Adornment – Contemporary Jewelry Exhibition The shape of wearable art Venezia

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Adornment – Contemporary Jewelry Exhibition

The shape of wearable art

25 maggio – 26 giugno 2016

Venezia

Adornment – Contemporary Jewelry Exhibition mette in mostra il gioiello contemporaneo e porta avanti la riflessione e il dibattito aperto sul rapporto tra il gioiello, il design e la fine art.

Programmata all’interno della più grande manifestazione sul design Design.Ve e curata da Ilaria Ruggiero, la mostra è realizzata grazie al sostegno della prestigiosa Scuola del Gioiello Alchimia e patrocinata dall’Associazione Gioiello Contemporaneo. Avrà luogo presso la galleria Venice in a Bottle dal 25 maggio al 26 giugno.

Design.Ve nasce da un’idea di Francesca Giubilei e Luca Berta – curatori indipendenti, galleristi e già fondatori di Veniceartfactory – vive del contributo di un comitato scientifico internazionale composto da Joris Montens, Ilaria Ruggiero, Francesca Valente, Nannet van der Kleijn, Micaela Zucconi Fonseca e si avvale della consulenza di AtemporaryStudio per offrire uno sguardo inedito sul design.
Si configura come un festival diffuso in cui l’elemento installativo, arricchito naturalmente dalla cornice urbana, dialoga con una dimensione espositiva strutturata, e dove la tradizione artigianale incontra la più attuale sperimentazione produttiva: designer emergenti e note firme del design internazionale realizzeranno così la nuova mappa della città nelle design Walks Through Venice.

Adornment – Contemporary Jewelry Exhibition rappresenta, all’interno del festival, la sezione dedicata al gioiello contemporaneo.

Con l’intento quindi di creare un appuntamento annuale nella programmazione culturale veneziana, il tema della mostra di quest’anno è The shape of wearable art: un gioiello che esplora e valica i tipici confini formali del corpo per sfidarne la mera vestibilità e oltrepassarne il limite.

La mostra espande così i confini fluidi e ampi dell’arte da indossare, ricercando il significato originario dell’ornamento quale simbolo di profonda identificazione e appartenenza, a livello sociale e spirituale, a una comunità specifica. In particolare quest’anno sono stati selezionati quei pezzi che per forma, design e uso sapiente del materiale, sfidano il convenzionale spazio di vestibilità per oltrepassarlo ed entrare in dialogo con il corpo in una modalità inaspettata, capace di svelare nuovi sensi e significati legati all’identità dell’individuo, in quanto essere singolo o inserito nella collettività.

In mostra saranno esposti 14 tra artisti e designer del gioiello internazionale: Rosalba Balsamo, Florence Croisier, Clara del Papa, Marion Delarue, Eleonora Ghilardi, Elie Hirsch, Florence Jaquet, Laberintho, Chiara Lucato, Letizia Maggio, Paola Mirai, Ōki Izumi, Nazan Pak e Caterina Zanca.

Una selezione molto varia, che spazia da creazioni delicate e minimali a scultoree.

Con il suo gioiello Florence Croisier disegna il corpo quasi a tesserne una tela, proponendo un lavoro grafico e pulito, lineare, impercettibile, grazie all’altissima qualità dei materiali utilizzati; Florence Jaquet con i suoi Literary Jewels e Chiara Lucato nella sua collezione Cantastorie, sconfinano la forma fisica per invadere il corpo attraverso la narrazione, storie e racconti che si stratificano nelle pieghe della carta e nella delicatezza di una lanterna magica; Elie Hirsch e Ōki Izumi interpretano i due opposti concettuali del gioiello scultura, il primo legato ad un’estetica terrena, calda, primordiale e archetipica, quasi tribale, mentre la seconda proiettata verso la celestiale purezza della geometrica e regolare trasparenza luminosa del vetro; Eleonora Ghilardi e Letizia Maggio propongono invece visioni diverse e originali del gioiello in ceramica e porcellana, che viene interpretato secondo diverse forme, stili e tecniche; Rosalba Balsamo e Paola Mirai lavorano nella direzione più futurista e contemporanea del gioiello, sperimentando tecniche e materiali, e privilegiando estetiche plastiche e di design; Marion Delarue sviluppa la sua ricerca a cavallo tra simbologia orientale e introspezione, lavorando sul gioiello amuleto e sulle sue potenzialità energetiche; pulizia formale e attenzione alla geometria caratterizzano le creazioni di Nazan Pak e Caterina Zanca, la prima attratta da forme morbide e avvolgenti, la seconda dedicata a composizioni concettuali e minimali, che alternano spazi a materia, vuoto e pieno. La tradizione orafa trova, infine, nuove potenzialità espressive nelle contemporanee creazioni di Clara del Papa e Laberintho, i cui gioielli riecheggiano stili di epoche lontane.

