DISNEY E WWF INSIEME PROMUOVONO DUE APPUNTAMENTI GREEN PER RAGAZZI

Il progetto Disney’s Friends for Change – Insieme per la Terra  vedrà impegnati i giovani nella salvaguardia di spiagge e tartarughe marine

grazie alle iniziative che avranno luogo a partire da settembre

 a Molfetta e a Burano

 

 

CENTRO DI RECUPERO TARTARUGHE DI MOLFETTA:

IL “PRONTO SOCCORSO” DEL MARE

Il Centro di Recupero di Molfetta, in provincia di Bari, è uno dei 21 “ospedali” per le tartarughe marine che il Network Tartarughe del WWF Italia ha creato lungo le coste italiane.
Nato nel 2005, ha salvato e curato dai 18 ai 25 esemplari ogni anno con punte nel 2010 di 110 tartarughe assistite e di oltre 60 nella prima metà del 2011. Un incremento dovuto soprattutto all’avvio della collaborazione con le Capitanerie di Porto pugliesi per la cura degli esemplari che vengono catturati accidentalmente dagli attrezzi di pesca, principale minaccia per la loro sopravvivenza, e anche per la liberazione in mare delle tartarughe curate nel Centro e ormai guarite.

Situato all'interno di una scuola elementare, negli ex-locali della mensa, il Centro ha tra i suoi principali fruitori proprio i ragazzi delle scuole, che partecipano alle sue attività attraverso lezioni in aula, percorsi didattici e visite guidate, con la possibilità di assistere alla liberazione delle tartarughe guarite, l’emozionante momento in cui gli esemplari curati nel centro tornano a vivere libere in mare. Nel solo 2010 il Centro ha accolto cinquemila visitatori, per la maggior parte studenti.

Poiché la principale minaccia per le tartarughe marine è la pesca accidentale, che solo in Italia colpisce più di 20.000 esemplari all’anno di cui molti non sopravvivono, la collaborazione con i pescatori è alla base dell’azione WWF per la loro tutela. Per questo il Network tartarughe del WWF porta avanti tutto l’anno un’importante azione di sensibilizzazione e informazione, per spiegare ai pescatori, anche attraverso la consegna di speciali magliette illustrate, i semplici gesti da compiere per aiutare le tartarughe trovate in difficoltà o catturate involontariamente con attrezzi da pesca come reti o ami: per esempio, tagliare corta la lenza in modo che la tartaruga non la ingoi, farle riposare prima di restituirle al mare e, nei casi più gravi, contattare il Centro di recupero più vicino. Al Centro di Molfetta, i ragazzi di Friends for Change aiuteranno gli esperti a promuovere l’importanza delle tartarughe marine e della loro tutela, sensibilizzando cittadini e pescatori con divertenti attività pratiche.

Ecco invece come avviene la prassi di accoglienza, degenza e riabilitazione di una tartaruga nel “pronto soccorso” di Molfetta: arrivati al Centro, gli esemplari sono sottoposti a misurazioni, radiografie, biopsia per lo studio del Dna, indagini per analizzare l’alimentazione dell’animale ed individuare eventuali agenti inquinanti. Se necessario gli animali vengono sottoposti a interventi chirurgici e dopo gli opportuni giorni di degenza, che possono arrivare a diversi mesi nei casi più gravi, vengono “liberate” in mare. Per le attività di cura e alcuni progetti di ricerca ad esse collegati, il centro di Molfetta collabora con la Facoltà di veterinaria dell’Università di Bari e con l’Università di Roma “La Sapienza”.

 

L’OASI DI BURANO: LA PRIMA OASI DEL WWF IN ITALIA

Era il 1967 quando l’impegno di Fulco Pratesi, presidente onorario e fondatore del WWF Italia, riuscì a trasformare il lago di Burano (a Capalbio in provincia di Grosseto), all’epoca riserva di caccia, nella prima delle 100 Oasi del WWF in Italia, appena un anno dopo la nascita dell’associazione. Da questo scrigno di biodiversità e luogo simbolo della memoria del WWF, è così partita la lotta per la conservazione delle specie e degli ecosistemi, a cominciare dal rendere i cittadini consapevoli della rarità di questo paradiso naturale. E’ in quest’ottica che si collocano iniziative come la pulizia della spiaggia che solo nella prima metà del 2011 ha visto la partecipazione di circa 200 volontari di età compresa tra i 3 e gli 80 anni!
Rilanciare la pulizia del litorale a mano non serve solo a rendere la spiaggia più bella grazie al coinvolgimento dei cittadini ma ad evitare la pulizia meccanizzata che mette a fortemente a rischio la biodiversità e la conservazione degli habitat costieri, poiché asporta i pezzi di legno e i resti delle piante acquatiche spiaggiate, come la Posidonia, che formando una barriera naturale ostacolano il processo di erosione.
Proprio tra i pezzi di legno nidificano alcune delle specie di uccelli più rari, come il Fratino (ce ne sono 20 coppie in tutta la Toscana) e il Succiacapre. Complessivamente la fauna dell’Oasi è composta da 274 specie di uccelli, tra i quali morette, moriglioni, svassi, aironi, fenicotteri, molti rapaci, come il falco di palude, le albanelle, il falco pescatore, il falco lanario, e piccoli passeriformi come l’occhiocotto, la sterpazzolina e il becca moschino. Tra i mammiferi sono presenti l’istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la rara puzzola. Molto importante sono i coleotteri della duna, 233 specie compresa la rarissima Eurynebria complanata. Da alcuni anni ormai si riproducono a Burano anche la farfalla monarca, la sfinge testa di morto e la Lelya cenosa, una piccola farfalla notturna il cui bruco si alimenta della canna di palude.
Ricchissima anche la flora: oltre 600 specie rappresentate, in prossimità della spiaggia, da narciso di mare, santolina, eringio marino, ammofila arenaria e, sulla sommità e nella zona retrodunale, da ginepro coccolone, ginepro fenicio, mirto, fillirea, lentisco e quercia da sughero. Le sponde del lago sono ricoperte da cannuccia di palude e giglio d’acqua. E sono presenti inoltre circa 60 specie di licheni tra i quali l’ormai raro Teloschistes villosus.

www.disney.it/friendsforchange

 

www.wwf.it




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