Arlecchino&Arlecchino con Paolo Rossi al Teatro dell’Arte di Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 4 al 9 marzo 2014

PAOLO ROSSI

Arlecchino&Arlecchino

prima assoluta

con Ferruccio Soleri, Enrico Bonavera, Silvio Castiglioni,

Claudia Contin Arlecchino, i Burattini di Daniele Cortesi e l’intervento di Ferruccio Merisi

Interventi musicali di Emanuele dell’Aquila e Alex Orciari

 

un progetto di CRT Milano

in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano

 

 

Quando si alzò il sipario sulla prima rappresentazione di Arlecchino servitore di due padroni nel 1947, neanche lo stesso Giorgio Strehler avrebbe potuto immaginare che quello spettacolo del Piccolo Teatro, appena fondato con Paolo Grassi, sarebbe diventato l’icona del teatro italiano nel mondo.

Dopo oltre mezzo secolo dalla geniale invenzione, che aveva trasformato il Truffaldino di Goldoni nella maschera di Arlecchino, Marcello Moretti, prima, e Ferruccio Soleri, poi, sono diventati l’immagine vivente della tradizione centenaria della Commedia dell’Arte, l’icona di una creatività, che ancora oggi non manca di meravigliare il pubblico di ogni continente, abbattendo ogni volta tutte le barriere di lingua e di cultura.

 

Per varare l’avvio di una collaborazione progettuale con quel “ragazzaccio terribile di Paolo Rossi” il CRT Milano, appena insediato al Teatro dell’Arte, gli ha proposto di ripartire da Arlecchino e dalla Commedia dell’Arte, dando vita a una vera a propria kermesse, dal 4 al 9 marzo, con cinque personaggi del teatro italiano, che, con diversa sensibilità, si confrontano con la maschera Arlecchino: Ferruccio Soleri, in primis, Enrico Bonavera, Silvio Castiglioni, Claudia Contin Arlecchino e il burattinaio Daniele Cortesi, che tramanda l’arte di Benedetto Ravasio.

Paolo Rossi, più funambolico e lunare che mai, si avvia dunque lungo un nuovo percorso, che lo costringerà ad abbandonare la sua maschera – quella ormai nota a tutto il pubblico teatrale dei suoi ammiratori – per rivivere nei panni di un “Arlecchino nevrotico e surreale in tono con il Terzo Millennio prossimo venturo" – proprio come l’aveva definito Giorgio Strehler.

 

 

 

Le sei sere di Arlecchino&Arlecchino, in esclusiva al Teatro dell’Arte dal 4 al 9 marzo, non saranno sei normali repliche di uno spettacolo concluso, ma la prima tappa di un progetto in divenire: un’overture, piuttosto, di un percorso che si annuncia lungo un anno.

Sei serate uniche composte in una “struttura a mosaico”, in cui i vari Arlecchini si alterneranno sul palcoscenico, con una diversa combinazione ogni sera e in una serie di incroci spiazzanti. Ognuno arriverà con un pezzo del suo repertorio, riservando grandi sorprese, quando si specchieranno l’uno nell’altro.

 

Un esperimento per tutti… e un salto mortale verso una nuova avventura.

L’Arlecchino di Paolo Rossi sarà un Arlecchino contemporaneo, anzi, proiettato verso il futuro, “come uscito dalla bocca di un vulcano”: irriverente, buffone, ma soprattutto infernale. E non indosserà la maschera, nel tentativo, forse, di liberarsi dalla sua maschera, cui il pubblico milanese è ormai abituato.

Nei panni di un Arlecchino inquietante, meno vicino alle origini bergamasche e più a quella dei personaggi diabolici e farseschi della tradizione popolare francese, si ritroverà circondato da altri Arlecchini in carne ed ossa… ed anche di legno.

Ferruccio Soleri, che nel 2010 è stato menzionato nel Guinness dei Primati per la più lunga performance di teatro nello stesso ruolo, attingerà al suo ricco repertorio in attesa di scoprire la sorpresa di un confronto del tutto nuovo, proprio lui che si è cucita addosso la maschera di Arlecchino nel 1960 e da allora non l'ha più tolta.

 

Enrico Bonavera, suoallievo di bottega” e nel 2007 anche lui vincitore dell’“Arlecchino d’oro”, prenderà spunto da alcuni monologhi di Arlecchino – Il suicidio di Arlecchino, Arlecchino sulla luna e il celebre Arrivo di Arlecchino a Venezia – per fare da spalla a Paolo Rossi e, soprattutto, per provocarlo.

 

Silvio Castiglioni, anche lui proveniente dal teatro di ricerca e interprete già dagli anni Settanta di un originale Arlecchino, incarnerà la voce di un Arlecchino nel mondo contemporaneo.

