Giardini e parchi aperti nei Castelli del Ducato Ogni stagione ha il suo frutto nei nobili manieri

Non è facile avere un bel giardino: è difficile come governare un regno” scriveva Hermann Hesse. Ed è proprio questo, citando l’autore tedesco, il fascino racchiuso nei più bei giardini che circondano alcuni tra i 21 Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Sì perché ogni maniero è un regno in cui trovano dimora storie, leggende, arte. Ed ogni parco o terrazza rappresenta il “pollice verde” dei castellani di oggi e l’estro degli architetti che li hanno concepiti con la meravigliosa certezza che un giardino non cesserà mai di fiorire, cambiare, crescere: così per i visitatori aiuole, siepi, alberi, boschi possono essere un piacere per gli occhi e una scoperta, nei profumi, per il naso. La natura che circonda i Castelli sarà una maestra che vi sorprenderà. Nei secolo l’Italia veniva definita meraviglioso “giardino d’Europa”. Così piacevoli gite all’aria aperta possono essere organizzate visitando i Castelli dall’Appennino al Po. Ci sono quelli botanici, quelli all’italiana e quelli all’inglese. Possono essere pensili su un fossato colmo d’acqua, racchiusi dentro un chiostro, estesi per ettari ed ettari di prato come grandi parchi in cui passeggiare, selvaggi e boscosi sul colle. Spiccano quelli ricchi di essenze floreali, siepi ed aiuole, oppure quelli neoromantici e pittoreschi con statue, grotte, fontane in cui rivivere atmosfere ottocentesche. Non mancano, infine, quelli ispirati dal gusto per l’esotico.

 

Sognando il “Giardino delle Delizie”, ecco un più terreno viaggio che partendo dal piacentino, si tramuta da subito in una escursione in grado di rinfrancare lo spirito e di incantare lo sguardo. Il Borgo di Vigoleno, perfettamente conservato con la imponente cinta muraria con merli ghibellini, si erge su un crinale con vista sul torrente e sul Parco Regionale Fluviale dello Stirone. Oltre a rivestire un rilevante interesse paleontologico, il Parco tutela habitat, specie vegetali e animali.

 
Immerso nella verdissima Val Vezzeno è il Castello di Gropparello, circondato da un bosco dove prende vita il Parco delle Fiabe, primo “parco emotivo” d'Italia. Si tratta di un sentiero che attraversa un bosco dove i bambini vestiti da cavalieri incontrano diversi personaggi, in gran parte legati ai miti celtici, ad esempio fate, folletti, elfi, druidi.  Accompagnati da una guida possono altresì seguire le orme e le tracce del passaggio degli animali selvatici oppure scoprire i segreti della flora tra ofioliti di origine magmatica, iperico e fossili marini in una passeggiata naturalistica fino alle Gole del Vezzeno.  L’antico termine “gropp” indica una formazione rocciosa, una difesa naturale contro i nemici. Da qui ci si sposta poi in Val Tidone, alla Rocca d’Olgisio, fortezza con loggiato cinquecentesco, circondata da diversi giri di possenti mura, incastonata tra i torrenti Tidone e Chiarone: nella bella stagione il bosco secolare che l’avvolge è un tripudio di fioriture spontanee e specie botaniche protette: orchidee, dittamo e rare amarillidi gialle. Affascinano le misteriose “grotte naturali” e la leggenda del “pozzo del diavolo” nel giardino.
 
Un ampio giardino dominato dal mastio alto 36 metri circonda il Castello di Sarmato dal 1819 di proprietà dei Conti Zanardi Landi, già documentato nel 1246, circondato da ampio fossato. Il toponimo del luogo sembra trarre le sue origini da un insediamento di popolazioni sarmatiche, calate in Italia coi Longobardi alla meta del Cinquecento. Ottimamente conservato, ancora oggi il fortilizio è formato da un perimetro quadrangolare di mura con due torri agli angoli e due rivellini che fuoriescono ai lati est e ovest. Per accedere all’interno si oltrepassa un monumentale ingresso ad arco a sesto acuto sovrastato da merlatura a coda di rondine, con pusterla pedonale, anch'essa archiacuta. Originariamente i passaggi erano muniti di ponte e passerella levatoi, come si può percepire dagli incastri ancora evidenti. Tra gli eventi annuali spiccano: “Il Tesoro di Ali Babà – Mostra mercato”, nell’ultimo weekend di maggio e “La Terra – Mostra mercato di ceramica”, nel secondo weekend di ottobre.