La prestigiosa scuola fiorentina di gioielleria contemporanea ALCHIMIA, sposa questo progetto fin dalla nascita e ne sostiene la realizzazione. L’idea è volta a valorizzare uno sguardo nuovo sul gioiello che metta in luce, oltre alla ricerca puramente formale, il desiderio di una riappropriazione dei valori simbolici e antropologici che il gioiello ha sempre avuto fin dai tempi lontanissimi delle sue origini.

Così afferma, infatti, Lucia Massei, Direttrice della scuola, parlando del gioiello: “Il gioiello rappresenta il dono per antonomasia. E’ una delle risposte più antiche ad un impulso umano estetico ed emotivo; ha in sé una speciale carica di comunicazione, è in grado di definire l’identità di chi lo indossa anche all’interno di un contesto sociale”

ALCHIMIA presenta, in questa occasione, una sintesi del lavoro finale delle 6 studentesse che hanno recentemente conseguito il Master of Fine Arts in Jewellery and Body Ornament: Daria Borovkova, Enrica Prazzoli, Lavinia Rossetti, Federica Sala, Giulia Savino e María Ignacia Walker Guzmán.

L’uso di tecniche e materiali inediti, la ricerca sia estetica formale che filosofica, esaltano le potenzialità espressive e comunicative di queste opere. Dall’indagine socio culturale di Daria Borovkova alla futuristica visione di Enrica Prazzoli il gioiello trova infinite vite ed espressioni: il lavoro sulla memoria e l’appartenenza di Lavinia Rossetti si alterna al più introspettivo e psicologico approccio di Federica Sala; Giulia Savino, nelle sue collane, offre una rappresentazione dell’identità legata alla mappatura di spazi e psiche; María Ignacia Walker Guzmán infine, propone un alchemico e mistico studio sul corpo.

La mostra inaugurerà il 26 maggio alle ore 19, mentre il 25 maggio aprirà ufficialmente l’iniziativa Design.Ve con un press day che avrà luogo a Palazzo Loredan a partire dalle ore 11 alle ore 17 e un cocktail dalle 19 alle 21.

Adornment – Contemporary Jewelry Exhibition

The shape of wearable art

Venice in a Bottle

Castello 1794

30122 Venezia

25 maggio – 26 giugno 2016

Da lunedì a domenica 10.00 – 20.00

Opening giovedì 26 maggio 2016 alle 19.00

25 Maggio dalle 11 alle 17 – DESIGN.VE Press Preview

25 Maggio dalle 19 alle 21 – DESIGN.VE Apertura Ufficiale

Palazzo Loredan

Campo S. Stefano, 2945

30124 San Marco, Venezia VE

ORGANIZZAZIONE E PRODUZIONE

Ilaria Ruggiero | Claudia Capodiferro

INIZIATIVA REALIZZATA ALL’INTERNO DEL PROGRAMMA DI DESIGN.VE

Design fringe festival diffuso dedicato alla scena più innovativa del design contemporaneo e internazionale, presentato in occasione della Biennale di Architettura 2016.

SPONSOR

ALCHIMIA – SCUOLA DI GIOIELLERIA CONTEMPORANEA ha sede a Firenze ed è stata fondata nel 1998 da Doris Maninger e da Lucia Massei, attuale direttrice.

Il metodo di Alchimia si basa sulla comunicazione e l’interazione tra tecniche orafe tradizionali e nuove tecnologie. La ricerca passa attraverso approfondite sperimentazioni concettuali e tecniche ed approda alla realizzazione di gioielli come espressione di un linguaggio creativo contemporaneo, innovativo e personale.

www.alchimia.it

 

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