 

Claudia Contin Arlecchino, la prima donna a interpretare il ruolo con continuità, incarnerà il suo Arlecchino “così antico da essere sempre tempo” attingendo, tra gli altri, a pezzi spuri, che rovistano nel rimosso della storia di Arlecchino, interrotta di tanto in tanto, da dei “siparietti brechtiani” di Ferruccio Merisi, regista e suo storico collaboratore, che racconterà frammenti e riflessioni tratti dalla sua lunga e storica relazione con la Maschera.

 

Daniele Cortesi, burattinaio che ancora oggi anima le sue teste di legno nel rispetto della tradizione popolare bergamasca, raccoglie l’invito del suo maestro Benedetto Ravasio –“non perdere l’Arlecchino!”- e presenta uno degli estratti più significativi del suo folto repertorio, in cui compaiono Arlecchino e Gioppino, suo aiutante positivo.

 

 

 

 

 

 

 

A corollario del progetto nelle due settimane precedenti il debutto, Paolo Rossi ha condotto una sorta di “jam session teatrale”, un percorso creativo sulla maschera di Arlecchino, rivolto a giovani attori appena diplomati nelle scuole teatrali milanesi.

Questa sarà la prima occasione per sperimentare un nuovo format in cui il CRT Milano intende insistere anche in futuro, creando “spazi creativi”, dedicati ai giovani attori per saldare il lavoro di formazione con l’avvio di un’ autonoma vita professionale.

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Nato nel 1953 a Monfalcone, milanese d’adozione, Paolo Rossi spazia da trent’anni dai grandi palcoscenici alla televisione: ovunque ha proposto il suo personale modo di fare spettacolo, che, pur immergendosi nelle tematiche contemporanee, non prescinde dall’insegnamento dei classici antichi e moderni. Esordisce come attore nel 1978 in Histoire du Soldat diretta da Dario Fo e lavora a lungo con la compagnia del Teatro dell’Elfo, con cui interpreta nel 1984 Nemico di classe, diretto da Elio De Capitani e nel 1985 Amanti e Comedians, diretti da Gabriele Salvatores. È Ariel ne La Tempesta con Carlo Cecchi. Alla Fine degli anni Ottanta si impone sulla scena con uno stile personale e riconoscibile con gli spettacoli Recital, Chiamatemi Kowalski, The Times They Are a-

Changin’… Un’altra Volta… Again!, cui seguono spettacoli dalla struttura originale, definiti antimusical sociali, tutti con la regia di Giampiero Solari, tra cui nel 1988 Le Visioni di Mortimer e nel 1990 La Commedia da due lire.

Nel 1992 approda alla televisione con Su la testa su Rai 3 e in seguito partecipa a diverse trasmissioni televisive, tra cui nel 1994-95 Il Laureato di Piero Chiambretti su Rai 3,  nel 1997-98 conduce Scatafascio su Italia 1, nel 2007 è ospite fisso a Che tempo che fa di Fabio Fazio su Rai 3. A settembre 2010 dirige il Matrimonio Segreto di Domenico Cimarosa, che ha inaugurato la sessantaquattresima Stagione Lirica del Teatro Sperimentale A. Belli di Spoleto.

Il successo ottenuto con lo spettacolo Il Mistero Buffo di Dario Fo, che ha debuttato nel 2010 e programmato nei maggiori teatri italiani fino alla stagione 2011-2012, lo consacra come uno dei protagonisti della scena teatrale e culturale italiana.

Attualmente la sua ricerca si spinge verso un nuovo teatro popolare, che ritrovi, nella tradizione della Commedia dell’Arte e dell’improvvisazione, radici per trasmettere contemporaneamente attualità, comicità e poesia.

 

Nato a Firenze il 6 novembre 1929, Ferruccio Soleri frequenta la Facoltà di Matematica e Fisica e in seguito studia recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma. Debutta da professionista nel 1957, al Piccolo Teatro di Milano, ne La favola del figlio cambiato di Luigi Pirandello e viene diretto da importanti registi, tra cui Menegatti, Strehler, Chéreau, Huston, Squarzina, Guicciardini, Puggelli, Vitez, Langhoff. Nel 1960 viene scelto da Giorgio Strehler come sostituto di Marcello Moretti per il ruolo di Arlecchino ne Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, prodotto dal Piccolo Teatro.