Ultima tappa in territorio piacentino è il Castello di San Pietro in Cerro, ribattezzato il “paese-giardino” della Val d’Arda, con il maestoso castello quattrocentesco cui si accede percorrendo un viale costeggiato da tigli secolari. L’origine del toponimo “in Cerro” si spiega con la consistente presenza in quella zona di una varietà di quercia, il cerro appunto, nome comune dell'albero Quercus cerris. Un’altra curiosità: la tela nella sala da pranzo alla parete, attribuita alla scuola del  Tiepolo (inizio ‘700), è dipinta con la tecnica dei succhi d’erbe, in cui il colore, steso direttamente, la fa assomigliare a un arazzo. Raffigura Angeli in adorazione dell’Agnello mistico.

L’ampio parco che dà respiro alla struttura è anche una sorta di museo all’aperto, ospitando opere del mim – Museum in Motion, collezione di oltre 800 lavori esposti a rotazione – quadri, sculture e disegni – di artisti contemporanei italiani e stranieri custodita all’interno Nei suggestivi ambienti del sottotetto del maniero.

 

Al Castello di Rivalta, sontuosa residenza signorile affacciata sul Trebbia, in una delle aree paesaggistiche più interessanti per flora e fauna, sono possibili escursioni naturalistiche e visite al parco che si presenta come un folto giardino alberato che circonda tutto il borgo. Famose le escursioni green previste da aprile a settembre lungo il corso d’acqua.

Allo sbocco della Val Luretta nella pianura piacentina spiccano la Rocca e il Castello di Agazzano Anguissola Scotti  Gonzaga: lavisita al complesso prevede un passaggio nel giardino di gusto francese con un'ampia prospettiva, popolato di statue di pietraraffiguranti le divinità dellOlimpo. Esso collega la rocca quattrocentesca con la villa sviluppatasi sull'antico castello alla fine del XVIIIsecolo, in una vera e propria “integrazione scenica” e si estende sulla collina che digrada verso la vallata. Per uscire dalla villa siattraversa il “giardino d'inverno. È una saletta nella quale l'affresco colpisce il visitatore per il cielo azzurro, e la finta voliera su cuisappoggiano piccoli fiori e leggeri steli rampicanti; qua e  si intravedono alcune farfalle e uccellini. Qui le dame potevano conversare,ricamare, sferruzzare lavori a maglia o intrattenersi in altri “lavori donneschi, avendo lillusione – anche quando fuori c'era brutto tempo–  di sostare sotto un fiorito berceau allaperto.

Un “giardino” nella corte è invece la grande manifestazione in programma il primo fine settimana di ottobre al Castello di Paderna: la campagna d’autunno vi offre la diciottesima edizione “Frutti Antichi” importante rassegna nazionale di piante, fiori e frutti dimenticati, prodotti dell'agricoltura biologica promossa dal FAI, Comitato di Piacenza e dal Castello di Paderna. Essa celebra l’arte del giardinaggio, i prodotti dell’agricoltura biologica, la biodiversità vegetale, tra essenze floreali antiche ed una ampia gamma di piante da frutto, arbusti e fiori, dalle erbacee alle orchidee e poi rose, peonie, ellebori, dalie.

Non è da meno il parmense, con il millenario Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino che domina la vallata sul Parco fluviale regionale dello Stirone tra morbide colline verdeggianti attraversate dall’antica Via del Sale, nel medievale Borgo di Scipione Castello, a 3 chilometri da Salsomaggiore Terme. Il maniero è avvolto dai profumi del bosco. Nel silenzio della natura si distingue il cinguettio degli uccellini, il brillio delle lucciole di notte d’estate, le cromie di aiuole fiorite e i verdi dalle più svariate gradazioni. All’interno, le decorazioni dei soffitti lignei e degli affreschi Cinquecenteschi e Seicenteschi ripropongono ghirlande di frutta e scene trompe l’oeil con paesaggi verdeggianti, scene mitologiche e beneauguranti conchiglie. Qui sarete ispirati dai suoni e dalle ombre della natura, tra realtà e immaginazione.

