Mostra “IL CINEMA CON IL CAPPELLO. BORSALINO E ALTRE STORIE” – Triennale Milano

18 gennaio – 20 marzo 2011

Triennale di Milano

Viale Alemagna 6

A cura di Gianni Canova

Ideata da Elisa Fulco, Fondazione Borsalino

Ingresso libero

ANTEPRIMA PER LA STAMPA: lunedì 17 gennaio 2011, ore 11.30 – 13.00

Presentazione della mostra: ore 12.00

interverranno:

Elisa Fulco, curatore Fondazione Borsalino

Gianni Canova, curatore mostra ‘Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie’

Roberto Gallo, presidente Fondazione Borsalino e A.D. Borsalino SpA


Le visite dei senza cappello non sono gradite
Teresio Usuelli-Borsalino

Propone l’esplorazione di un mito, un viaggio attraverso i linguaggi della contemporaneità, uno sguardo emozionale, ironico, nostalgico, poetico e trasgressivo, capace di creare ponte tra arte cinematografica e storia del costume, la mostra Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie, che dal 18 gennaio al 20 marzo 2011 sarà aperta gratuitamente al pubblico alla Triennale di Milano.
Dedicata al binomio centenario tra cinema e cappello, la mostra, è ideata da Elisa Fulco, curatrice della Fondazione Borsalino, e curata dal critico cinematografico Gianni Canova.
All’arte cinematografica è affidato il compito di raccontare le suggestioni e di trovare le connessioni in una molteplicità di mondi diversi che hanno scandito l’immaginario collettivo nel secolo breve e nel nuovo millennio. La mostra narra non solo la storia del classico cappello maschile in feltro, che ancora oggi porta il nome del fondatore Giuseppe Borsalino, ma propone tutte le evoluzioni e deviazioni di cui il copricapo è stato ed è protagonista, nella vita come nel cinema.
A partire dall’immersione in un grande cilindro multimediale, caleidoscopica macchina del tempo, la mostra condurrà il visitatore di sala in sala, con un meccanismo sempre teso tra il ritrovamento e la scoperta, lungo un percorso fortemente emozionale che utilizza tutti linguaggi della contemporaneità.
Il viaggio termina laddove questa mostra ha inizio, con un’emblematica carrellata dei Borsalino più famosi nella storia del cinema: se da sempre il cinema è indissolubilmente legato alla capacità narrativa del cappello, l’azienda Borsalino ha con il cinema un legame antico e speciale. Scelta da Jacques Deray  per rappresentare il gusto degli anni Trenta, il nome dell’azienda diviene il titolo di due celebri film cult con Jean Paul Belmondo e Alain Delon Borsalino (1970) e Borsalino & co (1974). Il primo, insolito e  involontario caso di product placament cinematografico.
Ma non solo: la mostra è l’occasione per scoprire inediti documenti che testimoniano la liaisonne tra cinema e Borsalino: dagli attualissimi disegni di Jacques Fonteray, costumista parigino delle due pellicole citate, ai lavori appositamente realizzati per la mostra dal noto illustratore Gianluigi Toccafondo, alla  presentazione in prima nazionale dell’inedita versione integrale restaurata di un documentario di cinema industriale della ditta Borsalino del 1912, realizzato dal regista Luca Comerio: un esempio unico nel suo genere in cui la fabbricazione del cappello viene introdotta da una vera e propria fiction.

La Mostra

La mostra si articola secondo cinque nuclei tematici, scanditi secondo un percorso espositivo in cui

l’allestimento multimediale e visionario, fortemente emozionale, realizzato dallo Studio Masoero-Tondo Architetti,

conduce il visitatore di sala in sala secondo percorsi obbligati o solo suggerti, alla scoperta di un mondo

caleidoscopico, tra memoria e rivelazione.

L’identità ovvero Il cinema con il cappello: un grande cilindro multimediale svela il ruolo chiave del

copricapo nella costruzione identitaria, utilizzata dal cinema. Dai protagonisti della pellicola sino all’emblematico

dialogo di Peter Falk ne Il Cielo Sopra Berlino di Wim Wenders in cui attraverso la ricerca del cappello giusto si

racconta il cambio di identità sotteso a ogni cambio di copricapo: gangster, borghese, eccessivo, comico.

Il cappello che emoziona: una sequenza di sale, ciascuna diversa dall’altra, scandisce le diverse emozioni

suscitate dal copricapo nelle sue diverse fogge. Guidato da suoni e rumori, il visitatore incontrerà il cappello che

fa ridere, il cappello che fa piangere, il cappello che seduce, il cappello che fa paura.

Scappellamenti e gesti: 10, 20, 100 scappellamenti cinematografici (riverenza, rispetto, saluto,

ringraziamento, esultanza) a confronto, per ritrovare tutti i molteplici significati dei gesti legati all’uso del

cappello: codici comportamentali vecchi e nuovi che hanno negli attori i massimi interpreti di segni che ci

parlano di un decoro perduto e di più attuali costumi.

La giostra dei nomi: dal Borsalino, nome proprio divenuto sinonimo di cappello classico maschile, al basco,

all’elmo, al casco, alla coppola, al turbante, alla bombetta, al colbacco, berretto, feluca, etc. Una lunga lista di

nomi cui corrispondo infinite e curiose forme di cappelli, raccontate attraverso un’installazione multimediale

realizzata dal gruppo N!03, pensata come una vera e propria galleria del vento.