 

 

Nel 1963 succede ufficialmente a Moretti, portando avanti la tradizione della Commedia dell’Arte e facendo della maschera in cuoio, creata insieme ad Amleto Sartori, una vera e propria icona mondiale. Da allora Arlecchino, ogni anno, è in scena a Milano e in tournée in Italia e nel mondo. Il 6 febbraio 2010, fatto storico, Arlecchino-Soleri ha aperto il Carnevale di Venezia in piazza San Marco. Nel 2010, dopo cinquant’ anni di Arlecchino, viene menzionato nel Guinness mondiale dei Primati per la più lunga performance di teatro nello stesso ruolo.

Ha preso parte a film prodotti da alcune reti televisive europee tra i quali Mozart und Da Ponte di Friedel e La trappola di Lizzani. Nel 1971 debutta come regista teatrale ne Il corvo di Gozzi. Da allora ha messo in scena molti spettacoli teatrali ed alcune opere liriche di repertorio ed operette, spettacoli allestiti in varie città, tra cui, Salisburgo, Monaco di Baviera, Lione, Parigi, Karlsruhe, Zurigo, Bruxelles, Montevideo, Bologna, Modena, Parma, Treviso, Torino, ecc. Ha insegnato in varie scuole di teatro internazionali e tiene stage sulla Commedia dell’Arte e sul Teatro in tutto il mondo. Fra i numerosi premi ricevuti: la medaglia civica di benemerenza del Comune di Milano, Arlecchino d’oro 2001 (Mantova), Maschera d’oro 2001 (Mosca), Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica nel 2005, come benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte, Leone d’oro alla carriera alla Biennale Internazionale di Venezia 2006, l’Ambrogino d’oro il 6 novembre 2009 a Milano in occasione dei suoi ottant’anni. Nel 2007 è stato nominato Ambasciatore Unicef. È il responsabile del progetto e della direzione artistica dell’Accademia Internazionale della Commedia dell’Arte realizzata dal Piccolo Teatro.

“Allievo di bottega” di Ferruccio Soleri, Enrico Bonavera ha alle spalle una formazione nel teatro di ricerca, ha collaborato con l'Odin Teatret di Eugenio Barba. Svolge da ormai tre decenni la sua attività di attore di prosa e insegnante di teatro.  Oltre al Piccolo Teatro di Milano, con cui ha collaborato dal 1987 al 1990 e dal 2000 ad oggi, vestendo solo da questi anni in poi le maschere di Brighella ed Arlecchino nel mitico Arlecchino servitore di due padroni, con il quale ha girato tutto il mondo, lavora con teatri stabili, compagnie private e cooperative, tra cui il Teatro Stabile del Veneto, il Teatro di Genova, il Teatro Carcano di Milano, il TAG Teatro di Venezia e La Piccionaia – I Carrara di Vicenza, il Teatro della Tosse e il Teatro dell’Archivolto di Genova.

Come attore di prosa è stato diretto da Strehler, Lassalle, Sciaccaluga, Amelio, Battistoni, Soleri, Bosetti, Conte, Gallione, Crivelli, Kerbrat, Boso, Friedel, Hertnagl, Emiliani, Maifredi, Damasco, Zecca.

Dal 2004 è docente al DAMS di Imperia nel corso di Drammaturgia dell’attore.

Nel 1996 è stato premiato al Festival di Borgio Verezzi, come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione di Arlecchino ne I due gemelli veneziani di Goldoni, regia di G. Emiliani.

Nel 2007 al Festival di Mantova Capitale Europea dello spettacolo è stato insignito de L’Arlecchino d’Oro, premio assegnato, tra gli altri, a Ferruccio Soleri, Marcel Marceau, Dario Fo.

 

Attore e ricercatore teatrale, Silvio Castiglioni matura le prime esperienze con il Bread and Puppet di Peter Schumann e l’Odin Teatret di Eugenio Barba. Negli anni Settanta fonda il Teatro di Ventura, con cui realizza numerosi spettacoli con regia di Ferruccio Merisi, tra cui La tragedia dell’arte, dove è l’interprete di un originale Arlecchino. Lavora con Raùl Ruiz, Mauricio Paroni de Castro, Renato Gabrielli, François Khan, Katzuko

Azuma. Dal 2003 al 2010 collabora con la compagnia di Sandro Lombardi e Federico

Tiezzi, interpretando, tra gli altri, Gli Uccelli di Aristofane, vincitore del Premio UBU come miglior spettacolo.

Ha scritto e interpretato diversi spettacoli, tra cui nel 2009 Il silenzio di Dio, anche in diretta radiofonica su Rai Radio 3 e nel 2010 La notte sta finendo di Luca Doninelli, Sulla via del cannone di Mariano Dammacco  e C.U.O.R.E. di Giovanni Guerrieri.

