IL RITORNO DI TEODOLINDA: UN SUCCESSO DI PUBBLICO

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Il ritorno di Teodolinda, con le visite programmate e particolari sui ponteggi utilizzati negli ultimi sei anni per il restauro delle pitture murali, è stato accolto dal pubblico con grande entusiasmo. In soli 10 giorni tutti i posti disponibili, ben 7.000 suddivisi in 6 gruppi giornalieri da 15 persone ciascuno per tutti i giorni della settimana, hanno già registrato il “tutto esaurito” fino al 30 aprile. Pur avendo ampliato il più possibile l’orario di visita – compatibilmente con le funzioni religiose del Duomo di Monza e con la particolarità del sito – , non è stato comunque possibile soddisfare tutte le richieste pervenute.

Il prossimo grande appuntamento è quindi a partire dalla seconda metà di maggio, per ammirare, libero dalle impalcature, il raffinato ciclo di affreschi realizzato dagli Zavattari, la celebre famiglia di pittori attivi in Milano e in Lombardia, sviluppato su una superficie di 500 metri quadri in cinque registri sovrapposti. La visione delle 45 scene, che narrano la storia di Teodolinda, Regina dei Longobardi, finalmente godibile dopo il restauro e esaltate con un sistema di illuminazione in anteprima mondiale, offrirà un colpo d’occhio difficilmente dimenticabile dando al visitatore la consapevolezza di essere protagonista della Storia.

Realizzate nel Quattrocento dagli Zavattari, la celebre famiglia di pittori attivi in Milano e in Lombardia, e sviluppate su una superficie di 500 metri quadri sviluppati in cinque registri sovrapposti, le 45 scene narrano la storia di Teodolinda, Regina dei Longobardi.
La bellezza di questo capolavoro è amplificata dal complesso di procedimenti utilizzati dagli artisti nel quale convivono tecniche diverse. Le pitture quasi interamente eseguite con colori stemperati in medium organici, le decorazioni a rilievo, le dorature in foglia e pastiglia e solo in rari casi zone preparate con la tecnica del “buon fresco”, esaltano così l’esuberanza cromatica e l’impatto scenico sorprendente, ma hanno contribuito, insieme ai danni causati dall’umidità, dal nero fumo e da alcuni restauri precedenti, a far sì che la Cappella versasse in condizioni davvero critiche.

Dopo quest’imponente lavoro di restauro affidato dalla Fondazione Gaiani – ente di gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico del Duomo di Monza – alla società Anna Lucchini Restauri srl, il pubblico potrà finalmente godere da vicino di questo capolavoro ritrovato. I visitatori avranno l’opportunità esclusiva di apprezzare i frammenti recuperati, l’oro e l’argento, le lacche rosse e i verdi, la raffinatezza dei damaschi delle vesti, le singole espressioni degli 800 personaggi e la regalità riacquistata di Teodolinda, grazie ad un complesso restauro condotto egregiamente da Anna Lucchini e che ha visto abilmente protagoniste sia tecniche tradizionali di intervento sia metodologie nuove e all’avanguardia studiate apposta solo per queste pitture, come il laser e le nano tecnologie.
Da gennaio 2015 fino ad aprile saranno infatti aperti al pubblico, per piccoli gruppi e con percorsi particolari solo su prenotazione, i piani dei ponteggi del cantiere di restauro per vivere in anteprima l’emozione che la Cappella di Teodolinda saprà dare.
Subito dopo, i ponteggi saranno smontanti e la Cappella sarà inaugurata ufficialmente.
“Sarà un momento particolare” commenta Titti Gaiani, Vice Presidente della Fondazione e promotrice fattiva del progetto di restauro già nel biennio 1989-1991 con la pubblicazione della ricerca scientifica sugli Zavattari “E’ il completamento di un lungo lavoro e di un impegno doveroso nei confronti di un’opera d’arte unica al mondo e patrimonio di tutti. Metterla in sicurezza e restituirle lo splendore che merita, dopo tutti questi anni, è come completare una sinfonia, una sinfonia dell’arte”.

