Teatro Delfino Milano IL BOSCO DAVID MAMET

Il bosco_foto di Attilio Marasco_rid

Sino al 15 marzo al Teatro Delfino ore 21, domencia ore 16 – P.za Piero Carnelli

Teatri della Plebe e PianoinBilico

presentano

IL BOSCO DEL PREMIO PULITZER DAVID MAMET

 regia di Antonio Mingarelli

con Silvia Giulia Mendola e Alberto Onofrietti

Prosegue al Teatro Delfino di Milano la finestra sugli autori viventi nati negli anni ’40 tra Svezia, Canada e Stati Uniti.

Sino 15 marzo è la volta di David Alan Mamet con Il Bosco. Sul palco due talentuosi attori: Silvia Giulia Mendola e Alberto Onofrietti, diretti da Antonio Mingarelli e prodotti da AMAT.

 

David Mamet è un drammaturgo, sceneggiatore, produttore cinematografico, regista e saggista statunitense. È stato nominato due volte agli Oscar: nel 1983 per la sceneggiatura de Il verdetto e nel 1998 per la sceneggiatura di Sesso & potere. Tra i suoi più grandi successi oltre alla pièce in scena al Teatro Delfino, si ricorda Glengarry Glen Ross che gli è valso nel 1984 il Premio Pulitzer. “Il Bosco è uno dei più impressionanti, lucidi e spietati ritratti della vita di coppia, dei fantasmi dello stare insieme, dell’atroce distanza, che può farsi lancinante e tragica, tra chi si ama, o forse cerca di amarsi”. Spiega il regista Antonio Mingarelli.

 

Per Ruth e Nick, i protagonisti della pièce Il Bosco, l’interrogativo essenziale è la possibilità degli uomini di essere liberi e di riuscire ad amare. La risposta provano a darla i due personaggi, che decidono di allonatanarsi dal frastuono della città per qualche giorno, rifugiandosi nella pace di una casa sul lago, completamente immersi nella natura. I due sono convinti che il silenzio li aiuti nella scoperta reciproca, come se il caos cittadino impedisca agli individui di ascoltarsi. Nick ricorda i periodi passati in campagna da ragazzino e la convinzione ancora valida di poter vivere veramente soltanto in quell’ambiente. Nick e Ruth sono alla ricerca di autenticità e credono di trovarla nell’aria pura, nel silenzio del bosco, nel volo degli uccelli.

 

La metafora della natura è onnipresente. Mamet evita ogni psicologismo, colloca i due protagonisti in una villeggiatura dell’‘anima’, intreccia i loro pensieri con quelli della Natura. E’ una natura misteriosa, insondabile, a tratti perturbante, inquietante, feroce. Respiriamo insieme a Ruth e Nick, immaginiamo attraverso i loro occhi, ci interroghiamo sulla natura umana e sui rapporti tra gli individui, sullo scarto fondamentale tra solitudine e convivenza, tra sentimento e desolazione”, racconta Mingarelli. “La regia di questo spettacolo cerca di sottolineare per evocazione, più che per descrizione, il rapporto che Mamet stabilisce tra Natura e Uomo. Pochi elementi di scena significativamente essenziali, scelti per tracciare, come in un gioco di scatole cinesi, un confine superabile, omogeneo, tra esterno e interno. Ogni stanza conduce a un’altra stanza, in un gioco di specchi fra interiorità ed esteriorità oggettiva e soggettiva, del mondo che ci circonda e del nostro animo. La direzione degli attori punta a evitare ogni traccia di minimalismo espressivo, ma punta sulla dolente carica espressiva dei corpi degli interpreti, nella ricerca di un equivalente ‘Naturale’ degli sconvolgimenti climatici cui i personaggi assistono nella loro strana, inquietante, villeggiatura”.

 

 

Teatri della Plebe e PianoinBilico

 

ANTONIO MINGARELLI

Diplomato alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano, è stato allievo e attore del regista Luca Ronconi. Assistente alla regia per S. Sinigaglia e D.Salvo. Da regista ha realizzato dal 2004 L’Istruttoria di P. Weiss, Macbeth, Riccardo III di W. Shakespeare, Troiane di Euripide, L’uomo, la bestia e la virtù di L. Pirandello, Misantropo di Molière (in collaborazione con AMAT), Due fratelli di F.Paravidino (Spazio Tertulliano, Milano), Le notti bianche di F. Dostoevskij (Produzione Teatro Filodrammatici, Milano), Rifrazioni di M. Di Stefano, Medea’s dream da Euripide ed Edipo re di Sofocle (TAU Festival), Tradimenti e Il calapranzi di H. Pinter, Ricorda con rabbia di J. Osborne (Finalista al Bando ATIR/Piccolo Teatro 2013, al Bando GAME e al Premio InBox). Ha diretto l’opera lirica Il filosofo di campagna di B. Galuppi. Dirige la compagnia Vocitinte per cui ha diretto Estremo Limite di M.T Berardelli, finalista nel 2010 dei concorsi Nuove Sensibilita’ e AstiTeatro.

