio.
Alla campagna di indagini eseguita tra il 2009 e il 2012 sulle opere romane di Caravaggio,
a cura della Soprintendenza per il Polo museale romano in collaborazione con l’Istituto
Superiore per la Conservazione e il Restauro, hanno fatto seguito, grazie al sostegno del
Gruppo Bracco, nuove importanti indagini diagnostiche su altre nove opere in mostra,
mentre quattrosono state analizzate dai musei prestatori; di alcune, con un progetto
congiunto Università degli Studi di Milano‐Bicocca e CNR, viene proposta in mostra una
innovativa elaborazione grafica per renderle più leggibili al grande pubblico.
Il catalogo della mostra edito da Skira, frutto dell’apporto dei più importanti studiosi di
Caravaggio, presenta i testi di: Rossella Vodret, Keith Christiansen, Alberto Zuccari e
Riccardo Gandolfi, Sybille Ebert‐Schifferer, Claudio Falcucci, Carlo Giantomassi, Marco
Ciatti e Cecilia Frosinini, Roberto Bellucci, Caterina Bon Valsassina, Larry Keith, Orietta
Verdi, Francesca Curti.
L’e‐book, allegato al volume, contiene approfondimenti scientifici e diagnostici che
consentono attraverso riflettografie e radiografie di seguire il procedimento creativo di
Caravaggio, i suoi“pentimenti”, rifacimenti, aggiustamenti nell’elaborazione della
composizione: in pratica per navigare dentro le immagini di Caravaggio.
Visto l’elevatissimo numero di prenotazioni già raccolte, per venire incontro alle esigenze
dei visitatori Palazzo Reale ha deciso di ampliare i consueti orari di accesso alla mostra,
predisponendo NUOVI ORARI nelle fasce serali per singoli e gruppi oltre ad un momento
dedicato interamente alle scuole il lunedì.

Scheda tecnica
Titolo Dentro Caravaggio
Curatore: Rossella Vodret
Mostra promossa
e prodotta da Comune di Milano
Palazzo Reale
MondoMostre Skira
In collaborazione con: MIBACT
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Main Sponsor: Intesa Sanpaolo
Partner: Gruppo Bracco
Catalogo: Skira Editore
Sede: Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12
Date della mostra: 29 settembre 2017 > 28 gennaio 2018
Orari: Lunedì 14.30 – 22.30
Martedì, mercoledì e domenica 9.30 – 20.00
Giovedì, venerdì e sabato 9.30 – 22.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Lunedì 8:30 – 14:30 (riservato scuole)
Chiusura anticipata alle 20.00 nei giorni 29 settembre, 16 e il 23
ottobre
Biglietti (audioguida inclusa):Intero € 13,00
Ridotto € 11,00
Visitatori dai 6 ai 26 anni, over 65, portatori di handicap, gruppi
(minimo 15 massimo 25 persone) e convenzioni
Ridotto Abbonamento Musei Lombardia e Skira € 9,00
Ridotto speciale € 6
Scuole, gruppi organizzati da Touring e FAI, giornalisti con
tesserino ODG con bollino dell’anno in corso non accreditati
dall’ufficio stampa e altre convenzioni
Biglietto Famiglia 1 o 2 adulti € 11,00/ ragazzi dai 6 ai 14 anni
€ 6
Gratuito
minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di
riconoscimento, giornalisti accreditati dall’Ufficio Stampa e
convenzioni
Infoline e prevendite: tel. 02/92800375
www.vivaticket.it
Prenotazioni visite guidate
gruppi e scuole: tel. 02/92800375; info@adartem.it; www.adartem.it
Prenotazione attività Sezione Didattica Palazzo Reale
propedeutiche tel. 02884.48046 ed.scuolepalazzoreale@comune.milano.it
scuole e famiglie:
Informazioni online: www.palazzorealemilano.it
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Social: www.facebook.com/palazzorealemilano
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Foto:Comune di Milano

www.caravaggiomilano.it

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