Artemide con Carlo Ratti e Philippe Rahm: una partnership “estrema”

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I due architetti firmano con Artemide due progetti all’avanguardia e di grande innovazione che illuminano gli showroom di Manzoni e di Monforte durante il Fuorisalone

Nei giorni della Milano Design Week,  Artemide, negli  showroom di Via Manzoni 12 e di Corso Monforte 19, presenta due progetti “estremi”esperimenti all’avanguardia frutto della partnership con due grandi architetti internazionali del calibro di Carlo Ratti e Philippe Rahm.

“Free Pixel” di Carlo Ratti nello showroom di Via Manzoni 12

 Dispositivi finora utilizzati esclusivamente in ambito industriale, quali le braccia robotiche, sono ripensati, nell’ottica del design illuminotecnico, in un’installazione che gioca con la luce, i pixel e l’automazione. Questa è Free Pixel realizzata da Carlo Ratti – architetto e ingegnere, direttore del MIT SENSEable City Lab di Boston – che sarà on stage nelle vetrine dello showroom Artemide di Via Manzoni, creando lo spettacolo della luce che cambia forma.

Partendo dal concetto di pixel come unità di base nella computer grafica e dal fatto che un’area costellata di pixel può rappresentare qualunque cosa si possa descrivere con un’immagine, il progetto di Carlo Ratti ha come protagonista un monitor innovativo, in cui sono i pixel a cambiare posizione. Ogni immagine sarà formata da pixel che, abbandonata la dimensione digitale, diverranno elementi luminosi riposizionati, senza soluzione di continuità, dalle braccia robotiche, disegnando figure sempre diverse.

Il progetto esplora le potenzialità della fusione tra bit e atomi e ricontestualizza dispositivi industriali evidenziandone la versatilità e superando le barriere convenzionali tra industria e arte, tra macchina e gioco, tra fisico e digitale.

Artemide ha sviluppato appositamente per l’installazione sia il pixel magnetico, un elemento luminoso LED ad alta efficienza, sia l’ innovativo pannello PCB multistrato che incorpora i conduttori esternamente e che accende i pixel al momento del contatto.

“Anziché essere elementi agganciati a un’infrastruttura rigida, i LED possono creare un proprio ecosistema dinamico e vivente, indipendente e mobile.

Con la sempre maggiore diffusione di tali tecnologie, stiamo assistendo oggi alla nascita del Free Pixel”.

“Spectral Light” di Philippe Rahm nello showroom di Corso Monforte 19

 Architetto, famoso per la sperimentazione di innovative sintesi fra architettura, fisiologia e meteorologia, Philippe Rahm progetta l’installazione “Spectral Light”, per lo showroom Artemide di Corso Monforte. Il suo progetto esplora la scomposizione dello spettro luminoso e i suoi effetti sull’uomo, gli animali e le piante.

L’industria della luce è sempre più interessata alla composizione dello spettro luminoso elettromagnetico e delle lunghezze d’onda emesse, per tre ragioni principali: la prima ragione è legata alla salute e alla biologia e gli effetti benefici della luce sulla psicologia e sulla fisiologia; la seconda è l’esigenza di risparmio energetico per prevenire il riscaldamento globale e la terza è una ragione intrinseca, legata allo sviluppo tecnologico della luce artificiale e le caratteristiche fisiche del LED.

In “Spectral Light” sono stati studiati ed adattati diversi spettri alle esigenze dei vari “abitanti” della casa: uomini, animali domestici, uccelli, piante. Di questi spettri presentiamo le lunghezze d’onda necessarie per vedere, per crescere, per nutrirsi dei benefici della luce.

Questa ricerca si traduce nel progetto disegnato per Artemide: i “raggi artificiali” inseriti nella parte superiore veicolano le diverse lunghezze d’onda i cui colori restano visibili, come in un “impressionismo elettromagnetico”. Nella parte inferiore traslucida le onde si mescolano sfumando, per addizione cromatica, nel bianco.

“L’incontro con Philippe Rahm e il suo pensiero sembra essere la più naturale prosecuzione del percorso di ricerca che da anni Artemide sviluppa sulla sostenibilità, la percezione psicologica e fisiologica.

A partire dallo studio della luce, nella sua relazione con l’uomo, lo spazio e l’ambiente si indaga la percezione come strumento di conoscenza del mondo visibile, fino alla definizione di un esperanto che compone uno spettro universale per prendersi cura del benessere dell’uomo, degli animali e della natura.” Carlotta de Bevilacqua

“Nel perseguire la disgregazione dell’unità del reale, cerchiamo una nuova sintesi attraverso poche componenti chimiche elettromagnetiche.

Con questo metodo vorremmo avviare un ripensamento dell’architettura e del design, rinunciando al pittoresco, per una nuova sintesi di verità, economia e bellezza.” Philippe Rahm

 

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