 

SILVIA GIULIA MENDOLA

Attrice e regista diplomata all’Accademia dei Filodrammatici nel 2004, Silvia Giulia Mendola vince il “Premio alla vocazione Hystrio 2004”, il concorso teatrale femminile “La Parola e il Gesto 2004”, la “Segnalazione Premio Ubu 2007” per lo spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore. Nel 2010 riceve dal comune il premio MilanoDonna e nel 2011 vince il Primo Premio al Concorso Nazionale di prosa SALICEDORO. Nonostante la giovane età, Silvia ha fatto il pieno di quasi tutti i teatri milanesi, da La Scala al Franco Parenti e al Litta, Teatro Filodrammatici, Tieffe, passando per l’Olmetto e il Libero, ha diretto spettacoli di grande successo come, Le relazioni pericolose, Marilylin Mon Amour, Don Giovanni a mosca cieca e nel 2010 ha curato la direzione artistica della rassegna teatrale Vogliamo Vivere! con la sua compagnia “PianoinBilico” per la quale hanno vinto il bando cariplo AeC creatività giovanile. Nelle stagioni 2010/11 e 2012/13 è in scena in Tutto su mia madre regia di Leo muscato, nel ruolo della co- protagonista Suor Rosa, accanto ad Elisabetta Pozzi. Nella stagione 2013/14 ha una Residenza al Teatro Franco Parenti di Milano con quattro spettacoli, tra cui Saccarina di Davide Carnevali, autore premio Riccione 2013 e L’Inquilino testo di Fabio Banfo, diretto da Fabio Cherstich. Ha lavorato con diversi registi tra gli altri Andrée Ruth Shammah, Corrado Accordino, Nanni Garella, Cristina Pezzoli, Giorgio Barberio Corsetti.

 

ALBERTO ONOFRIETTI

Diplomato nel 2003 presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, inizia la sua attività professionale con Gli Incamminati di Franco Branciaroli diretto da Claudio Longhi e frequenta poi la Scuola di perfezionamento S. Cristina diretta da Luca Ronconi. E’ in Paragrafo 175 di D. Daolmi, quindi in Odissea, una versione teatrale, scritta e diretta dal Premio Nobel per la Letteratura Derek Walcott. Al Piccolo Teatro di Milano lavora con Massimo Navone, Robert Carsen (Madre Coraggio e i suoi figli) e Andrea Jonasson (La storia della bambola abbandonata di G. Strehler). Duplice incontro poi con Ricci/Forte in Troia’s Discount, e ‘A bbastarduna, diretto da Piero Maccarinelli. Nella Compagnia del Teatro Stabile di Torino è diretto da Walter Le Moli (Antigone) e Claudio Longhi (La folle giornata o il matrimonio di Figaro). Al Teatro di Roma è in Ploutos o della ricchezza, da Aristofane, riscritto da Ricci/Forte, per la regia di Massimo Popolizio, quindi al Teatro Litta di Milano ne Il Gabbiano di A. Cechov, nella riscrittura di Martin Crimp, per la regia di Sandro Mabellini. Tra le produzioni teatrali più recenti ha lavorato in Tutto su mia madre di S. Adamson, tratto dalla sceneggiatura di P. Almodòvar, con Elisabetta Pozzi e per la regia di Leo Muscato, Saccarina di Davide Carnevali, Tradimenti di H. Pinter, per la regia di Antonio Mingarelli e Il divorzio di Vittorio Alfieri con la regia di Beppe Navello. La stagione 2013/2014 si apre con lo spettacolo Farà giorno di R. Menduni e A. De Giorgi con la regia di Piero Maccarinelli, protagonista Gianrico Tedeschi. Per la regia di Antonio Mingarelli debutta Il Calapranzi di Harold Pinter seguito dal testo di Fabio Banfo, L’inquilino diretto da Fabio Cherstich.

 

Teatro Delfino sino al 15 marzo

IL BOSCO

regia di Antonio Mingarelli

con Silvia Giulia Mendola e Alberto Onofrietti

Sala Delfino – ore 21, domenica ore 16 – P.za Piero Carnelli

Biglietti: intero euro 18, ridotto euro 12

www.teatrodelfino.it  tel: 333 5730340

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