C’è poi la Reggia di Colorno, ribattezzata una “piccola Versailles”. A partire dal Seicento il parco venne arredato con fontane dalle forme fantasiose, getti d’acqua, da una incredibile grotta, oltre che essere impreziosito da un disegno complessivo che arrivò a far paragonare la residenza a Versailles. In primavera è in programma “Nel segno del giglio” una grande mostra florovivaistica ed in autunno si fa il bis, stagionale, con “Nel segmo del giglio d’autunno”. Non è circondata da un giardino ma da un grande orto l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense con vista sul Grande Fiume Po e la Golena. L’orto- giardino infatti è inserito all’interno del percorso di visita che comprende anche la corte, le sale affrescate, le antiche cantine di stagionatura dei Culatelli e del Parmigiano-Reggiano, con possibilità di vedere i maiali di razza antica “Nera Parmigiana”, le vacche di antiche razze locali, gli animali da cortile e la vigna.

Alla Rocca Sanvitale di Fontanellato, potete vedere il piccolo giardino pensile ottocentesco affacciato sull’acqua del fossato che circonda il maniero: dal pensile giardino si accede all’unica Camera Ottica ancora in funzione in Italia. A tema con il pollice verde, è la mostra-mercato “Rocca e Natura” ogni quarta domenica del mese con una sezione dedicata a prodotti della terra e dell’orto. Adagiata sulle prime colline dell’Appennino si trova la Rocca Sanvitale di Sala Baganza,  affiancata dallo splendido giardino storico farnesiano, restaurato e restituito agli antichi splendori nel 2009. Esteso per tre ettari, l’aggettivo che meglio lo definisce è “potager”, cioè orto-giardino: sono infatti le piante sempreverdi e da frutto disposte secondo un disegno decorativo che abbelliscono lo spazio e creano un aspetto cromatico diverso ad ogni stagione. E’ aperto tutti i giorni, l’ingresso è libero e indipendente dal castello. La Rocca si trova a due passi dal Parco dei Boschi di Carrega, nucleo centrale della tenuta farnesiana di caccia e un tipico esempio di foresta padana alternata a piante da frutto e zone coltivate.

Anche la Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense (al momento l’unico maniero chiuso per restauri, la cui data di riapertura verrà comunicata nel 2013) – che ancora riassume quanto resta dell’importante complesso castrense con l’epopea leggendaria e aristocratica del casato rossiano – è circondata da un ampio parco a cui si accede sul fronte orientale del maniero con l’ingresso dalla piazza del paese. Considerata inespugnabile secolo addietro, la Rocca di Montechiarugolo è ingentilita da un giardino a riprova che il castello è sintesi di architettura fortificata e dimora signorile. Il lato orientale del maniero è a strapiombo sul greto del torrente Enza.

 

Gli amanti dello shopping, poi, non si lasceranno sfuggire l’occasione di una tappa al vicino Fidenza Village Chic Outlet Shopping(PR, vicino ai Luoghi Verdiani e alla Rocca Sanvitale di Fontanellato), con le sue grandi firme. Chi ha acquistato la Card del Ducato presentandola all’ufficio turistico del Fidenza Village Outlet Shopping potrà ritirare la One Day Card grazie alla quale lo shopping, nei negozi del villaggio aderenti all’iniziativa, sarà ancora più conveniente. La Card del Ducato è in vendita, a 2 euro, nelle biglietterie dei castelli ed è valida un anno a partire dalla data di emissione. Offre lo sconto di 1 Euro nei manieri (tranne al Castello di Torrechiara e al Castello Malaspina Dal Verme di Bobbio).

 

 

Per informazioni

Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza – Club di Prodotto

Tel. 0521.823221; 0521.823220 – fax 0521.822561

www.castellidelducato.it

e-mail: info@castellidelducato.it

 

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