Le innovazioni introdotte in questo cantiere non si sono limitate agli interventi di restauro, ma anche alla sperimentazione nel campo dell’illuminazione, unica in Europa nel suo genere. La ricerca nata e condotta nel Museo e Tesoro del Duomo di Monza già nel 2007 ha aperto un nuovissimo scenario nella progettazione illuminotecnica ed artistica dei beni culturali proprio quando viene avviato il cantiere di restauro delle pitture murali della Cappella di Teodolinda.
La Fondazione Gaiani ha infatti richiesto ai Lighting Designers Francesco Iannone e Serena Tellini di ampliare e continuare le possibilità di indagine e investigazione sui nuovi modi di illuminare l’Arte, aggiungendo un ulteriore aspetto della tutela: il restauro. Grazie alla consulenza tecnica di aziende leader di settore e alla stretta e costante collaborazione con l’équipe di restauro, la sperimentazione si è estesa quindi fino alla possibilità di mettere a punto per la prima volta “Macchine di Illuminazione Speciali” per illuminare il lavoro di pulizia e poi di restauro dell’opera degli Zavattari. Le ricerche condotte e i successi raggiunti sono stati il punto di partenza per il progetto di illuminazione della Cappella, a lavori terminati. Si tratta di un vero e proprio modo nuovo di fare e utilizzare la luce con ovviamente le Nuove tecnologie a LED. Tra le diverse conclusioni a cui si è giunti, si evidenzia un “Metodo Nuovo” che poggia la sua innovazione sul trinomio: tecnologia LED, Neuroscienza e Neuroestetica. Un vero e proprio “Metodo illuminotecnico” tanto che è stato riconosciuto internazionalmente come “La via Italiana“ e il “Metodo Monza“ per illuminare l’Arte, in modo estremamente emotivo.

Per l’intervento complessivo sono stati investiti circa tre milioni di euro, finanziati anche dalla stessa Fondazione Gaiani.
“Nel 2008 abbiamo coinvolto il World Monuments Fund Europe, l’organizzazione privata senza scopo di lucro dedita alla conservazione di siti e monumenti nel mondo, la Marignoli Foundation, la Regione Lombardia e la Fondazione Cariplo” continua Franco Gaiani “che hanno adottato il progetto e si sono assunte l’impegno di concorrere economicamente e in modo determinante alla realizzazione. Mentre Osram supporta l’illuminazione con Led Technologies, gli Arch. Serena Tellini e Francesco Iannone di Consuline sono responsabili del progetto di lighting e della sperimentazione in atto per la Cappella di Teodolinda e per la Corona Ferrea”.
Dal punto di vista operativo sono stati interessati la Direzione Regionale per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province della Lombardia Occidentale e di Milano, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province della Lombardia Occidentale e di Milano, come responsabili della tutela. L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (MiBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo) coordina le indagini scientifiche. L’ENEA, con il dipartimento FIM SEZIONE MATQUAL, ha eseguito le indagini non invasive XRF tecnica della fluorescenza X e il CNR IFAC di Firenze interviene con indagini con sistema FORS (spettroscopia con riflettanza a fibra ottica) e con sistema SUSI (strumento per la misura dell’umidità e della salinità integrato). Le indagini termografiche sono state affidate al CNR INOA di Firenze e le indagini diagnostiche fotografiche non invasive della fluorescenza ultravioletta ed a infrarosso e infrarosso in falsocolore sono realizzate da PanArt. Culturanuova srl è stata incaricata di svolgere tutti i rilievi fotogrammetrici e la gestione informatica del restauro.

Per informazioni e prenotazioni:
FONDAZIONE GAIANI
Via F. Frisi, 26
20900 MONZA
tel. +39.039.326383
info@fondazionegaiani.it;
www.museoduomomonza.it

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