Borsalino lancia Borsalino: la mostra si conclude là dove tutto ha inizio: la sezione presenta una carrellata

dei Borsalino più famosi nella storia del cinema ed è introdotta dai due celebri film Borsalino (1970) e Borsalino

& co (1974), entrambi di Jacques Deray (film cult con Jean Paul Belmondo e Alain Delon), il cui titolo porta il

logo dell’antica casa alessandrina, scelta dal regista per rappresentare il gusto degli anni Trenta. Completano la

narrazione i bozzetti d’epoca di Jacques Fonteray, costumista parigino delle due pellicole, e i lavori

appositamente realizzati per la mostra da Gianluigi Toccafondo. Infine, un inedito cinematografico e un

documento storico per il made in italy: in prima nazionale sarà presentata la versione integrale restaurata di

un documentario di cinema industriale realizzato nel 1912 dalla ditta Borsalino, con la regia Luca Comerio: un

esempio unico nel suo genere, in cui la fabbricazione del cappello viene introdotta e spiegata attraverso una

vera e propria fiction.

Se il cinema è indissolubilmente legato al potenziale narrativo del cappello – ha detto Roberto Gallo, Presidente

della Fondazione Borsalino – l’azienda Borsalino ha con l’arte cinematografica un’antica relazione. Oltre a creare

un canone estetico che ha dato il via alla leggenda cinematografica, l’azienda è da sempre attenta al linguaggio

video in ogni sua forma, come attestano numerosi documenti storici che mostrano come il cinema abbia sempre

rappresentato negli anni la chiave per comunicare la qualità del cappello alessandrino.”

La mostra è accompagnata da un catalogo, edizioni Corraini, in italiano e in inglese. Ospita i contributi di

Francesco Alò, Stefano Bartezzaghi, Mario Boselli, Gianni Canova, Emanuele Enria, Paolo Fabbri, Giusy Ferré,

Elisa Fulco, Roberto Gallo, Giorgio Gosetti, Franca Sozzani, Dario Edoardo Viganò, Sergio Toffetti. Progetto

grafico di Mari Conidi.

La mostra è realizzata in collaborazione con Volume srl, Eurostands SpA e Molo Design ltd, sponsor tecnici

dell’esposizione. 

Il CONCORSO “Al cinema con il cappello”

In occasione della mostra la Fondazione Borsalino, in collaborazione con il Centro Sperimentale di

Cinematografia, Corso di Cinematografia d’Impresa: documentario e pubblicità di Milano, Corso di Animazione

di Chieri (TO) e MYmovies, ha bandito il concorso “Al cinema con il cappello”.

Riservato ai giovani filmaker o videomaker rigorosamente under 35, con scadenza il 12 Febbraio 2011, il

concorso prevede la realizzazione di un cortometraggio inedito della durata massima di 5 minuti, collegato ad

alcuni temi della Mostra (cappello e comicità, cappello ed erotismo, cappello e identità).

La giuria, composta da Gianni Canova, critico cinematografico e curatore della mostra Il cinema con il

cappello. Borsalino e altre storie; Bartolomeo Corsini, Direttore Centro Sperimentale di Cinematografia- Sede

Lombardia; Elisa Fulco, curatore Fondazione Borsalino; Roberto Gallo, Amministratore Delegato Borsalino

S.p.A. e Presidente Fondazione Borsalino; Elena Masoero, consigliere Fondazione Borsalino; Marco

Montemaggi, vice presidente Museimpresa; Sergio Toffetti, conservatore Archivio Nazionale di Cinema

d’Impresa, Ivrea e Giancarlo Zappoli, direttore di MYmovies selezionerà i tre migliori lavori fra quelli pervenuti

a termini di bando, premiando l’originalità dei contenuti, la capacità comunicativa e la qualità estetica dei video

presentati.

Per informazioni: concorso@fondazioneborsalino.com

 

FONDAZIONE BORSALINO

Nasce nel Febbraio del 2008 come strumento efficace in grado di dare continuità e riconoscibilità all’attività

culturale intrapresa nel 2003 dalla Borsalino S.p.A. con l’obiettivo di riallacciarsi alla tradizione di mecenatismo

e di ricerca degli esordi.

La Fondazione ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione del patrimonio culturale e aziendale della “Borsalino

Giuseppe & Fratello S.p.A”, sia attraverso la promozione del Museo del Cappello Borsalino della città di

Alessandria che mediante lo studio dell’Archivio Storico Borsalino; l’analisi e la comunicazione degli aspetti

storici, culturali e sociali della moda, con particolare attenzione al copricapo; la promozione della cultura

contemporanea nei suoi diversi linguaggi (mostre, eventi, pubblicazioni, rassegne cinematografiche), nonché il

sostegno della cultura dell’artigianalità e del Made in Italy.

Le iniziative sostenute dalla Fondazione spaziano, attraverso l’adozione di uno sguardo multidisciplinare, dall’arte

contemporanea alla cultura d’impresa; dalla valorizzazione del patrimonio storico della Borsalino allo studio delle

relazioni tra il copricapo e la società del nostro tempo; dalla ricerca di nuove tecnologie e materiali per il

copricapo alla formazione nel settore sartoriale e della moda.

Fondazione Borsalino

Via Palazzo di Città, 2

14100 Asti

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