Dal 1998 al 2005, dopo esserne stato condirettore con Leo de Berardinis, diventa direttore artistico del Festival di Santarcangelo. Da febbraio 2011 a maggio 2012 è direttore artistico del CRT – Centro di Ricerca per il Teatro di Milano. A fine 2012 interpreta L’uomo è un animale feroce, adattamento di Silvio Castiglioni dei Monologhi di

Nino Pedretti, trasmessi anche su Radio Rai 3. Nel giugno 2013 partecipa al Festival I teatri del Sacro a Lucca, al fianco di Silvia Pasello in Un po’ d’eternità, per Osip e Nadežda Mandel’štam di Andrea Nanni, regia di Giovanni Guerrieri. Attualmente sta lavorando a Questa vita di tutti di Andrea Nanni, ispirato a Le onde di Virginia Woolf e a uno spettacolo dedicato ai ragazzi, tratto da Un capitano di quindici anni di Jules Verne.

 

Claudia Contin Arlecchino è la prima donna a interpretare con continuità dal 1987 il ruolo maschile di una delle Maschere più famose e amate della Commedia dell’Arte Italiana.

Dopo aver frequentato a Bologna la Scuola di Alessandra Galante Garrone e a  Venezia il Seminario del Teatro a L’Avogaria, fonda a Pordenone con Ferruccio Merisi nel 1990 la Scuola Sperimentale dell’Attore, cui dà un contributo fondamentale come direttore dei programmi didattici.

È autrice di testi teatrali e di saggi teorici, tradotti in quattro lingue.

Ha ricevuto il Premio Adelaide Ristori 2005 come Miglior Attrice Contemporanea.

A fianco e a supporto dell’arte dell’attore, Claudia Contin coltiva l’arte figurativa, come

pittrice, grafica-performer e scenografa, creando così un linguaggio riconoscibile e amato in tutto il mondo. Diplomata all’Istituto d’Arte di Udine, laureata in Architettura a Venezia, espone dal 1974. La sua attività figurativa ha fortemente influenzato e guidato tutto il suo percorso di ridisegno del comportamento dell’attore sulla scena. Il suo esperimento più significativo in questo ambito è il linguaggio gestuale ricavato dalla pittura di Egon Schiele, che l’ha condotta a numerosi incontri anche in campo musicale, figurativo ed intellettuale. Dal 1994 per la Scuola Sperimentale dell’Attore dirige anche il

 

 

Progetto Sciamano, dedicato al Teatro delle Differenze e al Teatro Sociale.

Scrittrice, collaboratrice e interprete di un gran numero di spettacoli della sua compagnia, che hanno girato il mondo, di lei rimangono sempre in repertorio i suoi inossidabili assolo, tra cui Gli abitanti di Arlecchina, Il Monologo di Arlecchino, Arlecchino & il suo Doppio.


Dopo aver animato i pupazzi della compagnia milanese del Teatro del Buratto ed aver appreso le tecniche di animazione e regia da Velia Mantegazza e l’arte della scultura da Natale Panaro, Daniele Cortesi incontra, negli anni Ottanta, il burattinaio Benedetto Ravasio, che gli trasmette la passione per la tradizione burattinaia bergamasca. Nel 1982 lascia il Teatro del Buratto e fonda una sua compagnia, che si afferma come una tra le più qualificate interpreti dell’antica arte del “teatro delle teste di legno” e che continua ancora oggi ad allestire spettacoli nel rispetto della tradizione popolare. In pochi anni sulla sua ribalta prendono vita tutte le Maschere della Commedia dell’Arte, dai bergamaschi Arlecchino e Brighella al veneto Pantalone con Smeraldina e il dottor Tartaglia, sempre affiancate da Gioppino, eroe popolare della tradizione locale, e dagli immancabili re, principi, principesse, streghe, orchi e animali parlanti. Nel 1996 riceve a Gonzaga il Premio Nazionale dei Burattinai Campogalliani d’Oro, massimo riconoscimento del settore. I suoi spettacoli sono stati rappresentati nelle piazze, nelle scuole, nelle rassegne nazionali e in prestigiosi teatri italiani, tra cui il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Filodrammatici, il Teatro Donizetti e il Sociale di Bergamo, il Teatro Goldoni di Venezia. Nel 2009 ha partecipato alla manifestazione Volgar’ Eloquio, promossa dalla Regione Lombardia in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, ispirata alla tradizione popolare e all’utilizzo del dialetto in ambito teatrale.

 

 CREDITS:

– Paolo Rossi – foto Valeria Palermo

– Ferruccio Soleri – foto Diego Ciminaghi, Piccolo Teatro di Milano 

– Silvio Castiglioni – foto Valentina Bianchi

 

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