MAREBLU ADOTTA LE TARTARUGHE MARINE DEL MEDITERRANEO

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani (http://worldoceansday.org/) il noto marchio del tonno in scatola annuncia il suo sostegno alle attività di uno dei più importanti Centri recupero tartarughe marine in Italia, gestito a Manfredonia (FG) da Legambiente. L’azienda, attraverso il gruppo MW Brands, è da tempo impegnata nella tutela di questi delicati animali in Oceano Indiano, dove si svolgono le attività di pesca

Nasce un gemellaggio virtuale tra le tartarughe marine del Mediterraneo e quelle dell’Oceano Indiano. A creare questo collegamento per la difesa dei delicati rettili sia nelle acque del mare nostrum sia ad Aldabra, uno dei più grandi atolli del mondo, sono Mareblu e il suo gruppo MW Brands, leader europeo nel settore delle conserve ittiche. Nell’ambito della partnership recentemente siglata con Legambiente, il terzo marchio italiano nel mercato del tonno in scatola si è infatti impegnato a contribuire a sostenere il centro di recupero tartarughe marine di Manfredonia, un’eccellenza nazionale in gestione all’associazione ambientalista dove ogni anno transitano oltre cento esemplari di Caretta caretta.

 

Nato nell’ambito del Progetto TARTANET LIFE 2004 NAT/IT/187, il centro è situato nell'Oasi Lago Salso di Manfredonia e opera in rete con altri 13 centri Tartanet dislocati sul territorio nazionale. E’ aperto ai visitatori e alle scuole per attività d’informazione e di sensibilizzazione. Nel corso del 2011 ha ospitato anche un esemplare di Chelonia mydas, una specie di tartaruga marina considerata rarissima nel mare Adriatico e che è invece nativa proprio dell’Oceano Indiano dove è oggetto di un altro progetto di tutela cofinanziato da MW Brands.

 

Infatti nell’atollo di Aldabra, la cui conservazione è affidata alla Seychelles Islands Foundation, dal 2010 il gruppo di cui Mareblu fa parte partecipa a programmi di ricerca volti a preservare due specie marine a rischio di estinzione, i dugonghi e le tartarughe verdi (appunto le Chelonia mydas).

 

Il tema della tutela delle tartarughe ci permette di evidenziare i grandi progressi che sono stati compiuti grazie alla ricerca scientifica nelle tecniche di pesca del tonno” commenta Giovanni Battista Valsecchi, marketing manager di Mareblu. “Oggi le catture accidentali di tartarughe rappresentano un fenomeno per noi quasi nullo e tutti i pescatori da cui ci riforniamo sono stati addestrati opportunamente per consentire di liberare questi animali eventualmente finiti nelle reti – spiega Valsecchi chiarendo inoltre che – Mareblu rifiuta i metodi di pesca più pericolosi, come il palangaro, i cui grossi ami finiscono spesso per uccidere tartarughe, ma anche uccelli marini e altri animali protetti. Parallelamente entro la fine del 2016 ci siamo impegnati ad avere il 100% dei prodotti con materia prima pescata a canna o con reti a circuizione su banchi liberi, senza uso di sistemi di aggregazione per pesci. Nella tutela della biodiversità marina, le nostre prime azioni si sono svolte in Oceano Indiano, laddove incidiamo direttamente con le attività di pesca; oggi ci allarghiamo al Mediterraneo per portare all’attenzione dei nostri consumatori di riferimento questi importanti temi di tutela ambientale”.

 

In seguito a fenomeni di abbassamento della temperatura dell’acqua nell’inverno scorso e a particolari condizioni meteo-marine, come le mareggiate, circa 114 esemplari di Caretta caretta sono stati ricoverati e curati dal Centro Recupero di Manfredonia nei mesi a cavallo tra fine 2011 e i primi mesi di quest’anno. Un bilancio che è da attribuire anche alla crescente collaborazione da parte dei pescatori e delle associazioni di Manfredonia per la tutela di questi animali protetti a livello internazionale. Secondo Giovanni Furii, responsabile del Centro di Recupero di Manfredonia "gli incontri tra gli operatori del centro e i pescatori sono quasi quotidiani e rappresentano una preziosissima fonte d’informazioni per il CRTM e per gli altri centri di ricerca, vertendo inoltre sui comportamenti da tenere in caso di cattura accidentale delle tartarughe marine e sulle loro modalità di trasporto". Dei 114 esemplari ospitati dal centro, infatti, 10 sono stati rinvenuti spiaggiati in condizione di ipotermia, mentre gli altri provengono da catture accidentali nelle reti da strascico. La pesca con il palangaro non è praticata dalla Marineria di Manfredonia, per cui il numero di tartarughe catturate accidentalmente all’amo incide in parte minima sul totale dei ritrovamenti.

 

Con un approccio del tutto simile, ogni anno si svolge nelle Seychelles la tuna Conference, un congresso scientifico internazionale a cui prendono parte i più influenti attori economici e politici che direttamente o indirettamente possono incidere sulla pesca del tonno: rappresentanti governativi, industria conserviera, armatori di flotte, scienziati e alcune delle principali organizzazioni ambientaliste si riuniscono a Mahè su iniziativa dell’International Seafood Sustainability Foundation, di cui MW Brands è socio fondatore e sostenitore. Nell’ambito dei lavori del congresso ampio spazio viene riservato all’aggiornamento tecnico sulle pratiche da attuare per ridurre gli impatti della pesca del tonno sulle specie non in obiettivo.

 

LA PARTNERSHIP CON LEGAMBIENTE

Legambiente, dopo un’accurata analisi della filiera Mareblu e dell’approccio globale che l’azienda riserva all’ambiente, ha accettato di avviare con essa una collaborazione. Diversi sono i prerequisiti considerati, quali la piena tracciabilità della materia prima, la certificazione delle varietà di pesce utilizzate e dei metodi impiegati, l’impegno a distribuire prodotti provenienti da un pesca al più presto al 100% sostenibile e migliorando progressivamente i metodi di pesca attualmente più diffusi attraverso il supporto alla ricerca scientifica. Mareblu ha dato prova dei requisiti posseduti e ha programmato l’attuazione degli impegni presi: è pronta a commercializzare la referenza tonno Skipjack pescato a canna (tecnica “Pole&Line”) e, per favorirne l’accettazione nella Grande Distribuzione Organizzata, si è resa disponibile a minimizzare i propri margini. Inoltre si è impegnata entro la fine del 2016 ad avere il 100% dei prodotti con materia prima pescata a canna o con reti a circuizione su banchi liberi, senza uso di sistemi di aggregazione per pesci. Nel frattempo, a partire dal 2013, l’approvvigionamento avverrà preferenzialmente da navi che siano monitorate da osservatori qualificati a bordo e che trattengano il 100% delle catture accessorie in modo da poterne misurare il quantitativo e verificarne la composizione. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.mareblu.it alla sezione Naturablu.

 

 

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